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Astuzia della Ragione

Astuzia della Ragione

Astuzia della Ragione
in Presidi da bocciare?
A cura di Augusto Cavadi
Di Girolamo editore, Trapani 2012
Pagine 77-100

Indice del volume

Presidi da bocciare?, di Augusto Cavadi

La parola alla difesa: vita da presidi, di Giorgio Cavadi

La giornata di un preside di periferia che i carabinieri li chiama lui oppure i problemi si risolvono con le sedie volanti, di Domenico Di Fatta

Astuzia della Ragione, di Alberto G. Biuso

Presidi e stato di diritto, di Dario Generali

Aggiornamenti last minute: la telenovela infinita, di Antonio Mazzeo

1 commento

  • agbiuso

    Mag 13, 2018

    Conosco bene quanto raccontato dal collega Giuseppe Falsone, al quale vanno tutta la mia stima e solidarietà.

    ========
    Benvenuti nella scuola dei presidi Dirigenti, della burocrazia e dei genitori da accontentare”.
    Lettera del docente picchiato

    Su Vanityfair la lettera in un docente picchiato dai genitori del suo alunno, mette l’accento sul sistema scuola che non difende gli insegnanti, e invita la categoria a ribellarsi, a riprendersi l’autorevolezza che spetta.

    “Aggredito, ingiuriato e minacciato dai genitori. E poi costretto a rivolgermi ad un legale per difendermi da una procedura interna avviata dal mio istituto. E poi, ancora, la raccolta di firme per la mediaticità che disturberebbe il personale scolastico […] scrive il docente nella lettera inviata alla rivista.

    Ma l’occasione è utile per mettere in evidenza in generale cosa nella scuola non funziona “Benvenuti nella scuola moderna, quindi. Benvenuti nella scuola che si sta trasformando in azienda, dove i presidi sono diventati i dirigenti, lezioni e laboratori sono l’offerta formativa, i genitori sono i clienti da accontentare e la burocrazia la vera padrona di tutti e di tutto, tiranna senza cuore. E i docenti? Li abbiamo dimenticati? I docenti sono troppo spesso gli operai di un colossale sistema autoreferenziale”

    L’invito è rivolto ai colleghi insegnanti, perché abbiano il coraggio di ripartire dagli studenti, da quelli che ci ricordano ancora, da quelli per i quali siamo un esempio.

    “Di fronte ai bulli che troppo spesso inquinano la cronaca scolastica, ai genitori che si fanno giustizia da soli, ai TAR che accolgono ricorsi impossibili, ricordiamo che la stragrande maggioranza dei ragazzi crede ancora nel buono che sappiamo dare e nella passione che sappiamo trasmettere. Da qui, il nostro dovere di difendere i buoni. Difendere i buoni significa cominciare a riprendere quell’autorevolezza e quel ruolo che normative e società ci hanno tolto” conclude il professore.

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