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Nietzsche

Nietzsche

«Diventa necessario! Diventa limpido! Diventa bello! Diventa sano!» (Frammenti postumi 1882-1884. Parte I, 5[1/198]).
Diventa necessario come una ruota che scende sul piano inclinato del tempo ma che proprio per questo –nel suo movimento scandito e inesorabile- si fa essa stessa temporalità consapevole, vivente e vissuta.
Diventa limpido come una mente che ha fatto di sé il riflesso creativo del mondo abbandonando per sempre la pretesa di esserne padrona, di possedere senza tremore se stessa, i sentimenti, gli altri umani, la natura. L’alterità, infatti, è sempre in fuga, sempre pronta ad allontanarsi dalle nostre volontà di dominio e controllo sull’accadere, sulle altrui passioni, sui corpi e le cose che pure vorremmo continuamente con noi, che vorremmo diventassero noi.
Diventa bello come tutto ciò che ha vinto la dismisura, ha rinunciato allo squilibrio dell’inutile ferocia, della meschinità, dell’invidia, del ‘così fan tutti’; che sorride a se stesso perché è all’intero che sorride.
Diventa sano perché guarito dalla contrapposizione tra io e mondo, tra soggetto e oggetto, tra umanità e natura.
Un corpomente necessario, limpido, bello, sano si immerge nella vita senza più giudicarla, senza più negarla ma anche senza più volerla, come una goccia che scorre nel fiume del tempo che siamo.
Questo, forse, significa una frase che è un magnifico vortice concettuale: «Io sono troppo pieno e così dimentico me stesso, tutte le cose sono dentro di me e non vi è null’altro che tutte le cose. Dove sono finito io?» (Così parlò Zarathustra, variante al § 4 della Prefazione). L’io è finito in quel mondo trasfigurato e in quei cieli esultanti nei quali Nietzsche colse infine la sua pienezza.
Isabelle von Ungern-Sternberg disse di lui che era un «Creso del pensiero che aveva dei mondi da regalare». Da parte sua, quest’uomo sapeva di aver versato una «goccia di balsamo […] e questo non sarà dimenticato». No, non lo è stato.

9 commenti

  • diegob

    maggio 9, 2012

    caro filippo, hai evidenziato questo interessante quesito

    Il difficile è capire se sono spettatore o protagonista di tutto ciò

    ed io, lo condenso in un ancor più radicale interrogativo

    Il difficile è capire se sono

  • filippo scuderi

    maggio 9, 2012

    Personalmente , penso che è bello tutto ciò che mi circonda, ed io ne faccio parte, sono parte integrante di questo mondo, in simbiosi con tutto ciò che mi circonda. Il difficile è capire se sono spettatore o protagonista di tutto ciò. Per fortuna l’immaginazione ed il non avere pregiudizi mi fa vedere le cose in maniera più bella, dove contiamo tutti, sottolineo contiamo tutti, in questo universo-uomo-tempo, carissimo Prof. Biuso.
    Filippo Scuderi

  • Dario Carere

    maggio 6, 2012

    Grazie Alberto, per questa preziosa “Goccia di balsamo”. Ciò che mi ha sempre colpito di più, di questa baffuta canaglia, questo uomo dalle più lucide allucinazioni, è il suo trovare sempre risorse ed energie in un luogo che è al di là dell’Io, ma lo include al contempo. Ha compreso che vivere è una cosa possibile solo quando si vive fuori dal tempo. Non ha mai affermato, almeno mi sembra, che “senza Dio staremo bene lo stesso”; più che altro staremo bene a condizione di rinunciare al culto di noi stessi, all’illusione dell’identità.
    E questo è il Nietzsche più orientale, che io adoro proprio per il senso buddhista di un vivere al di là dei piaceri e di conseguenza anche dei dispiaceri.

  • Biuso

    maggio 5, 2012

    Sono grato e un poco imbarazzato per questo vostro affetto che si esprime in una stima così incondizionata.
    Cerco di comprenderne le ragioni profonde e mi tranquillizzo: non è tanto di me che parlate, non della mia presenza e persona che non contano, ma delle parole del mondo che trovano luogo in questo spazio. E ne sono molto contento, naturalmente.
    Una volta, presentando Nomadismo e benedizione, l’amico Giuseppe Raciti disse che il suo vero sottotitolo non è “Ciò che bisogna sapere prima di leggere Nietzsche” ma “Ciò che bisogna sapere prima di essere Nietzsche”.
    La corrispondenza tra questa affermazione e le vostre parole è una piccola conferma che c’è qualcosa di geometrico nella vita.
    (La mia nullità di fronte al genio di Nietzsche non ha, naturalmente, bisogno di commenti).

  • diego b

    maggio 5, 2012

    @giusy randazzo

    La tua scrittura è un vortice, come quella di Nietzsche.

    cara giusy, il «problema» che mi pone leggere a.g.b. è che faccio fatica a distinguere le sue frasi da quelle di nietzsche

    scrive in modo così efficace che in qualche modo ti impedisce di commentare a dovere, essendo praticamente impossibile aggiungere qualcosa che non sembri una ripetizione in stile inferiore

    una corporeità così profonda, così totale, da surclassare ogni poetica tradizionale incentrata su un artificioso contrapporsi di corpo e spirito

    sicuramente a.g. si è formato alla lettura di nietzsche, ma non solo è riuscito a capirlo, ma anche ad esserlo, secondo me

    scusami per le frasi un po’ raffazzonate, ma è difficile scrivere su queste cose

  • Laura Caponetto

    maggio 5, 2012

    Diventa bello come tutto ciò […] che sorride a se stesso perché è all’intero che sorride.

    Mi permetto di sottolineare questa frase, come fa lei, prof. Biuso, con le frasi che più la colpiscono degli elaborati dei suoi tesisti. Mi limito a sottolineare non avendo nulla da aggiungere alla perfetta essenzialità delle sue parole, che sono come scintille di luce nelle giornate altrimenti abitudinarie di alcuni suoi lettori.

  • Giusy Randazzo

    maggio 4, 2012

    La tua scrittura è un vortice, come quella di Nietzsche.

  • senza preavviso « Diego « peve

    maggio 4, 2012

    […] senza preavviso mag 4, 2012 diego Un corpomente necessario, limpido, bello, sano si immerge nella vita senza più giudicarla, senza più negarla ma anche senza più volerla, come una goccia che scorre nel fiume del tempo che siamo. (A.G.Biuso) […]

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