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Vita e salute

Vita e salute

Vita e salute
Il paradigma Don Abbondio
in Krisis. Corpi, Confino e Conflitto
Catartica Edizioni, 2020, pp. 120
Pagine 27-54

Questo volume, a cura di Afshin Kaveh, raccoglie cinque saggi che costituiscono una prima analisi critica di quanto è avvenuto e ancora accade in relazione al Covid19. Da prospettive diverse e interagenti abbiamo cercato di individuare le scaturigini dell’epidemia, il manifestarsi in essa di qualcosa che maturava da molto tempo, la miseria della sua gestione da parte delle autorità e dell’informazione, il nesso tra natura, politica, malattia, i possibili sviluppi, la crisi che il morbo ha generato in ogni anfratto del corpo collettivo.
È il testo nel quale ho cercato di esprimere con la maggiore chiarezza e completezza possibili ciò che penso dell’attuale momento storico. Anche se indirettamente, ho cercato di far emergere la forza psicosociale del virus come manifestazione di una potenza ancestrale, del bisogno di dogmi in una società del disincanto, dell’intimidazione moralistica come rito collettivo che dà forza a chi lo pratica in contrapposizione agli “egoisti, malvagi e indifferenti”. Il Covid19 come religione, insomma.

Il saggio è articolato in sette paragrafi:
-La vita di Don Abbondio
-La vita
-Il potere
-Panico televisivo
-Il corpo cancellato di Socrate
-I luoghi
-Infine, l’Intero, la Φύσις

 

4 commenti

  • Luca

    Agosto 31, 2020

    Gentile Prof. Biuso, trovo stupefacente – tra sbigottimento e dolore da un lato, e profonda ammirazione dall’altro – che nessuno dei vari Cultori Nazionali del Manzoni sia riuscito a trarre dalle sue pagine qualche ispirazione concreta su come si sarebbe dovuta gestire questa pandemia (o almeno, non sia riuscito a farcelo sapere); e che invece proprio Lei (che, a quanto mi è dato sapere, ha una visione filosofica praticamente opposta a quella del nostro grande scrittore) sia riuscito – in questa occasione, e non solo – a cogliere l’essenza di alcuni dei suoi messaggi più profondi. Credo che ciò testimoni tra l’altro la solidità di questo “minimo comun denominatore”, teoretico ed etico al tempo stesso, che richiede tuttavia profonda lucidità ed onestà intellettuale per poter essere riconosciuto pur partendo da prospettive così diverse: e questo oggi più che mai, circondati come siamo da grida assordanti che ripetono all’infinito gli stessi insensati messaggi.

    • agbiuso

      Settembre 1, 2020

      Caro Luca, la ringrazio di questa sua sottolineatura della forza ermeneutica e teoretica del romanzo di Manzoni. Il quale ha contribuito in modo decisivo alla mia formazione di lettore e di persona. La grandezza di questo scrittore sta anche nel fatto che le sue personali convinzioni, che pure emergono di continuo nell’opera, non inficiano la lucidità di uno sguardo oggettivo sul mondo. Uno sguardo vale a dire filosofico.
      Il mio interesse verso Alessandro Manzoni è antico, come testimonia anche questo sito: I Promessi Sposi; Storia della colonna infame.
      E torno alle sue pagine ogni volta che possono aiutare a comprendere quello che accade, vale a dire spesso.

      • Luca

        Settembre 3, 2020

        Grazie anche per la segnalazione finale, seguire una bella lettura è sempre molto piacevole!

  • Tina Messineo

    Agosto 30, 2020

    Tanti sono i punti del tuo saggio che colpiscono.
    Dure e amare constatazioni.
    L’insegnamento ‘felice’…innervato a corpi vivi che apprendono!
    La scienza con le sue pretese di ‘verità’.
    La politica che stritola.
    E poi, il vero ‘problema’ :
    La servitù non è stata soltanto volontaria ma an-
    che felice, convinta, complice. Pubblicamente ri-
    vendicata. Vale a dire totale.

    Caro Alberto, sì, hai ragione, siamo troppi!
    La pretesa evoluzione dell’uomo e delle ere è costruzione moderna e, dunque, legata fortemente all’idea che l’individuo sia al centro di tutto, per questo (quasi) tutti si sono mostrati per ciò che veramente l’umano è, siamo troppi e anche troppo stupidi!

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