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Il crepuscolo dell’Europa

Il crepuscolo dell’Europa

Qualunque sarà l’esito della fluida e anche un poco grottesca situazione politica italiana nella primavera del 2018, quanto avvenuto dal 4 marzo in poi ha mostrato con chiarezza a che cosa il dominio della burocrazia finanziaria dell’Unione Europea ha ridotto non soltanto l’Italia ma l’intera Europa.
Se infatti in 24 anni di berlusconismo nessun ministro indegno, corrotto, mafioso, soubrette, è stato respinto  dai Presidenti della Repubblica italiana,  alla sola prospettiva di ministri che potessero difendere l’Italia in Europa, Sergio Mattarella ha opposto un rifiuto che ha aperto una crisi politica e istituzionale molto grave e senza precedenti. Una crisi che ha certamente delle motivazioni interne ma che mi sembra chiaramente eterodiretta.
È ormai evidente il fatto che l’Italia non è un Paese sovrano, come non lo è la Grecia e come non lo sono i Paesi che compongono un’Unione nata male e gestita con criteri autocratici -come rileva Jean-Luc Mélenchon– e volti alla integrale sottomissione agli Stati Uniti d’America. È ormai evidente il fatto che molti governi non vengono scelti dalla maggioranza dei cittadini europei ma da altri poteri.
Per quanto riguarda nello specifico l’Italia, è evidente il fatto che forze antidemocratiche non possono e non vogliono permettere che nella ‘stanza dei bottoni’ entrino soggetti che non siano proni al sottobosco delinquenziale della politica italiana, all’oligarchia dell’Unione Europea, al controllo degli USA.
Naturalmente anche il Movimento 5 Stelle ha le sue contraddizioni, i suoi limiti, i suoi arrivisti, i suoi corrotti. Che un movimento politico -composto da alcune decine di migliaia a milioni di persone- sia puro è poco sensato sperarlo e  pretenderlo. Non esiste purezza nella cosa pubblica, esistono gradi diversi di corruzione. Alcune tollerabili, altre che oltrepassano il segno e diventano un fattore di distruzione del corpo sociale. Chi è arrivato a quel segno ha molto da nascondere e fa di tutto per impedire che movimenti e soggetti meno criminali vedano dall’interno -dalla ‘stanza dei bottoni’ appunto- i risultati della sua azione.
Quanto sta accadendo è anche una prova evidente del fatto che Mattarella paga il suo debito con Matteo Renzi, il quale lo volle al Quirinale e che non vuole in alcun modo il M5S al governo. Nel suo discorso del 28 maggio, infatti, Mattarella ha affermato di nutrire delle «perplessità su un Presidente del Consiglio non eletto in Parlamento». Ma fu proprio Renzi a diventare Presidente del Consiglio pur non essendo stato eletto in Parlamento. Una simile ‘perplessità’, fondata sulla certezza che gli italiani non abbiano memoria e non capiscano nulla di politica, mi offende profondamente come cittadino e come studioso, tanto più che dieci minuti dopo questa dichiarazione Mattarella ha convocato Carlo Cottarelli, non eletto da nessun italiano e sostenuto soltanto dal Partito Democratico, pesantemente sconfitto alle elezioni politiche.
Il comportamento dell’attuale inquilino del Quirinale non è certo una novità in politica e nella storia. Ha un nome antico e ritornante. Si chiama tradimento. Se non è infatti un tradimento della democrazia impedire la nascita di un governo sostenuto dalla maggioranza parlamentare, che cosa vuol dire la parola ‘tradimento’? 1
Il discorso con il quale Mattarella ha cercato di giustificare le proprie decisioni entra nel merito delle opinioni dei ministri proposti, cosa del tutto fuori legge, ed è -di fatto- un discorso da Presidente del Consiglio e non da Presidente della Repubblica. Secondo la nostra Costituzione il governo non è scelto dal Quirinale ma dalla maggioranza parlamentare, frutto di un un voto popolare che si può certamente non condividere ma che va rispettato. Un esito, tra l’altro, frutto di una legge elettorale imposta dal Partito Democratico a colpi di voti di fiducia e da Mattarella promulgata senza fiatare nel novembre del 2017.
Non a caso il discorso di Mattarella ha sùbito ottenuto l’entusiastico sostegno di chi ha condotto l’Italia al massacro sociale -il Partito Democratico- e la benevolenza di Silvio Berlusconi e probabilmente -al di là delle affermazioni pubbliche- dello stesso Salvini, che spera di ottenere da nuove elezioni il controllo dell’intera destra e, con essa, del governo. Un discorso che attribuisce alla Presidenza della Repubblica poteri che la Costituzione esclude. Un discorso che si fa garante dell’oligarchia da nessuno eletta dell’Unione Europea, vera nemica dell’Europa e dei suoi interessi economici e geostrategici.
La prova sta nell’incarico dato a Cottarelli di formare un governo esplicitamente avverso alla volontà espressa dal corpo elettorale. Cottarelli del quale Wikipedia dice, tra l’altro, che ha lavorato per il Fondo Monetario Internazionale, che «nel novembre 2013 è stato nominato dal Governo Letta Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica», che dal «1° novembre 2014, su nomina del Governo Renzi, è diventato direttore esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale».
Il Curriculum giusto per proseguire nel massacro sociale, contro i lavoratori, contro la scuola, contro l’Università, contro i servizi sanitari, contro la democrazia, contro il voto degli italiani. Un CV adatto a fare gli interessi delle oligarchie politiche e finanziarie dell’Unione Europea. Come affermano i comunisti di Potere al Popolo, «si conferma ciò che dovrebbe essere chiaro da tempo: la UE, le sue regole, i suoi trattati sono un colpo di stato permanente contro la nostra Costituzione. Rompere con essi è sempre di più un dovere democratico. Noi di Potere al Popolo, come nostro sacrosanto diritto, ci preparavamo a opporci al governo Salvini Di Maio per il suo programma e per la sua linea politica, opposti alla nostra. Ora diciamo con altrettanta fermezza che siamo contro Mattarella e il suo atto gravissimo e che intendiamo lottare per una democrazia senza sovranità limitata e senza presidenti della repubblica che, invece essere garanti di una repubblica parlamentare, si ergano a difensori dei risparmiatori, cioè di banche e finanza».
Giuseppe Conte indicato da una maggioranza parlamentare no. Carlo Cottarelli voluto dalle oligarchie dell’Unione Europea, dagli USA, da Berlusconi sì. Nella postmodernità non c’è bisogno di marce su Roma. È tutto molto più soft.
Che partiti nati dalla sinistra e persone che si credono di sinistra difendano una delle più feroci burocrazie finanziarie, responsabile del massacro sociale dell’Europa, conferma che il progetto di emancipazione nato con Karl Marx e con le lotte dei lavoratori è finito. Gli eventi italiani diventano così paradigmatici della direzione autoritaria verso la quale il nostro Continente si muove.
Prima tolsero valore al voto degli elettori del M5S ma non mi importava, non voto per il M5S.
Dopo tolsero valore al voto degli elettori della Lega ma non mi importava, non voto per  la Lega.
Poi ancora tolsero valore al voto degli elettori di Forza Italia ma non mi importava, non voto per Forza Italia.
E tolsero valore al voto degli elettori di Liberi e Uguali ma non mi importava, non voto per Liberi e Uguali.
Tolsero valore anche al voto degli elettori del Partito Democratico ma non mi importava, non voto per il Partito Democratico.
Infine tolsero direttamente il diritto di votare. Ma mi ci ero abituato.
Il popolo, si sa, è ignorante e incapace. Che i governi vengano scelti da raffinati banchieri e da presidenti prudenti. Torniamo alle oligarchie. Anzi ci siamo già tornati in questo crepuscolo dell’Europa.
«The markets and a ‘darkened’ outlook will teach Italy’s voters not to vote for populist parties in the next elections. […] I can only hope that this will play a role in the election campaign» (Dialogo tra Bernd Thomas Riegert e Günther Hermann Oettinger, ministro dell’Unione Europea al bilancio e alle risorse umane, 29.5.2018).

Nota
Sulla questione -delicata e importante- della correttezza costituzionale di Mattarella, non è vero quanto affermato dal mainstream mediatico sulla ‘maggioranza dei costituzionalisti italiani’ che ne avrebbe approvato il comportamento. Si tratta della ‘maggioranza dei costituzionalisti italiani di area PD’, come da molti è stato rilevato.
Propongo qui, per chi fosse davvero interessato e abbia un poco di tempo, la lettura di un documento assai lucido e argomentato, che mi è stato inoltrato da un collega il quale lo ha ricevuto da un costituzionalista il cui nome è preferibile non indicare, visto che non è ancora ordinario della disciplina e che dunque -lo so, è amaro dirlo- potrebbe subire delle conseguenze negative a causa delle sue opinioni: Sul caso Mattarella.

11 commenti

  • agbiuso

    giugno 5, 2018

    Marzio Barbagli -sociologo- e Marco Tarchi -politologo- discutono della questione, tragica, dell’immigrazione in Europa da prospettive diverse ma entrambe argomentate:
    Corriere della Sera – La Lettura, 3.6.2018

  • agbiuso

    giugno 4, 2018

    Marco Tarchi è uno dei maggiori conoscitori del fenomeno populista. Ha scritto molti testi sull’argomento, in particolare Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo (il Mulino, 2014).
    In questo articolo -uscito sul Foglio Quotidiano del 2.6.2018- affronta in modo sintetico e chiaro la questione del populismo del governo Conte: Sorpresa: ‘Salvimaio’ non è populista.

  • Pasquale

    maggio 31, 2018

    sai che ti seguo sempre con molto interesse e più volte mi sono sentito sollecitato a commentare diverse tue posizioni in diversi campi in cui tu, di solito e per nostra furtuna, ami spaziare. Ma indietreggio quasi sempre perché la tua competenza e padronanza smorza qualsiasi sforzo di pensiero da parte mia. Semplicemente ammutolisco. S.F.

    Una cosa però voglio aggiungere, questo sì. La mia analisi parte da un grande -direi immenso- amore per l’Europa, che considero mia madre. L’Europa è la filosofia, l’Europa è la bellezza, l’Europa è la libertà, l’Europa è la differenza nell’identità, l’Europa è la terra del tramonto al quale ha sempre fatto seguire nuove aurore.
    Sono così determinato e così duro perché vedo ora questa mia madre in mano a predoni senza cultura, senza bellezza, senza misura. A.G. B.

    Mi unisco Alberto al commento del Fricano, ah il bel cognome Salvatore, con ancora maggiore forza; tu sai che non sono capace che di associazioni, a volte fulminanti è vero, o non sarei ciò che sono, ma non di ben levigate argomentazioni. Inutile dirmi dalla tua per il grosso del discorso ma sì, per ciò che concerne l’Europa che, non a caso è un mito. Da pagano mi sento inondare di lacrime e lutto al vedere Avrupa suicidarsi. Stiamo perdendo la patria. Ecco tutto. Più guerra di così. Nessun perdono. Ma tutto cominciò col cristianesimo.

  • Salvatore Fricano

    maggio 30, 2018

    Carissimo Alberto, grazie per la tua celere risposta. Se tu metti in evidenza il tuo amore per l’Europa trovi in me completa risonanza. La bella Europa, così carica di pensieri e contenuti di bellezza dovremmo averla cara sopra ogni cosa. Come una madre, appunto. Intona allora un Inno alla Gioia! Hai già intonato Inni alla luce. Ti ascolterò sempre volentieri. Un abbraccio.

    • agbiuso

      maggio 30, 2018

      Sì, caro Salvatore, cerchiamo di essere i gute Europäer, i buoni europei dei quali parla magnificamente Nietzsche nell’aforisma 377 della Gaia Scienza:

      «Wir sind, mit Einem Worte – und es soll unser Ehrenwort sein! – gute Europäer, die Erben Europa’s, die reichen, überhäuften, aber auch überreich verpflichteten Erben von Jahrtausenden des europäischen Geistes»
      [Siamo, in una parola -e questa deve essere la nostra parola d’onore!- buoni europei, gli eredi dell’Europa, i ricchi, i sovraccarichi, ma eredi e impregnati anche dei millenni dello spirito europeo].

  • Salvatore Fricano

    maggio 30, 2018

    A margine
    Il prof. di diritto dice, nel suo ‘Sul caso Mattarella’, anche che la sua tesi sulla possibilità di revisionare i trattati internazionali è sostenuta anche da fior di premi Nobel (dice testualmente ‘tutti rigorosamente premi Nobel’). Mi sembra il famoso principio d’autorità, da accostare al recente principio sociologico del Mainstream. Salvo affermare, poco dopo, come la dogmatica economica che impera nei manuale di ‘scienza’ economica e finanziaria vuole tenere lontano un economista critico quale Wynne Godley, professore ma non Nobel. Ma come? Dobbiamo credere ai professori, solo ai Nobel oppure solo a chi non ha ottenuto il Nobel, come è Godley? Sono stordito.

    • agbiuso

      maggio 30, 2018

      Non credo che quel testo -per me illuminante- invochi alcun principio di autorità ma segnali semplicemente che ci sono studiosi di grande valore -Nobel o meno che siano- che la pensano in modo critico rispetto all’esistente.
      In ogni caso, mi sembra che sia importante concentrarsi sulle idee che questi studiosi sostengono, non su altro.

  • Salvatore Fricano

    maggio 30, 2018

    Caro Alberto,
    sai che ti seguo sempre con molto interesse e più volte mi sono sentito sollecitato a commentare diverse tue posizioni in diversi campi in cui tu, di solito e per nostra furtuna, ami spaziare. Ma indietreggio quasi sempre perché la tua competenza e padronanza smorza qualsiasi sforzo di pensiero da parte mia. Semplicemente ammutolisco.
    Entro però in punta di piedi a margine della tua analisi dei recenti fatti italiani. Anch’io sono rimasto profondamente turbato dal precipitare di una crisi che, sebbene dopo 80 giorni, sembrava avviarsi ad una conclusione. La posizione del presidente della Reppubblica ha spiazzato un po’ tutti.
    Le osservazioni che farò subito più avanti terranno conto della tua analisi e anche di quanto riferito dal misterioso prof. (ordinario in pectore) di diritto costituzionale. Parto dunque dalla legittimità o meno di un Presidente di poter fermare un nascente governo opponendosi a un nome. Non sono naturalmente un esperto, ma applico una logica binaria. Se lo poteva fare e l’ha fatto va bene così. Se non lo poteva fare allora è ovvio che bisogna procedere con la messa in stato di accusa (tu parli di ‘tradimento’). Perché nessuno (nemmeno i Cinque stelle, adesso!!) la richiede? Tu dici che ha subito le ingerenze della burocrazia finanziaria dell’Unione Europea. Io parto da un’altra considerazione. Può l’Europa occuparsi delle faccende italiane (naturalmente nei limiti) o non deve occuparsene affatto? Inoltre, tale ingerenza agisce anche in altri paesi, quali la Germania, la Francia? Per coerenza bisognerebbe rispondere -a mio modesto avviso- con ‘si’, ma non mi pare che si dica questo.
    Chi ha a cuore l’Europa dovrebbe entrare con amore in Europa e convincere, con la forza della ragione, a nuovi assetti e non deve -mi pare- preparare un piano d’uscita. Se già lo dice è come lo avesse fatto. Savona poteva specificare meglio. E’ uno del sistema, carta ben giocata da Salvini (i Cinque Stelle non pervenuti).
    Tu parli di ‘mainstream mediatico’ da parte di costituzionalisti a favore della posizione di Mattarella. Non sono informato su questo, ma almeno il ‘mainstream’ giornalistico e politico è quasi tutto unanime nello stigmatizzare la posizione del Presidente della Repubblica. Travaglio, Sechi e Gasparri sono d’accordo, solo per citare alcuni personaggi pubblici. Tu dici che bisognerebbe dire che i costituzionalisti a favore sono di area PD. Ma questo è il classico argomento ‘ad hominem’ che non spiega il perché. Non vorrei mancare di rispetto – ma qui parla la lingua dell’apprendista filosofo che è in me- tante diverse persone perbene sono del PD, oppure in Cinque Stelle, ecc – ma cosa ne consegue, logicamente? Se non sbaglio anche il prof. Mazzarella è in area PD. Quindi?
    Tu dici che c’è il controllo degli USA. Ma ti riferisci agli USA di Trump, degli Obama, oppure a prescindere,come direbbe Totò? Una grande potenza esercita il suo controllo quasi per necessità della sua potenza stessa (toh! un pensiero che mi sembra hegeliano e anche nietzschiano). Trump è contro la globalizzazione, come i no-global… E’ contro il mainstream e difatti utilizza Twitter e non i ‘giornaloni’. Salvini dice, copiando, prima gli Italiani. Dobbiamo essere antisistema come loro?
    Tu dici che Mattarella ha pagato il suo debito a Renzi (che è ormai bollito, mi pare)! Secondo me ha sentito la Banca d’Italia. Ma allora, in alternativa, avrebbe dovuto fare il notaio? Mi ricordo come Grillo incontrando agli inizi Napolitano l’aveva soprannominato ‘Morfeo’, per il suo atteggiamento sopito. Epiteto poi ripreso in grande stile da Travaglio, tranne poi dimenticarsene successivamente, quando poi Napolitano ha agito (sbagliando, lo so, ma questo è un altro discorso)! Non è che non appena uno non è d’accordo con noi è ‘manipolato’, se invece annuisce è un essere pensante? E’ evidente che l’onesta intellettuale è sempre di chi la pronuncia! Meleto, Licone e Anito non erano forse onesti intellettualmente? Il prof. di diritto costituzionale che aspira ad una cattedra non è forse onesto? Se tutti siamo onesti, ci ricorda amaramente Shakespeare (mi sembra nel ‘Macbeth’), allora è arrivata la fine del mondo!!
    Tu dici che Cottarelli fa parte del FMI ed è stato nominato da Renzi nel 2014. Ma bisognerebbe anche dire che poi è stato esautorato dallo stesso Renzi.
    Quelli di ‘Potere al Popolo’ dicono che bisogna combattere quei presidenti della Repubblica che si ergono a difensori dei risparmiatori, cioè ‘banche e finanza’. Come? I risparmiatori non possono essere i singoli cittadini (vedi il caso del Monte dei Paschi)? Non ti sembra questo un passo logico azzardato?
    In anni abbastanza lontani, tu e io eravamo ragazzi, c’era il fascino della Cina. La Cina è vicina, diceva Bellocchio. Adesso, questo mostro comunista e capitalista allo stesso tempo, che inquina più di tutti, è ancora un modello che ispira gli intellettuali?
    La mia -semplicistica, lo so- chiave di lettura di questa angosciante, recente, vicenda italiana è che la Lega vuole ottenere il massimo consenso e ha manipolato i capi dei Cinque Stelle (non sarai d’accordo, ma mi sembrano miopi e incompetenti) e vorrà a tutti i costi le elezioni per poter avere la supremazia sulla coalizione di centro destra.
    Hai parafrasato Brecht a proposito del disamore nei confronti della politica e ho apprezzato molto. Ma è qui che voglio più volentieri condurre l’attenzione. Vero è che Platone dice che bisogna occuparsi di politica (cittadinanza attiva, si direbbe oggi), piuttosto che la politica si occupi di noi, ma è anche vero che Platone si scottò più volte volendola esercitare, in quel di Siracusa. E io sono attento alle vicende biografiche, come mi pare ti risulti evidente. Aggiungo che si contesta a Plotino lo sguardo rivolto verso l’alto – dalle abbastanza numerose erme che sono rimaste. Nel pensiero di Plotino è assente la storia. Qualcuno può dire che era distratto. Io preferisco pensare che era anzi molto concentrato, per evitare il frastuono delle faccende umane. E anche Platone sarebbe stato d’accordo. Perché un filosofo deve addentrarsi nei meandri delle partigianerie e nel fango della storia? E’ obbligato, letteralmente? La poesia è più ‘filosofica’ della storia…
    Dunque io posso solo dire, con prosodia baritonale ‘Amici, non questi suoni, ma alto e più grato cantico leviamo!’. Ma solo tu potresti intonare l’Inno alla Gioia, perché tu sei vero FILOSOFO!!!
    Sono sicuro che fra le pieghe del mio commento troverai difetti. Ma almeno anch’io sono onesto. E quindi -suppongo- mi unisco al coro

    • agbiuso

      maggio 30, 2018

      Caro Salvatore, l’ampiezza del tuo intervento è già da sola per me ragione di gioia. Vuol dire infatti che la questione è anche per te importantissima e che hai preso sul serio la mia analisi.
      Rispondere punto per punto credo che sarebbe da parte mia semplicemente pedante -Renzi, ad esempio, non è affatto bollito ma rimane molto pericoloso; gli Stati Uniti sono una potenza imperialista chiunque la governi perché questa è la logica dell’impero; il Prof. Mazzarella è uscito da tempo dal PD, e così via…- preferisco semplicemente dichiarare che quanto ho da dire sulla questione ho cercato di dirlo in questo articolo e, come afferma con saggezza Manzoni, scrivere un testo per giustificarne un altro ha poco senso.
      Una cosa però voglio aggiungere, questo sì. La mia analisi parte da un grande -direi immenso- amore per l’Europa, che considero mia madre. L’Europa è la filosofia, l’Europa è la bellezza, l’Europa è la libertà, l’Europa è la differenza nell’identità, l’Europa è la terra del tramonto al quale ha sempre fatto seguire nuove aurore.
      Sono così determinato e così duro perché vedo ora questa mia madre in mano a predoni senza cultura, senza bellezza, senza misura. La vedo cioè in mano alle agenzie di rating che sono portavoce di interessi privatissimi e che invece determinano la vita delle collettività con le loro valutazioni interessate, parziali, strumentali. Nessuno di questi esperti, ad esempio, ci avvertì sulla grande crisi finanziaria che sarebbe nata dai derivati e da altri strumenti di speculazione. E non ci avvertirono perché ne trassero enormi guadagni.
      Vedere l’Europa ridotta a tale miseria, a causa del tradimento dei suoi attuali governanti, è qualcosa che mi spinge a utilizzare ogni volta che posso la mia penna.
      Mi sento e sono, nell’ordine, prima europeo, poi siciliano e infine italiano.
      I traditori dell’Europa sono persone come Merkel, Draghi, Mattarella -per parlare solo di nomi in ogni caso presentabili e non della maggioranza criminale che governa l’Unione-, e non chi, come me, desidera che il nostro Continente salvaguardi la Differenza, non ne uccida l’ontologia con il pretesto di una moneta.
      Ti abbraccio.

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