Skip to content


Sulla Russia

Sulla Russia

Che cosa ha fatto?
Aldous, 14 maggio 2022

In questo breve articolo ho cercato di sintetizzare ciò che penso del conflitto tra Russia e Ucraina all’interno del più ampio contesto geopolitico contemporaneo. Un contesto che mi sembra pericolosamente simile al clima di esaltazione e di propaganda che portò l’Europa al suicidio nell’estate del 1914.

Segnalo inoltre il miglior articolo che abbia letto sinora sul conflitto in Ucraina, il suo significato, le modalità, la funzione:
Lo spettacolo della guerra
di Giovanna Cracco, paginauno, n. 77, aprile-maggio 2022.

14 commenti

  • agbiuso

    Giugno 24, 2022

    “L’Europa invece sta facendo gli interessi di altri per sostenere a proprie spese un paese fallito che le è alieno, un “candidato all’UE” che solo a parole condivide quei misteriosi “valori europei” di cui si riempono la bocca i burocrati di Bruxelles”

    La morsa di Biden stritola l’UE: siamo veramente disposti ad andare fino in fondo?
    di Laura Ru, 24.6.2022

  • agbiuso

    Giugno 19, 2022

    Una analisi di Paolo Annoni sulla situazione economica determinatasi con le sanzioni inflitte alla Russia e che stanno rafforzando l’economia russa, indebolendo invece quelle europee, in particolare l’economia italiana.

    TAGLIO GAS RUSSO – La mossa che smonta la “narrazione” sulle sanzioni

    Si pensava che l’Europa avrebbe comprato meno gas e indebolito la Russia. È invece accaduto il contrario e l’Ue è davanti a un grande problema.
    Venerdì Gazprom ha tagliato i flussi di gas verso Germania e Italia; il prezzo del gas europeo è salito ai massimi da marzo a livelli sei volte superiori a quelli di inizio 2021. Dopo una decisione di questo tipo ci si sarebbe aspettato un calo del rublo coerente con la teoria con cui si è arrivati alle sanzioni. Invece il rublo ha continuato a rafforzarsi contro l’euro e per la cronaca è ai massimi degli ultimi 8 anni contro la valuta dell’Unione. La tesi, ricordiamo, era che la sospensione degli acquisti di gas e petrolio russo da parte dell’Europa avrebbe prosciugato le entrate di Mosca, causato una svalutazione della sua moneta e alla fine avrebbe affondato l’economia e impedito a Putin di continuare a finanziare la guerra. In questo “schema” se la Russia vende meno gas all’Europa si dovrebbe assistere a un indebolimento della sua moneta. Il corollario è che Bruxelles aveva il potere negoziale nei rapporti commerciali in quanto compratore di idrocarburi mentre Mosca non avrebbe mai dovuto scegliere di tagliare le proprie esportazioni.
    Quello che è successo ieri con la Russia che decide autonomamente il taglio delle sue forniture a un suo cliente storico è l’epilogo del processo a cui si è assisto dall’inizio dell’invasione in Ucraina. Il prezzo del gas in Europa è esploso e la Russia ha aumentato le proprie esportazioni di gas e petrolio verso Cina, India e altri mercati di sbocco. I mercati si sono comportati assumendo, correttamente, che l’Europa avrebbe fatto molto fatica a trovare alternative e infatti ieri sono comparsi “rumour” sui piani del Governo per limitare i consumi di gas; case più fredde e strade buie. Il caos che si è prodotto sui mercati energetici e i timori che l’offerta di idrocarburi sui mercati globali diminuisca hanno determinato l’impennata del surplus commerciale russo e alla fine della sua valuta. Il rafforzamento del rublo, anzi, è continuato nonostante tre tagli dei tassi della banca centrale. La decisione di ieri potrebbe persino essere spiegata con il tentativo della Russia di svalutare una moneta diventata improvvisamente troppo forte.
    Alla fine di questo processo quello che emerge è che contrariamente a “tutte” le aspettative iniziali è la Russia che decide di tagliare le sue forniture all’Europa che invece le subisce. L’Europa subisce un colpo alla competitività delle sue imprese, peggiora l’inflazione interna e, in futuro, dovrà fare i conti con le conseguenze politiche e sociali di questo fenomeno sia dentro l’Europa che sul Mediterraneo. La Russia invece scopre di poter gestire sia il proprio cambio, sia i propri rapporti economici. Questo accade perché il possesso dei rubli consente di approvvigionarsi di idrocarburi e altre materie prime, prodotti agricoli e fertilizzanti. Il possesso di euro, invece, non garantisce questi approvvigionamenti e quello di dollari meno che due anni fa sia perché i prezzi delle materie prime sono esplosi, sia perché un numero crescente di Paesi ha deciso di sottrarre le sue produzioni dai commerci globali per contenere l’inflazione interna.
    Se l’Europa non vuole far collassare la propria economia o ritrovarsi con problemi sociali complessi deve assicurarsi le proprie forniture strategiche come stanno facendo tutti gli altri Paesi. In questo processo non può più presumere di potersi permettere il lusso di scelte “costose” perché se il prezzo del gas sale come è salito ieri per un taglio delle forniture prima dell’inverno, il problema rischia di diventare ingestibile con il blocco in piena stagione invernale.

  • agbiuso

    Giugno 19, 2022

    I “vendipatria” e la morte dell’Europa
    di Alberto Fazolo, 18.6.2022

    “Una guerra in cui a prescindere da chi la vinca, noi perderemo comunque.
    […]
    L’Europa non ne trarrà alcun giovamento, tuttavia i vendipatria ne otterranno un grande vantaggio personale. Siamo cioè nelle mani di una cricca che ci porterà alla rovina in cambio di un meschino tornaconto per loro stessi.

    Si badi bene che non sto ancora facendo riferimento al piano etico o morale, su cui la condanna è ferma e piena tanto per le guerre in cui abbiamo ottenuto dei vantaggi, quanto in questa in cui ci andremo inevitabilmente a perdere. Ancora più netto il giudizio sul piano ideologico, dato che i paesi occidentali (ancora una volta) si sono posizionati dal lato sbagliato della storia, arrivando a sostenere i nazisti.

    Gli USA sono una bestia morente, incapace di andare avanti se non a discapito di altri paesi, finora siamo stati alleati delle loro guerre di rapina, ora stiamo diventando i rapinati. Gli USA vogliono spolparsi quel che resta dell’Europa, deindustrializzarla, aumentarne la subalternità e la dipendenza al fine di rinviare la propria capitolazione. Per farlo ricevono l’aiuto e i servigi dei vendipatria nostrani. La scelta sul da farsi è semplice: fermarli e riprendere in mano il nostro futuro, è l’opzione giusta e conveniente”

  • agbiuso

    Giugno 17, 2022

    Una sintesi della situazione geopolitica molto chiara. E che credo corrisponda a quanto sta accadendo.

  • agbiuso

    Giugno 15, 2022

    “Quello dell’Italia è stato un suicidio verso una potenza nucleare da cui dipendiamo e dipenderemo per i prossimi anni per l’approviggionamento energetico”.

    L’isolamento dell’occidente dal resto del mondo è inevitabile
    di Fabio Massimo Parenti, 14.6.2022

  • agbiuso

    Giugno 13, 2022

    Ovviamente, aggiungetemi alla lista.

  • agbiuso

    Giugno 6, 2022

    Gli scricchiolii dell’ultima grande narrazione
    di Andrea Zhok – 6.6.2022

    Con qualche semplificazione, ciò che sta emergendo nella stampa internazionale è che la Russia sta vincendo la guerra economica che le è stata dichiarata.
    Ora, la ragione per cui questo sta avvenendo è interessante.
    La Russia in termini di PIL oscilla tra il 2 e il 3% del PIL mondiale.
    Il blocco che le si oppone (USA + UE + Oceania e Israele) rappresenta il 50% del PIL mondiale. Se fosse una guerra reale, sembrerebbe senza storia.
    Tuttavia da questo quadro emerge un pregiudizio teorico fondamentale che accomuna l’intero Occidente in una macroscopica illusione ottica. Noi, la parte del mondo dove il capitalismo è nato ed è cresciuto per primo, abbiamo oramai introiettato l’idea che il potere stia nell’economia e che l’economia sia il denaro: dunque chi possiede più denaro possiede più potere, punto.
    Questo è quasi sempre vero sul piano delle esistenze individuali all’interno dei nostri stati ed è anche spesso vero per tutti i singoli stati che giocano con le carte con cui abbiamo scelto di giocare e far giocare. Però questo funzionamento generale delle nostre economie per così dire rimuove sistematicamente Marx per impalmare Milton Friedman, rimuove sistematicamente la realtà dei beni e dei servizi per sostituirla con la capacità ipotetica di comprarli, dunque con la disponibilità di denaro, di capitale.

    Il nostro intero mondo occidentale è integralmente gravitante intorno ad una concezione del potere esemplificato dal grande potere finanziario.
    Ed è vero, finché giochiamo con queste carte, quello è IL potere e noi tutti siamo sudditi da esso dipendenti.
    Tuttavia sul piano geopolitico quel che si manifesta in questo momento è un duro ritorno alla realtà: il denaro vale finché ci sono beni da comprare e nella misura in cui ci sono; quando i beni scarseggiano il denaro tende a trasformarsi nella convenzione che è (inflazione).
    Il trucco capitalista sta di norma nel nascondere questa realtà attraverso gli atti di proprietà con cui dispone di risorse naturali, di fonti primarie, di esseri umani (forza lavoro): tutto incatenato da contratti e da pezzi di carta con cui il pianeta tutto è avvolto e coperto e soffocato.
    Possediamo interi paesi del terzo mondo perché ci sono debitori.
    E siamo a nostra volta posseduti da altri creditori inapparenti, opachi e remoti.
    Ma nel caso russo ci siamo trovati di fronte ad un nano economico che però è economicamente un fornitore di beni primari, quelli da cui a cascata acquisiscono valore tutti gli altri.

    E inoltre (cosa assai fastidiosa, che di solito non succede) questi beni primari sono assai ben difesi militarmente, e quindi non possiamo fare come al solito, cioè appropriarcene con qualche scusa flamboyant (qualche tinteggiata di nobili intenti, di missioni civilizzatrici, di diritti umani invocati dai media e zaac, ci intaschiamo le risorse altrui e facciamo anche bella figura a casa.)
    No, qui quello che sta succedendo è che la narrazione del capitale – quella narrazione dove non ci chiediamo mai come fosse possibile che nel 2007 le capitalizzazioni finanziarie fossero 14 volte il PIL mondiale – sta scoppiando come una bolla finanziaria qualunque.
    C’è chi aveva detto che le grandi narrazioni erano defunte nell’epoca postmoderna. Ma in effetti esse erano state sostituite da un’ultima narrazione, così onnicomprensiva da non sembrare tale, da sembrare la pura e semplice realtà. E così, dopo esserci inebriati di virtualità, di iperconnessione, di transumanesimo fighetto e di mercatismo finanziario, scopriamo che tutto questo esiste e vale se e finché ci sono schiere di Morlock, di Nibelunghi ingobbiti che lavorano per noi nelle viscere della terra, se e finché ci sono ferro e legno e terra che “magicamente” si trasformano in prodotti sugli scaffali dei supermercati (magari anche con il bollino “ecosostenibile”).
    Tutto questo sogno virtuale dei “padroni del PIL” si rivela per quello che è: un incubo per la maggior parte dell’umanità che avviene fuori dalla vista delle telecamere, ed un’illusione destinata a esplodere in faccia a tutti quanti noi più rapidamente di quanto chiunque si fosse aspettato.

  • agbiuso

    Giugno 5, 2022

    “Sfruttando le magagne di una presunta sinistra governativa, quelli che appaiono gli oppositori di destra del governo Draghi cercano di accreditare un loro patriottismo che alla fine si dimostra falso perchè al servizio delle scelte americane”.

    Da La lotta contro i fautori della guerra: anche le elezioni sono un terreno per combatterli,
    Art.11 – per un fronte unito contro la guerra, 1.6.2022

  • agbiuso

    Giugno 1, 2022

    Il Governo Draghi, il Partito Democratico, la loro furia bellica, vanno progressivamente distruggendo l’economia e la società italiane. In questo caso producendo altra disoccupazione in Sicilia.

  • agbiuso

    Maggio 31, 2022

    Un’ottima analisi di Andrea Zhok sulla situazione tra Russia, Ucraina, Europa, USA, che conferma e mostra quanto pervicacemente “l’Europa si è scavata la fossa”.

    La guerra russo-ucraina in 7 punti
    31.5.2022

  • agbiuso

    Maggio 29, 2022

    Patetico e insieme grottesco escludere la musica russa.
    Soltanto epoche e società barbariche possono fare della cultura un’arma per le guerre invece che universale strumento di dialogo.

  • agbiuso

    Maggio 25, 2022

    Eccellente analisi politico-militare della situazione oggi nell’ex-Ucraina.
    Un testo veramente istruttivo.

    Ora è il momento di sedersi, rilassarsi e guardare il declino dell’Occidente
    25.5.2022

  • agbiuso

    Maggio 19, 2022

    I media della NATO sono stati capaci di trasformare una nullità televisiva in una specie di Grande Fratello.

  • agbiuso

    Maggio 18, 2022

    Protetti.

Inserisci un commento

Vai alla barra degli strumenti