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I nemici dell’Europa

I nemici dell’Europa

In politica, come nella vita tutta, la prima domanda alla quale rispondere per capire è «Cui prodest? A chi porta vantaggio?». Il sabotaggio del gas russo – e tutta la guerra in Ucraina – porta vantaggi agli Stati Uniti d’America e danni enormi all’Europa e alla Russia. È da qui che bisogna partire.
E proseguire poi con le conferme: chiusura di aziende europee grandi e piccole a causa dei costi energetici; conseguente dilagare della disoccupazione; trasferimento (delocalizzazione) delle maggiori aziende europee negli USA; impoverimento della società europea con problemi relativi persino al riscaldamento invernale; inflazione e crisi economica in Europa e contestuale enorme crescita dei profitti delle aziende USA e del governo di quel Paese.
E soprattutto il rischio di una guerra – convenzionale o nucleare – allargata a tutto il Continente, che segnerebbe davvero la nostra fine.
La conclusione è chiara: i decisori politici europei sono dei veri e propri traditori al servizio di una potenza straniera e nemica, che sta muovendo guerra all’Europa.
Per quanto riguarda in modo specifico l’Italia, la continuità tra il governo Draghi e il governo della draghina non è un problema per Meloni. La quale infatti si rivolge a Zelensky con queste parole, tra le altre: «Sii forte e mantieni salda la tua fede!».
Il sostegno a un regime con simpatie neonaziste può essere coerente per Fratelli d’Italia, ma è clamoroso che lo sia anche per il Partito Democratico e per la sedicente «sinistra», la quale coinvolgendo l’Italia in una guerra insensata e assai rischiosa contro la Russia che nulla ci ha fatto; regalando milioni di euro degli italiani all’Ucraina; contribuendo alla guerra della NATO/USA contro l’Europa dimostra ancora una volta di essere uno zombie insipiente.

11 commenti

  • agbiuso

    Novembre 27, 2022

    “La colossale fornitura di armi da parte della Nato (tre volte il budget annuale russo) ha preso in buona parte la strada del mercato nero, dove si trovano oramai a prezzo di saldo missili terra-aria, mortai, mitragliatrici pesanti, ecc. (la criminalità organizzata se ne gioverà per decenni).
    […]
    Non abbiamo “salvato la sovranità ucraina”, sia perché essa era già quasi inesistente (ed oggi è ridotta a pupazzi e attori), sia perché lo stato ucraino si è dissolto, un quarto della sua popolazione è migrata, e le perdite territoriali saranno quasi certamente definitive.

    In compenso abbiamo sventrato quel poco che rimaneva in piedi dell’Europa, che sta perdendo in tempi rapidissimi il suo unico vero “asset” competitivo, cioè le capacità di trasformazione industriale (in assenza di fonti energetiche abbondanti e a buon prezzo questa direzione è senza ritorno).

    Ma magari qualcuno potrebbe sperare che, dopo tutto, a un tracollo spesso segue una palingenesi, e che magari sarà la volta buona, no?

    Solo che a mettere la vera pietra tombale su qualsiasi speranza di rinascita sta la rilevazione del tappo strutturale che blocca ogni possibilità di consapevolezza e rinnovamento: tutto il circo mediatico degli “esperti” e degli “accreditati”, tutta la banda di falliti di successo, di paraninfi del potere che creano e plasmano la famosa “opinione pubblica” sono lì, fermi in sella, e continueranno la loro azione di avvelenamento, manipolazione e inganno a tempo indefinito.

    Da Non abbiamo “salvato gli ucraini” e no l’Europa non ne uscirà più forte
    Andrea Zhok, 27.11.2022

  • agbiuso

    Novembre 16, 2022

    Il delirio al potere
    di Vincenzo Costa, 16.11.2022

    A volte ho un senso di disperazione profonda.
    Sento Calenda, Zelensky, Letta e sono senza parole. Possono dei pazzi essere classe dirigente?
    Dove il pentagono mostra prudenza, dove i polacchi precisano che il missile caduto probabilmente non è russo, che forse si tratta di un frammento di un missile ucraino antiaereo, i pazzi gridano all’attacco a un paese NATO. Alzano toni come ubriaconi da bar.
    È chiaro e certissimo che non si tratta di un attacco russo a un paese nato. L’ipotesi peggiore, ma al momento improbabile, è che possa essere un frammento di un missile abbattuto. Ma con tutta probabilità non c’è nulla neanche in questa direzione. Più probabilmente è un s- 300
    Eppure Zekensky dichiara che si tratta dell’inizio di un attacco russo a un paese NATO, seguito subito da una manica di psicotici nostrani.
    Il mondo è davvero nelle mani dei pazzi. Altro che competenza e ragione.
    Una volta si diceva “l’immaginazione al potere”. Alla fine abbiamo “il delirio al potere”

  • agbiuso

    Novembre 10, 2022

    Il governo Meloni non perde occasione di confermare la propria servitù agli USA e il sostegno al corrottissimo governo dell’Ucraina.

  • agbiuso

    Ottobre 23, 2022

    Il rifiuto della guerra da parte della stragrande maggioranza dei popoli e dei cittadini europei.
    Come nel 1914.
    Governi e ceti dirigenti sono come nel 1914 accecati da calcoli e fanatismi che portarono alla catastrofe dell’Europa.

  • agbiuso

    Ottobre 23, 2022

    “Il problema con l’Unione europea è che non esiste affatto un’Unione europea. Come nome sì, ma non nella realtà. […] Il fallimento è garantito”.
    Yanis Varoufakis, 23.10.2022
    Qui la breve intervista all’ex ministro greco delle finanze.

  • agbiuso

    Ottobre 22, 2022

    La servitù verso gli USA contro l’Italia e l’Europa è confermata dal Governo Meloni.

  • agbiuso

    Ottobre 20, 2022

    Questa corsa a essere e a mostrarsi servi degli USA e della NATO, contro gli interessi dell’Europa e dell’Italia, è una delle massime espressioni della tragedia che l’Europa vive in questo nostro tempo.

  • agbiuso

    Ottobre 12, 2022

    Da Preparare l’ordine nuovo
    di Andrea Zhok, 11.10.2022

    ===========
    In quasi perfetto parallelismo con la pubblicazione del Manifesto “sansepolcrista”, Antonio Gramsci apriva le pagine de L’Ordine Nuovo (maggio 1919) con un celebre appello:

    «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza».

    Gramsci aveva perfettamente chiaro che le possibilità di successo di una forza che desiderasse l’abbattimento di un sistema capitalistico, uscito quasi indenne dal più grande conflitto di tutti i tempi, richiedeva certo l’agitazione e la protesta (non difficile da ottenere in un’Italia dove il malcontento postbellico era enorme), ma soprattutto richiedeva “studio” (formazione) e “organizzazione”.

    È passato un secolo. Moltissime cose sono cambiate, ma il sistema socioeconomico è il medesimo e la fase è simile: passato attraverso una profonda revisione all’indomani del 1945, esso si è rimesso sui vecchi binari in forma accelerata a partire dagli anni ‘80.

    Oggi siamo in una situazione che ricorda per molti versi il 1914: l’inizio, perfettamente inconsapevole, di una lunga e distruttiva crisi.

    Uscirne più o meno come nel 1918, con una condizione di impoverimento generalizzato e una società più violenta, ma senza la distruzione bellica direttamente in casa è lo scenario che ritengo più ottimistico.

    Con qualche anno di crisi energetica, alimentare ed industriale e l’Europa sarà ridotta a fornitore di manodopera specializzata a basso costo per le industrie americane. Questo è lo scenario migliore.

    Le possibilità di frenare il treno in corsa sono minime.

    Quello che si può fare è prepararsi per essere all’altezza degli eventi, per guidare i pezzi in caduta libera in modo che si dispongano come fondamenta per un edificio futuro.

    E questo richiede, come diceva Gramsci, innanzitutto una FORMAZIONE adeguata ad interpretare gli eventi, ad uscire da dogmatismi e rigidità che impediscono di comprendere la forza e il carattere del “sistema”. In questa fase chi rimane ancorato ai riflessi condizionati di destra e sinistra, con i relativi dogmi, santini e demonizzazioni a molla, è parte del problema. Il sistema di dominio del capitalismo finanziario mondiale su base angloamericana è un potere in crisi sì, ma è ancora il più grande potere sul pianeta ed è sopravvissuto ad altre grandi crisi.

    Esso è in grado di persuadere quasi chiunque, di quasi qualunque cosa, attraverso un capillare controllo dei principali snodi mediatici.

    Esso è in grado di corrompere chiunque abbia un prezzo e di minacciare chiunque non lo abbia.

    Esso può anche cambiare rapidamente pelle su questioni “decorative” e “sovrastrutturali” come tutti i vari dirittocivilismi e dirittoumanismi, che ora brandisce come clave quando servono, ma che può far scomparire in un istante con una fiaba ad hoc, se una strategia diversa dovesse risultare utile.

    Avere una consapevolezza culturale di ciò che è essenziale e di ciò che è contingente qui è cruciale.

    E in seconda istanza, sempre con Gramsci, è necessaria ORGANIZZAZIONE. Chi ambisca non ad “abbattere il sistema” (nessuno ha oggi il physique du rôle per farlo in modo diretto, “rivoluzionario”), ma ad accompagnarne il parziale collasso endogeno, in modo da portare alla luce una nuova forma di vita, ha qualche possibilità di farlo solo se prende maledettamente sul serio gli obblighi di un’organizzazione collettiva.

    Ciò che il “sistema” alimenta scientemente è l’INCONSAPEVOLEZZA (ignoranza, disorientamento) e la FRAMMENTAZIONE (caduta nel privato, mutua diffidenza). Ciò che deve fare chi prova a sfidarlo è remare con tutte le forze in direzione opposta.

  • agbiuso

    Ottobre 11, 2022

    Parole chiare in difesa della sovranità francese rispetto alla guerra che gli USA stanno combattendo contro l’Europa.

    FRANCIA, LE MAIRE: “NON POSSIAMO ACCETTARE CHE GLI USA CI VENDANO IL GNL A 4 VOLTE IL PREZZO NAZIONALE”

    “Il conflitto in Ucraina non deve sfociare nella dominazione economica americana e nell’indebolimento dell’UE. Non possiamo accettare che il nostro partner americano venda il suo GNL a un prezzo 4 volte superiore a quello a cui lo vende ai suoi produttori. Un indebolimento economico dell’Europa non è nell’interesse di nessuno, un indebolimento economico dell’Europa non è nell’interesse del nostro alleato americano. Dobbiamo trovare relazioni economiche più equilibrate sulla questione energetica tra i nostri alleati e il continente europeo”.

    [Bruno Le Maire, Ministro dell’economia e delle finanze francese]

    (Fonte: LCP, La chaîne parlementaire-Assemblée nationale – https://twitter.com/LCP/status/1579476460967903233)

  • agbiuso

    Ottobre 6, 2022

    Un Partito Deprimente, davvero.
    Oltre simbolo e nome dovrebbe cambiare statuto ontologico, passare quindi al nulla.

  • agbiuso

    Ottobre 6, 2022

    Giorgia Meloni sulla scia tracciata da Mario Draghi.

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