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Deserto

Deserto

«Die Wüste wächst: weh Dem, der Wüsten birgt!»
‘Il deserto cresce: guai a chi nasconde in sé deserti!’
Nietzsche, Also sprach Zarathustra IV (Unter Töchtern der Wüste / Tra le figlie del deserto)
Il Covid19, ciò che scatena nel corpo collettivo, è una forma sempre più evidente di nichilismo, di nascondimento dei volti, di dissoluzione della socialità, di timore diffuso e contagioso, di ignoranza dei corpi, di tramonto del senso, di declino della razionalità, di ubbidienza fanatica, di rifiuto del limite, di negazione della insecuritas, di terrore.
È questa la follia del presente, è questo il cuore nero della desacralizzazione del mondo, lo sgomento per la  sua misura mortale e finita.
Uno spettacolo tragico e mirabile per chi conosce la pochezza della nostra specie.

 

3 commenti

  • agbiuso

    Marzo 27, 2021

    Ecco un esempio di distruzione della ragione, di desertificazione irrazionalistica della comunità politica: anziani e ‘fragili’ ammassati per ore (a Padova ma gli stessi fenomeni ho visto a Catania e accadono presumibilmente ovunque), anche a sera tardi e al gelo, creando ’assembramenti’ per l’inoculazione dei vaccini.
    E contemporaneamente si persiste nel chiudere i luoghi della socialità sana, della socialità necessaria: scuole, teatri, cinema, ristoranti, piazze.
    «Il deserto cresce: guai a chi nasconde in sé deserti!»

  • Federico

    Marzo 23, 2021

    Sembra, caro Professore, che tutto si stia dirigendo verso una dissoluzione della «Differenza» in favore di un totale squilibrio verso una «Identità» amorfa e priva di senso. Tutti devono sottoporsi al vaccino; esiste solo il COVID-19 e si muore solo per quello; tutti non possono rientrare oltre l’orario del coprifuoco; la libertà viene affogata nell’Uno della vita spoglia di qualsiasi tessuto semantico e ridotta a mero processo biologico; tutti abbiamo ormai un unico volto, quello di una testa coperta da una mascherina; stiamo perdendo il senso del contatto fisico e del piacere della materia viva e pulsante che siamo. Per dirla con una metafora musicale: di questi tempi non si fa altro che ascoltare una monodia priva di qualsiasi tensione armonica e dinamica. Spero che tutto questo possa presto finire, voglio avere la libertà di pensarlo…

    • agbiuso

      Marzo 23, 2021

      La ringrazio, caro Federico, delle sue dolenti e splendide parole.
      La realtà è diventata ciò che lei descrive con chiarezza: “una monodia priva di qualsiasi tensione armonica e dinamica”, dove a prevalere è -implacabile- il tamburo della paura, la dissonanza del terrore.
      Un trionfo della morte già da vivi.

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