Skip to content

Voll Verdienst, doch dichterisch / wohnet der Mensch auf dieser Erde [Pieno di merito, ma poeticamente / abita l’uomo su questa terra]

— Friedrich Hölderlin, In lieblicher Bläue

Forbici

Raftis
di Sonia Liza Kenterman
Grecia, Germania, Belgio, 2020
Con: Dimitris Imellos (Nikos), Tamila Koulieva (Olga), Thanasis Papageorgiou (Thanasis), Daphne Michopoulou (Victoria), Stathis Stamoulakatos (Kostas)
Trailer del film

Pochi uomini ormai si fanno cucire gli abiti da un sarto (in greco ράφτης, raftis), ad Atene come altrove. Nikos e il suo anziano padre, uno degli artigiani più celebri della città, non riescono a far fronte ai debiti e le banche sono pronte e pignorare la loro sartoria. Quando il padre viene ricoverato, Nikos cerca un modo per sopravvivere. Gli viene così l’idea di offrire i suoi servizi senza aspettare i clienti in negozio ma muovendosi lui in città, portando abiti e strumenti in giro per Atene. Comprende così che l’unica possibilità è reinventarsi sarto da donna, cucendo persino abiti da sposa belli ed economici. Dopo un inizio stentato la nuova attività comincia ad andar bene, con la collaborazione di una vicina e della sua bambina. La quale però è gelosa del legame tra la madre e il sarto…
La vivacità, la simpatia, la forza del popolo greco oggi. Nel pieno della distruzione che l’Unione Europea ha voluto di quel Paese. Il volto di Nikos, un incrocio tra Buster Keaton e Totò, esprime una pacata tenacia e una energica rassegnazione. Il traffico della capitale greca, il mare e le isole che la circondano, diventano anch’essi personaggi di una storia nella quale agiscono non soltanto gli umani ma anche le strade, le case, gli oggetti. Spesso ripresi a frammenti e dal basso, come se il mondo dovesse ogni volta essere composto e reinventato dalla memoria e dai progetti di Nikos.
«Per le conseguenze dell’azione, non giova a nulla ch’essa sia stata più o meno intenzionale, originata da una necessità o da arbitrio. Secondo l’antica fede era infatti del tutto ovvio che l’uomo dovesse soffrire anche per qualcosa che non aveva voluto. Chi può dire che ciò non sia vero? Chi può permettersi di chiamarlo ingiusto?» (Walter F. Otto, Gli dèi della Grecia. L’immagine del divino nello specchio dello spirito greco [1929], Adelphi 2004, p. 76).

  • Andrea Pace Giannotta su Tempo e materia

    Andrea Pace Giannotta Recensione a Tempo e materia. Una metafisica in Iride. Filosofia e discussione pubblica anno XXXIII, n. 91 / Settembre-Dicembre 2020 / pp. 715-717 La recensione in pdf Una metafisica fenomenologica si intitola l’analisi che Andrea Pace...
  • Gente per bene

    Loving Vincent di Dorota Kobiela e Hugh Welchman Polonia-Gran Bretagna, 2016 Con: Robert Gulaczyk (Vincent Van Gogh), Douglas Booth (Armand Roulin), Chris O’Dowd (il postino Roulin), Eleanor Tomlinson (Adeline Ravoux), Saoirse Ronan (Margaret Gachet), Jerome...
  • Borghesia

    Claudio Lolli Borghesia (mp3) (da Aspettando Godot, 1972) ============ Come anarchico dedico questa canzone non ai governi Rumor, Fanfani, Andreotti, Colombo…Governi democristiani che dovevano confrontarsi non solo e non tanto con il Partito Comunista Italiano...
  • Identità e memoria

    «Devo ricordare» in Vita pensata, n. 24, marzo 2021, pagine 66-67 Pdf del testo Testo sul sito della rivista Il ricordare non somiglia a una fotografia, immagine statica sempre identica a se stessa e che può...
  • Il mondo di Frida

    Frida Kahlo. Il caos dentro Fabbrica del Vapore – Milano A cura di Milagros Ancheita, Alejandra Matiz, Maria Rosso, Antonio Arévalo Sino al 2 maggio 2021 – La mostra riaprirà poi dal 25 maggio sino...
  • Realtà / Illusione

    Peter Coveney – Roger Highfield LA FRECCIA DEL TEMPO Viaggio attraverso uno dei grandi misteri della scienza (The Arrow of Time. A Voyage trough science to solve Time’s greatest Mystery [1990]) Trad. di Aldo...
Vai alla barra degli strumenti