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Metapolitica

Metapolitica

Ciò che possiamo fare adesso, subito, nei confronti dell’oppressione sociale e del conformismo culturale è capire, è opporre alla forza degli apparati politici la lucidità della metapolitica, dell’andare alla radice degli eventi per comprenderne e disvelarne la natura. Perché il dominio -Weber e Gramsci lo sapevano bene- si esercita soprattutto sulle menti, sulle convinzioni, sui paradigmi, sui modelli culturali. È «sul piano della conquista delle mentalità, e della loro omologazione allo spirito del tempo esistente, che si svolgono essenzialmente le partite che incidono sui destini del nostro mondo» (M.Tarchi in Diorama Letterario, n. 328, p. 2).
La propaganda pervasiva, ossessiva, costante e continua, fa sì che vengano accolte come ovvie e giuste decisioni, eventi e situazioni caratterizzate da palese ingiustizia e persino da brutalità. Solo qualche esempio, tra i tanti possibili:

  • la ‘comprensione’ verso la complicità della Turchia, paese membro della Nato, con i tagliagole dell’Isis, in funzione antisiriana e soprattutto anticurda, «la Turchia gioca, infatti, un gioco irresponsabile. Tutto quello che le interessa è nuocere a Bashar el-Assad ed impedire la nascita di uno stato curdo indipendente. Aiuta direttamente o indirettamente l’Isis e lo finanzia acquistandogli il petrolio» (A. de Benoist, 8);
  • il sorvolare sulla diretta responsabilità delle guerre statunitensi nella nascita dell’Isis, testimoniata dal fatto che i principali dirigenti di quella formazione politico-militare «non sono degli islamisti ma nella maggior parte dei casi, ex ufficiali dell’esercito di Saddam Hussein» (Ibidem);
  • il nascondimento del fatto che dopo la fine dell’URSS l’esistenza e l’ampliamento della Nato siano dettate da ragioni di puro imperialismo, le quali minacciano la sicurezza della stessa Europa, come persino il generale francese Vincent Desportes ammette; ignorare tale minaccia impedisce di difenderci dai nostri veri nemici, difenderci anche collaborando «senza riserve mentali con tutti i nemici dei nostri nemici, a cominciare dalla Russia, dalla Siria e dall’Iran» (Ibidem);
  • il silenzio, gravissimo e antidemocratico, sul TTIP, il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, «il più pericoloso cavallo di Troia mai ideato per annientare la residua autonomia europea» (Tarchi, 3), un accordo a tutto vantaggio degli Stati Uniti e delle multinazionali, alle quali viene data facoltà e «potere di citare in giudizio l’autorità statuale fino a rovesciarne le leggi sovrane che regolamentano questioni di primaria importanza -come le relazioni del mondo del lavoro, l’inquinamento, la sicurezza agroalimentare, gli organismi geneticamente modificati», con l’obiettivo di rendere «norma la mercificazione dell’esistente. Non è un caso che i contenuti del mercato unico transatlantico e le sue motivazioni restino privi di trasparenza e discussione pubblica» (E. Zarelli, 31).

Dicotomie concettuali come destra/sinistra o moderatismo/estremismo si rivelano autentici miti invalidanti, che ostacolano la comprensione e quindi l’azione politica. L’espressione forse più significativa e più grave di tale paralisi è il primato delle questioni etniche e razziali rispetto ai problemi economici e alle prospettive di classe. Ignorando l’intero impianto della dottrina marxiana, «la sinistra radicale considera la regolarizzazione degli immigrati clandestini come il marcatore di sinistra per eccellenza, senza capire che serve oggettivamente il processo di dominio capitalista e mercantile» (C. Robin, 33). Il dispositivo concettuale marxiano dell’‘esercito industriale di riserva’ ha ancora molto da insegnare agli ‘umanisti’ liberali di sinistra che si fanno complici del Capitale senza neppure rendersene conto.

8 commenti

  • agbiuso

    luglio 13, 2018

    Se il Governo Conte sarà davvero capace di proteggere l’economia e la società italiana da un Trattato distruttivo come il CETA, avrà tutto il mio apprezzamento.

  • agbiuso

    agosto 28, 2016

    Una bellissima notizia. Di tanto in tanto ne arrivano.

    ========
    Televideo
    Ttip, Berlino: fallita di fatto intesa
    28/08/2016 14:29

    Il negoziato sull’accordo di libero scambio Ttip tra gli Stati Uniti e l’Unione europea é “di fatto” fallito: lo ha detto il vice cancelliere e ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel. “Ritengo che i negoziati con gli Stati Uniti siano ‘de facto’ falliti, anche se nessuno lo vuole ammettere veramente”, ha detto Gabriel, sottolineando che in 14 round di colloqui le parti non hanno trovato un’intesa su un solo capitolo dei 27 sul tavolo.

  • agbiuso

    luglio 22, 2016

    La rivincita dei popoli nei confronti di trattati al servizio delle multinazionali, pericolosi per la salute e contrari agli interessi comuni.

    Forchielli: “Ttip congelato, schiaffo a elite”. Usa verso isolazionismo, governi Ue abbandonano cavallo perdente
    Ansa, 19.7.2016

  • agbiuso

    marzo 10, 2016

    Caro Pier, ti ringrazio della segnalazione di questo volume, che non conoscevo (e di quanto dici sulla mia recensione).
    Dato che elèuthera ha già pubblicato un testo del Groupe Marcuse, puoi senz’altro proporre allo stesso editore la traduzione di quest’altro libro.

  • Pier Vittorio Molinario

    marzo 9, 2016

    A proposito della tua recensione dell’Impero Virtuale – che ho apprezzato moltissimo – e in particolare della considerazione conclusiva che hai riportato (che come tutti gli Imperi anche questo è destinato a crollare, e quindi l’implicita esortazione a resistervi), mi chiedo se hai letto LA LIBERTE’ DANS LE COMA, del Groupe Marcuse, Ed. La Lenteur 2012 (delle stesso Gruppo Eleuthera ha pubblicato nel 2005 Miseria umana della pubblicità). Se no te lo raccomando. Oltre che mirabilmente analitico è anche squisitamente esortativo.
    E se ritenessi che valga la pena di tradurlo, considera che sarei lusingato di applicarmici. Alla prossima, Pier

  • diego

    marzo 9, 2016

    Il comportamento del governo turco è molto ben tratteggiato, ormai da tempo, negli scritti di Cardini e la vicinanza (per altro anche culturale ed ideale) fra Cardini e Tarchi è lampante. Non è elegante richiamare il proprio blog, ma al riguardo, oltre alla mia irrilevante noterella, ci sono proprio i commenti d’ascoliano spessore al riguardo

    http://diego56.com/2015/11/18/a-che-punto-e-la-notte/

  • agbiuso

    marzo 8, 2016

    Aspettiamo dunque i tuoi interventi sia sul libro di Curcio sia sulla metapolitica.
    Grazie sin d’ora, caro Pasquale.

  • Pasquale

    marzo 8, 2016

    Devo rimandare qualsiasi commento a giovedì. Tanto hai centrao nel segno. P.

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