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Salvatore Grandone su Animalia

Salvatore Grandone
Recensione a Animalia
in Figure dell’immaginario. Rivista internazionale (gennaio 2021)

«Un testo denso che affronta la questione dell’animale in una prospettiva plurale, ad un tempo ontologica, epistemologica, antropologica e socio-politica. Il lavoro di Alberto Giovanni Biuso prolunga idealmente le riflessioni sviluppate in Tempo e materia, mostrando sul campo come la metafisica del tempo-materia sia un valido strumento per descrivere il mondo della vita. […] Il modo di affrontare la questione del vivente di Biuso si inscrive anche nel solco di un’importante tradizione fenomenologica che supera la visione dell’animale-macchina. Biuso amplia infatti le analisi di Heidegger sviluppate ne I concetti fondamentali della metafisica. Mondo, finitezza, solitudine. […] D’altra parte non basta denunciare la hybris dell’uomo, che nella sua foga tecnocratica riduce la natura a mero serbatoio di risorse; occorre comprenderne le ragioni. Con grande lucidità, e senza cadere nella facile retorica animalista, Biuso mostra le radici antropologiche e biologiche della violenza umana nei confronti degli animali».

Il Prof. Grandone mi ha chiesto un’intervista sul libro; le sue domande sono state uno stimolo ad approfondire e chiarire alcune delle questioni centrali del testo: l’animalità come differenza; lo statuto della biologia; virus ed epidemie; misura umana e potenza del cosmo.

 

Follia / Filosofia

Nello scorso settembre Radio Fantastica mi ha chiesto un’intervista un poco scanzonata che ha preso spunto dagli IgNobel 2020 per poi parlare di filosofia e follia.
L’intervista è andata in onda il 23.9.2020 ed è possibile riascoltarla qui:
Follia e Filosofia per candidarsi ai prossimi #IgNobel.
Cinque minuti di filosofia e di divertimento, certamente mio e dell’intervistatore ma spero anche degli ascoltatori.

Salvatore Grandone su Tempo e materia

Salvatore Grandone
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
in Figure dell’immaginario. Rivista internazionale (ottobre 2020)

Salvatore Grandone restituisce e discute con molta chiarezza i nuclei fondanti del libro e illustra con puntualità e rigore il significato del sottotitolo. Questo un brano del testo:
«Una metafisica del tempo non è solo possibile ma necessaria. Solo in questo modo la realtà può essere appresa e compresa. La riflessione di Biuso è quindi sia una metafisica sia un progetto per ogni futura metafisica. L’importanza che assume per l’autore il dialogo con la scienza mostra infatti come la filosofia possa ancora oggi rivestire il ruolo di una disciplina forte senza per questo arroccarsi in una torre eburnea. Del resto, la scienza non può pensare di sostituirsi alla filosofia. Senza scendere nel dettaglio della questione, non è difficile individuare i numerosi errori epistemologici, se non logici, che commettano spesso anche eminenti scienziati o divulgatori scientifici quando si improvvisano filosofi.
Biuso rimette la filosofia sulla strada tracciata da Husserl e Bergson, via troppo frettolosamente abbandonata da molte correnti filosofiche della seconda metà del Novecento. Il grande valore della ricerca filosofica consiste nella capacità di dialogare con le scienze per reinterpretarne le scoperte su quel piano di senso che è proprio del ragionare meta-fisico, di quell’interrogazione che va “oltre”, al di là della suddivisione della natura in ontologie regionali. Il “meta” incarna proprio la tensione verso l’intero che da sempre è intrinseca all’autentico filosofare».

Il Prof. Grandone ha voluto aggiungere all’analisi del libro un’intervista sui suoi temi principali. Le domande che mi ha posto sono essenziali e vanno al cuore della proposta teoretica che cerco di formulare.

 

Lucrezia Fava e F.W. von Herrmann sulla Gnosi

Il Giornale di Metafisica, una delle più importanti riviste europee di filosofia, ha pubblicato una densa intervista di Lucrezia Fava a Friedrich-Wilhelm von Herrmann sulla questione della Gnosi nel pensare di Martin Heidegger.
Di Heidegger il Prof. von Herrmann è stato segretario personale ed è il curatore della Gesamtausgabe. Il significato delle sue risposte è ben sintetizzato nell’abstract del testo:

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The paper presents my interview with Professor Friedrich-Wilhelm von Herrmann on the relationship between Heidegger and Gnosis. Von Herrmann’s answers offer an overview of Heidegger’s entire line of thought, and in particular, the question of Being. The question of Being is analysed in two main ways in which it develops: the transcendental-horizontal way and the ontological-historical way.
The issue of gnosis is placed and discussed in detail within the complex Heideggerian context. Von Herrmann rules out that Heidegger is a Gnostic thinker. However, he admits that a Gnostic interpretation of certain themes is possible, provided that a precise definition of gnosis is given and explained.
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Il tedesco assai complesso di von Herrmann è stato tradotto da Lucrezia Fava con rigore linguistico e intelligenza ermeneutica. Il testo si chiude con una Nota nella quale l’autrice parla appunto della traduzione, ricapitola genesi e significato dell’intervista, accenna al luogo nel quale von Herrmann la accolse a Freiburg, uno spazio che «si apriva su un paesaggio mozzafiato, così soverchiante che mi sembrò d’essere in una nicchia per scrivere e pensare appesa tra il cielo e gli alberi».

Che cos’è il tempo?

La rivista L’Indiscreto mi ha chiesto un’intervista dedicata a Tempo e materia. Una metafisica. Ho risposto volentieri alle interessanti – e non semplici 🙂 – domande che Francesco D’Isa mi ha rivolto. Spero che l’intervista trasmetta qualcosa della tonalità del libro.

Abbiamo discusso (brevemente) delle ragioni che inducono a scrivere un libro di metafisica, del rapporto tra fisica e filosofia, di cosmologia, di tempo ed evoluzione, di un singolare e significativo esperimento mentale proposto da Sidney Shoemaker.
Riporto qui una delle mie risposte:
Come l’essere e come la metafisica, io credo che anche il tempo si dica πολλαχῶς, in molti modi. E dunque siano plausibili e consistenti le ipotesi che hai riassunto e anche altre. La mia tesi (non soltanto mia naturalmente) è quella che hai espresso dicendo “infinito e in evoluzione continua” e che dunque il tempo non abbia alcun inizio e non avrà alcuna fine, perché è l’essere stesso. Se l’essere non fosse eterno non ci sarebbe proprio, come ha ben mostrato anche Spinoza. La sua eternità consiste precisamente nel suo divenire. Credo che questo sia uno dei portati più fecondi della termodinamica al modo in cui è stata riformulata nel Novecento da Ilya Prigogine.

Dürrenmatt greco

Giovedì 28 marzo 2019 alle 16,00 nell’aula 252 del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania si svolgerà il secondo incontro del ciclo dedicato a «Nella magnificenza di delitti sepolti». Friedrich Dürrenmatt e la verità come enigma, organizzato dall’Associazione Studenti di Filosofia Unict.
Parleremo del romanzo Greco cerca greca e del racconto La morte della Pizia, due testi comici e scintillanti. La seconda, in particolare, è una delle opere più belle e profonde che abbia letto nella mia vita.

«Forse lei si trova di fronte a una strada molto difficile; la strada della fortuna che è negata alla maggior parte degli uomini perché la saprebbero percorrere ancor meno che la strada della sfortuna, sulla quale si cammina di regola quaggiù» (Greco cerca greca, Einaudi, p. 70).

«Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo…» (La morte della Pizia, Adelphi, p. 9)

L’emittente universitaria Radio Zammù mi ha intervistato oggi su questo incontro e sulla lezione del 27.3 dedicata a Nietzsche (durata 20 minuti, brano di Lucio Battisti compreso).

 

 

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Metto qui a disposizione le diapositive che ho utilizzato per questa conversazione:
Dürrenmatt greco.

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