Skip to content


Il piano inclinato

Il piano inclinato

Gli eventi umani, i fatti sociali, le strutture politiche sono guidate, tra le altre, da una dinamica che possiamo chiamare piano inclinato: una volta che la pallina è messa in moto, essa acquista nel tempo e nello spazio velocità, sino a non poter più essere fermata e, alla fine, a schiantarsi.
Sin da quando nel giro di poche ore il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte decise nel marzo del 2020 il confino generalizzato dei cittadini italiani, e analoghe e insieme diverse decisioni venivano prese da altri governi europei, sapevo che si sarebbe arrivato a questo: che io e tanti altri cittadini saremmo diventati dei reietti, dei paria, dei «negri, ebrei, comunisti», come recita una canzone.
L’istinto gregario (la servitù volontaria); il terrorismo di giornali e televisione (infodemia); ciò che Friedrich Dürrenmatt definisce «la terribile stupidità del mondo» (L’incarico, Adelphi 2012, p. 104), insieme a particolari contingenze, interessi e viltà producono la discriminazione tra gli esseri umani sino, a volte, alla loro estirpazione. L’Europa, mia madre, ha creduto di essersi affrancata per sempre dalle ondate di fanatismo e di oscurantismo. Naturalmente non è così: nella vita umana, individuale e collettiva, il per sempre non esiste. 

E quindi vediamo in atto una forma di totalitarismo nuova ma dai caratteri ancora fortemente novecenteschi: informazione sottoposta ai governi, discriminazione simbolica e prassica nei confronti di categorie ben identificate di cittadini dei quali si decreta la morte sociale (apartheid), violenza psicologica, minacce e insulti verso chi non è d’accordo con alcune decisioni delle autorità in carica.
Nello specifico, una società decente (come la definirebbero Popper o Barrington Moore) sarebbe quella nella quale chi vuole si vaccina e chi non vuole non lo fa, data anche la grande incertezza scientifica che involve la questione. E invece no: gli impulsi profondamente autoritari dei singoli e delle collettività (si possono in questo senso anche chiamare «fascisti») portano a dire, a volere, a gridare: «obblighiamoli!»
Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è un perfetto esempio di «fascismo del XXI secolo», capace di coniugare conformismo mediatico, violenza delle polizie e biopolitica.
Il significato di tutto questo è ben riassunto in un breve e lucido testo di Giorgio Agamben, uno dei non molti filosofi contemporanei che abbiano compreso sin dall’inizio a cosa avrebbe condotto il piano inclinato.

==============
Cittadini di seconda classe

Come avviene ogni volta che si istaura un regime dispotico di emergenza e le garanzie costituzionali vengono sospese, il risultato è, come è avvenuto per gli ebrei sotto il fascismo, la discriminazione di una categoria di uomini, che diventano automaticamente cittadini di seconda classe. A questo mira la creazione del cosiddetto green pass. Che si tratti di una discriminazione secondo le convinzioni personali e non di una certezza scientifica oggettiva è provato dal fatto che in ambito scientifico il dibattito è tuttora in corso sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini, che, secondo il parere di medici e scienziati che non c’è ragione di ignorare, sono stati prodotti in fretta e senza un’adeguata sperimentazione.
Malgrado questo, coloro che si attengono alla propria libera e fondata convinzione e rifiutano di vaccinarsi verranno esclusi dalla vita sociale. Che il vaccino si trasformi così in una sorta di simbolo politico-religioso volto a creare una discriminazione fra i cittadini è evidente nella dichiarazione irresponsabile di un uomo politico, che, riferendosi a coloro che non si vaccinano, ha detto, senza accorgersi di usare un gergo fascista: “li purgheremo con il green pass”. La “tessera verde” costituisce coloro che ne sono privi in portatori di una stella gialla virtuale.
Si tratta di un fatto la cui gravità politica non potrebbe essere sopravvalutata. Che cosa diventa un paese al cui interno viene creata una classe discriminata? Come si può accettare di convivere con dei cittadini di seconda classe? Il bisogno di discriminare è antico quanto la società e certamente forme di discriminazione erano presenti anche nelle nostre società cosiddette democratiche; ma che queste discriminazioni fattuali siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare. 

16 luglio 2021
Giorgio Agamben

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-cittadini-di-seconda-classe
==============

[Questo articolo è stato pubblicato anche in Girodivite e Corpi e politica]

28 commenti

  • agbiuso

    Agosto 4, 2021

    Un’ipotesi etologica di Giorgio Agamben a proposito della pulsione di morte (mascherata da ossessione di vita) che pervade le società contemporanee.
    ============

    Uomini e lemmings
    28 luglio 2021 – Giorgio Agamben

    I lemmings sono dei piccoli roditori, lunghi circa 15 centimetri, che vivono nelle tundre dell’Europa e dell’Asia settentrionali. Questa specie ha la particolarità di intraprendere improvvisamente senza alcun motivo apparente delle migrazioni collettive che terminano con un suicidio in massa nelle acque del mare. L’enigma che questo comportamento ha posto agli zoologi è così singolare che essi, dopo aver tentato di fornire spiegazioni che si sono rivelate insufficienti, hanno preferito rimuoverlo. Ma una delle menti più lucide del XX secolo, Primo Levi si è interrogato sul fenomeno e ne ha fornito un’interpretazione convincente. Noi diamo per scontato che tutti gli esseri viventi desiderino continuare a vivere: nei lemmings per qualche ragione questa volontà è venuta meno e l’istinto che li spingeva a vivere si è rovesciato in un istinto di morte.
    Io credo che qualcosa di simile stia oggi accadendo a un’altra specie di viventi, quella che noi chiamiamo homo sapiens. Il suicidio collettivo avviene qui – come si conviene a una specie che ha sostituito all’istinto il linguaggio e a un impulso endosomatico una serie di dispositivi esterni al corpo – in modo artificioso e complicato, ma il risultato potrebbe essere lo stesso. Gli esseri umani non possono vivere se non si danno per la loro vita delle ragioni e delle giustificazioni, che in ogni tempo hanno preso la forma di religioni, di miti, di fedi politiche, di filosofie e di ideali di ogni specie. Queste giustificazioni sembrano oggi – almeno nella parte dell’umanità più ricca e tecnologizzata – cadute e gli uomini si trovano forse per la prima volta ridotti alla loro pura sopravvivenza biologica, che, a quanto pare, si rivelano incapaci di accettare. Solo questo può spiegare perché, invece di assumere il semplice, amabile fatto di vivere gli uni accanto agli altri, si sia sentito il bisogno di istaurare un implacabile terrore sanitario, in cui la vita senza più giustificazioni ideali è minacciata e punita a ogni istante da malattie e morte. E solo questo può spiegare che, benché le industrie che li producono abbiano dichiarato che non è possibile prevedere gli effetti dei vaccini a lungo termine, perché non è stato possibile rispettare le procedure previste e che i test sulla genotossicità e cancerogenicità termineranno solo nell’ottobre del 2022, milioni di persone sono state sottoposte a una vaccinazione di massa senza precedenti. È perfettamente possibile – anche se non è in alcun modo certo – che fra qualche anno il comportamento degli uomini risulterà simile a quello dei lemmings e che la specie umana si stia in questo modo avviando alla sua estinzione.

  • agbiuso

    Agosto 4, 2021

    Tessera verde
    19 luglio 2021 – Giorgio Agamben

    In un testo precedente abbiamo mostrato l’ingiusta discriminazione di una classe di cittadini esclusi dalla normale vita sociale che consegue all’introduzione del cosiddetto green pass. Questa discriminazione è una conseguenza necessaria e calcolata, ma non lo scopo principale dell’introduzione della tessera verde, che ha di mira non i cittadini esclusi, ma l’insieme della popolazione che ne è munita. La finalità che i governi perseguono attraverso di essa è, infatti, un controllo minuzioso e incondizionato su qualsiasi movimento dei cittadini, del tutto analogo al passaporto interno che nel regime sovietico ognuno doveva avere per potersi spostare da una città all’altra. Il controllo è però in questo caso ancora più assoluto, perché riguarda qualsiasi movimento del cittadino, che dovrà esibire il green pass a ogni suo movimento, anche per andare al cinema, assistere a un concerto o sedersi a un ristorante. Il cittadino non tesserato sarà, paradossalmente, più libero di colui che ne è munito e a protestare e a ribellarsi dovrebbe essere proprio la massa dei tesserati, che d’ora in poi saranno censiti, sorvegliati e controllati in una misura che non ha precedenti anche nei regimi più totalitari. È significativo che la Cina abbia annunciato che manterrà i suoi sistemi di tracciamento e di controllo anche dopo la fine della pandemia. Come dovrebbe essere evidente, nel green pass non è in questione la salute, ma il controllo della popolazione e prima o poi anche i tesserati avranno occasione di comprenderlo a loro spese.

  • agbiuso

    Agosto 1, 2021

    Tra le vittime del Covid19 c’è l’Europa: le sue libertà, la sua razionalità, il meglio della sua storia.

  • agbiuso

    Luglio 29, 2021

    Dopo aver definito virus i cittadini che dissentono dall’obbligo vaccinale, il quotidiano La Stampa immagina e minaccia un “governo militare”.
    Ve l’avevo detto che il piano inclinato non si arresta e da politico-sanitario va diventando un piano militare, che il “Prima vennero a prendere…” è sempre attuale.
    Ora cominciate a preoccuparvi? Cominciate a dissentire? Oppure il terrore vi ha invaso al punto che contro il Covid19 vi sembrano efficaci anche i militari e i loro fucili?

  • agbiuso

    Luglio 27, 2021

    Chiedo ai sostenitori convinti dell’Obbligo Vaccinale di essere coerenti, di arrivare sino in fondo:
    «Per garantire la salute di tutti, sarebbe bene reintrodurre la pena di morte per i non vaccinati».

  • agbiuso

    Luglio 27, 2021

    Del tutto ovvio che un politico naturaliter tirannico come Berlusconi condivida la repressione nei confronti di chi dissente dal passaporto vaccinale.
    Il problema è di chi è d’accordo con lui.

  • agbiuso

    Luglio 26, 2021

    Un altro filosofo, dopo e insieme ad Agamben, esprime grave preoccupazione per le tendenze oscurantiste e autoritarie che dilagano in Italia (e in Francia)

    ===========
    A proposito del decreto sul green pass
    di Giorgio Agamben e Massimo Cacciari
    Sito dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 26 luglio 2021

    La discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B, è di per sé un fatto gravissimo, le cui conseguenze possono essere drammatiche per la vita democratica. Lo si sta affrontando, con il cosidetto green pass, con inconsapevole leggerezza. Ogni regime dispotico ha sempre operato attraverso pratiche di discriminazione, all’inizio magari contenute e poi dilaganti. Non a caso in Cina dichiarano di voler continuare con tracciamenti e controlli anche al termine della pandemia. E varrà la pena ricordare il “passaporto interno” che per ogni spostamento dovevano esibire alle autorità i cittadini dell’Unione Sovietica. Quando poi un esponente politico giunge a rivolgersi a chi non si vaccina usando un gergo fascista come “li purgheremo con il green pass” c’è davvero da temere di essere già oltre ogni garanzia costituzionale.

    Guai se il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso. Ciò non solo rappresenterebbe una deriva anti-democratica intollerabile, ma contrasterebbe con la stessa evidenza scientifica. Nessuno invita a non vaccinarsi! Una cosa è sostenere l’utilità, comunque, del vaccino, altra, completamente diversa, tacere del fatto che ci troviamo tuttora in una fase di “sperimentazione di massa” e che su molti, fondamentali aspetti del problema il dibattito scientifico è del tutto aperto. La Gazzetta Ufficiale del Parlamento europeo del 15 giugno u.s. lo afferma con chiarezza: «È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate». E come potrebbe essere altrimenti? Il vaccinato non solo può contagiare, ma può ancora ammalarsi: in Inghilterra su 117 nuovi decessi 50 avevano ricevuto la doppia dose. In Israele si calcola che il vaccino copra il 64% di chi l’ha ricevuto. Le stesse case farmaceutiche hanno ufficialmente dichiarato che non è possibile prevedere i danni a lungo periodo del vaccino, non avendo avuto il tempo di effettuare tutti i test di genotossicità e di cancerogenicità. “Nature” ha calcolato che sarà comunque fisiologico che un 15% della popolazione non assuma il vaccino. Dovremo dunque stare col pass fino a quando?

    Tutti sono minacciati da pratiche discriminatorie. Paradossalmente, quelli “abilitati” dal green pass più ancora dei non vaccinati (che una propaganda di regime vorrebbe far passare per “nemici della scienza” e magari fautori di pratiche magiche), dal momento che tutti i loro movimenti verrebbero controllati e mai si potrebbe venire a sapere come e da chi. Il bisogno di discriminare è antico come la società, e certamente era già presente anche nella nostra, ma il renderlo oggi legge è qualcosa che la coscienza democratica non può accettare e contro cui deve subito reagire.

  • diego

    Luglio 25, 2021

    non sono molto competente di vaccini ed epidemie, però come cittadino provo disagio di fronte ad aspetti di “marcatura” delle persone, in un clima di aperto disprezzo verso chi non si vaccina; ho ricevuto il vaccino, ma sinceramente le forme di esclusione alla vita sociale verso “gli altri” mi provocano inquietudine; già mi piace poco ogni “schedatura”; è brutto, molto brutto il clima di disprezzo verso l’amico, il collega, il vicino di casa che non vuole il vaccino; brutta aria, mi sono vaccinato, ma rispetto chi non vuol farlo

    • agbiuso

      Luglio 25, 2021

      Grazie, Diego.
      Quella che esprimi è la tonalità emotiva e la logica di ogni sincero democratico, di ogni cittadino che prende sul serio la Costituzione, di ogni persona che ama la libertà propria e altrui.
      Tu mi conosci e mi stimi. Posso dirti che pur non sapendo se mi sono vaccinato o meno -è un dato sensibile molto personale, che non comunico anche per ragioni politiche-, non poche persone mi tengono a distanza.
      Naturalmente tale distanza non sarà più annullata, poiché sarò io a non voler più avvicinarmi a cittadini così impauriti, così servili, così vicini alla Stimmung nazista.
      Amicus Plato sed magis amica veritas.

  • agbiuso

    Luglio 25, 2021

    Cittadini che dissentono dall’autorità vengono definiti dei «virus».
    Un titolo infame e neonazista, degno del foglio di propaganda della famiglia Agnelli.
    Un titolo emblematico del clima tossico, dogmatico e antidemocratico che da un anno e mezzo i Governi Conte / Draghi, i giornali e le televisioni vanno creando.
    Neutralizzare una barbarie come questa dipenderà anche dai cittadini -di qualunque orientamento politico, vaccinati o non vaccinati- che conservano un barlume di razionalità e apprezzano ancora la Costituzione repubblicana.

  • agbiuso

    Luglio 22, 2021

    Virus tossico.

  • marco boella

    Luglio 20, 2021

    Touché, professore.
    Vediamo allora di entrare più nel dettaglio, e di capire cosa quei numeri possono significare.
    Nel caso di quelli riguardo la percentuale di non vaccinati tra ICU e decessi, la conclusione che si può – ritengo, facilmente – trarre è che il vaccino protegge davvero: se la stragrande maggioranza di persone che arrivano a “vedersela brutta” è costituita da non vaccinati, a fronte del fatto che più della metà della popolazione USA ha ricevuto perlomeno la prima dose, vuol dire, inevitabilmente, che la maggior parte della popolazione (quella vaccinata), per opera di quel vaccino è stata protetta da una forma severa del male.

    Veniamo ai dati OMS, incontrovertibili, ma giocoforza parziali: è vero e innegabile che la percentuale di morti causa Covid appare risibile, se confrontata con l’intera popolazione terrestre; sarebbe però più significativo (ma tremendamente più arduo: non si tratta di dati così immediatamente reperibili) confrontare quei tre milioni di morti con il numero di persone che sono venute in contatto con il virus: i rapporti – le percentuali – sarebbero alquanto differenti. Tenga presente che il virus non si è propagato immediatamente sull’intero orbe terracqueo, ma che anzi ci sono zone che hanno goduto di un’iniziale “tregua”, basti pensare a ciò che in queste settimane sta accadendo in India, e immaginarsi cosa succederà, relativamente a breve, in tutto il continente Africano (dove i vaccini sono spaventosamente insufficienti, anche a causa dell’egoismo del “primo mondo”, ma questo è un altro aspetto della questione).
    Se anche ora i tre milioni di decessi per covid le continuano a sembrare pochi, concludo proponendole altri due brevissimi spunti.
    Il primo: i tre milioni di morti per covid possiamo collocarli tra il febbraio 2020 e oggi (circa 18 mesi), una stima abbastanza rozza dice allora che si tratta di poco più di due milioni di morti su base annuale; ebbene, nel giro di un anno solare il numero di decessi nel mondo si colloca attorno ai trenta milioni di persone. Questo significa che il covid da solo si è reso responsabile (repentinamente, da un anno con l’altro) di un incremento della mortalità mondiale del 6-7%, a mio parere non è poco.
    Il secondo: le faccio notare che tre milioni di morti (dice lei: uno scarso 0.05%) costituisce circa la metà dei morti per la Shoah, ma credo che nessuno si permetterebbe di fare spallucce di fronte a una tragedia del genere.

    • agbiuso

      Luglio 21, 2021

      Penso che di fronte alle sue analisi numeriche e alle moltissime che si potrebbero formulare nella stessa direzione, in direzioni diverse e in direzioni opposte, si confermi l’affermazione di Gregg Easterbrook, per il quale «torture numbers, and they will confess to anything» (Our Warming World, in New Republic, 11.11.1999, vol. 221, p. 42).

      • marco boella

        Luglio 22, 2021

        Alle volte, anche una non-risposta è essa stessa una risposta.
        Immagino che quando non si abbiano più argomenti, la cosa da fare sia aggrapparsi a una frase fatta, a una citazione, per chiudere la questione senza entrare nel merito. In contesti meno aulici un espediente del genere si chiama “buttarla in vacca”.
        Duole rendersi conto, di fronte a una chiusura così banale, del fatto che non ci sono le basi per un confronto proficuo. Pazienza. Le dicevo professore, che seguo la sua pagina perché sovente illuminante. Mi ritiro in buon ordine, avendo capito che non vi è possibilità di crescita.
        La saluto

        • agbiuso

          Luglio 22, 2021

          Gentile Prof. Boella, se è davvero interessato alle mie opinioni, alcune risposte alle questioni da lei poste si trovano nelle ormai centinaia di pagine che ho scritto sull’argomento, una parte delle quali si leggono sia in questo sito (sezione Brachilogie e colonna di destra Libert’aria) sia in Corpi e politica e altre potrà leggere in quelle che temo sarò indotto a scrivere ancora.

  • agbiuso

    Luglio 20, 2021

    Gli industriali sono sempre stati tra i più fedeli e convinti alleati dei regimi fascisti.
    Eccone una conferma.
    ===========

    Coronavirus, proposta choc di Confindustria: niente vaccino niente lavoro e zero stipendio
    La Stampa, 20.7.2021

    ROMA. Niente vaccino niente lavoro in azienda. Quindi: niente stipendio. In una lettera firmata Francesca Mariotti, direttore generale di Confindustria, gli Industriali italiani lanciano una proposta dura in nome della sicurezza. «Il quadro pandemico – è la premessa – torna a registrare in questi giorni un incremento dei contagi, associato al diffondersi, in Europa e in Italia, di varianti del virus particolarmente aggressive». Così, «gli strumenti di contenimento della pandemia più evoluti – in primis la vaccinazione – risulteranno fondamentali per evitare la reintroduzione di misure restrittive delle libertà personali e per lo svolgimento delle attività economiche».
    Ciò che appare come un semplice appello alla responsabilità anti-contagi – ripreso questa mattina da Il Tempo – si rivela via via una linea durissima nelle righe successive, in un crescendo di provvedimenti: «Nonostante la campagna vaccinale nazionale abbia registrato finora un buon andamento, numerose imprese associate hanno segnalato la presenza di percentuali consistenti di lavoratori che scelgono liberamente di non sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid19, esponendo di fatto ad un maggior rischio di contrarre il virus se stessi e la pluralità di soggetti con cui, direttamente o indirettamente, entrano in contatto condividendo in maniera continuativa gli ambienti di lavoro». Detto ciò, «al fine di tutelare tutti i lavoratori e lo svolgimento dei processi produttivi nel pieno rispetto delle libertà individuali, Confindustria ha proposto l’estensione dell’utilizzo delle certificazioni verdi – il green pass – per accedere ai contesti aziendali/lavoristici, avviando interlocuzioni con il governo ai fini di una soluzione normativa in tal senso».
    Possedere il green pass, e quindi esser sottoposti al doppio vaccino, diventerebbe quindi un obbligo del lavoratore, imprescindibile per «l’ingresso nei luoghi di lavoro e/o lo svolgimento delle mansioni lavorative dei vari soggetti». In caso contrario, «il datore di lavoro, ove possibile, potrebbe attribuire al lavoratore mansioni diverse da quelle normalmente esercitate, erogando la relativa retribuzione». Fino al caso estremo: «Qualora ciò non fosse possibile, il datore dovrebbe poter non ammettere il soggetto al lavoro, con sospensione della retribuzione in caso di allontanamento dell’azienda».

  • agbiuso

    Luglio 19, 2021

    È interessante (e anche tragico) che per i «sostenitori dei diritti» di questo e quello, la privazione dei diritti di milioni di concittadini non costituisca un gravissimo vulnus, anzi non faccia proprio problema o sia persino auspicata.
    Se vi privano del diritto fondamentale, il diritto al vostro corpo, vi potranno togliere -e lo stanno già facendo- qualunque altro diritto, a cominciare dal lavoro e dalle opinioni. Ricordate? «Prima vennero a prendere…» e quello che ne segue. Non vi illudete: dopo quello di chi viene colpito nel suo corpo arriverà anche il vostro turno, un qualunque vostro turno.

  • agbiuso

    Luglio 19, 2021

    Francia e Italia sono pronte a calpestare persino le normative dal titolo:

    REGULATION (EU) 2021/953 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL
    of 14 June 2021
    on a framework for the issuance, verification and acceptance of interoperable COVID-19 vaccination, test and recovery certificates (EU Digital COVID Certificate) to facilitate free movement during the COVID-19 pandemic.

    le quali, al comma 36, recitano:

    Come definire i regimi di Macron e di Draghi/Speranza/M5S/ForzaItalia/Letta/Salvini?

  • Luca Ruaro

    Luglio 18, 2021

    Grazie Professore per aver inserito uno dei miei ultimi post su Twitter: specie in calce a questo Suo articolo sul “piano inclinato”, che riesce a condensare in poche righe tutto lo sconcerto e lo sgomento che molti di noi stanno condividendo, ormai da più di un anno

  • cetti.patane@virgilio.it

    Luglio 18, 2021

    Decido scientemente di condividere qui un aneddoto che riguarda la salute di un mio congiunto (spesso ormai si finge di non sapere che i dati sulla salute sono costituzionalmente protetti e non possono essere divulgati fatto, questo, che dovrebbe già dimostrare l’assurdità del cosiddetto Green Pass). Due giorni fa io e mio fratello abbiamo dovuto accompagnare un nostro caro al Policlinico per una trasfusione urgente; lui vaccinato con due dosi Pfizer, io no. Lui non ha potuto accedere alla struttura perché “vaccinato non significa immune”, al mio congiunto il vaccino non è stato nemmeno proposto, visto che è fragile veramente, e alla fine sono andata io a recuperare il paziente, non vaccinata e senza tampone. Ovviamente mascherata, con una mascherina che tengo in borsa da giorni per le emergenze. Ora, io sono stata una caregiver di un malato terminale di cancro e conosco tutte le regole per avvicinare i pazienti immunodepressi per ciò che attiene l’uso di guanti e mascherine. Nessuna di queste regole è mai stata descritta dai nostri organi di “informazione”. La conclusione è ovvia: sarò anche imbecille, ignorante, criminale, ma portatrice di libero pensiero. E ne vado fiera.

    • agbiuso

      Luglio 18, 2021

      Cara Dott.ssa Patanè, la ringrazio molto per aver riferito una circostanza davvero critica, che conferma il pressappochismo sanitario quando non si tratta direttamente di Covid19. Credo che quanto da lei raccontato sia la norma negli ospedali e nelle strutture sanitarie. A conferma della grande mistificazione sulla nostra salute.

  • agbiuso

    Luglio 18, 2021

    Un altro premio Nobel (in questo caso per la chimica), Michael Levitt, si esprime criticamente sui vaccini.

  • marco boella

    Luglio 18, 2021

    Duole dirlo, ma il “confino generalizzato” evocato nel testo, e l’allure agiografica del punto di vista che (al di là dei triti espedienti retorici di Giorgio Agamben) rimane quello dei più ignoranti “no-vax”, sono proprio un uovo fuori dal cesto, in una pagina/blog che si distingue per acume, oserei quasi dire nobiltà letteraria e di pensiero. Chi non acconsente a vaccinarsi non è un eroe del libero pensiero, poiché occorre avere il buon senso (oserei dire: l’umiltà) di accettare il fatto che, se di questioni scientifiche non si mastica nulla, è bene fidarsi di – e affidarsi a – chi di dinamiche dei contagi e di medicina ne sa infinitamente di più. Non serve ed è sbagliato – o sintomo di malafede – scomodare Dürrenmatt per tacciare il mondo di “stupidità”, se non si è in grado di capire che la decisione di vaccinarsi o di non vaccinarsi non è un esercizio di libero arbitrio, ma il trionfo di quella inciviltà (“uno vale uno!”) che ha ammorbato la vita di questo Paese.

    Decidere di non vaccinarsi, qualora sia possibile invece farlo, non è un atto di libertà, ma il becero asservimento a un non-pensiero che, negando valore e oggettività a studi che si sono evoluti nel corso di secoli, ha come effetto e obiettivo ultimo di ritornare alla medicina pre-ippocratea.

    Rimango dell’idea, peraltro, e sfido chiunque a obiettare alcunché, che, qualora Tizio decidesse di non vaccinarsi, e che in seguito contagiando qualcuno ne causasse la morte, ne sarebbe responsabile, come se avesse premuto il grilletto di un fucile. E inoltre va da sé che chi decide di non vaccinarsi non ha, nel caso malaugurato di un contagio, alcun diritto di accesso alle terapie intensive, né a cure che gli sono necessarie in virtù della propria miopia.

    Spandere irresponsabilmente il “pensiero” no-vax è un atto profondamente criminale e eticamente riprovevole.

    • agbiuso

      Luglio 18, 2021

      Gentile Boella, una delle (poche) regole di questo sito è il non pubblicare interventi e commenti che consistano in insulti verso qualcuno.
      Il suo testo rientra in questa fattispecie; lei mi definisce infatti come un: utilizzatore di triti espedienti retorici; ignorante; in malafede; incapace di capire; incivile; non pensante; difensore di assassini; irresponsabile, eticamente riprovevole, criminale.
      Se, facendo un’eccezione, ho pubblicato ugualmente il suo ‘commento’ è perché mi sembra una emblematica conferma di ciò che Agamben, io e altri sosteniamo. Una conferma della ondata di oscurantismo e fanatismo che si accontenta di utilizzare categorie denigratorie (no-vax) invece di entrare nel merito e ragionare civilmente. Una conferma del gravissimo pericolo autoritario che incombe sulle società europee. Una conferma soprattutto della trasformazione dell’atteggiamento scientifico in una convinzione fideistica, della scienza in religione, vale a dire nella negazione della scienza.
      A chi nutre ormai la fede salvifica nei vaccini, ed esclude quindi cure e terapie mettendo in questo modo a rischio la salute collettiva a favore di sieri che la stessa Pfizer ad esempio ha ammesso non essere stati approvati da FDA ed EMA ma «authorized for emergency use» (spero che abbia questa informazione ma la potrà verificare facilmente sul sito della casa farmaceutica), a chi -dicevo- ha trasformato la scienza in religione, non basta neppure la parola di un premio Nobel per la medicina come Luc Montagnier, molto critico nei confronti della vaccinazione durante un’epidemia in corso.

      Per quanto mi riguarda, le ricordo che insegno non soltanto Filosofia teoretica ma anche Epistemologia e quindi credo di essere più esperto di lei sullo statuto del sapere scientifico.
      La ringrazio dell’apprezzamento verso il sito ma temo che lei lo legga con superficialità, dato che ciò che ho scritto oggi è soltanto il più recente di decine di interventi sullo stesso tema e dalla medesima prospettiva; alcuni di questi articoli sono raggiungibili facilmente dalla colonna di destra del sito, nella sezione dal titolo libert’aria. In sintesi: io credo che il virus sia reale e che i vaccini siano preziosi ma critico la gestione politica dell’epidemia e lo spacciare un siero provvisorio per un vaccino.
      E credo di avere non il diritto ma il dovere di dire ciò che penso, prima di tutto come cittadino di una libera (per quanto ancora?) Repubblica, poi come educatore e infine come studioso.
      Mi permetta un consiglio amichevole: cancelli la sua iscrizione a questo sito, leggere il quale non le potrà essere di alcun profitto.

      • Marco Boella

        Luglio 20, 2021

        Gentile professore,
        forse la mia capacità di padroneggiare la mia lingua non è pari alla sua, ma (è sufficiente una rapida rilettura per convincersene) i “triti espedienti retorici..” sono dell’Agamben, non suoi: lei si limita a citare il brano (e si sa che, nel citare, è buona norma non alterare il testo originale); allo stesso modo, se lei volesse prendersi la briga di dare nuovamente una scorsa alle mie righe (scritte di getto, lo confesso, perché l’argomento è di cruciale importanza, in questo periodo), finirebbe con l’ammettere che nessun “insulto” le è stato rivolto direttamente.

        Continuerò, se me lo permetterà, a leggere i suoi interventi, perché li trovo molto interessanti, talvolta formidabili. Mi permetta, prima di salutarla, di riferirle un dato – sa, un po’ di queste cose me ne intendo anche io – di queste ultime settimane: negli Stati Uniti in 97% dei ricoveri ICU (terapia intensiva) e il 99.2% dei decessi per Covid si sono verificati tra NON vaccinati. Ritengo che ciascuno di noi possa valutare questi numeri come meglio crede.

        Un saluto

        • agbiuso

          Luglio 20, 2021

          Gentile Prof. Boella, la sua volontà di continuare a frequentare questo sito non può che farmi piacere.
          Sui numeri, proprio sui numeri, credo che sia in atto da un anno e mezzo una immensa mistificazione, esemplata da un dato che avevo raccolto lo scorso 21 maggio e che credo sia tuttora valido:

          Morti per Covid19-Sars2, 21 maggio 2021, ore 15.53: 3.425.017 – 3 milioni e mezzo.
          OMS. Health Emergency Dashboard – Organizzazione Mondiale della Sanità.
          Popolazione mondiale alla stessa data: 7.867.462.000 – quasi 8 miliardi.
          Fonte: worldometers
          Percentuale mondiale di vittime del virus secondo le fonti ufficiali: 0,04353

          E su questa base numerica ufficiale governi e media stanno cancellando salute e libertà degli esseri umani di molte parti del mondo.
          Anch’io ritengo dunque “che ciascuno di noi possa valutare questi numeri come meglio crede”.

          • marco boella

            Luglio 22, 2021

            Gentile professore,
            mettiamoci allora nelle condizioni migliori per interpretarli, questi numeri, con un minimo di consapevolezza.
            Lei osserva che i morti per covid sono una frazione infinitesimale della popolazione terrestre. Un fatto incontrovertibile. D’altra parte, proviamo a vedere se quei tre milioni di decessi degli ultimi diciotto mesi ci possono dire altro: innanzitutto, un ragionamento puramente “a spanne” ci porta a concludere che, su base annua, si tratta di due milioni di morti, confrontiamo questa cifra con il numero medio di morti nel mondo in un anno (anche questi, dati OMS), cioè all’incirca trenta milioni, e così, di botto, ci rendiamo conto che il Covid ha portato, in un anno, un incremento dei decessi nel mondo del 6-7%. Non mi pare che si tratti di un’aspetto così trascurabile.

Inserisci un commento