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Nati morti

Nati morti

Certo, «die Stunde ihrer Geburt ist die Stunde ihres Todes», ‘l’ora della loro nascita è l’ora della loro morte’1, è una verità che vale per ogni ente, evento e processo che si dà in natura. Compresi gli eventi politici. E tuttavia il Governo italiano che si è appena insediato è una manifestazione evidente del fatto che alcuni eventi mostrano il loro morire appena accadono. E dico questo non solo e non tanto nel senso che tale Governo sarà di breve durata. No, potrà  anche durare anni o l’intera legislatura (lo escludo, comunque) ma anche e soprattutto nel senso che è un Governo di morti.
Quando infatti uno zombie abbraccia un vivente, lo uccide. Il poco che del Movimento 5 Stelle era ancora vivo dopo la sottomissione alla Lega è già stato trasformato dal Partito Democratico in cosa morta. I capisaldi del Movimento, quelli che lo hanno condotto a ottenere la maggioranza relativa nell’attuale Parlamento italiano, erano costituiti:
-dalla difesa della plurale identità europea contro il colonialismo finanziario dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America (è questo, in sintesi, il cosiddetto sovranismo);
-dalla difesa dell’ambiente, che in concreto vuol dire rifiuto categorico delle opere che devastano il territorio, prima tra tutte il Treno ad Alta Velocità, questione insieme economica, antropologica e simbolica;
-dall’affrancamento del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni rispetto alle forze e ai gruppi che agiscono per l’interesse economico di pochi contro la Res Pubblica (ciò che in una formula si chiama lotta alla corruzione);
-dalla difesa dei diritti sociali e collettivi, al di là dell’enfasi liberale e liberista sui diritti individuali;
-dalla salvaguardia e dall’incremento dei posti di lavoro;
-dall’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, contro i privilegi che pervadono la società italiana.

Se una simile ispirazione era di difficile incarnazione in un Governo condiviso con la Lega, diventa del tutto irrealizzabile in un Governo condiviso con il PD e con le forze tanto piccole ed elitarie quanto asservite alla finanza internazionale, come +Europa e affini. Si può obiettare, certo, che il Movimento 5 Stelle non ha da solo la maggioranza e dunque non può esprimere un proprio Governo. È vero ma la risposta non è difficile: se il Movimento è uno strumento politico e non un fine in sé -come dai suoi esponenti è stato sempre detto– si doveva andare alle elezioni rivendicando ciò che di fecondo l’esperienza di governo aveva ottenuto e chiedendo al corpo elettorale un maggiore sostegno. È accaduto invece che motivazioni evidenti -il potere è dolce a chi lo esercita– e altre probabilmente nascoste hanno portato il Movimento 5 Stelle alla morte politica. Quella elettorale seguirà inevitabilmente.
Osservo di passaggio -ma è circostanza piuttosto grave– che il Governo è ostaggio in Parlamento non soltanto di piccoli gruppi come +Europa e Liberi e uguali ma anche e soprattutto dei senatori fedeli a Renzi; ciò significa che questo senatore del PD avrà in mano il Governo, lo potrà condizionare e ricattare come gli sembrerà più opportuno per i propri interessi.  Che il Movimento 5 Stelle non se ne accorga è implausibile; probabilmente le pressioni (e le promesse) sono tali da dover accettare questa eutanasia del Movimento.
Tramonto che era iniziato già prima della crisi di Governo, con il concorso determinante del M5S all’elezione di Ursula von der Leyen quale Presidente della nuova Commissione Europea, vale a dire del governo dell’UE. Questo esponente politico della CDU tedesca (Unione Cristiano Democratica) rappresenta molto bene la continuità di quelle politiche economiche recessive e inique alle quali il M5S si era dichiarato avverso. Von der Layen è stata eletta con la risicata maggioranza di 383 voti, soltanto 9 in più del numero necessario. Numero al quale i deputati europei del Movimento 5 Stelle hanno dunque fornito un contributo decisivo, del quale -certo- risponderanno storicamente.

Che l’alleanza con il PD sia più grave dell’accordo con la Lega è mostrato da (almeno) altri tre fattori:
–la Lega non controlla l’informazione, il PD sì, anche per l’alleanza con Mediaset, sancita a suo tempo da D’Alema e da Violante e confermata dai successivi capi del Partito;
la Lega è coerente con i propri presupposti, che non ha mai nascosto. Il PD è responsabile in Italia della morte (in ordine cronologico): della prospettiva comunista, della sinistra, dei diritti sociali. È un partito di centro che ha abbracciato in pieno l’ideologia e la pratica neoliberista ma che si presenta ancora come erede anche del Partito Comunista Italiano, affermazione evidentemente insensata ma che fa da presupposto di una formula altrettanto risibile quale «governo giallorosso», il ‘rosso’, infatti, non c’è;
–il PD è abilissimo quando si tratta di conquistare posizioni strategiche; aver regalato a questo partito il commissario europeo (nella persona di Paolo Gentiloni Silveri), cioè un ministro che in ogni caso rimarrà in carica per cinque anni a rappresentare l’Italia nel governo dell’Unione Europea, è solo una prima, grave e significativa tappa del piano inclinato che porterà al declino il M5S. È come per Gertrude, la monaca di Monza: il primo «sì» porta con sé tutti gli altri.

Qualunque tema sia indicato nel Programma concordato con Conte, l’interesse del Partito Democratico è stato tornare al governo e da lì poter logorare il Movimento 5 Stelle sino a quando quest’ultimo o romperà l’alleanza -e sarà quindi tacciato di ‘inaffidabilità’, se per la seconda volta (dopo la Lega) l’alleanza con esso stipulata non funziona- o cancellerà la propria identità. Anche un Machiavelli di sei anni lo capirebbe, figuriamoci uno adulto. Nella mia vita ho imparato -sia, appunto, dallo studio di Machiavelli, sia dall’esperienza- che un politico può avere molte qualità e molti limiti anche diversi ma non può essere ingenuo. In politica questo è un peccato mortale. Che infatti sta portando alla morte il M5S.
Se avessi previsto un’alleanza del Movimento 5 Stelle con il Partito Democratico non gli avrei naturalmente dato il mio voto. E infatti non lo darò più. E tuttavia ho fatto bene nel marzo 2018 a compiere tale scelta. Ha rappresentato l’ultima possibilità parlamentare di liberare l’Italia dal malaffare, dai privilegi e dal destino di miseria e subordinazione che l’obbedienza totale all’Unione Europea comporta. Così non è stato. Pazienza. La politica si fa anche in altri modi. Questo piccolo sito, ad esempio, è un’espressione politica anche quando parla di arte, di cinema, di libri, di filosofia. E qui coloro che hanno ucciso la sinistra, gli zombie del Partito Democratico, non mettono piede. Questo è un luogo vivo :–)

Nota
1. Hegel, Wissenschaft der Logik I, «Sämtliche Werke», Frommann 1965, Band IV, p. 147.

10 commenti

  • agbiuso

    Settembre 14, 2019

    Quest’altra signora (del Partito Democratico) insultava il Prof. Giuseppe Conte -Presidente del Consiglio- definendolo un burattino; ora ha accettato di essere nominata dallo stesso “burattino” sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico .
    Se non fosse patetico e velleitario, il Governo Conte 2 sarebbe uno spasso.

  • agbiuso

    Settembre 13, 2019

    Non so chi sia questa Anna Ascani, da oggi viceministro dell’Istruzione, Università e Ricerca.
    Però ho visto che il 19 luglio 2019 scriveva su twitter quello che si legge qui sotto.
    Nulla di strano, naturalmente. Chiedere la coerenza a un politico è come chiedere a Don Giovanni di esser casto (mi scuso con l’immenso personaggio del mito).

  • agbiuso

    Settembre 10, 2019

    Il senatore Alberto Bagnai ha espresso con finezza, competenza e cortesia ciò che penso della «governance economica dell’Unione Europea» e degli aspetti costituzionali e strutturali dell’attuale congiuntura politica italiana.
    Questo il video del suo intervento in occasione del dibattito sulla fiducia al Governo Conte 2: https://youtu.be/lFDhscpp3UM

  • Pasquale D'Ascola

    Settembre 9, 2019

    Popolo di Pekino(Pachino)! La legge è questa: Turandot la Pura sposa sarà di chi, di sangue regio, spieghi i tre enigmi ch’ella proporrà. Ma chi affronta il cimentoe vinto resta porga alla scure la superba testa! (Turandot, G.Puccini atto primo scena prima)… magari.

    Dunque dunque caro Alberto, sì il tuo punto di vista massimalista non concede spazio ad argomentazioni contrarie ch’è inappuntabile. Sono e tuttavia non sono d’accordo e me spaccio. Ora vengo e mi spiego.(mi concedo un po’ di camillerese ché sto leggendo l’ultimo Montalbano e su di me ha un effetto ipnotico). Ai tempi di Craxi e prima ancora, mio padre aveva un negozietto di cornici e stampe a Malanno. Ci cavava e ci cavò per una ventina d’anni di che campare, e quando morse restarono euri 2.000 per il funerale e 5.000 di risparmi per mia madre. Questo negozio camminava una stagione sì e una no, perché nei mesi sì non c’era né un referendum, né una elezione regionale, né comunale, né nazionale, né in Sardegna, né a Treviso. Nella stagione no tutto si fermava; se nella stagione buona facevi chiosà cento cornici, nella stagione tinta, tra sciarratine, accordi e disaccordi, da cento scendevi a dieci, venti, e andavi sotto col mese. Ahi ahi se per caso scoppiava una guerra in Indivia, una rivolta in Pallonia, cacava un muro a Bellino. Insomma la calma quasi svizzera era la condizione per far campare il commercio sennò l’unici a riempirsi erano i carrelli dei super(sic): ataviche paure e atavico istinto di accaparramento(ricordo l’anno, ma quale, secoli fa, in cui all’esselunga dovettero obbligare a non comprare più di un tot di zucchero e pasta) ma era così.Ora tu mi dirai che il commercio è l’anima del capitalismo, il che è vero ma anche in Cina pare non sia mai stato vietato. Il comitato centrale vede lungo da sempre e a me è simpatico al punto che non vedrei male un’invasione cinese per rassettare le stanze degli urbi e degl’orbi. Mi pare che la loro forma di democrazia popolare che a tutti assicura il campare e di più organizza la schiavitù del lavoro in modo eccellente per tutti che fabbricano ferrovie che manco ce lo sognamo, pale eoliche, automobili che filano silenti a batterie che la Duracell vorrebbe, ebbene sì una svizzera comunista ed ed ecologica non mi dispiacerebbe. Ora tenuto conto di tutte queste fantasie mi pare invece che in onore della democrazia e del tuo e di molti altri raggiunari noi avremmo avuto per mesi ancora da sentire il Mostro Verde che aggrediva chicche-e-ssia a colpi di rosari, bugie, madonne, santioni e fantasie pe’ trascinare al voto, tu non le conosci, io ci vivo in mezzo, folle di prefiche, periferiche e pensionate arraggiate che come, A mmia 900 di pensione che lavorai tutta la vita e ai nullafacenti il reddito di cittadinanza ( come spiegare che la pensione è il frutto di calcoli magari ingiusti ma basati sui versamenti effettuati e che il r.d.c.chi lo percepisce è perché povero, tout simplement; poi essendo un povero macari taliano è povero il lunedì e il martedì fa il taxista abusivo). Tutta la Brianza è antistatale intifica alla Sicilia, che grida contro la polizia, a Falcone e Borsellino chi erano costui (è plurale finisce con i), le asl non funzionano, Sono stata in coda due ore… (in realtà venti minuti più cinque per sbrigare la pratica ma in era di istantanee web e di risentimento generale venti minuti sono percepiti come centoventi), le poste non vanno ( anche lì perché s’aborre aspettare le trenta persone davanti, magari qualche arabo e qualche “di colore”)e lo stato, Che arruba a chi lavora, e, Chissà come lo cambio quest’anno il Suv se non vogliono diesel e l’euro uno del furgone, e, Sono 70 senza e 100 con fattura e, Poi “questi ragazzi di colore” che vanno in bici senza luci e i “gay” che dragano sotto casa mia. Qui sai è così e la Legadelchissenefrega soffia su fuochi fantasma perché essa sì, è stata sdoganata da Berlusconi e ora morisse che molla le poltrone del potere dove è già, e lo vuole tutto. Insomma l’esercito della democrazia va bene dove il reazionario, il piccolo cesare non c’è o non è come in Italia un abito mentale diffuso. Qui sono convinto che una correzione autoritaria e magari autorevole del metodo democratico sia buona cosa. Como e co’ forti e abbandonò la Lega, e buono fici, pensai subito da piccino al sentire la poesia. A me Alberto da Giussano sempre mi parse un rompicoglioni. E siccome che personalmente ne ho pieni i cabbasisi di questa gente e non voglio farmi comandare da uno che appende crocifissi, e non voglio votare parrocchie co’paraoccgi, voglio un governo di cui potermi accontentare e faccio voti che duri e faccia benino il so’ misteri tanto da far dimenticare un poco il Mostro verde, i suoi mojitos, le sgallettate di fine estate, Bellaria, Pontida e Feltri. Che se non altro mi fa ridere. L’alternativa invasione dalla Cina, è ancora lontana. Purtroppo. Ora avrei altro di dire ma lascio perché da ultimo doppo un po’ m’annoio da me medesimo,immaginarsi gl’autri. DOmando pirdonanza. Psq.

    • agbiuso

      Settembre 9, 2019

      Caro Pasquale, ciò che racconti e riferisci è secondo me una piccola parte della questione: il colore locale della Lega al Nord. C’è molto, molto altro, che riguarda l’intera Italia (l’elenco non è esaustivo): lo statuto dell’informazione; l’influenza della Chiesa cattolica (il Presidente del Consiglio ha studiato e si è formato in un contesto fortemente cattolico); la distruzione dei diritti sociali; e soprattutto l’eteroguida della burocrazia finanziaria europea.
      Le questioni vere sono queste e su di esse il governo demostellato farà molti danni. Ho cercato di indicare le ragioni di tale giudizio nel testo; testo verso il quale si può naturalmente dissentire ma sono quelle indicate le questioni sulle quali eventualmente non concordare.

      • Pasquale

        Settembre 9, 2019

        Scusa Alberto, dissento; il colore locale è la sostanza ed è tutta la sostanza, altra non v’è, come i labari, l’eja eja, e l’a noi. Sono riferimenti vecchi ma altri non ve ne sono perchè su questo si fonda l’Italia di oggi. Su questo si costruisce il consenso della folla che mentre ti scrivo, guarda… .https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/09/conte-alla-camera-fdi-e-lega-in-piazza-tra-cori-e-saluti-romani-vogliono-prodi-al-colle-se-cambiano-quota-100-li-chiudiamo-dentro/5439664/
        Come canta Simone Boccanegra nel secondo atto dell’opera omonima”ecco le plebi”. Non contesto la tua interpretazione del presente, ma mi pare che tra due mali sia necessario preferire il minore. Non dubito che sia possibile che questo governo, se non cade domani al Senato, possa cadere per manovre dei pentastellati stessi, dei pd e di chissà chi altro. Ma mi pare abbastanza chiaro che a breve una tornata elettorale ci piomberebbe senza scampo nell’orrore. Ovvio che al voto al voto vuol dire solo vi facciamo fuori e sarebbe così. Berlsuconi è stato acqua di rose, si occupava solo dei suoi affari e dei suoi affini, alti papaveri. Qui ci troveremmo ad affrontare il colore locale: il nero. Semplicemente non mi importa nulla dei motivi che sostengono questo governo, lo capisco e lo vedo, ma potrebbe garantirci una vitarella passabile, forse non solo a noi altri. Non voglio l’altro a priori. Perchè si sostiene con un’ideolatria che ben si consosce e che mi importa assai se ha diritti. Glieli nego.
        p.s. Oggi ho visto per altri motivi l’assessore(pd) alla cultura.MI è indifferente come persona e come politico. Mi ha tuttavia confermato che qui a Lecco sarà l’invasione dei mostri verdi al decadere della giunta attuale in primavera. GIunta che è vero non ha fatto che poco per creare altre condizioni e la città è un deserto dove manifesti 2×2 annunciano la gara di taglio del fieno in piazza, la Scigamatt. Non ci sono cinema tranne uno, dei preti che programma film antichi o cosiddetti per famiglie. Questo però è il paese reale del popolo di cui parlano Salvini e Meloni. Preferisco sterilizzarlo dopo averlo analizzato. Come l’Ebola.

        • agbiuso

          Settembre 9, 2019

          Caro Pasquale, “preferire il male minore” quando il male minore è la perdita progressiva e inarrestabile dei diritti sociali, come è accaduto in Grecia, significa essere già sconfitti.
          A venir massacrate sono soprattutto le nuove generazioni, come già si vede da anni.
          La paura del corpo elettorale, inoltre, è un segnale di radicale sfiducia nella democrazia, vale a dire è il germe di ogni fascismo.
          Quello di cui parli sono momenti e contesti puramente spettacolari. I nemici della libertà e della giustizia, i violenti contro il mondo, abitano altrove e sono inappuntabili, non appaiono per nulla ‘plebei’.
          Oggi hai visto -io non seguo telegiornali e leggo i giornali solo il minimo indispensabile- quei saluti romani che costituiscono un elemento fondamentale per chi in Italia (e in Europa) vuole negare i diritti dei popoli e delle classi meno abbienti. Senza questi “saluti”, infatti, avrebbero meno pretesti per sterilizzare i risultati elettorali.
          In ogni caso si tratta di spettacoli destinati a oggi e a pochi altri giorni. Ma domani? E dopodomani? E poi? Quello dev’essere l’orizzonte.

  • Vito Nardiello

    Settembre 9, 2019

    Bell’articolo! Condivido ogni considerazione fatta.

  • Pier Vittorio Molinario

    Settembre 8, 2019

    Ben detto,Alberto!
    (Posso chiederti chi è l’autore della fotografia che introduce il tuo precedente articolo “Fiumi”? Grazie)

    • agbiuso

      Settembre 8, 2019

      Grazie, Pier Vittorio.
      Il nome del fotografo si trova nell’articolo stesso, subito sotto la locandina 🙂

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