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Il vincitore

Due parole di commento ai risultati delle elezioni europee 2014.
Sono assolutamente contento del mio voto, che come hanno già mostrato questi risultati -e sempre più mostrerà il futuro- è l’unico voto di opposizione alle dinamiche di corruzione e di distruzione messe ogni giorno in atto dalle strutture partitiche, finanziarie e mediatiche.
Si conferma che chi possiede il controllo delle televisioni -chi insomma sta più tempo in tv e diventa oggetto positivo e ossessivo dei telegiornali- controlla l’intera società. Questa regola vale per Renzi come è valsa per Berlusconi e come varrebbe per chiunque. Da quanto mi dicono e da quello che posso intuire, la presenza di Matteo Renzi in video somiglia a quella del Caro Leader nella Corea del Nord.
Il Movimento 5 Stelle ha commesso errori di comunicazione anche gravi. È un Movimento che non è composto da politici ‘professionisti’, e si vede. Dicono sempre «sì, sì», «no, no», chiamano le cose con i loro nomi o con metafore che sono state facilmente distorte e strumentalizzate da un sistema mediatico attentissimo a propagandare tutto ciò che può nuocere al Movimento. Tenuto conto di tali fattori, che 5.807.362 persone (il 21,15 % degli elettori) abbiano votato per il M5S a me appare ancora straordinario.
Mi dispiace non tanto per me o per i miei coetanei quanto per il mio nipotino (di tre anni) e per i miei studenti. Affidarsi ancora mani e piedi all’ultraliberismo del Partito Democratico, al suo massacro sociale e alla sua corruzione amministrativa significa privare di qualunque futuro le nuove generazioni. Quando molti genitori lo capiranno sarà tardi, a meno che -naturalmente- tali famiglie appartengano alle varie categorie di ‘clienti’ del sistema politico.
Berlusconi è finalmente tranquillo. Il partito di Renzi, come già quello di D’Alema o Violante, costituisce la miglior garanzia per la prosperità delle sue aziende e per il mantenimento della sua influenza (Il PD lo ha chiamato a riscrivere insieme la Costituzione della Repubblica). Ciò che non perdono agli elettori del Partito Democratico è non aver capito questo, a meno che lo abbiano capito troppo bene e abbiano votato PD sapendo che continuerà a ‘collaborare’ con il mafioso evasore.
Sono contento del risultato del partito di Tsipras in Grecia: un chiaro no alle politiche della Troika finanziaria, un no alla svendita della società e dell’economia elleniche alle banche. Ciò che troppi italiani non hanno compreso.
In Europa la situazione delineata dai risultati è comunque assai dinamica. Per quanto riguarda l’Italia, si conferma ciò che penso da tempo: senza violenza questo Paese non cambierà. Il Partito Democratico vince infatti nettamente quando diventa indistinguibile (in pensieri, parole, opere e omissioni) dal berlusconismo. Mi sembra questo il risultato più significativo del voto italiano alle elezioni europee del 2014.

 

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Un lucido psicopatico, costui.
Come moltissimi tra coloro che bramano il comando.
Elias Canetti lo ha spiegato assai bene.

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Riforme: il senso di Renzi per lo scazzo
di Antonio Padellaro | 27 luglio 2014

Chi abita a Roma conosce bene la tragica barzelletta dei lavori stradali consistenti in buche, cunicoli e cavità di ogni tipo e dimensione, annunciati da ammiccanti cartelli del tipo: “stiamo lavorando per voi”. Peccato che quelle voragini in genere restino tali cosicché l’Urbe vive in una condizione di caos permanente, a partire dalla famosa Metro C, abisso sterminato e inconcludente che i poveri romani subiscono come il verdetto degli ergastolani: fine pena mai.

Le strombazzate riforme di Matteo Renzi assomigliano a quegli incasinatissimi cantieri: si blocca il traffico, si dice “stiamo lavorando per voi”, poi si lascia tutto per aria dando la colpa ai gufi e a chi complotta contro il cambiamento. Ricordate l’Italicum? Sembrava che dopo il patto (segreto) con il Pregiudicato la riforma elettorale fosse cosa fatta. Dov’è finita? Boh. E la riforma della Pubblica Amministrazione? Tagli di nastri, fanfare, la ministra Madia che proclama soave ma ferma che lo Stato dimagrirà, uffici accorpati, cittadini felici, tutto online, perepè perepè, poi il nulla. Un po’ come percorrere il nuovo tratto autostradale Brescia-Milano (inaugurato mercoledì dal premier) e che il Corriere della sera (non il Fatto) così descrive: “Tre corsie poi si torna alla coda in tangenziale”.

D’accordo, Renzi governa da pochi mesi, i problemi sono tanti e non è solo colpa sua se ci sono le code, se mancano 786 decreti attuativi di leggi approvate, se i vari Salva Italia, Cresci Italia, Destinazione Italia della premiata ditta Monti-Letta sono gigantesche insegne al neon però spente. Il problema è un altro, la continua esibizione muscolare del premier e dei suoi accoliti, la strategia dello scazzo permanente, il “qui si fa come dico io”, la politica non più mediazione ma strattonamento in un susseguirsi di ultimatum nevrotici: ci metto la faccia, mi gioco l’osso del collo…

Un giorno si decide di ribaltare la Costituzione, si scava una voragine in Parlamento, si azionano ghigliottine, si dettano ordini di caserma (“entro l’ 8 agosto prendere o lasciare”), poi si mena scandalo se qualcuno osa non essere d’accordo. Più che le riforme Renzi sembra agognare lo scontro, il casino, l’immagine del cantiere bloccato dai nemici del nuovo mentre gufi e sciacalli complottano a difesa della conservazione dei loro laidi interessi personali. Poi, al momento giusto si rivolgerà agli italiani che già ne hanno le scatole piene delle lungaggini della politica e dei politici formato casta e sarà un plebiscito. In un certo senso, gli oppositori stanno lavorando per lui. Ma è così chiaro.
=============

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2014

Ho votato Tsipras per non contribuire, ancora una volta, alla connivenza PD-Berlusconi. Non ho votato il Movimento extraparlamentare 5Stelle che siede in Parlamento per non parlamentare, che tuttavia ho appoggiato nel mio comune alle amministrative: vivo in Puglia e la distanza dal volgare, messianico, leader plebeo mi ha facilitato la scelta. Chiudo con le annotazioni personali, che poco interessano, per chiedermi e chiederle, e è domanda filosofica: quanto saranno determinati dai governi nazionali e europei i miei figli, suo nipotino e i suoi studenti?
Rispondo: se sani non più del 5 per cento. Il restante 95, qualsiasi sia il governo operante, sarà a loro esclusiva cura, personale responsabilità e lavoro dettate dal sovrano pensiero personale.

Sono giorni tristi per la sinistra mondiale. Prima la vincita della nuova “Democrazia Cristiana” in Italia e dei popolari in Europa e subito dopo l’annuncio del ritiro del subcomandante Marcos dal comando del movimento zapatista.
E dire che avevo sperato che la lista Tsipras prendesse un numero maggiore di voti in Italia, lista con all’interno nomi del calibro di Stefano Rodotà e con un ottimo programma (dalle politiche anti austerità, a quelle sull’immigrazione, fino alla TAV e al Muos ecc.. Il fatto è che ha proprio ragione lei: in Italia vanno avanti solo i partiti che hanno spazio sui mezzi di comunicazione. Dopotutto quel 4% è un risultato da non sottovalutare, poiché la lista ha avuto poco tempo per farsi conoscere e poco spazio visivo a sua disposizione.
Ritengo, però, che ci sia una cosa da rimproverare alla sinistra italiana negli ultimi anni,cioè il suo voler essere dalla parte del popolo ma il non riuscire a parlare con il popolo. Una sinistra chiusa in sè stessa che ha dimenticato l’importanza di palare nelle piazze, che non è da confondere con la demagogia. D’altronde lo ricordava già Majakovskij: “Non rinchiuderti, Partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada”.
Ovviamente l’inerzia del popolo italiano ha giocato, come sempre, il ruolo da protagonista. Visto che siamo di citazioni ritengo che queste righe prese dalla “tranquillità dell’animo” siano abbastanza eloquenti :
Soffrono tutti della stessa malattia sia gli uomini che sono afflitti dall’incostanza, dalla noia e dalla
volubilità, cui piace sempre di più ciò che hanno lasciato, sia quelli che se ne stanno in ozio a sbadigliare.
Aggiungi poi quelli che, non diversamente da chi soffre d’insonnia, si girano e si rigirano cambiando
posizione per riuscire a trovare il sonno grazie alla stanchezza: modificando continuamente l’assetto della
loro vita, rimangono alla fine in quello in cui li coglie non l’avversione al cambiamento, ma la vecchiaia,
pigra di fronte alle novità. Aggiungi anche quelli che sono perseveranti per colpa non della loro costanza, ma
della loro inerzia, e che vivono non come vogliono, ma come hanno incominciato.

Ecco secondo me questo è il popolo italiano.

secondo me gli uomini sono diventati quello che siamo usando da sempre la dura legge dell’egoismo, e la organizzazione sociale è un modo per assicurare una vita migliore, se non per tutti, almeno per molti. E’ banale dirlo, ma il progetto dell’uguaglianza deve continuare, sebbene le pessime prove dei regimi totalitari che che lo hanno voluto imporre, con risultati tragici e spesso assurdi e patetici, come certe terribili regole imposte dai totalitarismi di stampo sovietico. Ma anche la destra estrema, si applica con il terrore. La materia difettosa, è l’umanità stessa. Ma esistono anche persone positive, belle, intelligenti, che lavorano per il -progresso – applicando privatamente le proprie capacità alla porzione di storia che è inevitabilmente loro affidata.
Il risultato del voto di questi giorni, che in non pochi paesi europei considerati equilibrati e progressisti, si è spostato a destra, ad una destra anche estrema, è il classico segno che emerge nei periodi di crisi, con la paura di perdere i diritti acquisiti. Nei momenti di crisi economica, avanza la destra, che se non ha sogni lungimiranti, ha l’ingannevole concretezza dell’oggi. Io la penso diversamente. Sono europeista, non voglio tornare alla lira, credo che il nostro sviluppo non dovrebbe passare sui corpi dei morti. Difficilissimo organizzare il mondo dei diseredati, che però si stanno già muovendo e non rimarranno gli ultimi della terra per sempre. L’occidente si è formato sullo sfruttamento dei diversi, dei deboli, degli incapaci di stare al suo ritmo. L’ingiustizia è il solo, vero, costante trionfo dell’umanità. Ma, è lecito volere che così non sia, e fare progetti meno ottusi di quelli che ci sottopongono i vari istrioni che dovrebbero realizzare anche il pensiero di chi loro si affida.

Commento solo in parte per la forzosa fretta che devo avere davanti al computer e a tutto il resto in questo periodo per me assai indaffarato.
Pochi italiani hanno compreso Tsipras?
Ancor meno GRECI, maiuscolo come da tempo scrivo, e ancor meno italiani hanno compreso che le politiche di austerità sono diretta conseguenza dell’euro.
Sono sinceramente dolente per tutti quelli che tuttora non lo capiscono, tsiprioti in primis, perché quando lo capiranno temo saremo davvero allo sfascio economico qui, sulla scia dei GRECI. E lo saremo nella stragrande maggioranza, compresa quella minoranza che invece lo ha capito sulla base di risultanze concrete.
Sintesi: Tsipras deve fare ancora un non piccolo passo, altrimenti si colloca, di fatto, tra i sostenitori delle situazioni di cui contesta solo gli effetti e non le cause.
Dolente davvero di non poter trattenermi ma, a parte la posta, da un lungo momento non ho più tanto tempo per seguire e rispondere. E c’è sempre un libro di poesie che aspetta, oltre tutto il resto.
Tutto bene, da queste parti, ma ci sono impegni liberamente assunti da portare fino in fondo.
Buona serata a lei e a tutti.

Ciao Alberto.
Forse più che di errori di comunicazione dei 5 stelle bisognerebbe parlare di uno stile comunicativo che ne rivela immaturità e tendenza al populismo. Con più sobrietà avrebbero meglio veicolato contenuti e proposte che in buona parte condivido. Personalmente sono contento che la lista Tsipras, per cui ho votato, abbia superato la soglia del 4%.

un bacino elettorale di cinque milioni di voti, per un partito/movimento per molti aspetti anche in evoluzione, non è un risultato banale, ma il segno d’un radicamento importante nel corpo sociale

il risultato degli amici di Tsipras, anche in Italia, è una piacevole sorpresa

Ho come l’impressione che gli itali..ani (italioti) aspettino di “toccare il fondo” prima di liberare “gli zebedei” dai ladroni di cui si circondano.
Non abbiamo ancora vinto ma resistere è un dovere per chi oggi ha tre anni e per chi oggi vuole solo essere onesto.

Aggiungo la postillina che il pd interpreta alla grande il bisogno di pontefici e cattolicismo del grande elettorato italiano; identificatosi nel popolo delle libertà il pd ha compiuto di sé il miracolo di trasformismo totale, chi sa non dimenticherà che l’acronimo nspd sta per partito nazional socialista tedesco; così si conquista il potere che non hanno mai avuto; ora sono perfetti e hanno fregato, credo, il lusco, troppo stupido per queste abilità, fusionandosi del tutto nel liberismo illibertario; loro del resto libertari non lo sono mai stati. Non ce li togliamo più dagli zebedei. La conclusione ora nelle tue parole alberto. Grazie p. Scritto a fatica dal telefono. Chiedo scusa

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