Zona rossa, lockdown, distanziamento, responsabilità, assembramenti…sono ormai i mantra patetici, dannosi e grotteschi di un’autorità smarrita, ripetitiva, retorica, riduzionistica, interessata soprattutto a perpetuare se stessa, disinteressata alla reale salute psicosomatica e sociale del corpo collettivo, come si può evincere anche da una testimonianza sulle modalità con le quali in un paese della Sicilia (o più di uno?) vengono ‘ottenuti’ i dati relativi ai positivi alla Sars2, modalità che oltre a essere del tutto arbitrarie (e quindi non scientifiche) mi sembra che possano configurare anche dei reati.
È stata costruita una orwelliana neolingua che è anche un coacervo di luoghi comuni ripetuti con la passività di ogni conformismo, con l’illusione di utilizzare la lingua del bene, con il cinismo della menzogna etica.
Su corpi e politica Peppe Nanni ha elaborato un efficace Dizionario della lingua tetroterapeutica.
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Vedo troppa gente in giro
I camion di Bergamo
Lo faccio per gli altri
Distanti ma uniti
Pensate alle cene mentre ci sono i morti
Una dieta appropriata al loccdaun
C’è meno smog
Spero bene da te
Non uscivo neanche prima
Meno male che c’è Netflix
Faccio ginnastica in bagno
Ora legale per la Nascita di Natale
Non è il momento di fare polemiche
E allora tu cosa proponi?
Hai ragione, ci devono dare ordini più chiari
La Scienza non è un’opinione
Troppi scienziati fanno confusione
Io non ho le competenze, mi affido alla Merkel
La prozia è una congiunta?
Non hai visto la Svezia?
Allora sei un trumpista!
Uccidi la nonna per un aperitivo
È un problema di scarsa educazione. Chiudiamo le scuole
Non solo i vecchi, ho letto che in Kazakistan ha la febbre anche un bambino
Tante lagne per qualche sacrificio, pensa se ci fosse la guerra
Siamo in guerra
Dovete lavarvi le mani
Cerchiamo di fare la nostra parte. Non dovete lavarvene le mani
Appena vi abbiamo detto di comprare col cash back nei negozi e non on line, ci avete preso sul serio
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Mentre i barbari che non sanno governare la storia e le sue epidemie sembrano costringerci a ripetere ossessivamente questi belati d’ignoranza, alcuni di noi trovano i linguaggi che ci fanno comprendere come la malattia all’umano non venga da fuori ma sia ben infitta nella sua natura.
Giorgio Agamben, ad esempio, qualche giorno fa ha scritto che «quello che abbiamo oggi sotto gli occhi è l’estrema deriva di questa rimozione della morte: per salvare la loro vita da una supposta, confusa minaccia, gli uomini rinunciano a tutto ciò che la rende degna di essere vissuta. E alla fine Gaia, la terra senza più profondità, che ha perso ogni memoria della dimora sotterranea dei morti, è ora integralmente in balia della paura e della morte. Da questa paura potranno guarire solo coloro che ritroveranno la memoria della loro duplice dimora, che ricorderanno che umana è solo quella vita in cui Gaia e Ctonia restano inseparabili e unite» (Gaia e Ctonia, 28.12.2020).
Significativo anche l’intervento di Davide Miccione a proposito di Negazionismi, con la mia risposta alla quale si sono aggiunte altre riflessioni, come quella di Marta Mancini:
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[Miccione]
Sono d’accordo riga per riga, parola per parola con quello che scrivi nell’articolo sul covid. Te lo scrivo, nonostante di solito sia molto restio a postare e commentare sul web, perché ho l’impressione che la pandemia stia da un lato aumentando le distanze tra le varie posizioni sul mondo (invertendo il processo “mediocratico” di cui parla Deneault) e dall’altro stia riconfigurando nuove lontananze e vicinanze, e temo anche nuove solitudini, un po’ come il fascismo del ventidue-venticinque. Questioni come il valore della corporeità nell’esistenza umana, la stima nei confronti dell’impresa scientifica che non può essere “fede” nella scienza, una lettura del potere meno infantile di quella che vedo in giro, non possono più essere solo letture teoriche buone per un seminario ma si stanno facendo carne e sangue e diversa appartenenza alla polis sotto i nostri occhi. Non vorrei che dopo il realismo capitalista di Mark Fisher, per cui ormai si è fatto impensabile ciò che non è capitalismo, dovessimo obtorto collo cadere anche in un “realismo sanitario”.
[agb]
Ti sono davvero grato di questo intervento, anche perché so quanto tu sia restio a commentare sul web.
In un contesto di irrazionalità e di terrore come quello nel quale ci troviamo, la tua condivisione mi è di particolare soddisfazione.
È del tutto vero ciò che designi con la consueta tua esattezza: il fatto che la Sars2 «stia riconfigurando nuove lontananze e vicinanze, un po’ come il fascismo del ventidue-venticinque».
Infatti ciò che per delle persone con un bagaglio culturale anche modesto dovrebbe essere evidente:
-la funzione politica che il virus sta svolgendo
-l’accelerazione imposta ai processi di dematerializzazione
-gli enormi interessi economici in gioco da parte delle piattaforme
-il ritorno a un ‘positivismo’ così rozzo da non meritare neppure la denominazione comtiana
-l’infantilizzazione del corpo sociale
-il dilagare dell’ignoranza come frutto della chiusura delle aule scolastiche e universitarie;
questo (e altro) che per degli intellettuali dovrebbe essere oggetto di discussione su come resistere a un simile epocale regresso, diventa invece ragione di aggressione verso quei pochi (un solo esempio: Agamben) che formulano analisi non conformiste, tanto da incrinare o, come tu dici, «riconfigurare» antiche relazioni intellettuali e amicali, così come avvenne agli inizi del fascismo e del giudizio che se ne diede. Perché di fascismo sanitario si tratta, come aveva già intuito e previsto Ivan Illich.
Ma l’elemento più impressionante -ed è per questo che ho citato il ‘tradimento degli intellettuali’ di Benda- è il comportamento della più parte di coloro che dovrebbero sempre pensare in modo critico e che invece stanno convergendo con le banalità, gli insulti, le aggressioni, i luoghi comuni, i terrori, il primitivismo concettuale della bestia immonda che è la massa Social.
Qualunque cosa accada, questo precipitare compiaciuto nel conformismo della massa non è perdonabile.
[Mancini]
Il tuo articolo, con il quale mi trovo in piena sintonia, conferma ciò che osservo accadere nella vita di tutti i giorni, non senza preoccupazione: la progressiva erosione della capacità critica anche in coloro che, per cultura, storia personale, frequentazioni, ecc., normalmente ne sono dotati. Di fronte al Covid si assiste ad una sorta di azzeramento del pensiero dei “possibili” a vantaggio di presunte certezze scientifiche che gli scienziati più seri non si sognerebbero di spacciare per tali. Non penso si tratti di cedimenti emotivi, piuttosto che il fenomeno sia molto grave e che rappresenti uno spartiacque tra un prima e un dopo Covid che dobbiamo ancora comprendere a pieno in tutte le sue implicazioni e conseguenze. Un primo effetto che si rileva, riflettendo sulle tue considerazioni, consiste nella sostituzione delle finalità esistenziali e nei valori ad esse collegate: ad esempio, la sicurezza in luogo della felicità, oppure la sfiducia mascherata da rispetto per l’altrui salute che incrina silenziosamente le relazioni interpersonali e interrompe l’habitus umano della socialità, unico antidoto alla nostra strutturale insecuritas. Oggi ci stanno dicendo l’opposto, se vuoi sicurezza devi separarti dal tuo simile. E il modo in cui ti è concesso farlo è disturbato, frenato, mutilato dai mirabolanti strumenti tecnologici. La Thatcher affermava che non esiste la società, esistono solo gli individui. Non avrei immaginato che si potesse arrivare tanto rapidamente a superare perfino quelli ma, a pensarci bene, l’intelligenza artificiale non serve anche a questo? Mi consola poter condividere con te e con altri un pensiero fuori dal coro.
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Il lavoro filosofico che emerge da queste analisi ci aiuta a conservare e a comunicare la consapevolezza della duplice dimora in cui abitiamo, dell’inseparabilità del vivere e del morire. Non come decesso, quest’ultimo, ma come sostanza stessa del tempo che siamo. Una civiltà che nel morire vede soltanto un fallimento è una civiltà morta, è la civiltà barbarica della Sars2, del Covid19.
Ogni filosofia radicata nell’immanenza e nella finitudine – dai Greci a Nietzsche, da Spinoza a Heidegger – raffigura invece una civiltà della vita piena e completa, anche perché non teme Ἀνάγκη, l’inevitabile, il tempo, la fine.
[L’immagine, scattata a Siracusa, è di Stefano Piazzese. Il testo è stato pubblicato in parte anche su Corpi e politica e girodivite.it]






Testimonianza oculare della giornalista @ritarapisardi su quanto accaduto a Torino.
(Alcuni anni fa a Milano vidi personalmente come le ‘forze dell’ordine’ isolassero gruppi di manifestanti – totalmente pacifici – per poi manganellarli).
Non bisogna credere ai racconti di chi comanda in una società del controllo come la nostra.
Non bisogna credere mai.
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Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del “poliziotto martellato”, soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque. La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.
Fortuna vuole che quella scena l’abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi. Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall’altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.
In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un’altro batte sull’angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto. A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare “stampa”, convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi. Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone, mi pare una avesse un’asta in mano. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).
Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l’hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, “basta, basta, lasciamolo stare”. I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno. Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov’è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo “il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato”. Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (anche fotografi, che non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l’ultima volta l’emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce. Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, possiamo parlarne di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti.
Piccola antologia del male oscuro globalista
il Simplicissimus, 5.12.2025
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Non è difficile leggere i paralleli e i meridiani dei cambiamenti epocali che si stanno verificando, trascinando noi, isole nella corrente, verso un futuro ignoto, ma che, possiamo immaginarlo, sarà durissimo, come avviene sempre quando c’è un cambio di paradigma. Non è difficile se solo non ci si fa prendere dalla quotidiana inondazione di eventi e parole che sembrano caotiche, contraddittorie a volte inesplicabili, ma che spesso sono ingannevoli e costruite apposta per depistare oppure per nascondere le notizie vere e significative. Così voglio fare qui una piccola collezione di cose non dette, o sussurrate a mezza voce, talvolta capovolte nel loro significato che costituiscono tessere chiave del puzzle che il potere vuole che non riusciamo a ricomporre. Dall’Ucraina ai vaccini per finire col sedicente ambientalismo nulla si salva nell’impero del caos.
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Il placido Dneper
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La narrativa perpetuata sulla guerra ucraina da orde di pseudo analisti occidentali, pagati proprio per il loro essere solo pseudo, è quella di una Russia che avanza a fatica e con enormi perdite. Bene nel mese di novembre le truppe russe hanno conquistato un territorio di 701 chilometri quadrati, vale a dire una superficie doppia rispetto a Gaza dove, nonostante le orribili stragi e una superiorità enorme in fatto di armamenti, gli israeliani non sono riusciti a conquistare del tutto. Eppure l’esercito di Tel Aviv che combatte contro milizie che dispongono solo di armi leggere viene considerato efficientissimo, mentre quello russo sarebbe inconcludente e incapace. Per giunta nel corso del 2025, stando ai rapporti russi, ucraini e, la Russia ha restituito a Kiev i corpi di 13.300 soldati uccisi, mentre l’Ucraina ha consegnato i resti di 350 corpi russi. Questo dato da solo mostra quale sia l’enorme e reale differenza tra le perdite russe e quelle ucraine, che la Nato non osa rivelare.
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Il buon vaccino contro la vita
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Francamente ho pena per quelli che ancora credono nei miracoli dei vaccini a mRna e rabbia per quelli che si ostinano a fare propaganda vaccinale per non perdere le consistenti prebende dell’industria farmaceutica. Anche perché talvolta si tratta di mere elemosine per accattoni in camice bianco. Ma le prove che il vaccino anticovid è stato il peggiore farmaco della storia della medicina, sono ormai inarrestabili. Proprio nei giorni scorsi la Food and drug adiministration americana ha dovuto ammettere, dopo un accurato studio, che dieci bambini sono morti per via delle miocarditi causate dal vaccino covid. Ora qualcuno salterà su a dire che dieci sono pochi e che si tratta di un sacrificio accettabile. E mi domando come mai invece non fosse accettabile la morte ogni anno di cinque o sei bambini, in tutto l’Occidente per morbillo. Ma transeat, non è questo il punto: il fatto è che queste dieci morti sono state accertate su un campione di circa duecento bambini. Fatevi il conto… magari la proporzione non sarà proprio quella, di 5 ogni cento, ma è chiaro che i numeri globali sono comunque spaventosi. Numeri che tuttavia in parte sono non sono stati raccolti come si sarebbe dovuto fare, in parte sono stati tenuti nascosti e in qualche caso addirittura cancellati. Viviamo davvero nel giardino di cui parlano certi leader europei o in una giungla dove si aggirano bestie letali e carnivore?
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L’Europa fa l’indiana
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La visita di Putin India è stata in prima pagina su tutti i giornali del mondo non occidentale. E adesso si è saputo della ignobile figura fatta dai Paesi europei i quali hanno tentato di esecrare la presenza del presidente russo a Nuova Dehli, come se questi fossero affari loro o come se fossero a decidere con chi parlare e con chi no. Gli ambasciatori britannico, francese e tedesco in India hanno infatti scritto una “lettera collettiva e arrabbiata” al governo indiano, sostenendo che “le autorità indiane non dovrebbero ospitare Putin” perché la Russia è 2un Paese pessimo che viola il diritto internazionale” e perciò “se l’India, se aspira alla democrazia, dovrebbe ritirare il suo invito a Putin”. Insomma qualcosa di grottesco e di infantile a cui il governo indiano ha risposto mettendo al loro posto gli europei tracotanti e imbecilli: proprio perché l’India è un Paese democratico, gli ambasciatori stranieri, per definizione, non hanno il diritto di dettare la condotta del Paese in politica estera o interna. Inutile dire che i colloqui sono stati cordiali e l’India ha manifestato l’intenzione di comprare dalla Russia il caccia Su-57 e i sistemi di difesa aerea S-500, il meglio che esista: dopo gli scontri col Pakistan dotato di armamenti cinesi che hanno letteralmente surclassato gli aerei e le armi Nato di cui disponeva l’India: Nuova Dehli ha capito la lezione.
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Xinjiang, il paradiso di bugie
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Sappiamo tutti la questione della regione cinese dello Xinjiang, abitata dagli Uiguri e a maggioranza mussulmana: secondo le solite fonti occidentali Pechino avrebbe esercitato una repressione spietata, allestendo anche campi di concentramento. Naturalmente non c’ mai stata alcuna prova concreta di tutto questo, anche perché è difficile che una regione visitata da oltre cento milioni di turisti ogni hanno possa facilmente nascondere tutto questo. In realtà la questione è tutta una creazione a freddo della Cia che si è servita di tale Anwar Yusuf Turani di etnia uigura, trasferitosi in Usa nel 1983 e addestrato dalla Cia in vari gruppi jihadisti in Afghanistan, Siria, Medio Oriente e Nord Africa. Ha fatto carriera: nel 2004 è stato nominato primo Ministro del cosiddetto Governo in esilio del Turkestan orientale, un entità di pura fantasia creata dal Congresso statunitense per “rappresentare gli interessi degli uiguri, dei kazaki e di altre minoranze musulmane nello Xinjiang”. Secondo la sceneggiatura redatta dall’intelligence statunitense, Yusuf Turani affermava che “il Turkestan orientale è uno stato indipendente dalla Cina ed è sotto occupazione militare cinese” e ha anche organizzato qualche attentato con i suoi amici jihadisti che facendo oltre 250 morti. Ma ora questo tentativo di destabilizzare la Cina è del tutto fallito sia perché i terroristi sono stati arrestati, sia perché queste azioni non avevano dietro nessun consenso popolare e in ultimo perché gli stessi stati mussulmani hanno negato qualsiasi appoggio alla guerriglia jihadista nella regione. Capitolo chiuso e bugie archiviate.
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Vento portami via con te
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Sorpresa! I parchi eolici offshore causano il riscaldamento degli oceani, con un aumento localizzato delle temperature superficiali del mare di 0,3-0,4 °C e una variabilità interannuale fino a 1 °C. Questo secondo calcoli effettuati da un gruppo di scienziati americani e recentemente pubblicati da Science . Effetti a cascata che si propagano attraverso gli ecosistemi, influenzano le temperature marine e atmosferiche e rimodellano la superficie oceanica destabilizzando le riserve alimentari marine oltre ad avere un’influenza nefasta sula crescita del plancton e delle larve. Gli scienziati sono giunti a questa conclusione esaminando dati pluriennali al largo delle coste degli Stati Uniti orientali durante i mesi estivi più calmi. Si ipotizza che le grandi turbine eoliche riducano l’energia delle onde superficiali vicine, il che a sua volta indebolisce il naturale e importante rimescolamento nell’oceano superiore. Si ritiene che queste riduzioni causate dalla rotazione delle pale delle turbine portino a un riscaldamento della superficie del mare fino a 0,4 °C. Ecco cosa sta combinando il falso ambientalismo globalista e le sue speculazioni e alle assurdità sulla CO2. Questo senza contare il vero e proprio sterminio di uccelli. Queste cose salvano sì un ambiente, ma non è quello naturale, bensì quello della finanza.
Andrea Zhok, 3.12.2025
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In questi giorni tre petroliere ed un cargo con esportazioni dalla Russia sono stati colpiti in acque internazionali.
Due giorni fa l’ammiraglio Cavo Dragone ha affermato che la Nato sta prendendo in considerazione l’idea di essere “più proattiva” contro la Russia:
“Stiamo studiando tutto…Sulla cybersicurezza, siamo un po’ reattivi. Essere più aggressivi, o essere proattivi invece che reattivi, è una cosa a cui stiamo pensando.”
Lo stesso ammiraglio ha lamentato che “abbiamo molti più limiti delle nostre controparti, per ragioni etiche, legali e di giurisdizione. È un problema. Non voglio dire che è una posizione perdente, ma è una posizione più difficile di quella delle nostre controparti”.
Il punto sarebbe che la posizione della Nato è troppo passiva. Servirebbe invece più deterrenza, e “Come si ottiene la deterrenza – con la rappresaglia, con un attacco preventivo – è qualcosa che dobbiamo analizzare in profondità, perché in futuro ci potrebbe essere ancora più pressione su questo”.
Ora, la guerra ibrida a molti sembra una trovata per farci su un film di spionaggio, ma è l’orizzonte primario della guerra moderna, soprattutto tra avversari dotati di armamenti nucleari, dove una guerra frontale genera una prospettiva di Mutually Assured Destruction.
Il problema della guerra ibrida è che essa è raramente discernibile con certezza come “aggressione”. Eventi come Maidan nel 2014 a Kiev, descritti dall’Occidente come rivoluzioni spontanee, sono state identificate da Mosca come eventi di guerra ibrida, volte a mettere l’Ucraina in rotta di collisione con la Russia. Eventi come la pandemia Covid è stata letta inizialmente dalla Cina come un attacco di guerra ibrida.
Oggi abbiamo molte prove che la “Rivoluzione di Maidan” era teleguidata e che il Covid è nato in laboratorio, ma ciò che conta capire va al di là dell’interpretazione della realtà delle responsabilità.
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Il punto è che in una dimensione di guerra ibrida cresce esponenzialmente la paranoia. Eventi accidentali o irrelati possono essere letti come attacchi di guerra ibrida e possono condurre a “risposte” che dalla controparte vengono lette come “attacchi immotivati”.
La dinamica dell’escalation è strutturalmente implicita nella guerra ibrida. E la sue prime conseguenze sono sul piano interno di ciascun paese, dove ogni parola o pensiero non allineato inizia ad essere percepito come “al soldo del nemico”. La fase di restrizione censoria che stiamo esperendo in Europa da 5 anni a questa parte è già parte di un’allerta legata alla percezione di una guerra ibrida in corso.
Io sono abbastanza tranquillo intorno al fatto che pochi italiani andranno a offrire il petto alle baionette russe per difendere la cofana laccata della von der Leyen e il SUV di Calenda.
Ma non basta, non basta perché comunque questo orizzonte di guerra non dichiarata può metterci tutti letteralmente in catene, può depredare ciò che resta del nostro stato sociale, può confiscare i nostri beni e diritti, può metterci a tacere, può incarcerarci con una scusa, può piegarci e distruggerci con molteplici forme di minaccia.
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Tutto ciò, beninteso, sta già accadendo.
Le capacità di autodifesa democratica e di autoorganizzazione sono minate con una molteplicità di processi dall’alto, processi di controllo centralizzato, di creazione di ostacoli burocratici, e soprattutto di disgregazione orizzontale della società, che si vuole ridotta ad una sommatoria di atomi o guppetti lobbistici in perenne lotta intestina.
Bisogna cominciare a pensare ad un utilizzo degli scampoli di democrazia formale che ancora ci restano almeno per cacciare l’attuale classe politica, di destra come di sinistra, integralmente compromessa.
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In quest’ottica anche iniziative populiste devono essere accolte con favore, perché la priorità al momento non è “rivoluzionaria”, non è la sostituzione di una classe dirigente con una nuova classe dirigente capace di fornire una rotta coerentemente alternativa. Questo è un ideale normativo da perseguire, ma l’attuale urgenza è rimuovere dalle stanze dei bottoni gli attuali “monopolisti della violenza” che si alternano al governo.
.In questo momento, di fronte ad una minaccia terminale per la democrazia, il ricambio della classe politica, la rimozione dell’attuale ceto politico asserragliato nelle istituzioni e che tiene in ostaggio il paese senza rappresentare più nessuno, questo è più importante di ogni cosa.
Unirsi per rimuoverli dev’essere la priorità.
I misteri della pandemia non finiscono mai
il Simplicissimus, 19.5.2025
Naturalmente non ne avete sentito parlare perché le notizie più significative sono quelle che non vengono date nel reame delle menzogne, dell’ipocrisia e delle tristi illusioni. Eppure mentre la Corte di giustizia europea sentenziava che la von der Leyen ha violato le leggi sulla trasparenza con la sua trattativa privata sui vaccini, il noto analisti dei dati tedesco Tom Lausen ha tenuto una lunga audizione al parlamento europeo, svelando le palesi incongruenze statistiche sui numeri della pandemia, fornendo analisi dettagliate sui tassi di mortalità, sull’occupazione degli ospedali e sugli effetti collaterali dei vaccini, contestando tutta la narrazione che si è costruita sul covid. Essa infatti non regge all’analisi basata sui dati mostrando che la politica si è basata sulla paura e che in sostanza “l’opinione pubblica è stata ingannata da informazioni incomplete e omissioni deliberate”.
La cosa ci riguarda da vicino perché è proprio partendo da Bergamo che Lausen ha sviluppato il proprio discorso facendo notare che le aberrazioni statistiche presenti nei dati ufficiali sono andate di pari passo con una scenografia inquietante di camion militari utilizzati per portare bare, anche se molti di essi erano vuoti o ne portavano una sola: l’intento di terrorizzare era palese e infatti terrorizzò il mondo intero. Nel corso della sua ricerca, l’analista ha messo in luce che nella dodicesima settimana del 2020, si è verificato uno strano picco di decessi nella città lombarda. Qualcosa che di completamente estraneo alle curve epidemiologiche. Insomma un’anomalia inspiegabile, visto che prima e dopo questo breve lasso di tempo le curve di mortalità sono tornate dentro la media. Vedere per credere:
Stranamente analoghi picchi si sono verificati proprio in quel periodo a Parigi e Madrid, ma non a Milano o a Roma o in altre aree vicine, il che costituisce un assurdo epidemiologico. Del resto già il sottoscritto, che naturalmente era un complottista e negazionista. aveva a suo tempo riportato i dati ufficiali dell’Istituto superiore di sanità che denunciavano un’incongruenza fondamentale, mai rilevata e che tuttavia era scritta chiaramente nero su bianco: a Bergamo e provincia nel periodo 20 febbraio – 31 marzo 2020 sono morte 6238 persone contro le 1180 della media degli anni precedenti. Tuttavia i morti per covid furono “solo” 2346 mentre 3892 decessi in più avvennero per altre cause. Di cosa è morta questa gente e perché? Teniamo conto che in quel periodo i tamponi, quasi sempre portati fuori scala e dunque ingannevoli, tendevano ad attribuire qualsiasi diagnosi e qualsiasi decesso, persino quelli dei malati terminali di tumore, al nuovo virus, determinando numeri sostanzialmente falsificati. Eppure quasi i due terzi della mortalità eccezionale di quel breve lasso di tempo venne attribuita ad altre cause. Ce ne sarebbe a sufficienza per un’indagine penale che tuttavia non possiamo aspettarci da una magistratura codarda e/o complice. Altrove, per esempio in Germania, dove la censura sulla pandemia è stata la struttura portante della governance di Berlino, si sta mettendo in moto una reazione alle troppe cose non chiare ed è stata presentata una denuncia penale contro 52 alti funzionari coinvolti nella lotta al coronavirus, E questo nonostante la persecuzione nei confronti dell’avvocato Reiner Fuellmich, attuata proprio per spaventare chiunque volesse ricercare una qualche verità.
Mi sono deciso a parlare di questo perché ormai a livello mondiale si sta formando una tempesta sull’origine del virus, sull’inutilità e anzi sulla nocività delle restrizioni alle libertà personali ormai certificata, sull’inefficacia dei sieri genici, impropriamente chiamati vaccini, sulla manipolazione dei test effettuati per imporli come farmaco di emergenza, sull’esclusione di alcuni farmaci efficaci pur di vendere le dosi a mRna e infine sulle conseguenze che continuano ancora oggi, segno di danni nascosti e/o della permanenza della proteina spike nell’organismo. Tuttavia molti, incredibilmente, suggeriscono di lasciar perdere, avendo un sicuro alleato nella politica affine al globalismo che ha guidato il massacro di persone, di verità e di scienza. Sanno bene che la realtà dei fatti sarebbe la campana a morto per gli scopi extra sanitari della narrazione pandemica: così cercano di rinviare la resa dei conti a quando la memoria sarà meno viva e molti protagonisti saranno usciti di scena. Tuttavia non potrà esserci alcuna liberazione dalle tentazioni oligarchiche fino a che non sapremo come sono effettivamente andate le cose.
Karl Marx su epidemie e medicina
Da Il Covile
Da: Fuga di un figlio del Wef
il Simplicissimus, 8.1.2025
Con una certa dose di ottimismo sulla natura umana potremmo pensare che il tiranno dei vaccini Justin Trudeau si sia dimesso di propria spontanea volontà, ma non è andata così: è stato costretto a dimettersi dal suo stesso partito. Questo indecoroso pagliaccio che la foto di apertura ritrae in una delle sue più celebri performance, ha tiranneggiato i canadesi e inaugurato il terrore bancario per i renitenti al vaccino – che poi ha fatto scuola anche in altri ambiti e in altri Paesi – e non ha resistito all’effetto Trump. Se ne è andato subito dopo che le elezioni di novembre in Usa sono state validate dal Congresso. Molti che speravano in un miracolo o magari in un proiettile o in qualche gabola legale dell’ultima ora, dopo questo passaggio hanno fatto mostra di conversioni politiche inattese come ad esempio Zuckenberg che adesso rinuncia alla censura sui suoi social. Il mondo che essi hanno incarnato per almeno un decennio e anche sotto la prima presidenza Trump, si è rivelato fragile una volta scalfita la superficie metallica. Così di conversioni dichiarate o silenziose ne vedremo parecchie nei prossimi mesi.
[…]
Dunque non va via solo un triste pagliaccio del circo globalista, ma con esso si cominciano a spezzare i fili dei burattinai che stanno via via perdendo la capacità di imporre le loro direttive. Certo ora essi vengono via via sostituiti da altri miliardari, che hanno preso atto del fallimento e il cui principale scopo è di salvare se stessi, di cambiare tutto perché non cambi nulla, ma dentro questo passaggio si apre probabilmente uno spazio di azione politica che potrebbe anche saldarsi, quanto meno in Europa, con il processo di multipolarità in atto. Si tratta certamente di una tenue speranza, visto lo stato ipnotico delle persone, ma dovrebbe essere colta.
Sì, è vero: «una vicenda senza precedenti per cinismo e per disprezzo dell’umanità»
Gates alla sbarra, una piccola speranza per la verità
il Simplicissimus, 24.10.2024
Ogni tanto arriva una buona notizia. In questo caso si tratta della decisione di un tribunale olandese di processare Bill Gates per il suo coinvolgimento nell’inganno dell’opinione pubblica sulla sicurezza dei vaccini contro il covid. Il caso nasce da sette persone che hanno subito gravi danni dal vaccino e che l’anno scorso hanno fatto causa contro l’ex primo ministro olandese e attuale segretario generale della Nato, Mark Rutte, i membri dell’organismo governativo che ha gestito la vicenda pandemica nei Paesi Bassi, l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla, lo stesso Stato olandese. E infine a Bill Gates che è stato uno dei principali agit prop dei sieri a mRna. Secondo l’accusa egli ha contribuito a diffondere e far diffondere anche attraverso opportune donazioni agli organi di informazione, alcune bugie sui vaccini tipo che avrebbero fermato l’epidemia, che avrebbero immunizzato contro la malattia, che erano perfettamente sicuri e insomma tutto il ben noto breviario che i chierici del vaccino portano sempre in tasca.
In realtà Gates che ormai da vent’anni pasticcia in tutto il mondo con la sanità e con le vaccinazioni sperimentali, spesso creando situazioni drammatiche, è stato, attraverso la sua famigerata fondazione, un protagonista assoluto in tutta la vicenda covid a cominciare da anni prima. Nel 2019 la BionTech di Magonza che ha ideato il vaccino a mRna più diffuso, affidandolo poi al colosso Pfizer, non era nemmeno una vera e propria azienda farmaceutica ma si occupava di immunoterapie specifiche per singoli pazienti ammalati di cancro o di altre patologie gravi, insomma “fabbricava” anticorpi monoclonali come altre centinaia di piccole società in Europa. Ed era per giunta in forte deficit da anni. Ma il 4 settembre di quell’anno la fondazione Gates investì 55 milioni di dollari proprio in questa aziendina di Magonza (con partecipazione ovviamente a eventuali utili) ufficialmente per lo sviluppo di programmi contro l’Hiv e la tubercolosi. Appena un mese più tardi, il 10 ottobre, la sede legale fu trasferita a Cambridge nel Massachussets e la BionTech venne quotata in borsa raccogliendo subito 150 milioni di dollari grazie ai buoni uffici di Bill. L’anno dopo a tempi così da record da far ipotizzare che fosse già tutto preparato, come anche alcuni documenti confermerebbero, la BionTech in accoppiata con Pfizer tirò fuori il vaccino miracoloso non per la malattia, ma per gli interessi dell’oligarchia globalista.
Ora tutti sono liberi di credere alla favole, ma chi ha un po’ di sale in zucca può pensare davvero alla storia di un’azienda fondata da due immigrati turchi, che non produce nulla per una dozzina d’anni, che è piena di debiti e poi all’improvviso tira fuori il vaccino per una malattia nuova nuova, appena sfornata? La BionTech sembra piuttosto essere una copertura per qualcosa d’altro, con i prestanome giusti che appaiono come una perfetta copertura per il depistaggio.
Che dire poi della parte del leone avuta dalla fondazione di Bill nella preparazione e organizzazione, nell’ottobre del 2019, dell’ “Event 201 Pandemic Exercise” in cui venne simulata una pandemia da coronavirus partita dalla Cina che pochissimo tempo dopo è diventata realtà? Questo strano congresso oltre che dalla fondazione Gates fu organizzato dal Johns Hopkins Center for Health Security in stretta collaborazione con una vecchia conoscenza, il World Economic Forum, il che indica con certezza la confluenza di diversi interessi, non certo sanitari in tutta la vicenda. Lo dico perché nella causa olandese viene in qualche modo evocato il ruolo di questi potentati nella pandemia i cui lati oscuri non sono ancora stati esplorati, ma che potrebbero svelare inquietanti realtà.
Gates ha tentato di sottrarsi al giudizio in quanto cittadino americano, ma il tribunale olandese gli ha dato torto e lo ha coinvolto pienamente nel processo. Certo non lo vedremo in manette, ma è importante che si cominci a puntare l’indice su personaggi, organizzazioni e aziende che in apparenza hanno svolto un ruolo accessorio e benefico, ma che in realtà sono i veri protagonisti di una vicenda senza precedenti per cinismo e per disprezzo dell’umanità.
Da: Virus, Gates e guerra: le ricette dell’Occidente
il Simplicissimus, 21.6.2024
Dunque se si decidesse di non arrivare all’armageddon finale, la sconfitta dovrebbe essere nascosta da qualche diversivo che distragga completamente l’attenzione delle persone e crei nuove angosce. Quale migliore tappeto dove nascondere il fallimento, se non una nuova pandemia e la riproposizione di tutto il complesso di paure e di operazioni di controllo sulla popolazione, di censure e di totalitarismo sanitario? Ecco perché i finanziamenti di Gates e la guerra si legano in una stessa logica: non che l’ex patron di Microsoft lavori per questo scopo preciso, ma si tratta di un’atmosfera in cui i diversi interessi si intrecciano e si collegano quasi naturalmente e inconsciamente, tanto da arrivare a connettere i vaccini che dovrebbero salvare vite alle visioni di depopolamento.
La tentazione di una nuova pandemia è forte, anche perché sarebbe una nuova orgia di miliardi, ma il problema è che l’operazione varrebbe solo per il mondo occidentale, eviterebbe – forse – scombussolamenti politici che potrebbero liberarci da élite politiche che hanno retto il gioco, ma tutto il resto del pianeta sa già che la Nato, ovvero gli Usa, sono stati sconfitti in Ucraina e che un nuovo mondo si va formando. A questo si aggiunge il fatto che Israele si trova in grande difficoltà con Hamas nonostante la stratosferica superiorità sulla carta e che l’annunciata avventura nel sud del Libano rischia di trasformarsi in un disastro: lo fa quasi appositamente per provocare l’ingresso ufficiale degli Usa nel conflitto, ma non c’è dubbio che questo si tradurrebbe nella fine della costruzione politica medio orientale degli Usa e in un rinnovato rischio di guerra globale. Venire fuori da questa palude in cui l’occidente si è ficcato sarà molto difficile. Il dado sulla fine dell’impero è orami tratto.
«Finché si comportano in modo obbediente – e la reclusione sotto l’epidemia di Covid-19 è stata un test in scala reale della loro docilità -, vengono accuditi dalle autorità, che offrono loro attività ricreative sempre più sofisticate per distrarli dalla loro condizione».
Alain de Benoist, prefazione a Grande ospizio occidentale, di Eduard Limonov
Anarchismo e dispotismo.
Su quanto accaduto in questi anni, e al di là di questi anni, segnalo lo spettacolo pensato, scritto e messo in scena da Paolo Toti allo Scenario Pubblico di Catania, i prossimi 31.5 e 1.6 2023.
Da un articolo di Andrea Zhok.
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[Estratto dei documenti sulle conversazioni emerse tra il direttore dell’AIFA Magrini e il capogabinetto del ministro Speranza, Zaccardi; da “La Verità” di oggi 21/03/2023]
22 novembre 2020. Magrini riceve alcuni dettagli sulla negoziazione dei contratti con le case farmaceutiche e scrive a Zaccardi (presso Speranza):
«Caro Ministro ricevo questo da un giornalista. Lo ritengo molto serio e anche grave. Non credo di poter essere tenuto all’oscuro di queste cose». «Il protocollo Pfizer recita: “I dati saranno messi a disposizione [dei ricercatori che li chiederanno] 24 mesi dopo la conclusione dello studio” a certe condizioni: 1) tra i ricercatori ci deve essere uno statistico 2) i dati non potranno essere usati in tribunale. Secondo i documenti di registrazione, il completamento del trial è previsto per l’11 dicembre 2022. Quindi, i dati grezzi saranno disponibili a partire dall’11dicembre 2024. Probabilmente il vaccino sarà già stato somministrato a miliardi di persone».
Dialogo successivo:
Magrini:
“Ritieni sia normale che i contratti che abbiamo firmato per farmaci e vaccini nessuno li abbia letti? O tu li hai letti?”
Zaccardi:
“No il ministro ha voluto fare da solo. Mandami in sintesi le condizioni ordinarie di questa tipologia di contratti.
Magrini:
“Grazie, capisco meglio ora. No non vi sono tipologie tipo contratti ma manco sto capestro che sembra scritto come una presa in giro per analfabeti con l’anello al naso. . . E sapere chi se ne occupa e come sarebbe il minimo tra di noi del gabinetto ristretto.
(…)
Zaccardi: “Domani alle 12 da me con Ruocco.”
Magrini:
“Incontro di oggi assai problematico e soprattutto inconclusivo.”
Zaccardi:
“Non è vero, ora sei dentro il nucleo decisionale come è giusto che sia.”
Magrini:
“Non si capisce che ci faccia Ricciardi, coi gravi conflitti di interesse che ha. La situazione mi preoccupa ed è seria.”
Zaccardi: “Anche questo è tema del ministro e non di altri. Non trascurare che la trattativa Ue ci mette abbastanza al riparo.”
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COMMENTO
Tralasciamo quella che sarebbe una impietosa comparazione con quanto veniva negato e censurato in simultanea (e anche mesi dopo) e che ripercorreva esattamente quanto riportato (mancanza di evidenze scientifiche, carattere sperimentale dell’operazione, totale opacità contrattuale, ecc.)
Il punto che voglio sottolineare è solo uno, perché è lo stesso che è riemerso più volte in questi giorni, ad esempio nell’intervista a Sileri, ovvero la funzione cruciale dell’omertà e della copertura reciproca di questi “responsabili”, con la specifica funzione di “mettersi al riparo”.
Credo che solo se si comprende questo meccanismo fondamentale sia possibile avviare un processo di risanamento.
Per tutti questi personaggi le parole pubblicamente espresse non hanno niente a che vedere con ciò che ritengono essere la verità.
Essi dicono ciò che ritengono di dire con la sola fondamentale funzione di proteggere sé stessi e i propri interessi. E questo risultato si ottiene in due modi:
1) facendo corpo comune contro ogni critica e 2) subordinandosi ad una catena di comando ritenuta adeguatamente potente.
Così il ministero e il CTS si arroccano sulle stesse posizioni, pur sapendole prive di fondamento, e si trincerano dietro la catena di comando UE, che a sua volta viene gestita privatisticamente da Ursula von der Leyen, con contratti secretati, email cancellate, su dirette indicazioni di multinazionali americane che collaborano con la Difesa USA.
Ecco, questo scolo a cielo aperto è ciò che è stato fatto passare per “fede nella scienza” e “lotta alla disinformazione”.
Finché non si farà pubblica ammenda per tutto questo e non si metteranno in campo riforme legali che rendano impossibile il ripetersi di tutto ciò, le istituzioni italiane ed europee avranno la credibilità di una televendita di bigiotteria.
Vaiolo delle scimmie. Perché nessuno vi riporta questa ricerca del New England Journal of medicine?
Francesco Santoianni, 5.8.2022
Ma perché nessuno vi dice che, secondo una ricerca pubblicata sul New England Journal of medicine, il 98% delle persone colpite in Europa dal “vaiolo delle scimmie” sono omosessuali che lo hanno, verosimilmente, contratto attraverso rapporti anali? E perché nessuno vi dice che nel maggio 2003, negli Stati Uniti, furono segnalati un centinaio di casi di questa infezione; una “epidemia” che si è estinta nel giro di qualche settimana con la completa guarigione di tutti gli infetti.
Altro che vaiolo.
Non ve lo dice nessuno. In compenso, dilagano in TV “esperti” che terrorizzano con l’ansiogeno “Non c’è una cura specifica per il vaiolo!”. Una mistificazione in quanto, il “vaiolo delle scimmie” pur essendo provocata da un virus anch’esso appartenente alla famiglia dei Poxviridae, non ha nulla a che vedere con il vaiolo umano (provocato dal virus Variola major) che ha funestato l’Europa nei secoli passati; così come la cosiddetta “Peste bovina” non ha nulla a che vedere con le catastrofiche epidemie di Yersinia pestis.
Intanto l’impresentabile Direttore generale dell’OMS Tedros Ghebreyesus, nonostante il parere contrario dell’apposito Comitato dell’OMS, dichiara lo “Stato di emergenza sanitaria globale” che autorizzerà gli stati a imporre le peggiori infamie; e nessuno in TV vi dice che i primi casi di “morti per il vaiolo delle scimmie” in Europa potrebbero dipendere dallo scompaginamento del sistema immunitario prodotto da una vaccinazione anti-covid che già sta facendo emergere numerose infezioni, come le polmoniti, assolutamente inedite in estate.
Di fronte a questa infezione che colpisce quasi esclusivamente gli omosessuali sarebbe stata ovvia una campagna informativa stile Aids che consigliasse l’uso del preservativo per i rapporti anali. Ma questa non si fa. Per colpa dell’imperante politically correct? No, per terrorizzare la popolazione presentando il “vaiolo delle scimmie” come una imminente catastrofe e costringerla ad una vaccinazione di massa. Che, magari, come è il caso di quella anti-Covid scompaginando il sistema immunitario renderà una piaga infezioni fino a ieri banali.
Quindi, altre malattie, altre vaccinazioni. Per consolidare una ipocondria generale nata con l’emergenza Covid e diventata il principale strumento di controllo sociale
Leggo su Aldous una limpida e profonda ermeneutica dell’epidemia Sars-Cov2 , che parte dal Candide, attraversa Socrate e spiega il significato della rinuncia contemporanea al sapere filosofico e scientifico, o semplicemente al sapere in quanto tale.
Realtà parallele
Chiara Zanella, 8.7.2022
Una ulteriore dimostrazione del fatto che le vittime del Covid19 in Italia sono state anche e soprattutto vittime dei governi liberisti (Monti, Letta, Renzi…) che hanno tagliato l’assistenza sanitaria in modo feroce. E se ne sono anche vantati.
I governi Conte-Speranza e Draghi-Speranza hanno peggiorato ulteriormente la situazione sospendendo migliaia di medici e operatori sanitari.
Macron boia.
Come, in Italia, la triade Draghi-Speranza-Figliuolo.
Comunisti (veri).
Una sintesi chiara e opportuna.
“Geni”, ma del male, sono i decisori politici e i responsabili sanitari che costringono i cittadini a danneggiarsi in questo modo semplicemente per poter lavorare, muoversi, vivere.
Diciamo che costoro attuano delle pratiche neonaziste.
Notizie e menzogne come queste mostrano quale sia il livello raggiunto dalla infodemia nella quale ci troviamo.
Complottismi.
Il declino di una specie.
Da una chat: come distruggere la sanità e moltiplicare i rischi.
Senza la televisione il virus avrebbe assai probabilmente già completato il proprio ciclo. Sarebbe finito. L’epidemia Covid19 è una infodemia, sin dall’inizio.
Ecco i colpevoli, ecco i cattivi. Nonsiamai i decisori politici.
Una libertà a tempo è una tirannide sostanziale, perenne.
Tranne la parentesi degli anni in cui Piero Ottone ne era il direttore e Pier Paolo Pasolini l’editorialista, il Corriere della Sera è sempre rimasto il quotidiano che ha celebrato con entusiasmo il fascismo. E continua a farlo.
Democrazia, diritti e buon senso vorrebbero ciò che si vede in questa immagine, che ciascuno decidesse che cosa fare del proprio DNA. L’imposizione di stato sui corpi è invece una regressione alle tirannidi più funeste della storia umana, remota e recente.
Vi sembra questo un referendum sul Green Pass?
A domande così formulate, chi avrebbe risposto di no?
Trucchi politico-mediatici.
Impongono un grottesco, già nella denominazione, SuperGreenPass.
Patetici e insieme criminali.
Gente senza dignità, senza cervello, senza memoria e senza sguardo al futuro.
Questo sono le “autorità”, i presidenti delle Regioni, i ministri di un governo composto da una sola persona e dai suoi valletti.
Dalla Rete
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•2 settimane e torneremo ad abbracciarci #andratuttobene
•2 mesi per abbassare la curva.
•Chiudiamo a Pasqua (2020) per salvare l’estate.
•In estate non dobbiamo abbassare la guardia
•ottobre richiudiamo tutto per salvare il natale
•chiudiamo il Natale per salvare la pasqua (2021)
• arrivano i vaccini, sono tutti e 4 meravigliosi efficaci e sicuri e non comportano NESSUN rischio
• i vaccini vanno conservati a -80 non si possono mischiare e scadono dopo 6 mesi
• vacciniamo anziani e fragili e ne siamo fuori
•Chiudiamo a pasqua (2021) per salvare la campagna vaccinale
• Astrazeneca è pericoloso, ritirato. Ma #statesereni gli altri vanno bene.
• va bene pure mischiare i vaccini
• 2 dosi sono sufficienti a dare un’immunità a vita (Mario Draghi)
• va bene pure conservarli a -15°
• va bene pure somministrarli a +40 in spiaggia, al mercato, in discoteca
• occorre vaccinare il 60% della popolazione
• occorre vaccinare l’ 80% della popolazione
• Serve un lasciapassare vaccinale.
• l’ 80% non basta occorre vaccinare il 90%
• per raggiungere questo obiettivo occorre tenere il lasciapassare sino al 31 dicembre (2021)
• i vaccini vanno bene pure scaduti
• il vaccino Johnson e Johnson monodose non dura a vita ma dura 2 mesi.
• 2 dosi non danno immunità a vita, ci vuole la terza dose dopo 12 mesi
• no scusate la terza dopo 6 mesi ma il pass dura sempre 12
• Mattarella “i giovani sopportino i rischi” (ma non c’era nessun rischio?)
• no scusate l’ efficacia per la trasmissibilità’ cala dopo 30 giorni e arriva a zero in 90 anche per Pfizer e Moderna (ma il lasciapassare per ora rimane a 12 mesi).
• Così non riusciamo a vaccinare il 90%, bisogna prolungare il lasciapassare fino a Marzo (2022)…
BUON APPETITO, LE RANE BOLLITE SONO COTTE…
Il presente è anche un’occasione per capire meglio che cosa sia la salute, quanto preziosa sia la libertà, quanto profonde le relazioni umane affrancate dalla paura.
–Lettera di Carole e Louis Fouché (YouTube)
Trieste, 18 ottobre 2021
La polizia scatena la sua violenza contro lavoratori indifesi.
Nel Parlamento della Repubblica non esiste opposizione.
Le istituzioni sono conniventi.
In un video la dittatura italiana.
«Soggetti infetti e contagiosi» soltanto perché non vaccinati, pur essendo sanissimi.
Il linguaggio è davvero tutto. Quello utilizzato da Ricciardi che tipo di linguaggio è? Quanta violenza promana da queste parole?
“Per comprendere le ragioni della pandemia dobbiamo inserirla nel contesto economico che le spetta. […]
L’ipotesi del motivo economico deve dunque essere inserita in un più ampio e complesso contesto di trasformazione sociale. Lo scenario che ci si prospetta, se solleviamo il velo di Maya, è di carattere marcatamente neo-feudale. Masse di consumatori sempre meno produttive vengono regimentate, semplicemente perché i nuovi glebalizzatori non sanno più che farsene. Insieme ai sottoccupati e agli esclusi, il ceto medio impoverito diventa un problema da gestire con il bastone del lockdown (a breve anche in versione climatica), del coprifuoco, della propaganda, e della militarizzazione della società, piuttosto che con la carota del lavoro, del consumo, della democrazia partecipativa, dei diritti sociali (sostituiti nell’immaginario collettivo dai diritti civili delle minoranze), e delle ‘meritate vacanze’. […]
L’enorme conflitto di interesse tra i predatori lombrosiani dell’industria farmaceutica, le agenzie mediche nazionali e sovranazionali, e gli esecutori politici, è ormai un segreto di Pulcinella. Non deve stupire che il giorno in cui l’OMS ha classificato COVID-19 come pandemia, il WEF, insieme all’OMS stessa, ha lanciato la Covid Action Platform, una coalizione per la “protezione della vita” gestita da oltre 1.000 tra le aziende private più potenti al mondo.
Mettiamoci in testa che l’unica cosa che conta per chi dirige l’orchestra emergenziale è soddisfare la fame di profitto e potere, e dunque ogni mossa è programmata in tal senso. D’altronde, se chi produce armi provoca guerre, chi produce farmaci deve inventarsi malattie. Non a caso la ‘salute pubblica’ è il settore di gran lunga più remunerativo dell’economia mondiale, al punto che Big Pharma spende circa tre volte più di Big Oil e il doppio di Big Tech in finanziamenti lobbistici. La domanda potenzialmente infinita di vaccini e intrugli genici vari offre ai cartelli farmaceutici la prospettiva di flussi di profitto pressoché illimitati, specie quando garantiti da programmi di vaccinazione di massa sovvenzionati da denaro pubblico (altro debito che ricadrà sulle nostre teste).
Perché tutte le cure precoci al Covid, dall’efficacia comprovata, sono state criminosamente sabotate? Come ammette candidamente la FDA (Food & Drug Administration, organo ufficiale americano in materia di salute pubblica) l’utilizzo di vaccini emergenziali è possibile solo se “non ci sono alternative adeguate, approvate e disponibili”. Le terapie domiciliari avrebbero aiutato a ridurre i ricoveri, mettendo fine all’emergenza ospedaliera. Ma l’operazione Covid mira a salvaguardare i privilegi economici, non la salute dei cittadini. Chi ancora si ostina a negarlo diventa complice di un sistema che, per sopravvivere, deve terrorizzare.
[…]
A causa della sua bassa letalità, SARS-CoV-2 rientra nel penultimo livello dei cinque stilati dalle autorità sanitarie statunitensi; un livello che, secondo le linee guida dell’OMS, richiede solo l’isolamento facoltativo dei malati, mentre esclude categoricamente misure emergenziali come lockdown, mascherine, chiusura delle scuole, distanziamento, e vaccinazioni. O meglio, le escludeva fino a quando non si sono cambiate le carte in tavola per legittimare la più grande campagna vaccinale di tutti i tempi, la cui assurdità è riassumibile nella seguente domanda: perché l’umanità intera (inclusi i bambini!) dovrebbe iniettarsi un siero sperimentale dagli effetti avversi sempre più inquietanti e fuori norma,[1] quando almeno il 99.8% dei contagiati, di cui la stragrande maggioranza asintomatici, guarisce? La risposta è lapalissiana: perché i vaccini sono il vitello d’oro del terzo millennio, e l’umanità-gregge è carne da profitto di ‘ultima generazione’, ovvero in versione cavia. […]
Per comprendere il ruolo della pandemia nell’accelerare la transumanza verso il Nuovo Medioevo sarebbe utile rileggere Jean Baudrillard, il filosofo che meglio di tutti ha capito che nell’epoca del digitale la realtà finisce per sovrapporsi alla sua simulazione, divenendo così iper-reale, e in quanto tale incontestabile. Non c’è dubbio che la crisi sanitaria, vera in quanto simulata, sia dell’ordine dell’iper-realtà, proprio perché ci appare come un dogma inconfutabile: gli scettici e i dubbiosi sono eretici, e come tale vanno bruciati sul rogo. Altrimenti detto: abbiamo interiorizzato la nostra dominazione al punto tale da non poterla più riconoscere. […]
Questa deriva non sarebbe possibile senza il potenziamento della propaganda: i media oggi operano come il clero in epoca medievale. L’evoluzione stessa del sistema-mondo ha reso possibile la messa in atto del più grande progetto propagandistico di tutti i tempi. Le possibilità di manipolazione sono aumentate vertiginosamente con la diffusione capillare di nuove tecnologie, che entrano direttamente nelle menti dei più giovani. La materia prima, peraltro, è sempre la stessa: l’intima e irrefrenabile vocazione al conformismo della specie umana. Difficile essere ottimisti di fronte all’ingenuità con cui si abbracciano assurde vessazioni, che vanno dal tampone alla mascherina, dalla separazione dai propri cari all’inoculamento di sostanze sconosciute, dal coprifuoco alla quarantena. […]
La vera malattia è la nostra assuefazione alla farsa globale. Storicamente, essa è frutto di un’affabulazione emergenziale cresciuta di intensità a partire dall’11 settembre 2001, data d’inizio di una ‘guerra globale al terrore’ che ha sterminato milioni di innocenti. La paura di un nemico esterno caricaturizzato all’inverosimile (da Bin Laden alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein) rende il gregge particolarmente docile e pronto al sacrificio di tutto ciò che rende ancora vivibile la vita, poiché l’alternativa viene sempre dipinta come qualcosa di mostruoso, al limite dell’immaginazione, come appunto la ‘spaventosa morte da Covid’. La guerra epidemiologica, indipendentemente da dove e come sia partita, è oggi una guerra psicologica totale, surrogato dell’improbabile conflitto militare globale. Non illudiamoci, l’assedio è destinato a durare. La concessione di qualche ora di libertà vigilata servirà a indorare la pillola di nuove forme di coercizione”
Brani tratti da Paradigma Covid: collasso sistemico e fantasma pandemico, di Fabio Vighi, La Fionda, 22.6.2021
“Un record negativo” l’affluenza alle urne per le elezioni amministrative del 3-4.10.2021: solo il 54,7%, vale a dire poco più di un elettore su 2.
È un risultato giusto, inevitabile e significativo. Vuol dire infatti che i cittadini rifiutano una democrazia ridotta a parvenza e farsa, disprezzano i decisori politici che li stanno progressivamente privando di ogni libertà, comprendono che lo stato di diritto è stato cancellato a favore dell’arbitrio, dell’Assurdistan.
La société de surveillance, stade ultime du libéralisme
« Nous sommes tous en liberté surveillée » alertait il y a vingt ans, en précurseur, “Éléments”. Surveiller et punir, soigner et contrôler. Nous y sommes. Consacré à la société de surveillance, ce numéro 192 revient également sur les vingt ans de fiasco américain au Moyen-Orient, la collection d’art contemporain de François Pinault, la publication des carnets inédits de Dominique Venner, et le privilège blanc.
Tre documenti significativi della “particolare” situazione italiana.
Poche righe di Televideo descrivono i crimini in atto da un anno e mezzo. L’ossessione securitaria verso un virus ha prodotto una catastrofe sanitaria in ambito oncologico, l’acquisizione di pessime abitudini e soprattutto -cosa qui non detta- gravi danni alla psiche individuale e collettiva, che sta generando soggetti ipocondriaci e sociopatici.
Tutto in nome della «salute». Disgustoso.
Filosofia e libertà.
Quanta poca fiducia bisogna avere nella plausibilità dei propri argomenti; quanto cinismo emotivo bisogna esercitare; quanto violenti si deve essere per arrivare a una simile pubblicità istituzionale (in questo caso della Regione Lombardia, governata dalla Lega).
Opposizione sociale al controllo e strategie dell’autorità. Nella Francia di Macron e nell’Italia di Draghi:
Chaleur estivale
par Jacques COTTA, le 3 août 2021
I topi del Comitato Tecnico Scientifico (presunti virologi et similia) chiusi nelle loro cantine.
Migliaia di persone nelle piazze a festeggiare con ultrassembramenti e senza museruole.
I politici (Speranza et similia) sempre pronti a sorvegliare e punire anche il comportamento più innocuo ora tacciono o esultano per apparire popolari.
Non ci sarà alcuna conseguenza sanitaria, come già accaduto per analoghi festeggiamenti.
È amaro ma significativo che soltanto il calcio abbia in questi anni degli effetti politici emancipatori.
Ma è importante che li abbia, affinché il terrorismo da Covid19 mostri la propria natura oppressiva e menzognera.
Un chiaro auspicio da parte dei governi. In questo caso quello italiano parla a nome di tutti.
Sul manifesto di oggi leggo: «In Italia 50 cortei di protesta, immenso quello di Roma, oscurati dai tg». So bene che questo è il livello di faziosità e servilismo della televisione e dell’informazione, che appare chiaro nel caso del genocidio di Israele contro i palestinesi.
Altrettanto chiaro è stato, negli ultimi 16 mesi, a proposito della liberticida e corrotta gestione politica del Covid19. Ma gli spettatori abboccano a ogni falsità.
Da più di un anno carabinieri, polizia, guardia di finanza, esercito trattano a loro discrezione i cittadini italiani.
Come si chiama tutto questo? Forza, troviamo un nome. Non è difficile.
Si rifiuta di indossare la mascherina. Liceale a Fano viene portato all’ospedale psichiatrico
di Agata Iacono, L’Antidiplomatico, 6.5.2021
Dopo il raid alla famiglia del ragazzino dodicenne con sindrome di Tourret, rea, su consiglio del neoropsichiatra infantile, di aver organizzato come terapia il compleanno con qualche amico nel cortile del condominio, arriva oggi una notizia ancora più brutale a conferma della psichiatrizzazione dei nostri ragazzi.
In una fase in cui gli ospedali pediatrici denunciato un preoccupante aumento di tentativi di suicidio tra gli adolescenti. In una fase in cui i nostri ragazzi sviluppano depressione, asocialità, sindromi come quella di Tourret o diventano schiavi dei videogiochi. Ecco in questa fase attuale, il Resto del Carlino ci dà notizia che oggi a Fano ad un ragazzo dell’Istituto superiore che si rifiutava di indossare la mascherina è successo quello che mai pensavamo di dover raccontare.
“Esibendo il parere di un presunto costituzionalista” – “presunto” è aggiunto dal giornalista – il ragazzo si è incatenata al banco e il preside d’accordo con gli insegnanti ha chiamato la polizia. E quello che è successo dopo ha dell’incredibile: il ragazzo diciottenne, prosegue la ricostruzione il Resto del Carlino, è stato quindi “sedato” con psicofarmaci al Santa Croce di Fano e trasferito a Pesaro, al reparto psichiatrico dell’ospedale Muraglia.
“Sto bene – risponde il 18enne –; sono qui al reparto psichiatrico di Pesaro, a Muraglia, perché mi hanno fatto un Tso e mi hanno detto che dovrò restare qui una settimana. In questo momento una dottoressa mi sta portando via tutti gli oggetti pericolosi. Mi hanno dato dei calmanti al Santa Croce e poi mi hanno trasferito a Pesaro, a Muraglia. I miei genitori non sono con me”, la testimonianza raccolta dal giornalista.
Interviene poi, prendendo il telefono del ragazzo, una dottoressa del reparto: “Il giovane deve stare sereno, la telefonata deve terminare qui”.
Da quello che si apprende, quindi, il ragazzo resterà all’ospedale psichiatrico senza processo per 7 giorni passibili di proroga. E’ questa l’Italia del 2021. Speriamo che esista ancora qualche parlamentare degno di nota in questa accozzaglia attuale che faccia una interpellanza urgente per dare ancora un senso alla politica. E speriamo, soprattutto, che non ci rassegni a queste barbarie.
«Qualche contagio». Di fronte alla potenza delle masse calcistiche l’autorità terroristica abbassa le sue pretese. Che invece risorgono arroganti quando si tratta di singoli e inermi cittadini. Un’autorità vile oltre che irrazionale.
«Ombre rosse» la vendetta
di Tommaso Di Francesco, il manifesto, 29.4.2021
«A ogni emergenza seguì altra emergenza, e ciascuna di esse comportò una riduzione delle garanzie fondamentali, una compressione dello stato di diritto con violazione dei diritti».
Vale per gli anni Settanta, vale oggi per il Covid19.
È la logica di ogni potere autoritario, alla quale i ‘democratici’ contemporanei hanno ceduto in pieno. Il resto segue.