Blog L’Oppio

L’Oppio

«I sovietici leggevano la Pravda, ma non le credevano. Gli italiani guardano la televisione e le credono». Sta qui una delle spiegazioni della condizione oppiacea dentro la quale noi italiani continuiamo a dormire mentre altrove -come in Grecia, in Spagna o in Turchia, dove sembra sia iniziata la «Rinascita mentale di un popolo consapevole di aver perso molti diritti che vuole riacquistare al più presto, a qualsiasi costo»- c’è almeno un tentativo di ribellione contro la dittatura liberista. In Italia no. Il coro universale che dalla destra e dalla sinistra politico-mediatiche investe ogni giorno e a tutte le ore la vista, l’udito, la mente dei cittadini italiani canta la responsabilità, la serietà, l’onestà del potere democratico-berlusconiano. Canto maligno di sirene che interpreta artatamente ogni parola e comportamento dell’unico movimento che a tale squallore tenta di opporsi.
A me sembra persino moderato il linguaggio di Grillo nei confronti dei giornalisti, categoria -con le dovute e proverbiali eccezioni- di fronte alla quale ogni prostituta conserva un’indefettibile dignità. Costoro, infatti, vendono qualcosa di ancora più personale degli organi genitali: vendono il proprio pensiero. Assunti come praticanti, debbono abituarsi sin dall’inizio a non indagare e a non criticare se non chi e che cosa i loro direttori vogliono che venga indagato e criticato. Servilismo e non pensiero diventano in tal modo un habitus della persona che scrive sotto dettatura del potere. Quando la parola del giornalista si coniuga all’immagine televisiva, il mondo si dissolve nell’ermeneutica del potente, quella che permette ancora a milioni di italiani di credere che Berlusconi non sia un delinquente e che il Partito Democratico sia di sinistra.
La Democrazia è fatta di almeno quattro elementi: divisione dei poteri, eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, elezioni libere e segrete, informazione indipendente da chi governa. In Italia si vota periodicamente e in modo -più o meno- segreto ma gli altri tre elementi sono assenti. L’Italia è quindi un Paese fintamente democratico. La parossistica dipendenza che il nostro popolo nutre verso la televisione è anche il bisogno di un’autorità che dica cosa si deve pensare e come si deve vivere. La televisione è forse la meno percepita ma anche la più dura smentita della democrazia. Di un sistema che necessariamente presuppone il desiderio di vivere liberi e la capacità di esserlo da parte di qualsiasi individuo. Ma non è così: chi è servo cercherà sempre un padrone, ne va della sua stessa identità. Con il progressivo tramonto delle autorità religiose, ideologiche, scientifiche, tale bisogno trova pieno appagamento nello schermo televisivo: nuovo oracolo, divinità all’apparenza poco esigente, la si gratifica con uno dei più antichi segni di sottomissione, l’ipse dixit: “L’ha detto la televisione”.
In questo niente, in questo vuoto colorato e costante, tramonta la capacità di pensare e annega con essa ogni libertà. La miseria del dominio catodico va individuata e distrutta. Si tratta di un passaggio necessario per individuare e distruggere la masnada di banchieri criminali che, con l’aiuto della televisione, governa l’Italia e l’Europa.

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come farsi mandare a quel paese dal proprio maestro filosofico:

http://diegod56.files.wordpress.com/2013/10/unbelkindifa.jpg

scherziamoci su, carissimo Alberto…

niente personalismi?

tu sei un fans accanito di Grillo, presto o tardi io e il Pasquale troveremo il blog intitolato «un belìn di fasto»!!!|

Penso che il Civati non sarà segretario, comunque i suoi contenuti li porta avanti. Io non sono un entusiasta, per natura direi, però più o meno mi ci ritrovo.

[…] segrete, informazione indipendente da chi governa» e che in Italia manca un’informazione libera (L’Oppio, 2 giugno 2013). Quasi a volermi testardamente dare ragione, la realtà politica conferma adesso […]

Credo anch’io che il blocco di potere Partito Democratico / Berlusconi PDL è destinato a durare, e su questo punto ha ragione Grillo, laddove afferma che c’è un’Italia che in questo blocco si identifica. Prendo il caso di Sarzana, cittadina tradizionalmente rossa e come sono andate le elezioni locali. Sembrava che potesse esservi un ballottaggio fra M5S, quasi primo partito alle politiche, e un candidato del PD. Invece, inaspettatamente, il candidato renziano, fortemente renziano, ha stravinto con una maggioranza «bulgara». Cosa vuol dire? Vuol dire che laddove c’era un elettorato tradizionalmente di sinistra c’è oggi un blocco sociale molto compatto che apprezza oltre ogni aspettativa la grande allenza. Grillo ha ragione: c’è un’Italia che ha paura di ogni reale cambiamento che significhi perdita o di privilegi o di elemosine (che poi sono la stessa cosa su scala diversa).
Che fare? Che fare se hai votato SEL alle politiche? Se l’Italia è questo è l’informazione indipendente il problema, il problema chiave. Del resto in tutto il mondo è così, forse che negli USA le elezioni le vince Nader? Già Obama è a volte rischiosamente a sinistra. Sì, il potere sono i mezzi di comunicazione, perchè non è che ingannano gli elettori, semplicemente li forgiano, li creano, creano la visione del mondo.

Insomma è arrivato il momento di rivedere le idee del filosofo Nietzsche su Weimar e la rivoluzione

[…] Publico qui, d’accatto e per conoscenza, il mio commento al bellissimo post, tra i molti che scrive il collega Biuso, oggi in https://www.biuso.eu/2013/06/02/loppio. […]

Caro e doloroso Biuso, al solito, colpito e affondato il bersaglio. Mi permetto di allegarmi come prefica al coro. Da vent’anni, la miglior cosa sarebbe andarsene a Lanzarote o anche meno dove con meno si vive lo stesso, bene por supuesto. Ma non siamo del tutto liberi, dipendiamo proprio da questa un tempo gentile Repubblica, che almeno a noi dà il pane e forse una pensione, per quanto sappia di sale. Ovvero, sono troppo vecchio per andare a intraprendere più che l’attività di custode di ville svizzere su qualche isola portoghese o spagnola, in fondo c’è il servizio sanitario nazionale anche lì, migliore puo darsi. Peraltro A mis soledades voy/de mis soledades vengo, porque por andar conmigo/me bastan mis pensamientos. Qui si vive sotto ricatto in uno stato che è pontificio e pontifecale anzi, ai dì d’incoeu, un pontifecaloma; solo il trattamento chirurgico gioverebbe. Il supposto popolo italiano è il popolo del papa re. A loro gusta l’auto da fè. Nel mio istituto l’opinione che dissente è un reato di lesa maestà che viene punito dalla maestà stessa di colleghi che si assumono in cielo da sè e con il silenzio assenso e le pacche sulle spalle di chi invece dovrebbe sollevare sedie e scrivanie. Gl’è, caro Biuso, che l’italico, proprio a partire dai giornalieri giornalai, è fascio. Ne converrai. Il fascismo è un archetipo mitico che a volte si rivela in un modo a volte in un altro e con diverse divise, piviali, mitrie, icone, pennacchi, orbaci o doppi petti. Sotto, tra le dita dei piedi, si annidano i funghi. Sa di caserma l’Italia, ricordiamo tutti Florinda Bolkan in Indagine su un cittadino. Quale sia il mito è difficile a dirsi, potrebbe essere quello di Abramo e Isacco, non so, non è un mito greco di sicuro, perchè in italia anche i miti sono sottratti alla loro potenza immaginale, politeista. Adeguato all’idea di continuum unicum che è dei poteri sovrumani. Del resto l’idea di res publica fu liquidata in Italia già da quei Cesari che avevano capito come si governa. I come to praise Ceasar not to bury him. Ma credo ci sia un perchè, ogni italiano, in realtà si sente un padreterno. E tra padreterni si sentono tutti eguali, benchè più eguali di tutti. Oggi è la festa delle Repubblica. Ne parlerà il Papa?
Con molta stima Pasquale

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