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4 commenti

  • agbiuso

    marzo 29, 2016

    “Lama tagliente della differenza” è un’espressione bella ed efficace, caro Diego.
    Grazie per come arricchisci questo spazio.

  • diego

    marzo 28, 2016

    Sempre affascinante il tema della differenza; senza la differenza non potremmo pensare che qualcosa esiste, ma senza l’identità fra una cosa e l’altra non potremmo percepire la differenza, quindi è evidente che la nostra struttura mentale è fortemente adattata al cogliere, nello stesso processo, somiglianza e differenza; del resto da bambini cominciamo a pensare di esistere quando ci rendiamo conto di non essere tutt’uno con il seno di nostra madre, ma nel contempo avvertiamo come l’essere altro da lei è pericoloso, cresce il timore della lontananza. Cerchiamo l’unità, nel profondo di noi stessi, ma siamo condannati a percepirla solo grazie alla lama tagliente della differenza; così come la stessa vita ci appare nella sua potenza proprio in correlazione, differerenza rispetto alla morte. Scusami Alberto, niente a che vedere col rigore tuo e del silenzioso gigante tuo maestro.

  • agbiuso

    marzo 26, 2016

    Grazie, Pasquale. Da Heidegger si impara sempre l’essenziale, si impara a pensare. Spero che le analisi che dedico alla sua opera non tradiscano troppo la sua ricchezza.
    Anche per questo sono molto contento delle tue parole.

  • Pasquale

    marzo 26, 2016

    Magnifico pezzo Alberto, copiato qualcosa per me. P.

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