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Il materialismo, che non è viziato da simile abuso ideologico, dell’anima, ha un concetto più universale e più realistico della salvezza. Esso riconosce la realtà dell’Inferno in un unico luogo, qui sulla terra, ed afferma che questo Inferno è stato creato dall’uomo (e dalla Natura). Fa parte di esso il maltrattamento degli animali -opera di una società umana la cui razionalità è ancora l’irrazionale.

— Herbert Marcuse, L’uomo a una dimensione. L’ideologia della società industriale avanzata, Einaudi 1991, p. 247

La Madonna

Troppa grazia
di Gianni Zanasi
Italia, Spagna, Grecia, 2018
Con Alba Rohrwacher (Lucia), Hadas Yaron (la Madonna), Elio Germano (Arturo), Giuseppe Battiston (Paolo), Rosa Vannucci (Rosa)
Trailer del film

Un meteorite, una stella, una luce cade sulla campagna dolce e solitaria. Una bambina assiste insieme alla madre a questa pienezza. Molti anni dopo Lucia, diventata geometra e molto pignola, viene incaricata da un sindaco e da una impresa di costruzioni chiaramente corrotti di realizzare la mappatura di quel campo. Lucia si accorge che nelle rilevazioni c’è qualcosa che non va ma non sa spiegarsi che cosa sia. Mentre insieme a un collega lavora su quel campo, vede una donna che ha tutta l’aria di una profuga e parla una strana lingua. Cerca qualche soldo da darle ma non la vede più. La incontra di nuovo in mezzo alla strada mentre di notte torna a casa e poi di nuovo quando a casa è arrivata. La donna le dice di essere «la madre di Dio». Lucia è terrorizzata, fugge con la figlia Rosa da un’amica, va da uno psichiatra, cerca conforto dal padre. Ma la donna, implacabile, le ripete che su quel campo devono costruire non il centro commerciale progettato dal Comune e dall’impresa edile ma una chiesa. Alla risposta di Lucia, «No, mi dispiace. Io non costruisco chiese», la donna comincia un corpo a corpo con Lucia, picchiandola, abbattendola, mostrando una forza con la quale l’umano non può combattere. Il film si chiude su altre luci.
Una Madonna molto fisica, determinata, immersa nelle passioni umane e nello stesso tempo da esse distante. Con uno sguardo dolce e duro che non ammette repliche. E che entra nel quotidiano degli umani, con la sua stranezza e la sua forza, per opporsi alla profanazione dei luoghi, delle memorie, del tempo. Una bella dea pagana, insomma. Benvenuta tra noi, Maria! 

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