Skip to content


Genocidio

Genocidio

Nel Vicino Oriente, dall’altra parte del Mediterraneo, è in corso la guerra di Israele contro i bambini palestinesi. Ne sono stati uccisi già 4.000.
I cittadini europei sembrano impotenti di fronte a questo massacro. Trascrivo dunque qui il testo di due documenti che ho firmato. Si tratta di una goccia rispetto all’oceano di sangue che il governo sionista ed escatologico-apocalittico di Israele sta producendo in Palestina. Ma è una goccia doverosa.
Il primo è di più ampia diffusione e sono contento che stia ricevendo l’adesione anche di numerosi docenti dell’Università di Catania e del mio Dipartimento. Le cifre tra parentesi indicano le 22 note che si riferiscono ai documenti citati nel testo (per la loro lettura rinvio al sito dedicato, dove appaiono anche le firme).
Il secondo documento è anch’esso assai chiaro nel descrivere ciò che sta accadendo.

Aggiungo il pdf di una dichiarazione della Società per gli studi sul Medio Oriente (SeSaMO):
Dichiarazione pubblica della Società per gli studi sul Medio Oriente (SeSaMO) e del suo Comitato per la libertà accademica sulle crescenti violazioni della libera espressione di opinioni e di ricerca

***********************

Richiesta di un’urgente azione per un cessate il fuoco immediato e il rispetto del diritto umanitario internazionale

Come membri della comunità accademica italiana, da molti anni assistiamo con dolore e denunciamo ciò che accade in Palestina e Israele, dove vige, secondo Amnesty International, un illegale regime di oppressione militare e Apartheid [1]. Ancora una volta, ci sentiamo atterriti e angosciati dal genocidio che sta accadendo a Gaza, definito a ragione dalla scrittrice Dominque Eddé come ‘un abominio che bene esemplifica la sconfitta senza nome della nostra storia moderna’ [2].

Da tre settimane, a seguito delle brutali azioni perpetrate da Hamas il 7 ottobre che hanno causato la morte di oltre 1.400 persone (la maggior parte dei quali civili) e portato al rapimento di circa 200 ostaggi  [3], assistiamo a massicci e indiscriminati bombardamenti condotti dall’esercito di Israele contro la popolazione della Striscia di Gaza, che si configura come una punizione collettiva contro la popolazione inerme e imprigionata in un territorio di poco più di 360 km2 [4]. Mentre scriviamo, a Gaza il bilancio delle persone uccise supera i 9.000 morti, di cui 3.760 bambini, circa 22.900 feriti e 1.400.000 sfollati [5]. Secondo le Nazioni Unite, allo stato attuale sono circa 2.000 le persone disperse, presumibilmente intrappolate o uccise sotto le macerie [5,6]. Interi quartieri abitati, ospedali, scuole, moschee, chiese e intere università (Islamic e Al-Azhar University tra le più grandi e rinomate) sono state completamente rase al suolo [5,7].  Il governo israeliano ha intimato ad oltre un milione di abitanti nella striscia di lasciare le loro case in vista di un attacco da terra, sapendo che non vi sono via di fuga e via di uscita dalla Striscia di Gaza. Molti di questi sfollati sono stati poi bombardati nelle “zone sicure” del sud della Striscia di Gaza, rivelando un chiaro intento di pulizia etnica da parte del governo israeliano.

Questa situazione ha reso ancora più grave e urgente la crisi sanitaria e umanitaria all’interno della Striscia di Gaza, già al collasso ben prima del 7 ottobre 2023 per via dei 16 anni di quasi totale embargo e assedio illegale imposto dall’esercito israeliano su Gaza [8]. Assedio ed embargo che il governo israeliano ha inasprito dal 7 ottobre, imponendo un blocco totale di beni essenziali per la sopravvivenza quali acqua, carburante, cibo e elettricità [9,10,11,12]. All’interno di questa catastrofe umanitaria e sanitaria senza precedenti, anche per le Nazioni Unite e per le organizzazioni internazionali risulta pressoché impossibile operare a supporto della popolazione civile. L’Association Jewish for Peace ha chiamato tutte “le persone di coscienza a fermare l’imminente genocidio dei palestinesi” (https://www.jewishvoiceforpeace.org/2023/10/11/statement23-10-11/). Già il 25 ottobre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato di non essere in grado di distribuire carburante e forniture sanitarie essenziali e salvavita agli ospedali nel Nord di Gaza per via dei continui bombardamenti israeliani [9,10]. La quantità di beni di prima necessità e soccorso che Israele ha permesso di far transitare a Gaza il 21 ottobre è stata dichiarata sufficiente a mantenere in funzione solo alcuni ospedali e ambulanze per poco più di 24 ore [13, 14] . Secondo l’UNICEF “Gaza è diventata un cimitero per migliaia di bambini” [15]

Inoltre, l’escalation di violenza si è estesa anche in Cisgiordania, con violenze e aggressioni quotidiane, numerose vittime ed espulsioni di intere famiglie dalle loro case e terre. Diversi sono i report delle Nazioni Unite che denunciano come dal 7 ottobre l’esercito israeliano abbia attaccato diverse aree della West Bank, causando la morte di almeno 96 palestinesi, e ferendone circa 1.800. Di questi, due sono bambini, e molti altri giovani adolescenti [16, 17]. Inoltre, 74 famiglie (circa 600 persone) sono state espulse da 13 comunità di pastori e beduini nei territori palestinesi, sei scuole e 1875 studenti sono stati colpiti durante gli attacchi [16, 17].

Tutto questo costituisce una evidente violazione del Diritto Internazionale e della Convenzione di Ginevra.

In tutti i report messi a disposizione dalle Nazioni Unite e dalle numerose organizzazioni umanitarie (ad esempio Amnesty International e Human Rights Watch), è segnalata l’importanza di considerare e comprendere le determinanti e antecedenti a questa violenza, da ricercarsi nella illegale occupazione che Israele impone alla popolazione palestinese da oltre 75 anni, attraverso una forma di segregazione raziale ed etnica [1, 18, 19, 20]. Comprendere e analizzare queste determinanti è l’unica possibilità per poterne riconoscere le radici, contrastare l’escalation e sperare e reclamare  pace  e sicurezza per tutti.

È fondamentale ricordare come riconoscere il contesto da cui nasce quest’ultima ondata di violenza non significa sminuire il dolore e la sofferenza delle vittime israeliane e palestinesi, ma costituisce il cruciale impegno per sostenere la dignità, la salute ed i diritti umani di tutte le parti coinvolte. È possibile e necessario condannare le azioni di Hamas e, al contempo, riconoscere l’oppressione storica, disumana e coloniale che i palestinesi stanno vivendo da 75 anni. Come affermato dall’organizzazione pacifista Jewish Voice for Peace [21, 22], l’escalation a cui assistiamo rappresenta l’ennesimo esempio di come gli attacchi coloniali e illegali perpetrati da Israele contro la polazione palestinese costituiscano un rischio per la vita di tutti coloro che vivono nella regione, siano essi israeliani o plaestinesi.

In qualità di accademici e accademiche italiane riteniamo che sia nostro dovere e responsabilità attivarci e contribuire a contrastare queste escalation di violenza e sostenere i diritti umani, la salute, la dignità e il benessere. Crediamo fortemente che l’unico modo per promuovere una coesistenza pacifica sia lavorare insieme per denunciare e porre fine al prolungato assedio di Gaza e all’occupazione illegale (in ottemperanza con la legge internazionale) dei territori palestinesi.

Pertanto,

  • chiediamo urgentemente al Ministro Antonio Tajani di adoperarsi diplomaticamente e pubblicamente per l’urgente rispetto del diritto umanitario internazionale da parte di tutte le parti e la condanna dei crimini di  guerra e l’immediato cessate il fuoco, la fornitura di aiuti umanitari e la protezione delle Nazioni Unite per l’intera popolazione palestinese.
  • chiediamo alla Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini di farsi pubblicamente portatrice delle nostre rivendicazioni nelle apposite sedi istituzionali
  • Ci rivolgiamo infine anche alla CRUI e ai singoli Atenei, chiedendo loro di non limitarsi a sostare in una dolorosa impotenza ma di agire con tutte le azioni necessarie e possibili nei rispettivi contesti. Come studiosi, studiose e membri del mondo universitario italiano guardiamo con preoccupazione alla diffusione di misure di limitazione della libertà di dibattito e di delegittimazione delle richieste di cessazione della violenza. Chiediamo quindi di ribadire l’impegno per la libertà di parola, di garantire il diritto degli e delle studenti delle università italiane al dibattito, e di favorire momenti di dibattito e discussione all’interno degli atenei. Chiediamo inoltre di pronunciarsi con chiarezza sulla necessità da parte dei singoli atenei italiani di procedere con l’interruzione immediata delle collaborazioni con istituzioni universitarie e di ricerca israeliane fino a quando non sarà ripristinato il rispetto del diritto internazionale e umanitario, cessati i crimini contro la popolazione civile palestinese da parte dell’esercito israeliano e quindi fino a quando non saranno attivate azioni volte a porre fine all’occupazione coloniale illegale dei territori palestinesi e all’assedio di Gaza.

Crediamo che queste azioni siano irrimandabili sia per contribuire a ripristinare i diritti umani e la giustizia globale sia per non continuare ad essere spettatori conniventi e silenziosi  di una tragedia umanitaria e della cancellazione del popolo palestinese.

Con profonda preoccupazione,

***********************

Fermiamo il genocidio. L’appello degli intellettuali

«Immagina che tocchi a te innalzare l’edificio del destino umano allo scopo finale di rendere gli uomini felici e di dare loro pace e tranquillità, ma immagina pure che per far questo sia necessario e inevitabile torturare almeno un piccolo esserino, ecco, proprio quella bambina che si batteva il petto con il pugno, immagina che l’edificio debba fondarsi sulle lacrime invendicate di quella bambina – accetteresti di essere l’architetto a queste condizioni? […] potresti accettare l’idea che gli uomini, per i quali stai innalzando l’edificio, acconsentano essi stessi a ricevere una tale felicità sulla base del sangue irriscattato di una piccola vittima e, una volta accettato questo, vivano felici per sempre?»
Fëdor Michajlovič Dostoevskij, I Fratelli Karamazov

Le efferatezze compiute da gruppi di seguaci del movimento Hamas il 7 ottobre, assolutamente spietate, ingiustificate e da condannare, hanno innescato, come era facile da prevedere, una cascata di altre non meno orrende e immense atrocità.
Siamo (razionalmente ed emotivamente) sconvolti dal genocidio che si sta perpetrando davanti ai nostri occhi inerti e impotenti di un popolo calpestato e umiliato da più di 70 anni con la complicità totale delle grandi potenze e dei loro sudditi; il pensiero unico e asservito (volontario o non volontario) è il primo colpevole e movente di questo crimine immane.
Siamo sconvolti dall’indifferenza e dall’egoismo delle moltitudini, dall’ignobile e vergognoso appoggio che da tutte le parti viene a un genocidio voluto e programmato, e le poche voci diverse che si levano per tentare di restituire una realtà storicamente e culturalmente più differenziata e complessa sono messe a tacere o additate come folli e pertanto pericolose.
Per ogni bambino e anziano innocente morto sotto le bombe di una delle armate (tecnologicamente e ideologicamente) fra le più potenti e addestrate al mondo ci vorrebbero non una singola reazione di sdegno e di condanna ma un’infinità di prese di posizione, non un solo atto di resistenza ma una resistenza civile senza fine.

Chi pagherà per quei bambini e quegli anziani ammazzati perché appartenenti a un popolo “inferiore”, esseri umani per sembianza fisica ma in fondo “animali” (così si è espresso un ministro israeliano), e perciò considerati indegni di vivere? Nessuno pagherà quei morti, come nessuno ha pagato quelli che ci sono stati in Iraq e in molti altri Paesi, colpevoli soprattutto di non essersi conformati al modello unico del capitalismo statunitense e occidentale della Nato e della UE (ma l’Occidente è tutt’altra cosa, le sue radici e i suoi valori sono ben altri! E l’Europa è stata nei secoli un’altra realtà del tutto diversa da quella che vediamo oggi, e il progetto europeo aveva altri contenuti e obiettivi!), perché la coscienza non esiste più come forza critica e vitale, espressione nobile e universale di libertà-e-giustizia. Anzi molti autori di quei crimini anche recenti si sono arricchiti e hanno ricevuto premi in più passando alla storia come uomini di pace ed esempi di saggezza!

Neanche le campane suonano più (avrebbe detto Saramago) per chiamare uomini e donne ad essere consapevoli della realtà e a ribellarsi contro i soprusi più assurdi e le ingiustizie più disumane.
Siamo sconvolti dallo smarrimento dell’uomo che oramai non sa più distinguere, capire, cooperare, che è incapace di provare dolore e vicinanza, che trasforma la più immensa delle tragedie in un avvilente e indegno spettacolo mediatico. Si sta (ri)affermando la parte dell’uomo più bassa e vile che sta comandando sulle masse e guidando il destino del mondo portandolo verso il baratro. Molti, troppi uomini, in particolare fra quelli che detengono nello loro mani il destino di milioni di persone, stanno degenerando in esseri inferiori privi di ragione (…in inferiore, quae sunt bruta, degenerare…, Pico della Mirandola). “L’incivilimento smisurato” e lo “snaturamento senza limiti” (di cui parlava Leopardi nel suo Zibaldone), che trovano la loro più truce espressione nella soppressione degli altri esseri umani e di quanto rende possibile biologicamente e culturalmente la loro vita, oramai caratterizzano la nostra realtà quotidiana.
È un tormento vedere quei bambini e anziani morire nelle loro case o negli ospedali dove cercano disperatamente l’ultima àncora di salvezza, l’ultimo rifugio, l’ultima speranza di vita. La sofferenza degli innocenti (bambini, anziani, malati) e la loro eliminazione è il male supremo. Il pensiero di Dostoevskij (ne “I fratelli Karamazov”) sui bambini innocenti che soffrono e muoiono (spesso nel nome di un dio in cui si dice di credere e al quale ci si affida) ci tocca nell’animo più profondo, ci parla e incita a ribellarci a uno stato di cose inaccettabile, che ha le sue molteplici cause non sempre facili da comprendere, ma che non è tuttavia affatto ineluttabile.

In questi giorni molte maschere stanno cadendo, di governi, organizzazioni nazionali e mondiali e singoli individui (in primis di politici, giornalisti e intellettuali) e la loro totale ipocrisia e il loro becero cinismo traspaiono pienamente. È terribile constatare come ci sia una maggioranza di uomini (nell’Occidente in decadenza) che si mostrano indifferenti o approvano e addirittura appoggiano il genocidio in corso, questo massacro di un popolo inerte e indifeso (ripetiamo, soprattutto bambini, anziani e malati). È una cosa orrenda, rivoltante, inaccettabile, culturalmente, politicamente, moralmente, semplicemente umanamente.
Viviamo una crisi profondissima e abissale di un modello di civiltà, dell’intera umanità, dell’uomo, dello spirito. Ma non c’è consapevolezza di ciò o ce n’è troppo poca, non abbastanza per costituire una forza critica e costruire un altro modello e progetto di società e di cultura. Come non capire ormai, anche di fronte ai recenti terribili fatti, che non solo non viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma che un altro mondo è possibile, fondato su modelli culturali e valori morali radicalmente diversi?
Dobbiamo agire in un orizzonte culturale in cui dominano incontrastate l’indifferenza, la viltà e l’ipocrisia. Da qui la difficoltà ad incidere anche minimamente sullo stato delle cose. Ci vuole un nuovo inizio, occorre un altro modo di pensare, un altro linguaggio, una diversa concezione della natura e una diversa visione dell’uomo.
Dalla noche oscura del alma si uscirà forse solo quando avremo avuto il coraggio di recidere le “catene” del nostro asservimento fisico e mentale e ritrovato il cammino del pensiero autonomo e critico (della consapevolezza e della coscienza) e della dignità umana (che altri chiamano spirito o anima).

55 commenti

  • agbiuso

    Aprile 3, 2024

    Fucilazione di uno chef non gradito
    il Simplicissimus, 3.4.2024

    Dopo molti mesi di strage finalmente si parla di singole persone uccise nella Striscia di Gaza, naturalmente, ” per errore” così come è stato detto in una conferenza stampa, mentre decine e decine di episodi analoghi dimostrano che queste fucilazioni informali sono la regola. Basterebbe per esempio prendere quello dei tre ostaggi israeliani colpiti dai soldati dopo essere fuggiti dai sequestratori di Hamas: stavano sventolando una camicia bianca e si erano tolti le magliette, ma sono stati freddati dai loro presunti liberatori. Comunque solo questo episodio ha fatto scalpore per la semplice ragione che non si trattava di palestinesi, dunque di non uomini per l’accoppiata Netanyahu – Biden, ma di occidentali e per giunta anche di un certo nome.

    L’esercito israeliano ha preso d’assalto, non si capisce bene per quale motivo, i lavoratori del World Central Kitchen uccidendone sette tra cui – la foto ritrae due dei cadaveri- lo chef di fama mondiale Jose Andres. Forse non cucinava abbasta Kosher oppure il suo Wck un’organizzazione no-profit impegnata a fornire pasti in seguito a disastri naturali, dava fastidio ai sionisti?

    A questo punto dopo che probabilmente sono state uccise più di 200 mila persone buttando bombe nel mucchio, i governi Australia, Regno Unito e Polonia, sempre così sensibili, hanno espresso la loro disapprovazione, turbati da questo episodio ed evidentemente solo da questo. E così Netanyahu ha capito l’antifona ha ordinato a uno dei suoi addetti alle pr di tenere una breve conferenza stampa per cercare di sostenere che si è trattato solo di un terribile errore. Ma certo, come si fa a non credere a un galantuomo come questo? Si è certamente trattato di un errore come per esempio il massacro di due anziane palestinesi uccise a colpi di fucile, mentre la più giovane aiutava la più vecchia ad andare al bagno. E’ solo un episodio tra mille che descrive un vero e proprio modello di condotta, altro che poche mele marce,

    Del resto i palestinesi sono stati disumanizzati e dunque diventa facile ucciderli, come avvenne agli ebrei durante la seconda guerra mondiale: un processo psicologico elementare che i sionisti fanno finta di ignorare, mentre gli asini occidentali non sanno fare altro che portare bombe e ragliare.

  • agbiuso

    Marzo 26, 2024

    Rettrice Polimeni, sterminare un popolo con le bombe e con la fame, compiere un genocidio, lede o no “principi, diritti e libertà altrui”?

  • agbiuso

    Marzo 24, 2024

    Governo ed esercito di Israele fanno morire di fame la popolazione palestinese, una delle morti peggiori che sia possibile subire. Non ci sono davvero più parole nei confronti di tanta ferocia.

  • agbiuso

    Marzo 19, 2024

    Allarme urgente per Marwan Barghouti, vittima dell’oppressione nelle carceri israeliane
    Vita Terra Libertà, 19.3.2024

    Nell’ambito della politica di punizione collettiva esercitata da Israele contro il popolo palestinese, i servizi carcerari israeliani hanno avviato una serie di misure che comportano trattamenti disumani e degradanti, repressione, tortura e persino casi di esecuzione sommaria contro i prigionieri politici, il tutto eseguito nella più completa impunità.

    Dal 7 ottobre, Marwan ha subito attacchi aggressivi, punizioni arbitrarie e trasferimenti tra diverse prigioni. Le autorità carcerarie israeliane lo hanno sottoposto a trattamenti disumani, tra cui la reclusione in isolamento, tutti documentati. A metà dicembre, Marwan è stato trasferito illegalmente in isolamento; durante il trasferimento, il direttore del carcere di Ofer gli ha ordinato di inginocchiarsi e lo ha aggredito fisicamente quando si è rifiutato, procurandogli la slogatura di una spalla, senza che gli venisse fornita alcuna cura medica. Marwan è stato anche insultato e aggredito da detenuti israeliani, aggressione resa possibile dalle autorità carcerarie israeliane. Da allora e negli ultimi giorni, è stato aggredito fisicamente due volte all’interno della sua cella dalle guardie carcerarie, prima il 6 marzo e poi il 12 marzo. È stato picchiato e i testimoni hanno riferito che il suo volto era insanguinato in seguito all’aggressione.

    Gli attacchi contro i prigionieri palestinesi sono parte integrante dell’assalto di Israele contro l’intero popolo palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza.

    Almeno 12 prigionieri sono morti a causa di maltrattamenti e torture solo negli ultimi 6 mesi. Il destino di molti altri prigionieri rimane sconosciuto.

    Le ripetute aggressioni contro Marwan lo prendono di mira per ciò che rappresenta per il popolo e la causa palestinese e, nelle condizioni attuali, possono essere descritte solo come un’imminente e grave minaccia alla sua vita.

    Comitato per la liberazione di Marwan Barghouti e degli altri prigionieri politici

  • agbiuso

    Marzo 13, 2024

    Direi che non c’è davvero altro da aggiungere sul terrorismo degli sterminatori israeliani.

  • agbiuso

    Marzo 1, 2024

    Ogni parola è insufficiente, è un balbettio rispetto alla misura del razzismo sionista, della sua ferocia.

    Da: Gaza: il cibo come trappola per i massacri
    il Simplicissimus, 1.3.2024

    “In effetti pare che episodi di questo tipo si comincino a verificare spesso e che stia diventando un vero e proprio modus operandi dell’esercito israeliano, pare insomma che non si tratti di incidenti come si vuole fare credere: del resto tutto questo non avviene per caso visto che le consegne di cibo sono sotto il controllo delle truppe israeliane. In ogni caso sia i ritardi nel far passare i convogli umanitari, sia questi episodi sanguinosi che sembrano trappole appositamente allestite, mettono in luce senza alcun dubbio che Israele sta agendo in totale violazione dell’ordine della Corte Internazionale di Giustizia emesso a gennaio e che anzi cominci ad operare in un crescendo di ferocia da cui non sa e non può affrancarsi vista la radice razzista del sionismo”.

  • agbiuso

    Febbraio 29, 2024

    “Ieri un’orda di #israeliani di #destra è venuta a cercarmi a casa, minacciando i miei parenti stretti e costringendoli a fuggire in un’altra città, nel cuore della notte. Sto ancora ricevendo minacce di morte e ho dovuto cancellare il mio volo di rientro in #Israele. Ciò è accaduto dopo che media israeliani e politici #tedeschi hanno assurdamente definito come “#antisemita” il mio discorso in occasione della premiazione alla #Berlinale del cinema, discorso in cui chiedevo l’uguaglianza tra israeliani e #palestinesi, il cessate il fuoco e la fine dell’#apartheid.
    Lo spaventoso uso improprio della parola “antisemita” da parte dei tedeschi — non solo per mettere a tacere i critici palestinesi di Israele, ma anche per mettere a tacere gli israeliani che, come me, sostengono il cessate il fuoco per porre fine al massacro a #Gaza e consentire il rilascio degli ostaggi israeliani — svuota la parola “antisemitismo” di significato e mette in pericolo gli ebrei di tutto il mondo. Dato che mia nonna è nata in un campo di concentramento in Libia e la maggior parte della famiglia di mio nonno è stata sterminata dai tedeschi durante l’#Olocausto, trovo particolarmente oltraggioso che i politici tedeschi nel 2024 abbiano l’audacia di utilizzare questo termine come arma contro di me, mettendo in pericolo la mia famiglia. Ma soprattutto, questo comportamento sta mettendo in pericolo la vita del co-regista palestinese del film, Basel Adra, che vive a Masafer Yatta sotto occupazione militare in una zona circondata da insediamenti coloniali violenti. Basel corre un pericolo molto più grande del mio. Sono felice che il nostro pluripremiato film, No Other Land, stia generando un importante dibattito internazionale su questo tema, e spero che milioni di persone andranno a vederlo quando uscirà nelle sale. L’abbiamo fatto proprio perché si aprisse un dibattito. Si può criticare duramente ciò che io e il Basel abbiamo detto sul palco, ma senza demonizzarci. Se il vostro senso di colpa per la Shoah vi sta portando a fare tutto questo, non voglio il vostro senso di colpa”.
    Yuval Abraham יובל אברהם
    https://twitter.com/TommasoFattori/status/1762816247442391524

  • Il paradigma Eichmann - agb

    Febbraio 29, 2024

    […] questi mesi in Palestina – nella striscia di Gaza e in Cisgiordania – è in atto un genocidio palese e terrificante. L’organizzazione Save the Children afferma che a oggi (febbraio 2024) […]

  • agbiuso

    Febbraio 20, 2024

    Si conferma ancora una volta la natura criminale degli Stati Uniti d’America.

  • agbiuso

    Febbraio 15, 2024

    Il filosofo e sociologo francese (ed ebreo) Edgar Morin parla del genocidio palestinese, denunciando con parole assai chiare la tragedia che colpisce i palestinesi e il tramonto dei “valori” occidentali:
    https://twitter.com/i/status/1757971532218044827

  • agbiuso

    Febbraio 10, 2024

    La complicità con la soluzione finale, con il genocidio di Gaza, da parte del Governo Meloni, del Partito Democratico, dell’informazione, della più parte degli intellettuali e dei professori, delle “più alte istituzioni”, è la tragica conferma del vuoto politico e culturale dell’Italia contemporanea.

  • agbiuso

    Febbraio 7, 2024

    Sale a 27.478 il bilancio delle vittime a Gaza per l’aggressione israeliana
    La Redazione de l’AntiDiplomatico
    6.2.2024

    “Il bilancio delle vittime degli attacchi indiscriminati di Israele contro la popolazione di Gaza è salito a 27.478 dopo 122 giorni di guerra.

    Il portavoce del Ministero della Sanità di Gaza, Ashraf Al-Qudra, ha inoltre annunciato che finora sono rimaste ferite 66.835 persone e più di 7.000 risultano ancora disperse sotto le macerie.

    Il portavoce ha dichiarato che nelle ultime 24 ore l’occupazione israeliana ha commesso 13 nuovi crimini contro i civili, a seguito dei quali hanno perso la vita 113 persone e altre 205 sono rimaste ferite.”

  • agbiuso

    Febbraio 6, 2024

    Il miserabile servilismo del governo Meloni – come di quelli della Gran Bretagna, della Germania, del Canada – ha interrotto su ordine di Stati Uniti e Israele gli aiuti all’l’United Nations Relief and Work Agency (UNRWA) sulla base di informazioni dei servizi segreti israeliani prive in gran parte di prove e fondamento. Come sempre.

    L’UNRWA, un témoin indésirable ?
    Le Monde Diplomatique, 2.2.2024

  • agbiuso

    Febbraio 2, 2024

    Se dall’interno stesso dell’occidentalismo si è arrivati a condannare in questo modo Israele, vuol dire che i crimini di questo stato sono ormai non soltanto evidenti ma anche ripugnanti.

    Il documento si può leggere qui: Transatlantic Civil Servants’ Statement on Gaza

  • agbiuso

    Febbraio 1, 2024

    Tutti i 19.000 bambini e il loro defunti genitori sono ‘terroristi di Hamas’, così come i 12000 bambini assassinati.
    La ferocia e le menzogne di Israele sono indicibili.
    =============

    L’Unicef ha reso noto il numero shock dei bambini orfani a Gaza
    Alessandro Orsini, l’Antidiplomatico, 1.2.2024

    A Gaza ci sono 19.000 bambini che rimarranno orfani o soli senza alcun adulto che si prenda cura di loro. 12000 bambini sono stati uccisi e più di 1000 hanno gli arti amputati, sempre per le bombe americane che Israele lancia su Gaza tutti i giorni. La Commissione europea è schierata compatta al fianco di Netanyahu. Israele dichiara che sta massacrando tutti questi innocenti perché deve difendere il proprio diritto a esistere che però nessuno minaccia perché Israele possiede centinaia di testate nucleari e può contare sull’esercito americano al gran completo. La verità è che Israele massacra tutti questi bambini non per difendere il proprio diritto a esistere, ma per rubare la terra ai palestinesi.

    Come si può essere fieri dell’Unione europea?

    (Dati Unicef riportati da BBC).

  • agbiuso

    Gennaio 30, 2024

    Il ripetersi della tragedia umana e dei suoi genocidi.

  • agbiuso

    Gennaio 28, 2024

    “Un colpo devastante al mito fondativo di Israele che si presenta come eternamente perseguitato, ma che ora è stato credibilmente accusato di aver commesso un genocidio contro i palestinesi a Gaza”.

    Da: La strage continua, ma Israele distrugge il suo futuro
    il Simplicissimus, 28.1.2024

  • agbiuso

    Gennaio 28, 2024

    Il giorno della cattiva memoria
    il Simplicissimus, 27.1.2024

    Tutti si accorgono del carico di ipocrisia che pesa sul giorno della memoria in cui si dovrebbero ricordare gli orrori del passato per non commetterli mai più e nel quale invece le vittime di ieri fanno sfoggio della medesima crudeltà pretendendo tuttavia di essere egualmente oggetto di commiserazione e soggetto di condanna della violenza razziale. Ma non è da oggi che il giorno della memoria sembra compromesso con squallide operazioni marketing culturale per così dire, vista la pretesa dei sionisti ( che non vuol dire affatto ebrei tout court e nemmeno askenaziti) di figurare simbolicamente come vittime universali e di rifiutare quella di carnefici reali e locali nei confronti di chiunque non voglia sgombrare il campo per fare spazio alla grande Israele.

    Da qualche anno, questo pasticcio imbarazzante alla luce della logica e dunque ancor più rabbiosamente sostenuto, è diventato sempre più incongruo: a proposito di memoria ricordate perché questo giorno cade il 27 gennaio? Perché fu in questo giorno del 1945 che le truppe dell’Unione sovietica, quindi fondamentalmente russe liberarono Auschwitz, ovvero il più grande mattatoio dei nazisti. Certo anche qui si è tentato di cambiare il passato con l’aiuto di qualche pagliaccio che ha fatto liberare il il campo dagli americani, giusto per prendersi un oscar alla memoria della propria dignità svenduta. Però per oltre 40 anni questo continente accodato all’estremo occidente e alla sua barbarie nella quale la buona coscienza richiede necessariamente una cattiva memoria, si è scagliato prima contro il comunismo che aveva permesso tuttavia la grande vittoria sovietica, poi quando l’Urss è caduta è diventato maniacalmente così russofobo da sostenere i movimenti nazisti ucraini e in tutta l’Europa dell’Est, E allora che senso ha celebrare la liberazione di Auschwitz se si esaltano coloro che si allearono con quella perversa visione del mondo e si denigrano coloro che hanno posto fine al massacro? Tutto è così insensato da non essere niente, solo un flatus vocis di ometti che si perderà nel trambusto della storia.

  • agbiuso

    Gennaio 27, 2024

  • agbiuso

    Gennaio 26, 2024

    Naturalmente non è una guerra, è un semplice assassinio collettivo, è un massacro perpetrato dal governo e dall’esercito di Israele.

  • agbiuso

    Gennaio 22, 2024

    La distruzione della storia e della memoria della Palestina…

    …come propedeutica all’intenzione di Israele di “uccidere tutti i Palestinesi”; lo denuncia persino l’Unione Europea:

  • agbiuso

    Gennaio 16, 2024

    Da: Gideon Levy sulla bizzarra difesa alla CIG sul genocidio
    l’AntiDiplomatico, 16.1.2024

    Gaza, è genocidio?
    “Come definire, in altro modo, i bambini moribondi sui pavimenti degli ospedali, alcuni dei quali non hanno più nessuno al mondo, e gli anziani civili affamati che fuggono per salvarsi la vita dall’incessante minaccia delle bombe che cadono ovunque?”

  • agbiuso

    Gennaio 13, 2024

    Una descrizione sintetica ed esatta della tragedia di un intero popolo.

  • agbiuso

    Gennaio 12, 2024

    L’immane tragedia di Gaza e della Cisgiordania va dissolvendo a poco a poco dei tabù consolidati, come quello che tace sulla storia dello stato di Israele, nato dal colonialismo anglosassone e dal razzismo sionista.

  • agbiuso

    Gennaio 7, 2024

    La ferocia del governo e dell’esercito di Israele va oltre ogni immaginazione.

  • agbiuso

    Gennaio 7, 2024

    Un testo di Giuseppe Gagliano assai breve ma chiaro e del tutto plausibile, che analizza l’ossimoro per il quale la guerra e il genocidio si trasformano magicamente nella “pace”:

    L’arte della comunicazione “ossimorica”
    Versione in pdf

  • agbiuso

    Gennaio 4, 2024

    Da: La soluzione finale per i palestinesi si chiama deportazione “umanitaria
    di Clara Statello, l’AntiDiplomatico 4.1.2023
    ============

    Si scrive emigrazione volontaria, si legge eliminazione totale e definitiva dei palestinesi da Gaza. Israele ha finalmente annunciato la sua soluzione finale per il “problema”: la pulizia etnica attraverso il trasferimento dei residenti in altri Stati. A differenza dei nazisti, però, i ministri israeliani utilizzano termini più smart, come “reinsediamento”, “assorbimento” e “soluzione corretta”. Quando l’ultimo “emigrato volontario” avrà lasciato l’enclave, nessun palestinese rimasto sarà considerato innocente, un civile, un essere umano. La dottrina Dahiya verrà applicata fino alle estreme conseguenze. Su questo ci sono pochi dubbi.
    […]
    Da qui la “volontarietà”dell’emigrazione: la trasformazione di Gaza in una Auschwitz di corpi e macerie fornirà ai palestinesi la motivazione per andare via. Per il momento, Israele li massacra per liberarli da Hamas, quindi per il loro bene, secondo la ministra.
    […]
    Il parlamentare arabo-israeliano veterano Ahmad Tibi ha paragonato i progetti per Gaza di Smotrich e Ben Gvir, agli appelli nazisti per il “Lebensraum”.
    L’ex ministro della Difesa Avigdor Liberman, adesso leader del partito di opposizione Yisrael Beytenu, ritiene che lo spazio vitale di Israele non debba limitarsi a Gaza, ma estendersi a Nord.
    […]
    In realtà l’esercito israeliano considerò l’evacuazione dei palestinesi da Gaza sin da subito. Anche per questo il Cairo dispose subito la chiusura del valico di Rafa. Il trasferimento forzato di civili dalla propria terra si può configurare come una deportazione in grave violazione del diritto umanitario internazionale, qualora perda il carattere di temporaneità e diventi definitivo. L’ONU ha già avvertito Israele. Ma i ministri e i diplomatici dell’unica democrazia in Medio Oriente non si sono mai preoccupati troppo delle istituzioni di Diritto Internazionale. Attualmente sembra non esserci alcuna forza politica, di diritto o militare che possa impedire ad Israele di portare a compimento la sua soluzione finale per Gaza.

  • agbiuso

    Gennaio 2, 2024

    Da Statement of Scholars in Holocaust and Genocide Studies on Mass Violence in Israel and Palestine since 7 October
    Fonte: https://www.europe-solidaire.org/spip.php?article68996

    The unprecedented level of destruction and killing points to large-scale war crimes in Israel’s attack on Gaza. There is also evidence of a “widespread or systematic attack directed against any civilian population, with knowledge of the attack” that the Rome Statute of the International Criminal Court defines as a crime against humanity. Moreover, dozens of statements of Israeli leaders, ministers in the war cabinet, and senior army officers since 7 October—that is, people with command authority—suggest an “intent to destroy” Palestinians “as such,” in the language of the UN Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide. The statements include depictions of all Palestinians in Gaza as responsible for the Hamas attack on 7 October and therefore legitimate military targets, as expressed by Israeli President Herzog on 13 October and by Israeli Prime Minister Netanyahu when he invoked, on 29 October, the Biblical story of the total destruction of Amalek by the Israelites, just as Israel began its ground invasion. Casting an entire civilian population as enemies marks the history of modern genocide, with the Armenian genocide (1915-1918) and the Rwanda genocide (1994) as well-known examples. The statements also include dehumanizing language, such as Israeli Defense Minister Yoav Gallant’s reference to “human animals” when he proclaimed “total siege” on Gaza on 9 October. The slippage between seeing Hamas as “human animals” to seeing all Palestinians in Gaza in this way is evident in what Israeli Coordinator of Government Activities in the Territories Maj. Gen. Ghassan Alian promised to people in Gaza the next day: “Hamas has turned into ISIS, and the residents of Gaza, instead of being appalled, are celebrating. … Human animals must be treated as such. There will be no electricity and no water [in Gaza], there will only be destruction. You wanted hell, you will get hell.”

  • agbiuso

    Dicembre 29, 2023

    Il Sudafrica avvia formalmente un procedimento legale contro lo “Stato di Israele” presso la Corte internazionale di giustizia ai sensi della Convenzione sul genocidio.

  • agbiuso

    Dicembre 25, 2023

    Questa proposta, se confermata, mi sembra del tutto coerente e conseguente, dato che Israele costituisce uno Stato di eletti e gli USA hanno un destino manifesto da realizzare nel mondo. E chi parla di razzismo esagera.

  • agbiuso

    Dicembre 19, 2023

    Puro, totale, inemendabile razzismo da parte di Israele.

    ===========
    “Non volevo crederci quando ho visto i social invasi da commenti sbalorditi alla pubblicità di Harez Zahav. Avevo appena letto dei bulldozer israeliani che hanno fatto irruzione nel cortile dell’ospedale del Nord di Gaza, sotto assedio da otto giorni, spianando la tendopoli adiacente all’ospedale Kamal Adwan, dove erano rifugiati feriti, pazienti e sfollati, “sepolti vivi”, schiacciati mentre dormivano. La notizia è stata riportata dal corrispondente di Al Jazeera Arabic Anas al-Sharif in un post su X. “Decine di sfollati, malati e feriti sono stati sepolti vivi”. Circa 20 persone sono state trovate morte e sepolte sotto le macerie. Secondo testimoni e secondo il Ministero della Sanità, gran parte della struttura ospedaliera è stata distrutta con l’uso dei bulldozer.”
    Sopra questi corpi, sopra queste macerie, sopra questi crimini contro l’umanità, già pensano di vendere villette “con vista mare”.

    Fonte: “Villette vicino al mare a Gaza”. La banalità del male e l’annuncio di un’agenzia immobiliare di lusso israeliana
    l’AntiDiplomatico, 19.12.2023

  • agbiuso

    Dicembre 17, 2023

    Sì, è il terrorismo praticato dal governo e dall’esercito di Israele.

  • agbiuso

    Dicembre 17, 2023

    A Gaza continua il genocidio del popolo palestinese: uno sterminio costante, lucido, feroce.

  • agbiuso

    Dicembre 10, 2023

    Il governo di Israele ha deciso di sterminare per fame gli abitanti di Gaza.
    Una delle esperienze più feroci della storia contemporanea.
    Gli USA sono una cosa sola con Israele (anche e soprattutto per ragioni religioso-escatologiche) ma l’Europa non ha davvero nessuna giustificazione nella complicità con questa strage. Le classi dirigenti europee si stanno macchiando di infamia.

  • agbiuso

    Dicembre 9, 2023

    Stati Uniti d’America e Israele “contro l’umanità”.

  • agbiuso

    Dicembre 5, 2023

    Un’apocalisse, un trionfo dell’iniquità.

    Ecco alcune delle forme e degli obiettivi del genocidio razzista perpetrato da Israele:

    I 7 crimini che rendono un governo genocidario
    di Alberto Bradanini, l’AntiDiplomatico, 5.12.2023

    La lucida, coraggiosa giornalista australiana, Caitlin Johnstone, afferma[1] che se un governo dovesse dare inizio al genocidio di un popolo – una strategia destinata a durare nel tempo, anni o decenni, a meno che non riuscisse a cacciarli prima, dalla loro terra, con la forza – inizierebbe con l’eliminazione del maggior numero possibile di donne e bambini[2]. La loro soppressione, com’è evidente[3], risolverebbe il problema nella culla, è il tragico caso di rilevare, impedendo il riprodursi di un popolo che quell’ipotetico governo genocidario intendesse spazzar via. A ben guardare quel governo farebbe esattamente ciò che Israele sta facendo a Gaza.

    Quel governo genocidario prenderebbe poi di mira i civili e le infrastrutture civili per rendere assai difficile o impossibile la sopravvivenza della popolazione da eliminare. Guarda caso si tratta proprio di quello che Israele sta facendo a Gaza[4].

    Sempre quel governo genocidario punterebbe quindi ai centri culturali, con il fine di distruggere le radici storiche della popolazione da sopprimere, demolendo luoghi di cultura, musei ed edifici religiosi[5]. Sarà anche qui una coincidenza, ma è esattamente ciò che Israele sta facendo a Gaza[6].

    Sempre quell’ipotetico governo genocidario cercherebbe anche di colpire i membri migliori, i più preparati e competenti di quella sciagurata popolazione, sterminando medici, avvocati, accademici, giornalisti e leader di pensiero, al fine di impedire la possibile ricostituzione di quella civiltà che intende depennare dalla mappa del mondo. Ancora una volta, esso farebbe esattamente ciò che sta facendo Israele a Gaza[7].

    Inoltre, per condividere le responsabilità dei crimini commessi (non si sa mai che un giorno qualcuno possa essere chiamato a rendere conto!), quell’ipotetico governo incoraggerebbe tutti i membri della leadership del paese (non solo della compagine governativa) a far uso di tale retorica genocida, mascherata o esplicita, affinché tale progetto appaia una scelta di tutto il paese, non solo di qualche settore politico-militare temporaneamente uscito di testa. Sarà un caso, ma vengono alla memoria alcune espressioni utilizzate dal governo israeliano (ad es. Yoav Gallant, Min. della Difesa, secondo il quale i palestinesi sono animali umani[8]) quando ha spiegato al mondo cosa intende fare a Gaza[9].

    Quel medesimo governo genocidario aggredirebbe poi la popolazione indesiderata con ogni mezzo – bombardamenti aerei, ordigni al fosforo bianco o di qualsiasi altro colore – forzandola a dirigersi verso il confine[10], facendo poi trovare le altre nazioni davanti alla tragica scelta di accogliere quella misera umanità, con tutti gli inconvenienti politici e sociali che tale scelta comporterebbe, o di assistere a un altro massacro, sulla base del principio di diritto internazionale auto-generato da quello stesso governo genocidario e sintetizzabile come segue: “vi avevo avvertiti, non fingete di ignorare le conseguenze della vostra colpevole inerzia”. E per aiutare quelle nazioni a decidere in fretta continuerebbero a piovere su quelle genti esplosivi di ogni genere, mentre i loro spazi di vita si ridurrebbero sempre più, inesorabilmente.

    Quel governo genocidario, infine, una volta sbarazzatosi di quell’ingombrante popolazione, ripopolerebbe la terra lasciata vuota con persone compatibili, con quanto riguardo all’etica e alla civiltà giuridica nazionale o internazionale si può solo immaginare.

    Ebbene, sarà un’altra coincidenza, ma questo è proprio ciò che Israele sta facendo a Gaza, sotto gli occhi inerti o spenti del mondo intero e con l’ignobile copertura (mediatica, finanziaria e militare) della superpotenza americana, un paese dove governo, stato profondo e stato permanente (finanza, industria militare e intelligence) quando si occupano di Medioriente devono rendere conto a Israele[11] (i cui interessi in America sono rappresentati dalla potentissima Aipac[12]), se del caso anche contro gli stessi interessi della nazione americana, che talvolta (seppur raramente) divergono da quelli dello Stato Ebraico. E tutto ciò in barba a ogni criterio di democrazia, responsabilità giuridica ed equità, oltre che di una dose davvero minima di umanità. Vergogna!

    NOTE

    [1] ttps://www.caitlinjohnst.one/p/if-i-were-going-to-commit-a-genocide?utm_source=post-email-title&publication_id=82124&post_id=139375098&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=13lc4d&utm_medium=email

    [2] https://www.savethechildren.net/what-we-do/emergencies/gaza-emergency

    [3] https://twitter.com/AbbyMartin/status/1730423048766144567

    [4] https://www.972mag.com/mass-assassination-factory-israel-calculated-bombing-gaza/

    [5] https://twitter.com/PDeepdive/status/1729551070752276799

    [6] https://www.newarab.com/news/israel-deliberately-destroying-cultural-sites-gaza-0

    [7] https://twitter.com/PDeepdive/status/1726886427471028663

    [8] https://twitter.com/docjazzmusic/status/1723568797427142861

    [9] https://twitter.com/docjazzmusic/status/1723568797427142861

    [10] https://twitter.com/caitoz/status/1730703587494531472

    [11] La lobby israeliana e la politica estera degli Usa, J. Mearsheimer e S. Walt, Asterios Ed., 2023

    [12] American Israeli Public Affairs Committee

  • agbiuso

    Novembre 27, 2023

    Sta emergendo che l’esercito di Israele prevede una “Direttiva Annibale” che autorizza a uccidere i propri cittadini pur di evitare che siano fatti prigionieri.
    William Van Wagenen conclude così un articolo che mostra come molte delle vittime israeliane del 7 ottobre siano state massacrate dal proprio esercito:

    ============
    È improbabile che un’indagine formale sull’uccisione di Liel Hezroni e dei quasi 1.200 altri israeliani uccisi insieme a lei avvenga presto, se non del tutto.

    Sulla scia dell’alluvione di Al-Aqsa, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato pesantemente criticato per i fallimenti dell’intelligence che hanno consentito il successo della resistenza palestinese. Ha promesso un’indagine ma rifiuta di intraprenderla fino a dopo la guerra.

    Se dovesse avere luogo un’indagine, probabilmente si scoprirebbe che Netanyahu e altri leader israeliani ritengono che una ragazzina israeliana di 12 anni morta sia meglio di una ragazzina israeliana di 12 anni imprigionata.

    Eppure emerge anche una consapevolezza che fa riflettere: una Liel Herzoni senza vita è stata potenzialmente sfruttata per razionalizzare la disumanizzazione dei 2,3 milioni di palestinesi di Gaza, tra cui più di un milione di bambini, etichettandoli come “animali umani” e fornendo un pretesto per le spietate azioni genocide israeliane che il mondo ha assistito sui social media nelle ultime sei settimane.

    Dal 7 ottobre, Israele ha bombardato indiscriminatamente Gaza a tappeto, dirigendo i suoi attacchi verso case, moschee, chiese, ospedali e scuole. Questo implacabile attacco ha provocato la tragica perdita di oltre 14.000 vite palestinesi, di cui più di 5.000 bambini.

    Nel mezzo di questo assalto senza precedenti, siamo costretti a chiederci: se Israele mostra poco rispetto per la vita dei suoi stessi cittadini-coloni, quale speranza rimane per la popolazione palestinese oppressa mentre sopporta un’offensiva alimentata da un’aggressione guidata dalla rabbia? Tutto questo “giustificato”, ovviamente, da un “massacro di Hamas” che potrebbe non essere mai avvenuto”.
    ============

    Il 7 ottobre è stato un massacro di Hamas o di Israele?
    di William Van Wagenen
    ACrO-Pólis, 23.11.2023

  • agbiuso

    Novembre 26, 2023

    Una violenza, una ferocia, un disprezzo, un razzismo quasi impensabili:

    Pulizia etnica a Gaza. 3 video che i TG italiani non vi mostrano

  • agbiuso

    Novembre 25, 2023

    Da: Ex generale israeliano invoca la peste a Gaza: “Ridurrebbe i tempi di vittoria”
    L’AntiDiplomatico, 25.11.2023

    “Gravi epidemie nella Striscia meridionale ridurranno i tempi della vittoria e le vittime tra i soldati dell’IDF”. Così l’ex generale Giora Eiland su Yedioth Ahronoth. “Basta aspettare che le figlie dei leader di Hamas contraggano la peste e abbiamo vinto – commenta Gideon Levi su Haaretz – Eiland non ha specificato quali piaghe consiglia: pestilenza o colera, forse un cocktail di vaiolo e AIDS; forse anche la fame per due milioni di persone. Una promessa di vittoria israeliana a prezzi stracciati”. […]
    “Dopotutto, chiunque attribuisca un genocidio a Israele è antisemita. Immaginate un generale europeo che propone di affamare una nazione o di ucciderla con un’epidemia – gli ebrei, per esempio. Immagina di diffondere una pestilenza perché ciò favorirebbe lo sforzo bellico”. […]

    A quanto pare, esiste una crudeltà orribile e una crudeltà corretta. […]

    Se lo scritto di Levi può apparire estremo, molto più estrema è la normalizzazione medesima. Si può aggiungere che certe derive non appartengono solo alla narrazione israeliana, ma hanno contagiato la maggior parte dell’informazione dell’Occidente, dove l’occultamento della tragedia palestinese impera, in modi e forme diverse.

    Basti pensare, per quanto riguarda la colonia Italia, allo spazio conferito all’omicidio della povera Giulia Cecchettin, che ha oscurato totalmente la tragedia di Gaza che pure conta 5mila bambini morti… la censura moderna si attua in varie forme, una di esse è quella di enfatizzare all’ossessione la cronaca.

    Non solo, la doverosa vigilanza sull’antisemitismo, a volte anch’essa enfatizzata in maniera eccessiva per contrastare voci o tesi scomode, dovrebbe indurre certa sensibilità verso la discriminazione e l’oppressione di altri popoli, nel caso specifico il martoriato popolo palestinese. Non accade, anzi.

    Tale la deriva di cui è preda l’Occidente, che la tragedia di Gaza ha fatto emergere in tutta la sua miserevole, inquietante, plasticità”

  • agbiuso

    Novembre 21, 2023

    Un tipico esempio di utilizzo mediatico della cronaca nera e dei “valori”.
    Zhok parla giustamente di bispensiero.

    Andrea Zhok – Intanto mentre veniamo distratti dalla cronaca nera…
    21.11.2023

    Comunque, mentre noi ci distraiamo con cronaca nera e discussioni di costume, in Israele l’operazione di pulizia etnica continua.
    Parzialmente fuori dai riflettori è quello che succede in Cisgiordania.
    Mentre Israele utilizza le donazioni dei filantropi americani per radere al suolo Gaza, con la cruciale giustificazione che li si annida Hamas, nelle città di Jenin, Nablus, Tulkarem, ecc., dove Hamas non c’è, raid e incursioni si succedono ininterrottamente.
    Si tratta di operazioni di sabotaggio di infrastrutture e strade, assassinio di civili, campagne di arresti, demolizione delle case, picchiaggio dei fedeli che cercano di pregare ad Al-Aqsa, ma soprattutto c’è il via libera della polizia agli attacchi notturni dei coloni.
    L’obiettivo manifesto è di rendere la vita impossibile anche agli insediamenti in Cisgiordania, spingendo le persone ad emigrare, completando così l’operazione di pulizia etnica in corso nella striscia di Gaza.
    E così mentre in Cisgiordania assistiamo a scenari quotidiani che fanno sembrare la “Notte dei Cristalli” nella Germania nazista una passeggiata, mentre a Gaza, con il sostegno del nostro paese e del giardino occidentale, abbiamo raggiunto i 13.000 morti? (5.000 bambini), noi qui stiamo seriamente a proporre lezioni di “affettività e rispetto”.
    Quando la menzogna, l’incoerenza, il “bispensiero”, l’ipocrisia sono diventati seconda natura, è finita, non c’è più niente da salvare.

  • agbiuso

    Novembre 19, 2023

    GR1 delle ore 13.00 di oggi.
    Prima notizia: cronaca nera (da sempre strumento assai efficace di distrazione); poi notizia di neonati «evacuati» da ospedale di Gaza; infine: intervista con una testimone del massacro di Hamas del 7.10 mentre è in atto il genocidio israeliano dei palestinesi, nessuno dei quali viene intervistato.
    Ecco: questa è la miseria dell’informazione, questo significa stare sempre al servizio del più forte, questo è il servilismo mediatico.

  • agbiuso

    Novembre 18, 2023

    Sino a quando il mondo civile e democratico dovrà tollerare il terrorismo e la barbarie sionista?

  • agbiuso

    Novembre 18, 2023

    2300 malati, medici e sfollati da evacuare e trasferire “entro un’ora“.
    Ci saranno dei sommersi e ci saranno dei salvati, come è proprio dei genocidi.

    È stata diramata una smentita di Israele. Spero che sia vero.

  • salvatore giarrusso

    Novembre 18, 2023

    “Dobbiamo agire in un orizzonte culturale in cui dominano incontrastate l’indifferenza, la viltà e l’ipocrisia”. Professore, ho fatto copia e incolla di questa piccola parte della narrazione in quanto non mi viene nulla da aggiungere a tanto orrore.

  • agbiuso

    Novembre 16, 2023

    Ma per vari esponenti dell’attuale governo escatologico-sionista, i palestinesi sono “animali”. E dunque poco male se muoiono, possibilmente tutti.

  • agbiuso

    Novembre 16, 2023

    Da Lettre ouverte des intellectuels arabes aux intellectuels occidentaux
    14.11.2023

    Accuser la résistance et la qualifier de «terrorisme» est une violation flagrante des principes du droit international qui reconnaissent le droit des peuples à libérer leurs terres occupées par tous les moyens disponibles, y compris l’usage des armes. Une telle confusion délibérée entre résistance et terrorisme ne servira qu’à justifier l’occupation, à dévaloriser toute résistance légitime dans l’histoire moderne et à falsifier le sentiment nationaliste.

    Existe-t-il, peut-être dans les milieux intellectuels occidentaux, quelqu’un qui soit prêt, intellectuellement, psychologiquement et moralement, à considérer les mouvements de résistance nationalistes européens contre le nazisme et les nazis comme des mouvements terroristes ?

  • agbiuso

    Novembre 15, 2023

    Anche l’ONU condanna il genocidio perpetrato da Israele.

  • agbiuso

    Novembre 13, 2023

    “Israele e soprattutto il governo sionista sono ormai sotto ricatto di fanatici estremisti come Meir Mazuz, leader della comunità sefardita ultraortodossa il quale si è opposto sabato scorso a qualsiasi invio di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, “paragonando i palestinesi agli animali”.

    Da Gaza: strage di blindati e blocco degli aiuti umanitari
    il Simplicissimus, 13.11.2023

  • agbiuso

    Novembre 13, 2023

    Condivido i pensieri e i sentimenti del collega Vincenzo Costa, ordinario di Filosofia teoretica all’Università San Raffaele di Milano.

  • agbiuso

    Novembre 13, 2023

    Tutti pericolosi terroristi (Israele mostra di essere uno stato criminale).

  • agbiuso

    Novembre 12, 2023

    Mentre migliaia di bambini palestinesi vengono massacrati senza esitazione dall’esercito di Israele, i media «pro Life» (e tutti gli altri) si concentrano su una bambina inglese «per salvarla, perché la vita è sacra».
    La società dello Spettacolo è immonda.

  • agbiuso

    Novembre 11, 2023

    L’esercito israeliano spara su tutto ciò che si muove dentro l’ospedale.
    Oltre la barbarie.
    “La morte inevitabile è diventata il destino dei pazienti negli ospedali di Gaza e ne riteniamo responsabili Israele, le Nazioni Unite e la comunità internazionale”

    Da Gli ultimi (disperati) messaggi dall’ospedale Al Shifa sotto assedio israeliano
    l’AntiDiplomatico, 11.11.2023

  • agbiuso

    Novembre 11, 2023

    “E in effetti è davvero incomprensibile la ragione per cui gli Usa dovrebbero perdere una generazione di rapporti col mondo arabo e mussulmano, per appoggiare il vergognoso tentativo di pulizia etnica a Gaza, Specie se poi sono già impegnati a contrastare la Russia e la Cina. E’ proprio un delirio cognitivo che innesca quello ancora più grave di un’Europa che si sta trasformando in un campo di concentramento elettronico e che adesso vorrebbe ammettere l’Ucraina, nel bordello di madame von der Leyen, giusto per passare a Kiev i 50 miliardi che Biden non riesce a ottenere dal Congresso. E tutto per una guerra già perduta: sono moralmente inqualificabili e intellettualmente stupidi”.

    Da: Israele, vertiginosa caduta dell’economia
    il Simplicissimus, 11.11.2023

  • agbiuso

    Novembre 9, 2023

    Il vero Frankenstein degli USA
    di Patrick Lawrence
    L’Antidiplomatico, 9.11.2023

  • agbiuso

    Novembre 9, 2023

    François Burgat è un islamologo e politologo francese. Lavora all’Institut de recherches et d’études sur le monde arabe et musulman (IREMAM) ed è direttore di ricerca al CNRS.
    In un suo telegrafico testo ha elaborato i “dodici comandamenti” che l’informazione francese deve rispettare quando parla delle guerre condotte da Israele. Mi sembrano regole del tutto applicabili all’informazione italiana e in generale occidentale.

    ============

    Règle numéro 1 : Au Proche Orient, ce sont toujours les Arabes qui attaquent et c’est donc toujours #Israël qui se défend. La violence israélienne ne peut donc être mise en œuvre qu'”en représailles”.

    Règle numéro 2 : Les Arabes, qu’ils soient palestiniens ou libanais, n’ont pas le droit de tuer des civils de l’autre camp. Cela s’appelle du terrorisme.

    Règle numéro 3 : Israël a le droit de tuer des civils arabes. Cela s’appelle de la légitime défense.

    Règle numéro 4 : Quand Israël tue trop de civils, les puissances occidentales l’appellent à la “retenue”. Cela s’appelle la réaction de la communauté internationale.

    Règle numéro 5 : Les Palestiniens et les Libanais n’ont pas le droit de capturer des militaires israéliens, même un seul.

    Règle numéro 6 : Les israéliens ont le droit d’enlever autant de Palestiniens qu’ils le souhaitent (environ 12,000 prisonniers à ce jour). Il n’y a aucune limite. Pour prouver la culpabilité des personnes kidnappées, il suffit de prononcer le mot magique : “terroriste”.

    Règle numéro 7 : Quand vous prononcez le terme “Résistance”, il faut toujours rajouter l’expression «soutenue par la Syrie et l’Iran (chiite) ».

    Règle N° 8 : Lorsque vous prononcez les noms du Hizbollah ou de l’Iran, vous devez impérativement mentionner qu’ils sont “chiites”. Lorsque vous mentionnez le nom des activistes israéliens, il est strictement interdit de mentionner qu’ils sont “juifs”.

    Règle numéro 9 : Quand vous dites “Israël”, Il ne faut surtout pas rajouter après: « soutenu par les États-Unis, la France et l’Europe », car on pourrait croire qu’il s’agit d’un conflit déséquilibré.

    Règle numéro 10 : Ne jamais parler de “Territoires occupés “, ni de résolutions de l’ONU, ni de violations du droit international, ni des conventions de Genève. Cela risque de perturber le téléspectateur et l’auditeur de France Info.

    Règle numéro 11 : Les israéliens parlent mieux le français que les Arabes. C’est donc à eux qu’il convient de donner aussi souvent que possible la parole pur qu’ils nus expliquent les règles précédentes (de 1 à 9).

    Règle numéro 12: Si vous n’êtes pas d’accord avec ces règles journalistiques ou si vous pensez qu’elles favorisent une des deux parties au conflit, c’est que vous êtes un dangereux antisémite.

    ============

    Fonte: https://www.france-irak-actualite.com/2023/11/sans-jamais-nous-lasser-rappelons-les-douze-commandements-de-la-deontologie-mediatique-francaise-de-cnews-a-franceculture-incluse-au-proche-orient.html

Inserisci un commento

Vai alla barra degli strumenti