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Tutti i giorni

Le cronache di Capodanno raccontano di morti e di feriti. Quando gli umani vivono nel vuoto, quando il quotidiano nel quale sono immersi è senza senso, essi bramano date e scadenze che rappresentino una discontinuità nel nulla che li sommerge. E in quei momenti scatenano il proprio delirio di niente, con il quale fanno del male anche ai non umani. Sono, queste, espressioni e forme di una temporalità volgare. Trasformare, invece, ogni giorno della vita in una festa, anche questo è filosofia. «Alle Tage sollen mir heilig sein» (“Tutti i giorni devono essere sacri per me”, Così parlò Zarathustra, parte II, “Das Grablied”).

4 commenti

  • diegob

    Gennaio 6, 2011

    allora come si fa a vivere il quotidiano senza pensare quanta stupidità ci circonda

    buon filippo, io credo che tutto sommato conviene coltivare quella rete, ampia o ristretta che sia, di rapporti umani personali, e su questi commisurare il nostro agire, il nostro parlare, il nostro scrivere

    questo non significa di chiudersi in un clan esoterico, significa semplicemente rapportarsi direttamente solo con coloro con i quali ne vale la pena

    per esempio, al mondo so bene, avendo ben oltre 50 anni, che gli stupidi sono tanti, tantissimi, ma capita anche di incontrare persone come filippo scuderi, con le quali è un piacere interloquire

    insomma, nel vasto mare della stupidità capita anche di salutare qualche marinaio dallo sguardo fresco e antico nel contempo, con cui scambiare un saluto

  • Salvatore Ricupero

    Gennaio 6, 2011

    Sarebbe interessante sapere se il bollettino di guerra del capodanno italico sia simile a quello di altri paesi europei. La curiosità nasce dall’esigenza di comprendere se il vuoto del vissuto quotidiano in Italia assuma connotazioni specifiche, dovute ad una contingente situazione socio-politica italiana, oppure se questa forma di riduzione al nulla dell’umano scaturisca soltanto da cause che sono riconducibili al particolare momento storico che sta vivendo l’intero genere umano. So che nel primo caso saremmo in un processo circolare dal difficile disinnesco. Preferirei il secondo tipo di conclusione.

  • filippo scuderi

    Gennaio 6, 2011

    Certi giorni vivo il quotidiano pensando: oggi passa e non ci sarà più, lascio il posto al domani, ma il domani arriva, prendendo il posto dello ieri già passato, passato come tutti i giorni oppure in maniera speciale, pensando un giorno che non si potrà più ripetere, allora cosa si vive di più pensando al domani ma nel contempo il giorno trascorre, oppure si deve vivere intensamente il tempo che si trascorre, senza pensare, ieri -oggi- domani.
    Tutto ciò alle volte mi turba, ma poi vengo improvvisamente svegliato da tutto ciò che mi circonda, eventi di vita quotidiana ed eventi che anche se non mi coinvolgono direttamente mi turbano la giornata, allora come si fa a vivere il quotidiano senza pensare quanta stupidità ci circonda, e io personalmente cosa posso fare, certe volte sento notizie che sistematicamente si ripetono tutti gli anni come se ci fosse un meccanismo che li perpetua ininterrottamente, ma nessuno fa qualcosa di socialmente forte da interrompere questo modo perpetuo, e tutto si ripete in maniera perpetua, panta rei.
    F.S.

  • Mariella Catasta

    Gennaio 2, 2011

    La stupidità esplosiva dei botti di fine anno mi provocano un ‘angoscia indicibile, mi svelano l’inconsistenza di un gesto che esprime forse il desiderio di rompere il flusso del tempo e fermare l’attimo .
    Molti hanno salutato il nuovo anno distruggendo
    le cose, alcuni anche se stessi.La mancanza di pensiero accomuna tutti gli episodi di violenza nel mondo.
    Il rumore assordante che blocca il respiro e rompe i timpani è l’espressione della vuotaggine che attanaglia chi ha perso ormai la capacità di provare emozione e di ascoltarsi in silenzio.

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