Blog Sullo spirito gregario dei corpi sociali

Sullo spirito gregario dei corpi sociali

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Caro Alberto,
per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare, è la domanda Totò al ghisa milanese in Totò, Peppino e la malafemmena. La risposta in triestino sarebbe stata a remengo.
Io non appartengono a un corpo accademico, se mai a un copro, stante la posizione dei Conservatori tra color che son sospesi ma che egualmente subiscono la situazione che tu descrivi con appuntiti accenti. Sono un po’ stupito di quelli asfittici dei tuoi commentatori in roars. Tutti un po’ blasé si direbbe, puntigliosi ma non puntuali. Forse non ti hanno capito. A parte ciò, osservo che lo stile dominante egemone del potere è per l’appunto il silenzio. Per potere intendo qualsiasi sua epifania, da quella direttoriale a quello dittatoriale, fino a quelle larvate del quotidiano, degli uffici pubblici, degli enti privati. Silenzio. Il silenzio è oggi il manganello soft touch del potere. È migliore, diciamo pure, meno invasivo e più sopportabile la conseguenza del golpe, ma egualmente violento. Come l’ignoranza. Il silenzio dei docenti si può assimilare a quello degli indecenti che cumànnano. Io credo così. E mi associo, per quel che conta in questa sede, al tuo dire. Se hai modo di farlo pubblica pure questo mio commento a seguito della tua esternazione nella sede di Roars.
Con osservanza, chiuderebbe un preside. Noi no. Ti abbraccio P.

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