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Disciplina

Disciplina

È una delle tante parole polisemantiche della nostra bella lingua.
Disciplina indica infatti in italiano un ambito del sapere o dello sport; significa poi il rigore con il quale ci si approccia a una esperienza di vita; vuol dire infine ciò che un’autorità richiede ai suoi subordinati.
Il saggio dell’economista Giovanna Cracco che qui segnalo, dal titolo Contro il Green Pass. La posta in gioco: disciplina e sorveglianza, risponde a tutti e tre questi significati. L’autrice infatti, che dirige Paginauno (una delle riviste più indisciplinate dell’attuale panorama editoriale), mostra in questo testo una sicura competenza nella lettura dei dati, un approccio razionale e rigoroso alla questione, un’argomentata analisi della disciplina che i governi stanno cercando in tutti i modi di imporre al corpo collettivo.
Riporto qui alcuni brani dall’articolo, invitando a una sua lettura calma, diretta e integrale; si tratta infatti del testo più rigoroso e completo che conosca sul tema della gestione politica dell’epidemia e sul lasciapassare / green pass.
Queste pagine dimostrano che se si vuole capire si può capire; che se si è degli studiosi dotati degli strumenti analitici che il sapere contemporaneo pone a nostra disposizione si deve capire; che la strategia di una comprensione rigorosa di quanto sta accadendo -rimanendo liberi dalla violenza, dalla ripetitività, dal terrore, dalla menzogna e dalla banalità che giornali, televisione e social ogni giorno ammanniscono-, è l’unica capace di evitare di bollire. Utilizzo questo verbo nel significato della nota favola della rana bollita a temperature ogni giorno quasi impercettibilmente superiori al giorno prima, la quale si accorge che sta morendo soltanto quando il suo corpo è ormai a brandelli.

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Contro il Green Pass. La posta in gioco: disciplina e sorveglianza 
in Paginauno, Numero 74 | Ottobre-Novembre 2021

Vaccinazione e Green Pass sono due atti differenti. La scelta di vaccinarsi contro il virus Sars-Cov-2 tocca aspetti intimi e personali quali le ataviche paure della malattia e della morte, a cui ciascuno risponde con le proprie, insindacabili, scelte. Quanto la martellante propaganda politica e mediatica abbia alimentato ad arte tutte le possibili paure umane in questi quasi due anni, è un discorso che esula dalla riflessione che si vuole qui affrontare: resta l’esistenza del sentimento con cui ognuno deve scendere a patti, e la vaccinazione è uno dei patti possibili.

Il vaccino tutela il vaccinato dal contrarre la malattia in forma grave e quindi, in teoria, dal ricovero ospedaliero e, si spera, dalla morte. L’ultimo studio al momento disponibile (21 luglio 2021) dell’Istituto Superiore di Sanità (2) analizza le caratteristiche dei 127.044 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 (sono lo 0,21% della popolazione italiana, secondo i dati Istat): l’età media è 80 anni e, su un campione rappresentativo di ogni fascia di età, il numero medio di patologie presenti è 3,7. Sono numeri che, a distanza di 16 mesi dall’inizio dell’epidemia, confermano il dato che i decessi colpiscono gli anziani, prevalentemente con patologie, e le persone non anziane già compromesse da patologie.

Tirando le somme, il vaccino protegge se stessi dalla malattia grave ma non protegge in egual misura gli altri; pur diminuendo la diffusione del virus (forse per appena tre mesi), non ne blocca la circolazione – né l’eventuale creazione di varianti –; milioni di persone hanno inconsapevolmente già acquisito una immunità naturale che li pone sullo stesso piano dei vaccinati ed è durevole (a differenza di quella data dai vaccini, a quanto pare); gli asintomatici vaccinati hanno cariche virali simili a quelle dei non vaccinati, e questo incide nella trasmissibilità del virus; la mortalità per Covid-19 colpisce i ‘fragili’, ossia anziani (prevalentemente con patologie) e non anziani già compromessi da patologie.

Le conseguenze della scelta di non immunizzarsi con il siero ricadono unicamente sulla persona che opera tale scelta: l’altro, che ha optato per la vaccinazione, è protetto. Dunque, come è insindacabile la decisione personale di vaccinarsi, lo è quella contraria.

La scelta politica di mettere in atto una campagna vaccinale sull’intera popolazione sopra i 12 anni – mentre si sta studiando anche il siero per i bambini –: sulla base dei dati e dei fattori sopra analizzati, è una decisione che non ha alcun fondamento logico.

Vale la pena ricordare che l’EMA ha rilasciato a tutti i vaccini una “autorizzazione condizionata” (conditional marketing authorization) proprio per l’assenza delle informazioni relative ai rischi a lungo termine.

Ora, detta brutalmente: una persona anziana può a ragion veduta ritenere poco rilevanti gli eventuali effetti a lungo termine del vaccino, a fronte di un rischio molto più concreto di malattia grave Covid-19; un adolescente o un 50enne inverte i fattori dell’equazione.

La realtà che viviamo è nebulosa e illogica: nebulosa per tutto ciò che ancora non è chiaro, illogica per tutto ciò che già lo è.

Il Green Pass è un ricatto: esteso a università (1 settembre) e lavoro (15 ottobre) si configura come un obbligo vaccinale che discrimina chi non accetta un trattamento sanitario. […] Al momento, l’Italia è l’unico Paese al mondo che ha esteso il Green Pass ai luoghi di lavoro, mentre solo quattro Stati hanno imposto l’obbligo vaccinale direttamente per legge: Indonesia, Turkmenistan, Tagikistan e Micronesia.

Il Green Pass non rappresenta solo l’obbligo vaccinale. È insieme una tecnologia e una pratica di potere.

L’eccezionalità del Green Pass è infatti la sua caratteristica tecnica che lo rende uno strumento dinamico, il cui utilizzo potrà estendersi e arricchirsi nelle forme più diverse: potrà abilitare il soggetto in base a condotte di comportamento (oggi la vaccinazione, domani pagamenti…) o a status (residenza, occupazione, dichiarazione dei redditi, fedina penale… qualsiasi cosa).

Non solo. La struttura a blockchain permette una raccolta dei dati (potenzialmente infinita) che non è aggregata: la blockchain individualizza i dati, legandoli all’identità digitale creata, e come tali li conserva. Il Green Pass quindi sta attuando una schedatura di massa.

La privacy non è la nostra dimensione privata ma la relazione di potere tra individuo, Stato e mercato.

Potere che è in  apparenza tanto meno ‘corporale’ quanto più è sapientemente ‘fisico’”. Spazi (luoghi in cui si può accedere solo con il Green Pass), sorveglianza verticale (Gateway e blockchain) e collaterale (il cameriere, il controllore sul treno, il bigliettaio del cinema, l’impiegato adibito al lavoro, a cui bisogna esibire il Pass): una rete di sguardi che quotidianamente controllano. Potere fisico non solo perché si impone sul corpo, ma perché il corpo è il primo ‘oggetto’ che viene investito dalla disciplina del lasciapassare: deve essere sottoposto a un trattamento sanitario (vaccino) o a un esame diagnostico (tampone).

Tirando le somme, il Green Pass ha corretto, normalizzato, diviso, sorvegliato e utilizzato i cittadini, disciplinandoli. È, a oggi, l’ultimo atto di una serie di pratiche politiche che hanno creato una popolazione docile perché impaurita, prima shockata e poi normalizzata in una nuova abitudine, che si affida al ‘sovrano’ per la sua salvezza, convinta che la propria vita dipenda da un trattamento sanitario a cui è disposta a sottoporsi annualmente, e da un lasciapassare politico che lo attesti e che le garantisca l’accesso a luoghi nei quali possa interagire solo con persone altrettanto verificate e controllate.

La situazione è nebulosa e illogica. Ma ciò che lascia sconcertati è che non ci siano – e non ci siano state – domande.

Non si può né sperare né attendere una chiamata strutturata e organizzata, da sinistra, per questo conflitto: salvo poche realtà o singoli individui, la sinistra movimentista che si riempie continuamente la bocca della parola ‘discriminazione’, dichiarando di volerla combattere, si è appiattita sulle posizioni governative spedendo il cervello in vacanza. Sta, dunque, a ciascuno di noi. Scegliere.

19 commenti

  • agbiuso

    Aprile 3, 2022

    Inclusivi?

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    “Prof! Ma oggi non torna in classe?”.

    Ieri, 1° aprile, diversi docenti tamponati si sono recati a scuola dopo una lunga assenza forzata, pronti ad affrontare qualsiasi pesce in faccia e trattamento discriminatorio che la loro nuova definizione “inidoneo” implicasse. Nell’indifferenza generale, davanti agli sguardi curiosi dei propri alunni, sono stati registrati nel libretto dei visitatori, messi ad aspettare in stanzette, sgabuzzini, infine sistemati alla bell’e meglio in biblioteche e aule remote, di modo da “evitare ogni contatto”. E via sette ore (e dodici minuti) di isolamento, durante le quali, nell’incertezza sulle nuove mansioni da svolgere, qualche coraggioso si è avvicinato a parlarti, pur a distanza.
    “36 ore? Mah”, “Beh, almeno torni a scuola”, “Però è equo così”, “Quasi quasi faccio come te per prendere una pausa dagli alunni”…

    E poi ci sono gli alunni.
    Anche solo uno di loro appare sbigottito. “La prof. di ora non mi piace, rivogliamo lei!”, “Ma perché non può entrare?”.
    Già, come spiegarlo? Caro alunno, siamo inidonei a insegnare per questo governo.
    Prima “novax”, poi “inadempiente”, ora “inidoneo”. Temporaneamente.
    E così una nota ministeriale può, di punto in bianco, stracciare contratti, cancellare concorsi, anni di studio e dedizione, cambiare le sorti di migliaia di docenti, rei di aver portato avanti una decisione sul proprio corpo.
    L’idoneità di un insegnante non sempre va di pari passo con la virtuosità delle proprie azioni, anzi. Si può essere ottimi insegnanti nella propria materia ma non bravi educatori. O viceversa. Si può predicare in maniera impeccabile ma al tempo stesso essere esempio di ipocrisia e mediocrità nel reale. O magari non predicare affatto e lasciare che le proprie azioni parlino.
    Che si creda o no a questo vaccino, oggi, non ha quasi più importanza. A contare è l’impalcatura legislativa che ne è scaturita, atta a premiare uno e punire l’altro. Impalcatura che oggi, davanti a tamponi, multe e demansionamenti nonostante l’emergenza finita, emerge in tutta la sua inconsistenza e miserabilità. E’ certo che nessun docente che abbia esercitato una semplice libera scelta intendesse gridarla a gran voce, ma oggi si trova a difendere con unghie e denti gli articoli sacrosanti della nostra Costituzione e i contratti di lavoro. Per sé e per chi dei suoi colleghi non vorrà o non potrà più stare alle direttive del governo.
    Fa da apripista in pubblica piazza.

    Che questa storia rimanga impressa.
    Che la sua presenza scomoda a scuola funga da monito o ispirazione, in tutti i sensi.
    Che il trattamento e l’accanimento subito da questo governo, nella tacita collaborazione di colleghi e dirigenti, costituisca un fardello da appendere al muro di quella che suole chiamarsi “scuola inclusiva”.
    A ognuno la riflessione sulle proprie vergogne e sui propri meriti che hanno portato a questa situazione incresciosa e indecente.
    Quel che è certo è che solo pochi docenti potranno ancora permettersi il lusso di citare le parole di Voltaire:
    “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”.
    Saranno i singoli alunni, piccoli uomini e donne, spettatori passivi di quanto accade, a trarre le proprie personali lezioni di vita.

    (WI)

  • agbiuso

    Febbraio 21, 2022

    Una tirannide inutile, una tirannide infame.

    The pointless tyranny of Italy’s Covid pass

  • agbiuso

    Gennaio 27, 2022

    LA MIA GIORNATA DELLA MEMORIA

    Voglio ricordare, oggi, Mattia, 12 anni, che non può più giocare a calcio con i suoi compagni di squadra, pur essendo capace di gioire di ogni goal come gli altri, perché non ha il Greenpass.

    Voglio ricordare, oggi, Caterina, 19 anni, che non può frequentare Medicina all’Università, pur avendo passato il test d’ingresso col massimo del punteggio, perché non ha il Greenpass.

    Voglio ricordare Francesco, negoziante, che ha anticipato i tempi affiggendo il cartello “qui TUTTI i clienti sono uguali”

    ed Erika, ristoratrice, che ha già collezionato un discreto numero di varbali per non aver voluto chiedere il Greenpass all’ingresso.

    Voglio ricordare il signore di 80 anni che, avendo scordato il Greenpass a casa, è stato costretto a pisciare per strada, vergognandosi come un ladro ma il ladro non era lui, perché non l’hanno fatto entrare nel bagno bar più vicino.

    Voglio ricordare i recentemente “reclusi” sulle isole italiane ché non avendo il Greenpass non potevano predere il traghetto per raggiungere la terraferma. Ma il sequestro di persona non era un crimine?

    Voglio ricordare tutti i ragazzi che, pur non volendosi vaccinare, hanno dovuto farlo per poter salire sull’autobus che li porta a scuola. Non basta più pagare il biglietto, ci vuole il Greenpass.

    Voglio ricordare i milioni di lavoratori e lavoratrici che, pur non condividendo ne’ a livello etico né a livello sanitario l’adozione di un Greenpass, dopo essere andati avanti per mesi a pagarsi di tasca propria tre tamponi a settimana, sono infine stati OBBLIGATI a vaccinarsi per poter portare a casa uno stipendio senza il quale sarebbero finiti alla Caritas. Dove, per ricevere un piatto caldo, ci vuole cmq il Greenpass.

    E infine voglio ricordare a tutti gli ipocriti per cui “le leggi sono leggi e vanno rispettate” che anche all’epoca delle leggi razziali la gente si nascondeva dietro questa frase mentre gente innocente veniva discriminata e sterminata e che non si può essere garantisti a metà, democratici a giorni alterni, libertari per favorire alcuni sì ed altri no.

    Perché i “ricordi” ideali per nuovi, futuri “giorni della memoria”, si creano così, un passo alla volta, indifferenza dopo indifferenza, una parola d’odio e un atto di discriminazione dopo l’altro.

    E se non capite di cosa io stia parlando, oggi, per ricordare, riguardatevi “Una giornata particolare” di Ettore Scola. Oppure, più semplicemente, guardatevi intorno.

    (Roberta Ceudek)

  • agbiuso

    Gennaio 23, 2022

    “Dove inizia/finisce la libertà di qualcuno? chi stabilisce il confine? in base a quale criterio? si tratta di un limite rigido o negoziabile? quali rinunce comporta, se le comporta? chi dirime le controversie? ecc. ecc. Lungi dallo sciogliere le riserve dei dubbiosi, l’affermazione porterebbe lontano e per una strada impervia, ma di questo i media e i loro sentenziosi ospiti non si curano, perché questa frase a effetto serve egregiamente a sostituire la libertà con il suo fantasma.
    […]
    Assistere alla trasformazione di un bene come la salute nella sua ossessione o, peggio ancora, in strumento per fomentare il conflitto sociale è inaccettabile e però è ciò che accade ogni giorno senza destare nei più preoccupazione alcuna. È evidente che la situazione attuale è esplosa per effetto della pandemia ma ciò che l’ha resa disastrosa non dipende dal dissenso di irresponsabili nemici della salute pubblica ma dal modello socio-economico che non è stato in grado né di resistere all’urto né si è mostrato desideroso di cambiare rotta.
    […]
    La progressiva sostituzione dello stato di diritto con la retorica moralista quando, in assenza dell’obbligo vaccinale, si disconoscono i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità sui quali si basa il servizio sanitario nazionale, sostenendo che (solo) i non vaccinati occupano immeritatamente e a spese della collettività i reparti di terapia intensiva. Non dovrebbe applicarsi la stessa logica per gli evasori fiscali? Fra un non-vax, fedele contribuente, e un no-tax vaccinato a chi dovrebbe esser data precedenza? E che dire delle malattie causate da abitudini alimentari dannose, da vizi e dipendenze, o conseguenti a comportamenti irresponsabili? Perché mai i cittadini “buoni e giusti” dovrebbero contribuire alle spese per soccorrere e curare gli artefici del proprio male? E se si ha la fortuna di non beneficiare in modo consistente della spesa sanitaria pubblica, non sarebbe giusto vedere restituita a ciascuno la parte di denaro versato e non goduto?
    […]
    Nonostante i disastri evidenti, il modello neoliberista “Britannia 1992″ si ripresenta oggi supportato non più dai maldestri tentativi di riforme costituzionali ma dal fondamentalismo religioso dell’Unica Vera Scienza con la sua casta sacerdotale, la sua liturgia, i suoi santini, le sue eresie e gli autodafé. E naturalmente, con il suo capro espiatorio”.

    La versione integrale (ma sempre breve) di questa lucida riflessione di Marta Mancini si può leggere su Aldous, 22.1.2022: Il fantasma della libertà

  • agbiuso

    Gennaio 7, 2022

    Una società fondata sul ricatto non ha bisogno di nessun virus.
    È già una società morta.

  • agbiuso

    Gennaio 6, 2022

    O il processo viene arrestato subito, oppure non ne usciremo più
    di Andrea Zhok – L’AntiDiplomatico, 6.1.2022

    La situazione è la seguente
    Sul piano sanitario l’attuale diffusione di una variante virale paucisintomatica, assai contagiosa e capace di creare protezione trasversale sarebbe una benedizione, consentendo un’endemizzazione rapida e indolore.

    Se il governo, invece che angariare gli italiani sul tema, avesse fatto vacanza, con questi tassi diffusivi tra un mese avremmo raggiunto l’immunità di gregge (non ottenibile via inoculazione), saremmo usciti dalla pandemia e potremmo tornare ad una vita normale.

    Ma questo non è nell’interesse del governo. Il suo interesse primario, per legittimare a posteriori quanto fatto, sta nel tenere ferma fino in fondo la narrazione su cui ha scommesso tutto, per cui l’inoculazione, e solo essa, è La Soluzione.

    L’intento del governo è dunque quello di agire in modo da intestarsi il merito del miglioramento che avverrà comunque a primavera, attribuendolo alla “fermezza” con cui ha proceduto nel costringere alle inoculazioni.

    Se questa narrazione, integralmente campata in aria dal punto di vista delle basi scientifiche, avrà successo (e con i media a gettone che abbiamo le possibilità sono alte), questo sarà il chiodo definitivo sulla bara delle nostre libertà future.

    Questo perché con un virus che comunque continuerà a circolare e mutare, come l’influenza, l’estate prossima potrà ripartire la medesima carovana della scorsa estate. Avremo un preallarme, che chiederà di “non abbassare la guardia” in vista dell’inverno (l’attesa dell’emergenza è essa stessa emergenza) e si insisterà sull’inoculazione compulsiva (intanto Pfizer produrrà un qualche ‘aggiornamento’, che verrà pompato come la nuova “soluzione”).

    E così avanti all’infinito, tenendo la popolazione a catena corta con una certificazione d’accesso ai propri diritti, estendibile o revocabile a piacimento.

    Arrivati a questo punto, o il processo viene arrestato subito, oppure non ne usciremo più.

    Con grande sofferenza, avendo sempre nutrito un profondo senso dello stato, sono giunto alla conclusione che ora solo atti di (pacifica) disobbedienza civile potranno porre un argine al processo in corso.
    Deve certamente avviarsi un progetto politico (nel medio termine sarà essenziale), ma deve innanzitutto e subito essere posto un limite all’attuale regno dell’arbitrio incarnato dal governo, e ciò può avvenire solo non accondiscendendo.

  • agbiuso

    Gennaio 4, 2022

    Un Paese umiliato, una massa resa fanatica dai media, la sofferenza che dilaga, la salute collettiva distrutta.
    I responsabili di tutto questo meriterebbero davvero una Norimberga.

  • agbiuso

    Dicembre 29, 2021

    Un saggio consiglio.

  • agbiuso

    Dicembre 21, 2021

    Un’immagine e un testo come questi illustrano in modo plastico, efficace e certo che cosa si intenda per ondate di follia collettiva e di fanatismo securitario. Qui non si tratta più di società, politica, virus. Qui si tratta di pura e semplice psichiatria.

  • agbiuso

    Dicembre 19, 2021

    Segnalo questo articolo firmato da tre giuristi, pur nella consapevolezza che sul terreno giuridico i governi Conte e Draghi hanno fatto tabula rasa, che non esiste più alcuna garanzia, che la Costituzione è stata cancellata.

  • agbiuso

    Dicembre 15, 2021

    La menzogna dei vaccini sta a poco a poco tramontando: Italia e Grecia chiudono le frontiere ai vaccinati senza tampone. Chi si è vaccinato «per viaggiare liberamente» sta avendo un brutto e inevitabile risveglio.
    Durante una tirannide nessuna libertà è garantita, nessun diritto è acquisito. A dominare sono arbitrio e insensatezza.
    È così da sempre.

  • agbiuso

    Dicembre 15, 2021

    Oggi, 15.12.2021, è un giorno tragico per la scuola italiana e per la Costituzione. Molti insegnanti, maestri, docenti vengono espulsi dalle istituzioni educative vengono esclusi dal lavoro, perdono il loro stipendio, senza che abbiano fatto nulla, semplicemente per decreto del governo. Lo stesso accade ad altri lavoratori.
    È di una gravità inaudita che tali discriminazione ed esclusione avvengano su base somatica, in relazione a una determinata condizione del corpo, al rifiuto di un vaccino. Tecnicamente si tratta di un dispositivo neonazista.

  • agbiuso

    Dicembre 11, 2021

    Ad Adrano, un paese etneo flagellato dalla criminalità, i carabinieri aspettano al varco un pullman di linea, controllano tutti i passeggeri e ne multano alcuni per mancato possesso del lasciapassare. I veri delinquenti sorridono.

  • agbiuso

    Dicembre 7, 2021

    Dalle discussioni in Assemblea Costituente, dichiarazione di Aldo Moro, 3.12.1946:

    “Moro non entra nella disputa sottile e interessante se la sovranità spetti al popolo o allo Stato, ma non può essere d’accordo con l’onorevole Grassi quando ritiene non necessaria la specificazione dei limiti giuridici e politici in cui si esplica la sovranità dello Stato. Dopo venti anni di arbitrio del potere esecutivo che avevano portato alla creazione di una dottrina per la quale la sovranità dello Stato consisteva nell’assoluta potenza, o prepotenza, si deve affermare nella Costituzione che il potere dello Stato è un potere giuridico, e che lo Stato comanda nei limiti della Costituzione e delle leggi ad essa conformi. Questa precisazione è tanto più necessaria in relazione all’articolo 3 formulato dall’onorevole Dossetti, nel quale si precisa come al singolo, o alla collettività, spetti la resistenza contro lo Stato, se esso avvalendosi della sua veste di sovranità, tenta di menomare i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi. Solo dopo aver dichiarato che la sovranità dello Stato è nell’ambito dell’ordinamento giuridico, si ha la possibilità di sancire nella Costituzione il diritto di resistenza contro gli atti di arbitrio dello Stato.”
    Fonte: La nascita della Costituzione

  • agbiuso

    Dicembre 7, 2021

    Tirannide.

  • Marco Christian Santonocito

    Novembre 8, 2021

    Lo farò con piacere e impegno. Ovviamente tutto quello che scrive merita di essere diffuso il più possibile. Tenterò in questo senso, in modo particolare, con i colleghi che insegnano filosofia.
    Grazie ancora.

    Marco

  • Marco Christian Santonocito

    Novembre 8, 2021

    Gentile Professore,

    vorrei ringraziarla nuovamente per i validissimi contributi, suoi e di altri studiosi, che propone con regolarità su questi temi.
    Cerco tra l’altro sempre di condividerli su chat private, ma non comunico mai direttamente il link del suo sito a persone, per altro in apparenza ineccepibili, di cui non posso garantire la reale affidabilità. Non so se sbaglio.

    Marco Christian Santonocito

    • agbiuso

      Novembre 8, 2021

      Caro Marco, la ringrazio anche per il fatto che condivide con altri quanto legge in questo spazio.
      Il sito è personale ma la sua fruizione è pubblica; se vuole può quindi comunicare a qualunque persona i link ai testi che ritiene lo meritino.

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