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Epidemie

Epidemie

Vita e potere
in Filosofi in ciabatte. Divagazioni filosofiche ai tempi del Coronavirus
A cura di Mario Graziano
Corisco Edizioni, 2020, pp. 205
Pagine 21-29

Corisco Edizioni è il marchio editoriale del Coordinamento della Ricerca Italiana delle Scienze Cognitive, del quale fa parte il Prof. Mario Graziano (Università di Messina). Ho accolto volentieri il suo invito a contribuire a un volume della collana pamphlet elettrico, la quale «è pensata per i libri che affrontano temi di attualità con uno stile tagliente, provocatorio e svincolato dalle convenzioni accademiche». Filosofi in ciabatte testimonia della veridicità di questa definizione.
Si tratta infatti di un libro davvero collettivo, il quale enuncia e difende tesi anche molto diverse, alcune persino opposte tra di loro. E questo conferma che la filosofia è il luogo della libertà, della complessità, della differenza. Un luogo che è e rimane lontano da ogni tentazione di dogmatismo, che sia esso religioso, scientista, politico, sanitario.
Che si presenti “in ciabatte” (
Armchair Philosophy) o in cattedra, la filosofia ha il diritto e il dovere di rifiutare ogni superstizione, di demistificare ogni tesi che si ponga come assoluta, necessaria, buona. Di demistificare anche la vita quando si presenta separata da ogni altro elemento del mondo. È quanto fa la più parte dei testi raccolti in un libro che non a caso ha sulla copertina l’incisione di Francisco Goya sul sonno della ragione che genera mostri.
Nel saggio ho ripreso e cercato di sviluppare argomenti già enunciati in altri miei testi, che qui si possono però leggere liberamente (il volume può essere scaricato per intero e gratuitamente) e in una forma ‘condensata’. Questi i tre paragrafi nei quali si articola il contributo:
-La vita
-Il potere
-La Φύσις

***************
A quanto ho cercato di dire nel testo pubblicato da Corisco aggiungo una riflessione che parte da questa immagine, la quale documenta una dichiarazione di Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e membro del Comitato Tecnico Scientifico (l’ormai famoso CTS) del Governo Conte 2:

Questa, evidentemente non  è scienza. È ideologia, è psicologia, è biopolitica.
Nel Novecento ci sono stati degli scienziati che hanno piegato e deformato i loro saperi al servizio del bene e della sicurezza della comunità statale: gli scienziati nazionalsocialisti.

Emblematico è anche quanto apparso sul manifesto del 7.10.2020 come sintesi delle dichiarazioni del ministro della Salute:
«Il nuovo Dpcm. Non tutti gli esperti sono convinti dell’efficacia delle mascherine all’aperto, ma il provvedimento ha anche uno scopo psicologico: comunicare “l’innalzamento della soglia di attenzione”».
Speranza: «Mesi non facili». Per ora misure light
L’esercito nelle strade e la museruola che impedisce il respiro vengono definiti “light”.
Dallo Stato etico si sta pervenendo allo Stato psicologico/psichiatrico, allo Stato ultrapaternalista, allo Stato psicagogico.

Tra i numerosi documenti dei quali i media non parlano (o soltanto accennano) segnalo:

-una Lettre ouverte de médecins et de professionnels de la santé à toutes les autorités belges comme aux médias belges (5.9.2020) nella quale i medici belgi mostrano le conseguenze sulla salute mentale e gli effetti collaterali delle museruole: «maux de tête, nausées, fatigue, baisse de concentration se produit assez rapidement, un effet similaire au mal d’altitude». Posso testimoniare che alcuni familiari e amici costretti a indossare la maschera per molte ore consecutive mi hanno comunicato esattamente questi sintomi;

-le sentenze delle magistrature spagnola e francese che hanno giudicato incostituzionali e liberticide decisioni come il confino generalizzato (il cosiddetto lockdown) e l’imposizione delle museruole (maschere) all’aperto: Il Messaggero (9.10.2020)

-la Great Barrington Declaration (4.10.2020) pensata, redatta e diffusa su iniziativa di Martin Kulldorff, professore di medicina all’Università di Harvard, biostatistico ed epidemiologo; Sunetra Gupta, professore all’Università di Oxford, epidemiologo con esperienza in immunologia; Jay Bhattacharya, professore alla Stanford University Medical School, medico, epidemiologo, economista sanitario ed esperto di politica sanitaria pubblica.
La Dichiarazione è stata sottoscritta da numerosi «Medical and Public Health Scientists and Medical Practitioners» delle più diverse Università e Centri di ricerca.

Questa Dichiarazione evidenzia in modo argomentato, pacato ma deciso i controsensi e i rischi delle attuali politiche sanitarie e indica delle strategie molto meno pericolose e più efficaci.
Il testo in inglese si può leggere qui: Great Barrington Declaration
Il testo in italiano: Dichiarazione di Great Barrington
Il documento può essere sottoscritto anche da non medici, da semplici Concerned Citizen. Io l’ho fatto
Questi medici specialisti che lavorano e insegnano nelle più importanti università del mondo (un po’ più importanti rispetto a quelle del CTS italiano) scrivono, tra l’altro, questo:
«Provenendo da diverse parti del mondo e sia da destra che da sinistra del panorama politico, come epidemiologi abbiamo dedicato la nostra carriera alla protezione delle persone. Le attuali politiche di blocco stanno producendo effetti devastanti sulla salute pubblica, a breve e lungo periodo. […]
Tenere gli studenti fuori dalle scuole è una grave ingiustizia. Mantenere queste misure fino a quando non sarà disponibile un vaccino, causerà danni irreparabili con conseguenze sproporzionate per i meno fortunati. […]
L’approccio più umano, che bilancia i rischi e i benefici nel raggiungimento dell’immunità di gregge, è quello di permettere a coloro che sono a minimo rischio di morte di vivere normalmente la loro vita per costruire l’immunità al virus attraverso l’infezione naturale, proteggendo al meglio coloro che sono a più alto rischio. Noi chiamiamo questa strategia “Protezione Focalizzata”. […].
A coloro che non sono vulnerabili dovrebbe essere immediatamente consentito di riprendere la vita come normale. Semplici misure igieniche, come il lavaggio delle mani e la permanenza a casa quando si è malati, dovrebbero essere praticate da tutti per abbassare la soglia di immunità di gregge. Le scuole e le università dovrebbero essere aperte all’insegnamento in presenza.
Le attività extrascolastiche, come lo sport, dovrebbero essere riprese. I giovani adulti a basso rischio dovrebbero lavorare normalmente, piuttosto che da casa. Dovrebbero essere aperti i ristoranti e le altre attività commerciali. Arte, musica, sport e tutte attività culturali dovrebbero riprendere normalmente.
Le persone più a rischio possono partecipare se lo desiderano, mentre la società nel suo insieme gode della protezione conferita ai più vulnerabili da coloro che hanno costruito l’immunità di gregge».

La mia impressione generale è che i decisori politici siano nel panico e che la situazione stia sfuggendo di mano a loro e ai loro consiglieri. Quando accade una cosa del genere la situazione politico-sociale diventa davvero pericolosa per tutti, malati e sani.
Noi -cittadini, intellettuali, filosofi- dovremmo quindi cercare di pensare con le nostre teste, non con quelle di un’informazione dopata o dei social network che per loro natura non sono in condizione di ragionare.

11 commenti

  • Ivana Zimbone

    Ottobre 18, 2020

    Buonasera Prof, 

La ringrazio tantissimo per avermi resa partecipe del Suo intervento, delle opinioni degli esperti e del commento del collega, così riporto qui quanto Le ho inviato privatamente tramite e-mail, aggiungendo ulteriori dettagli.

    

La linea editoriale del Quotidiano di Sicilia – testata per la quale lavoro – non è mai stata conforme a quella della maggioranza dei giornali, sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Non Le nascondo, però, il mio timore nel lavorare spesso a stretto contatto con colleghi e personaggi pubblici e nel partecipare a convegni magari organizzati addirittura da medici di rilievo.

    
Riguardo la cronaca di questi mesi, posso dire di aver confrontato quotidianamente molte testate diverse, ognuna delle quali ha praticamente cambiato idea a giorni alterni: la “banale influenza” del giorno precedente diventava quasi sempre motivo di terrore il giorno successivo…una confusione assoluta! Senza considerare la centralità occupata dall’argomento: non si parla d’altro da mesi… e i problemi del nostro Paese non riguardano mica soltanto il Covid-19!
    
Stando alle ultimissime, spero che il nostro presidente della Regione – Nello Musumeci – spieghi come mai durante il lockdown in Sicilia (regione sostanzialmente Covid-free all’epoca dei fatti) si dovesse rimanere chiusi in casa con l’esercito davanti alla porta, ascoltando le sue performance online in cui esprimeva il desiderio di un accentramento totale dei poteri nelle sue mani che potesse consentirgli di emanare provvedimenti ulteriormente restrittivi (pratica tra l’altro incostituzionale, se per specifiche “zone rosse” circoscritte che potessero giustificarne la natura). E spero possa pure spiegare come mai, oggi, vada in giro chiedendo “superpoteri” per emanare provvedimenti che possano invece consentire ai cittadini maggiori libertà rispetto a quelle garantite dai Dpcm, nonostante un’impennata dei contagi estremamente preoccupante. Insomma, due situazioni completamente differenti in cui l’unico comune denominatore è rappresentato dalla sua richiesta imperterrita di maggiori opportunità legislative (adesso ci prova pure per le infrastrutture, salvo dire di non aver voce in capitolo sulle strade provinciali, sulle strutture comunali, sugli europrogetti – o per presunta mancanza di chiarezza da parte dell’Ue o per mancanza di personale adeguato in seno agli uffici regionali -. Mi chiedo dunque a cosa aspiri!).
    Nei giorni scorsi, all’evento organizzato del Sole 24 Ore, lo stesso governatore siciliano ha dichiarato di voler utilizzare il Recovery per un porto e un aeroporto hub: https://qds.it/infrastrutture-turismo-e-agroalimentare-per-ripartire/?fbclid=IwAR1hXIHpgZOcZvjfle0e8gujL7usOSrRVr8e7BJAyEUt-JHXFna1mVJn6Ag (se vuole ho la registrazione integrale di tutto il convegno). Eppure persino per l’internazionalizzazione di Punta Raisi avrebbe già interpellato da tempo un team di consulenti ben conosciuti: https://qds.it/turismo-e-agroalimentare-per-ripartire-dopo-il-covid/; https://qds.it/export-agroalimentare-turismo-e-cultura-per-rilanciare-la-sicilia/ . A cosa si sarebbe arrivati?

    Pure l’attuale dibattito sulle infrastrutture siciliane mi pare fasullo: esistono fondi indiretti Ue ad hoc in programmazione da ANNI, ma la Sicilia non ha MAI presentato alcun progetto (https://qds.it/recovery-fund-come-ultima-chiamata-per-il-ponte-sullo-stretto-o-la-va-o-la-spacca/ … lasci perdere il titolo, che non descrive il contenuto!).


    Ho realizzato diverse inchieste e interviste a proposito di Coronavirus e – a costo di sembrare completamente incapace di intendere e di volere – credo di voler sospendere il mio giudizio nel merito: sminuire come i negazionisti una pandemia mi pare davvero sciocco e poco costruttivo; indossare le mascherine all’aperto semplicemente per incrementare la paura (anche nei più piccoli che già hanno naturale difficoltà a comprendere questo momento particolare) mi pare altrettanto poco funzionale al supporto della nostra economia, della nostra dimensione sociale, della salute mentale dei cittadini. Tra l’altro persino Ranieri Guerra (membro del comitato tecnico-scientifico e direttore aggiunto dell’Oms) mi ha personalmente dichiarato l’inutilità di una simile prassi, dal punto di vista scientifico.

    


Nel corso del congresso di Simit sono intervenuti tantissimi specialisti ed è emerso come nel vasto panorama delle malattie infettive attualmente pericolose il Coronavirus rappresenti soltanto un tassello di un grande puzzle. Tra l’altro pare che la contagiosità dei soggetti sia difficile da appurare: il valore di analisi tenuto in considerazione per stabilire se l’ammalato debba rimanere in completo isolamento è così basso che si presume rimangano in tale condizione persino coloro che contagiosi non siano; il test eseguito sarebbe “fin troppo sensibile”.

    Allo stesso tempo ho avuto modo di appurare come ancora oggi nei nostri ospedali manchi del tutto ciò che invece sarebbe obbligatorio: la famosa “zona grigia”, mezzo indispensabile per ridurre i contagi; la netta divisione della radiologia generale da quella dei Covid-positivi. Così le nostre terapie intensive si stanno riempendo e il personale sanitario si sta nuovamente ammalando, con tutti i rischi connessi per coloro che ne dovessero avere bisogno (anche per altre patologie. Senza considerare la chiusura di tutti i reparti che testimonia quantomento come la sanità non sia stata potenziata a sufficienza nemmeno durante i mesi successivi al lockdown……..!!!!). 
    Credo che sia questo l’aspetto più grave che invece si tace (e che si taceva pure durante il lockdown, quando il personale medico – e non – all’interno degli ospedali mi dichiarava in forma anonima situazioni che credevo possibili solo nelle strutture sanitarie del Terzo Mondo!).
    Qui può trovare la mia recente intervista ai direttori di Malattie Infettive del Cannizzaro e del San Marco : https://qds.it/coronavirus-recrudescenza-posti-in-ospedale-quasi-sempre-occupati/. Ma sulle stesse strutture era stato detto tutt’altro nei mesi “caldi”: https://qds.it/la-sanita-etnea-sta-reggendo-lurto-del-virus-ma-i-medici-spesso-lottano-a-mani-nude/
.

    Grandi timori nutro anche per i diversamente abili, per le donne vittime di violenza costrette a convivere con il loro aggressore, per gli anziani… Ho un nipotino autistico (figlio della mia sorellastra) che durante il lockdown ha vissuto un isolamento maggiore rispetto al solito e che non ha nemmeno potuto seguire le sue solite terapie: a 4 anni, nelle sue particolari condizioni, non prestava certamente la dovuta attenzione alle sporadiche “terapie online” sullo schermo di un pc! Il risultato è stato quello di una regressione per fortuna ampiamente recuperata nei mesi successivi.
    Poi ci sono alcuni settori della nostra economia che non so quando potranno riprendersi: penso al nostro turismo, alle nostre strutture alberghiere ormai chiuse (senza eccezione nemmeno per le più prestigiose). E ci sono soprattutto gli uffici istituzionali che hanno trovato nel Coronavirus una scusa in più per non lavorare per mesi (mi chiedo perché non potessero ugualmente occuparsi dei bandi, delle gare d’appalto, dei lavori pubblici, dei progetti finanziati con fondi Ue). 

    Visto che mi sforzo sempre di cogliere gli aspetti positivi di ogni situazione, vorrei farlo pure in questo caso. Per la prima volta in Italia si parla di smartworking e di lavoro agile in maniera diversa dal passato (anche se in altri Paesi europei si tratta di una realtà consolidata da tempo). E penso questa possa essere una grande opportunità per il Sud e per le donne. Spero possa essere un’occasione per riflettere sulla divisione del lavoro che nel nostro Paese continua a rimanere maschile, con la conseguenza che il gentil sesso – per deformazione culturale – crede fermamente di non poter raggiungere l’indipendenza economica in assenza di una rete familiare che possa occuparsi della prole negli orari che comunemente riteniamo “da ufficio”.
    Con una Business coach sto seguendo diverse donne affinché possano riconoscere le loro competenze, perfezionarle e comunicarle ai potenziali clienti… una goccia nell’oceano che vuole spingere un cambiamento di paradigma che pare ancora lontano. Certamente con i bambini piccoli rimane difficile lavorare, ma si possono trovare delle soluzioni a prescindere dal contesto più o meno avverso, per rimanere vivi!!!
    Ho raccolto un po’ di considerazioni in questi due articoli: https://qds.it/smart-working-opportunita-per-le-donne-pur-superare-le-differenze-di-genere/; https://qds.it/smart-working-dal-nord-ossigeno-per-lisola-lavorare-per-altri-consumando-in-sicilia/.
    A proposito di aspetti positivi, finalmente c’è un maggior numero di studenti felici di entrare in classe, non ritenendo più scontata l’istruzione e la socializzazione (anche se con le dovute differenze per le scuole strutturalmente più svantaggiate – https://qds.it/liceo-majorana-senza-aule-e-con-gravi-criticita-strutturali/ – e per le misure di sicurezza – https://qds.it/dai-dpi-alle-aule-di-isolamento-istituto-casella-nellera-covid/ -). E poi ci sono le famiglie che si sono ritrovate, che hanno interrotto la loro vita frenetica per dedicarsi un po’ di tempo insieme. 

    Adesso però arriverà il vaccino… non faccio parte dei “no vax”, ma mi è sempre stato detto che i vaccini per i minori fossero sicuri perché testati per lunghi anni prima della loro somministrazione. Mi chiedo allora come il vaccino per il Coronavirus potrà essere ugualmente sicuro…

    A presto
    Con stima e affetto

    Ivana

    • agbiuso

      Ottobre 18, 2020

      Cara Ivana, la ringrazio per la ricca documentazione -frutto della sua competenza di giornalista e di cittadina- che ha voluto donare a questo sito.
      Sì, credo anch’io che uno degli elementi più gravi e rivelatori dell’incapacità e della malafede politica consista nel fatto che “la sanità non sia stata potenziata a sufficienza nemmeno durante i mesi successivi al lockdown”.

  • agbiuso

    Ottobre 18, 2020

    Epidemie e numeri: “Su 6.600 posti in terapia intensiva ne sono occupati 700” Locatelli dixit. Ma intanto governo e governatori minacciano coprifuoco, corte marziale, pena di morte. Il Covid19 ha toccato i cervelli di chi comanda (e dei cittadini tremolanti).

  • Alessandro Pluchino

    Ottobre 15, 2020

    Caro Alberto, grazie della condivisione, con la quale mi sento in completa sintonia.

    Oggi abbiamo la certezza, ma si era capito quasi subito, che il Covid-19 non produce complicazioni gravi, e tantomeno decessi, in modo indiscriminato su tutti gli individui contagiati. Al contrario, ormai sappiamo che una grossa parte dei contagiati – dati recenti parlano addirittura del 95% – è asintomatica, e che – come si vede dalle distribuzioni per fasce d’età dei contagi e dei decessi in Italia (https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2020/coronavirus-in-italia/) – il 95% dei deceduti ha un’età superiore ai 60 anni (peraltro, nella maggior parte dei casi, con una o più patologie preesistenti).

    Disperdere energie e risorse nel tentativo, di fatto impossibile, di controllare e proteggere tutti, potrebbe quindi essere una strategia meno efficiente ed efficace di quella di concentrare quelle stesse energie e risorse per tutelare le minoranze più a rischio (che peraltro sono quelle che, già in partenza, dovrebbero circolare meno), tenendole il più possibile isolate dal resto della popolazione meno a rischio, che potrebbe essere invece lasciato libero di comportarsi come meglio crede.

    Lo dimostra il fatto che, mentre si cerca con scarso successo di mettere una stretta alle infinite attività dei più giovani (https://www.ilsole24ore.com/art/covid-arriva-nuova-stretta-movida-smart-working-ADRhC1u?refresh_ce=1), la diffusione del Covid procede spesso indisturbata nelle RSA (https://www.fanpage.it/attualita/il-covid-accelera-nelle-rsa-italiane-col-nuovo-dpcm-limiti-allaccesso-di-parenti-e-visitatori/), dove già nella prima ondata ha mietuto migliaia di vittime.

    Ben vengano dunque i suggerimenti della Great Barrington Declaration, che mi auguro non vengano liquidati frettolosamente dai governi, come spesso avviene per qualsiasi proposta che non sia allineata con l’attuale paradigma del lockdown globale indifferenziato.

    Cari saluti,
    Alessandro

    • agbiuso

      Ottobre 15, 2020

      Grazie di cuore, Alessandro.
      Venendo da uno scienziato e da un fisico, la tua condivisione è per preziosa.
      A proposito delle persone anziane nelle RSA, spero soprattutto che non si ripeta lo strazio disumano di far morire le persone da sole, privandole del conforto dei propri cari. Una barbarie blasfema alla quale -che io sappia- non era arrivata nessuna civiltà.
      Quando vengono negati persino l’ultimo baluardo della socialità, il dolore intorno al defunto e il pianto rituale sul suo cadavere, vuol dire che mediante il terrore del contagio l’autorità è riuscita a penetrare nel luogo sacro della vita, assorbendola interamente ai propri parametri e obiettivi.
      Guidalberto Bormolini, monaco e tanatologo afferma infatti che «si muore da soli e si è sepolti quasi da soli. È il contrario di ciò che è sano antropologicamente. […] È più facile che sia messo in ginocchio un Paese che ha il terrore della morte rispetto a uno che con la morte ha più dimestichezza» (citato da Xenia Chiaramonte in Krisis. Corpi, Confino e Conflitto, p. 69).

  • Marcosebastiano

    Ottobre 14, 2020

    Pubblico di seguito una mia mail di risposta sul tema della pandemia e della sua gestione politica.

    Caro professore,
    ho letto, firmato e condiviso il documento e la ringrazio per averlo portato alla nostra attenzione, non credo infatti che altrimenti ne sarei venuto a conoscenza. Purtroppo, non c’è da stupirsi se i nuovi provvedimenti adottati dal governo non si trovino neanche lontanamente in sintonia con i contenuti della Dichiarazione, perché, come lei stesso ha già detto e scritto più volte, dalla condizione sclerotica dello stato di emergenza, dal panico delle masse, dalla «miseria» dell’informazione, dalla macchina sensazionalistica dello spettacolo dipende ormai la sopravvivenza stessa di questo esecutivo, che per parte sua scivola naturalmente verso un autoritarismo di fatto e del tutto palese.

    Leggendo il suo saggio Vita e potere mi ha particolarmente colpito il fatto di aver ritrovato le sue parole e le sue analisi nell’intervista del ministro della Salute Speranza rilasciata nel corso della trasmissione di Fabio Fazio; ritrovate, certo, solo completamente rovesciate, trasformate in un discorso grottesco.

    Se, infatti, lei ha scritto che «è la paura del morire che sta a fondamento della pervasività del potere. Quando l’autorità prospetta il rischio della morte se si disattendono i suoi comandi, la probabilità di essere obbediti cresce esponenzialmente. È per questo che ogni epidemia diventa un dono per chi comanda», il ministro Speranza ha dichiarato che «La chiave è il comportamento delle persone […] proveremo a incidere su alcuni pezzi della vita delle persone che in questo momento giudichiamo non essenziali […] ci sono cose che sono fondamentali e cose che non sono fondamentali».

    Se lei ha scritto che l’epidemia ha rivelato la natura volontaristica della servitù emersa violentemente nella maggioranza delle persone e che esse hanno altrettanto violentemente riversato sul prossimo, autorizzati e incoraggiati dal potere, se lei, quindi, scrive che «molte spente esistenze hanno visto in tutto questo l’occasione per imporre il proprio vuoto alla pienezza di altre vite, il proprio buio ai viventi nella luce, la propria sottomissione ai liberi. La servitù non è stata soltanto volontaria ma anche felice, convinta, complice. Pubblicamente rivendicata. Vale a dire totale», il ministro Speranza ha dichiarato che «gli italiani hanno dimostrato in questi mesi di non avere bisogno di un poliziotto o un carabiniere a controllarli personalmente» e, fiducioso, aggiunge che «ci saranno segnalazioni».

    Ancora, se lei professore ha scritto che «vivere significa anche scambio con i propri simili, relazione con lo sconosciuto, incontro dei corpi nello spaziotempo, nell’ambiente, nel mondo […] Se in situazioni di emergenza può essere necessario diminuire la potenza dell’incontro dei corpi, questo non può mai significare rinuncia alla ricchezza simbolica dell’esistere», se lei ha scritto sulla pericolosità della psicosi di massa indotta dal panico, sui danni che ha provocato e che provocherà il «distanziamento», ovvero «la dissoluzione del contatto sociale», di come questo sia il miglior strumento di governo del potere, il ministro Speranza ha dichiarato che ormai ci si può aggregare solo in presenza di adeguati protocolli statali da seguire alla lettera, che «non puoi avere il protocollo per una festa in una casa privata e allora lì c’è il divieto che scatta» (povero ministro, non può ancora disporre delle vite private dei cittadini, non ha il protocollo!).
    Perché questa attenzione maniacale alla vita privata dei cittadini? Per il nostro bene ovviamente, spiega il ministro, perché il 75% dei contagi avviene nelle relazioni private, intime, di materia personale, ovvero nelle relazioni in cui «purtroppo […] tendiamo ad abbassare la guardia», perché ci fidiamo di chi conosciamo, perché sono nostri amici, parenti, persone amate; tutto il contrario, fortunatamente secondo il ministro, di ciò che avviene quando si incontra uno sconosciuto, verso il quale si prova «un sentimento di timore, di paura» restando quindi a distanza di sicurezza e indossando la mascherina, contro cui si va in guerra insomma, vigili e con l’elmetto ben saldo. Cioè obbedendo. «È chiaro infatti che degli atomi sociali irrelati non potranno unirsi tra loro per contrastare le decisioni di colui che comanda».

    A questo delirio non poteva mancare la voce del Presidente del Consiglio, che dichiara, volendo rassicurare (dicono): «Non manderemo la polizia nelle case private, ma serve prudenza». Molto rassicurante, non trasformerà le nostre case colme di ingenua e pericolosa socialità in un bivacco di carabinieri e comitati tecnici, però attenti, non istigate.

    Mi scuso in anticipo per la lunghezza di questa mail, che, come avrà intuito, è anche un piccolo sfogo. Nella consapevolezza che dovremo convivere non con il virus ma con «le pratiche, le abitudini, le leggi, i controlli universali – tramite cellulari e droni – che il virus sta favorendo» e che non verranno più abbandonate e nella convinzione che la problematica fondamentale sia la dismisura del numero degli esseri umani, e infatti tutti «i grandi imperi o chi vorrebbe diventarlo – compresi il fascismo, il capitalismo, il comunismo –» non possono farne a meno, le porgo i miei cordiali saluti.
    Marcosebastiano Patanè.

    https://www.youtube.com/watch?v=4nNQLdhyYTI&t=1383s

    https://www.corriere.it/politica/20_ottobre_13/nuovo-dpcm-conferenza-stampa-conte-non-manderemo-forze-polizia-case-private-ma-serve-prudenza-3d8dc388-0d62-11eb-ab2b-0d1500572ae8.shtml

    • agbiuso

      Ottobre 14, 2020

      Caro Marcosebastiano,
      la ringrazio dal profondo per una lettura così attenta del testo e per il modo in cui ha messo a confronto le parole mie con quelle dei decisori politici.
      Ignoravo quell’intervista del ministro Speranza, così inquietante e arrogante.
      Quanto all’affermazione di Giuseppe Conte, è molto grave per la minaccia implicita, perché è la Costituzione della Repubblica a impedire che “i carabinieri entrino nelle case”, essendo il domicilio inviolabile senza un mandato della magistratura. E grave perché non ci sono state reazioni -che io sappia- dai sedicenti (molto sedicenti) esponenti della ‘sinistra’, da quelli che una volta furono “sessantottini” e ora obbediscono al devoto di Padre Pio che oggi è presidente del consiglio.

      Le sue dolenti e ironiche riflessioni sono espressione di intelligenza e libertà; in questo momento ogni contributo di razionalità e pensiero critico diventa molto importante.
      Ragionare lucidamente: questo possiamo fare e questo dobbiamo fare.

      • Marcosebastiano

        Ottobre 15, 2020

        Caro professore,
        fino a oggi neanche io sono a conoscenza di reazioni di qualsiasi tipo da parte della sinistra all’intervista del ministro Speranza o alle parole del presidente Conte, compresa la sinistra extra parlamentare, così come mi sembra che nessuna reazione sia arrivata da parte del presidente Mattarella. Ironicamente, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, sembra che sia stato il capo della polizia (!) Franco Gabrielli a ricordare al ministro Lamorgese e al presidente Conte che non erano loro a dover decidere se mandare o meno le forze dell’ordine nelle case degli italiani, ma, appunto, la Costituzione della Repubblica. Pare infatti che il capo della polizia fosse stato interpellato a tal proposito a seguito delle pressioni dei ministri Speranza e Franceschini sulla necessità di coinvolgere le forze dell’ordine in questo tipo di controllo https://www.ilriformista.it/franco-gabrielli-il-poliziotto-che-ha-impedito-lo-stato-di-polizia-voluto-da-speranza-e-franceschini-167856/

        Per completare il quadro, la sottosegretaria al ministero della Salute Zampa dichiara al Corriere della Sera che «in una democrazia – dice – non si può fare di più per contrastare un’epidemia. L’alternativa, inapplicabile, è il modello della Cina dove la popolazione in lockdown veniva controllata da droni ed esercito» https://www.agi.it/cronaca/news/2020-10-15/covid-zampa-rinunce-accettabili-epidemia-governo-9958200/. A dire il vero credo che tutti ricordino sia i droni che l’esercito anche in Italia. Non so cosa pensare sulla prima parte della dichiarazione, o forse sì.

        Non è mia intenzione fare un elenco, sono però impressionato dalla spontaneità e dalla velocità con cui queste tendenze palesemente autoritarie si stiano manifestando all’interno dell’esecutivo. Credo che lo stato di emergenza proclamato nel silenzio assoluto alla fine di gennaio di quest’anno abbia impresso un’accelerazione decisiva e in larga parte irreversibile alla dissoluzione dell’ordinamento democratico, già provato da diversi anni dallo scontro con l’ordinamento dell’Unione Europea.

        Colgo l’occasione per ringraziarla nuovamente per le sue parole (e per l’aggiunta dei grassetti che avevo dimenticato al mio commento precedente).

        • agbiuso

          Ottobre 15, 2020

          Eh già, purtroppo l’Italia non è (ancora) una dittatura ma è sulla buona strada per somigliare a quei Paesi nei quali i cittadini sono sudditi. Paesi che vengono visti con desiderio e invidia da chi tanto si prodiga per la salute dei sudditi.
          Che il capo della polizia richiami dei ministri al rispetto della Costituzione è di una eccezionale gravità. Diciamolo dunque in modo aperto: Speranza e Franceschini sono soggetti eversivi della Costituzione repubblicana. L’intero Partito Democratico è una struttura autoritaria e il Movimento 5 Stelle è un pericoloso nulla.
          La ringrazio, Marcosebastiano, anche per queste notizie, riferimenti e riflessioni.

  • diego

    Ottobre 14, 2020

    mi sembrano riflessioni per nulla “strane“, di quasi banale buon senso; davvero a furia di pezze molto peggio del buco si fanno guai irreparabili

    grazie della segnalazione caro Alberto

    • agbiuso

      Ottobre 14, 2020

      Grazie, Diego.
      “Guai irreparabili’, hai ragione. Come quelli documentati da questa notizia, vale a dire dai danni imposti ad attività economiche già duramente provate. Secondo questi superstiziosi si muore soltanto di Covid19, non si muore di miseria, di disagio psichico, di inquinamento, visto che i mezzi pubblici sono ormai abbandonati a favore delle auto private.

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