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Un delirio collettivo

Un delirio collettivo

Fisiologiche e frequenti sono nelle collettività umane le ondate di delirio collettivo causate da diverse ragioni e circostanze: guerre e fanatismi bellici atti a mobilitare cittadini e sudditi verso la loro morte e quella altrui; millenarismi religiosi pronti ad assicurare che un qualche regno dei cieli è vicino e basta fare qualcosa – ad esempio recarsi a piedi a Gerusalemme e conquistarla nel nome di Cristo (1096)– per ottenere la garanzia della salvezza; epidemie e contagi che spargendo il terrore supremo giustificano ogni ordine e decreto delle autorità pro tempore, qualunque sia il loro segno politico.
In nome del contagio da Covid19 e della pandemia psichica da esso scatenata si proibiscono i matrimoni tra omosessuali; si lasciano in angosciosa solitudine i moribondi; si dà la caccia a solitari camminatori sulle spiagge; si sprangano scuole, università e biblioteche facendo precipitare il corpo sociale in quelle che una volta si chiamavano le «tenebre dell’ignoranza», sostituendo la relazione viva con un algido e sterile contatto digitale/telematico/virtuale tra insegnanti e allievi.

E inoltre, a clamorosa negazione di anche recentissime campagne ecologiche, si suggerisce l’utilizzo dell’automobile privata come ‘mezzo più sicuro’ rispetto a quelli pubblici; si impongono mascherine/museruole e guanti di plastica il cui casuale smaltimento sta producendo danni enormi all’ambiente, come testimonia anche il noto geologo Mario Tozzi sulla rivista del Touring Club Italiano:

«Arrivano già le segnalazioni di quantitativi crescenti di mascherine e guanti in mare, dove diventano letali per tartarughe e pesci che li scambiano per cibo. […] Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente (e alla fine disperso in natura), ciò significherebbe dieci milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. […] Questa roba finirà nel Mediterraneo, dove ogni anno si riversano già 570 mila tonnellate di plastica. […] E c’è una contraddizione ambientale ancora più pesante. Ovviamente soffriamo per le 320mila vittime che Covid19 ha mietuto in tutto il mondo, ma non ci impressionano tanto i 4 milioni di morti in più , rispetto alle medie ‘normali’ che l’Oms segnala da tempo a proposito dell’inquinamento atmosferico; 80 mila solo in Italia, quando per il virus ne piangiamo, per ora, meno della metà. Il virus fa paura, l’inquinamento e la plastica inutile no»
(La rivincita della plastica, «Touring», luglio-agosto 2020, p. 22).

Le ondate di panico collettivo sono sempre molto pericolose e quella legata al Covid19 è particolarmente insidiosa anche per la sua dimensione planetaria, globale, dalle conseguenze ambientali assai gravi e intrisa di un asfissiante conformismo.

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Questo testo è stato pubblicato il 22.6.2020 su corpi e politica  e su girodivite.it.
Dal 28 giugno anche corpi e politica è entrato in una nuova fase, come si può leggere nel testo collettivo Corpi e corpi. In presenza, nel quale scriviamo – tra l’altro – che «oggi, nel tempo oscurantista della paura, […] liberare i corpi significa puntare sull’incontro fisico, rilanciare la potenza del contatto e la necessità – umana ovvero politica – della relazione.
Tenere una lezione ai propri studenti senza mediazioni telematiche, in presenza fisica; lavorare in gruppo ‘dal vero’; spostarsi fisicamente in un’altra città o nazione; fare una festa; fare un’assemblea – potrebbero sembrare le più ovvie delle rivendicazioni, il ritorno a una normalità da recuperare dopo un periodo di obbligata astinenza. Ma invece proprio il tempo della deprivazione ha dimostrato quanto quelle pratiche siano preziose, funzionali alla vita activa senza la quale, per l’uomo, non si dà vita contemplativa ma neppure la mera sopravvivenza biologica.
Per questo corpi e politica si apre da oggi non solo alle riflessioni sul nostro tempo, ma anche al racconto di esperienze concrete di liberazione dei corpi, che possono prefigurare nuove forme di resistenza all’invadenza – di sistema e di dettaglio – di uno Stato etico che mina alla radice la libertà della vita» .

9 commenti

  • agbiuso

    Settembre 14, 2020

    E perché non con il braccio o con il pugno alzato?
    Una delle ragioni del saluto fascista, e del disprezzo del regime per la stretta di mano, fu anch’essa sanitaria.

  • agbiuso

    Agosto 16, 2020

    Mentre l’utilizzo politico e mediatico del Covid19 torna a salire in modo sempre più terroristico anche su twitter, facebook, televisione e quotidiani, è bene ricordare quanto Nicoletta Poidimani ha scritto a proposito delle sue vittime.
    Nessuna giustificazione per chi ha imposto la barbarie, per chi ha fatto morire in solitudine gli umani e ha negato a chi li amava di consolarli e accompagnarli. Nessuna civiltà era arrivata a tanto. La Cecilia di Manzoni sarebbe stata sottratta a sua madre.

  • agbiuso

    Luglio 14, 2020

    Piazza Dante, Catania, oggi. La vita senza museruole, la salute.
    Una regione di 5 milioni di abitanti ha avuto in 6 mesi 280 morti per Covid19 (forse).
    Aver equiparato la Sicilia alla Lombardia, distruggendo economia, scuola, università, relazioni è stata e continua a essere pessima politica.

  • augusto cavadi

    Luglio 7, 2020

    Caro Alberto, il delirio – collettivo o individuale – è sempre patologico. Mi sarebbe piaciuto che tu avessi preso le distanze critiche dal rischio opposto dell’incoscienza, del menefreghismo qualunquista, dell’arroganza di chi non ha mai studiato scientificamente le epidemie (come non le ho studiate io) ma pretende di denigrare e disattendere le indicazioni prudenziali che – sinora almeno – ci hanno evitato i disastri degli USA e del Brasile. In tempi di Agamben ho il dovere di dirlo e di ripeterlo a ogni occasione opportuna: le critiche alle disposizioni di questo governo vengono da alcuni filosofi. Non dalla filosofia. Personalmente aggiungo che non avrei saputo decidere meglio degli attuali ministri.

    • agbiuso

      Luglio 8, 2020

      Capisco, caro Augusto. Dal marzo del 2020 a oggi nello spazio corpi e politica abbiamo pubblicato centinaia di analisi, interventi, testimonianze di giuristi, medici, fisici, sociologi, filosofi, statistici, docenti, studenti, giornalisti. Abbiamo cercato di argomentare le nostre posizioni critiche non verso questo o quel governo ma verso le tendenze profonde che il virus ha disvelato nel corpo collettivo. Non ci interessa chi prende le decisioni ma le decisioni prese. Non ci interessa il partito o il nome degli amministratori ma il modo in cui affrontano il rapporto tra salute e libertà.
      A questa messe di analisi, a migliaia di pagine, condivisibili o meno ma sempre ragionate, non ci sono stati contrapposti argomenti, prove, altre analisi ma la violenza verbale, la comunicazione mediatica, la paura, il principio di autorità.
      Questo è significativo ed è molto grave, qualunque sia la questione in gioco.

      • agbiuso

        Luglio 8, 2020

        Cemento ovunque, distruzione dell’ambiente, opere inutili, TAV (ancora!) e spreco delle risorse pubbliche, conseguente impoverimento di sanità e scuola. Anche per questo non ho mai creduto che il governo Conte, PD e M5S operi per la salute dei cittadini. Opera invece in favore di interessi oscuri (i soliti) e per la propria sopravvivenza. Nel caso del TAV, poi, è in perfetta consonanza con la Lega e Forza Italia.

        il manifesto, 8.7.2020
        La Tav al primissimo posto, c’è anche la Gronda a Genova
        Decreto Semplificazioni. L’allegato con le l’elenco delle opere del ministero dei Trasporti. Le opere per cui è previsto il commissario straordinario saranno ben 36. Silenti gli esponenti del M5s che in questi anni hanno appoggiato la lotta dei valsusini al progetto

  • agbiuso

    Luglio 7, 2020

    Da Venezia:
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    Aperto | Venezia, 7-9 luglio 2020
    a Venezia l’Università riguadagna il suo spazio

    Tre giorni di seminario. L’Università Iuav di Venezia riguadagna lo spazio fisico, dove possono incontrarsi nuovamente corpi e pensieri.
    Aprire, ri-aprire, all’aperto. Nelle declinazioni in cui l’aperto è stato articolato durante le fasi che hanno seguito il lockdown il desiderio del fuori è diventato esorbitante, ha invaso il lessico, l’immaginario, il pensiero. Ma aprire, agire all’aperto, pianificare aperture non comporta un ritorno al mondo di prima, alla normalità che, s’è detto, era essa stessa il problema.

  • Concettina Patané

    Luglio 2, 2020

    Caro Prof. Biuso, quale grande piacere è per me leggerla! In questo caso potrei dire che è stato un sollievo, in quanto sto vivendo con grande difficoltà la “follia collettiva” nella quale siamo immersi appena fuori dalle nostre case. Mi sono permessa di condividere questo suo scritto sulla mia pagina social anche, lo confesso, per sentirmi meno sola. Sola perché non vado in giro mascherata, men che meno in macchina, perché ritengo che le normali norme di igiene ed educazione al momento possano bastare, perché ho deciso di non continuare nella perversa pratica dello Smart working, e per molte altre ragioni. La ringrazio, dunque, per aver dato voce alla minoranza che non vuole vivere prigioniera della paura e che desidera fermamente “essere nel mondo”.

    • agbiuso

      Luglio 3, 2020

      Cara Dott.ssa Patané, grazie a lei per la condivisione, la diffusione, la determinazione con la quale si rifiuta di avvelenarsi dell’anidride carbonica e dell’umidità prodotte dalle museruole/simbolo. Nel suo caso studiare non è stato vano.
      A presto dunque, nel mondo.

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