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L’ironia, lo splendore

L’ironia, lo splendore

Nel primo dei tre incontri dedicati alla narrativa di Friedrich Dürrenmatt organizzati la scorsa primavera dall’Associazione Studenti di Filosofia Unict (Dipartimento di Scienze Umanistiche, 14.3.2019) abbiamo analizzato sette racconti: Il figlio, Il torturatore, Il vecchio, Pilato, La caduta, La guerra invernale del Tibet, Minotauro. Una ballata.
In essi sono detti l’enigma, la storia, l’ironia, l’amore che manca, il buio dell’essere, lo splendore della parola, la Gnosi.
La registrazione dura due ore e tre minuti e quindi è davvero proibitiva ma un file mp3 può essere ascoltato camminando, cucinando, correndo, poltrendo…
Per chi vuole, c’è anche la possibilità di ascoltare l’audio e scorrere le diapositive che ho utilizzato durante la lezione: Dürrenmatt. I racconti 
Gli ultimi venti minuti sono dedicati al dialogo molto intenso con gli studenti, forma ed espressione della Communitas che l’Università di Catania è.

2 commenti

  • Tina Messineo

    13 Ottobre, 2019

    Due ore intense e, per me che amo Durrënmatt, ‘poetiche’ come poetici sono i suoi romanzi.
    Tu dici, all’inizio di questo incontro, i grandi scrittori dicono tutti la stessa cosa.
    È vero : il male della vita.
    Durrënmatt scrive in “Greco cerca greca” «il male è un fatto che esiste sempre. La giustizia condanna il male, la speranza vuole correggerlo e l’amore non ci bada. Solo l’amore può accogliere la grazia così come è. Non c’è niente di più difficile, lo so. Il mondo è spaventoso e privo di senso. La speranza che ci sia un senso dietro a questo assurdo, dietro a tutti questi orrori, possono mantenerla solo coloro che nonostante tutto amano» (132).
    A questa lucida e tragica verità mi uniformo ormai! Sapendo che il finale per questa vita assurda e buffa sarà un finale con una “morte opportuna”.
    Grazie per queste due ore trascorse in vostra compagnia!

    • agbiuso

      13 Ottobre, 2019

      Grazie a te, cara Tina, per averci ascoltati così a lungo e aver ricordato una delle pagine emblematiche del romanzo di Durrënmatt.

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