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Egemonia

Egemonia

Quando le esistenze individuali e collettive diventano numeri trascurabili
il manifesto
14 aprile 2017
pag. 11
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Come ogni forma di dominio, anche l’algocrazia -il potere degli algoritmi che osservano, controllano, determinano le vite- non è una questione in primo luogo tecnologica ma sempre e profondamente politica.

2 commenti

  • agbiuso

    Aprile 20, 2021

    Una recente inchiesta relativa ai lavoratori dei Call Center conferma pienamente le analisi di Renato Curcio:

    “Nel suo complesso l’intelligenza artificiale è tutto fuorché intelligente: non capisce il contesto delle sue azioni, non capisce se il lavoratore a fine giornata ha avuto un raffreddore, un lutto in famiglia. Non capisce nemmeno se è stato provocato dal cliente. Non lo sa e non lo vuole sapere”. Il rischio è che si innesti un un circolo vizioso: i ritmi di lavoro sono massacranti, il lavoratore s’innervosisce, l’intelligenza artificiale lo penalizza, questo lo rende ancora più nervoso, per poter recuperare deve sottoporsi a ritmi di lavoro ancora più massacranti e la salute mentale del lavoratore viene distrutta. […]
    L’intelligenza artificiale, una volta addestrata, potrebbe arrivare a sostituire l’operatore di call center così come il radiologo, il rider e tanti altri. Più si protesta, più si accelera il processo di sostituzione: ‘Protestare tanto non conviene se non c’è un sostegno da parte del governo e i governi non supportano molto i lavoratori perché ciò significherebbe aumentare i costi per le imprese e quindi scoraggiarle dall’investire nel loro Paese. There’s a new kid in town, cantavano gli Eagles qualche tempo fa. C’è qualcuno che può toglierci il posto di lavoro, che prima non c’era’. Qualcuno che lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non va in ferie, non rompe le scatole, non deve essere pagato e non rimane incinta”

    Fonte: Può l’Intelligenza artificiale insegnarci a essere più umani?
    di Silvia Renda
    HuffPost, 16.4.2021

  • agbiuso

    Giugno 20, 2020

    Un nuovo libro di Renato Curcio conferma l’estrema attualità e necessità di analisi critiche come le sue, in un tempo di sottomissione digitale diventata con il Covid19 ormai asfissiante:
    Il futuro colonizzato. Dalla virtualizzazione del futuro al presente addomesticato
    (Sensibili alle Foglie, 2019).

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