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Platone

Platone

Platone, la filosofia
in Vita pensata n. 16/2017
pagine 7-10  (pdf)

«Platone è la tenacia della mente che mai si ferma nel domandare fino a che non pervenga alla chiarezza del concetto, all’apprensione più completa possibile degli enti, degli eventi e dei processi. Anche per questo Emerson riteneva che Platone fosse la filosofia e Whitehead aggiungeva che la storia del pensiero può essere considerata un lungo commento al filosofo greco.
Qual è il senso di queste iperboli? Platone è un dispositivo di conoscenza, un’autentica macchina concettuale che a ogni parola genera visioni, domande, prospettive. Platone è l’indagine che racchiude il gaudio e l’inquietudine, la vita stessa nelle sue potenzialità liete e mortali. La sobrietà e l’ebbrezza con cui questo filosofo costruisce i suoi dialoghi in un costante contrappunto teoretico sono l’espressione di una profonda unità fra vita e sapere. Anche Platone, come ogni pensatore greco, ha dominato l’impulso conoscitivo a favore della vita. Le sue opere coniugano ricerca razionale e indagine misterica: “Chi non sente il continuo tripudio che pervade ogni battuta e ogni replica in un dialogo platonico, il tripudio sulla nuova invenzione del pensiero razionale, che cosa comprende di Platone, che cosa dell’antica filosofia?”».

2 commenti

  • Pietro Spalla

    Luglio 1, 2017

    ” Scrive il Prof Biuso: Platone è un dispositivo di conoscenza, un’autentica macchina concettuale che a ogni parola genera visioni, domande, prospettive.” Ma non è possibile che le parole di Platone generano visioni… perché NASCONO da visioni? Ho, cioè, l’impressione che la sua filosofia sia un tentativo di “volgarizzare”, di comunicare alle persone comuni una conoscenza che ha appreso in “diretta, per via di iniziazione e che cerca di “tradurre” con un evocativo linguaggio simbolico, un po’ come quando i grandi, per fare capire le cose del mondo ai bambini, ricorrono a favole e immagini. Capisco che per la filosofia i concetti – almeno oggi – non nascono in questo modo, ma è stato sempre così?

    • agbiuso

      Luglio 2, 2017

      Caro Pietro, la tua ipotesi è plausibile.
      Tanto è vero che nell’articolo ho citato il fondamentale libro di Dodds su I Greci e l’irrazionale e ho ricordato (a p. 7) che per questo studioso «la peculiarità di Platone consiste nell’aver operato sul tronco del razionalismo greco “un fecondo innesto delle idee magico-religiose che hanno remota origine nella civiltà sciamanistica settentrionale”; egli arriva ad affermare che i governanti della Repubblica sono
      “una specie nuova di sciamani razionalizzati”. Il pensiero platonico sembra vivere di una duplice tendenza: da un lato la fiducia nella ragione umana propria del V secolo, dall’altro la disincantata e amara consapevolezza di che cosa sia l’uomo e di quanto poco egli valga. Platone, come Achille e Odisseo (dei quali discute nell’Ippia Minore),aveva molte anime e molti strati anche perché le fonti del platonismo sono assai diverse tra di loro: Eraclito, Pitagora (e dunque la tradizione orfica), Parmenide, Socrate».

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