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Oscurantismi, censure, ortodossie

Oscurantismi, censure, ortodossie

Contro il politicamente corretto
in I linguaggi del potere.
Atti del Convegno internazionale di studi
(Ragusa Ibla, 16-18 ottobre 2019)
A cura di Felice Rappazzo e Giuseppe Traina
Mimesis Edizioni, 2020, pp. 532
Pagine 25-35

Nell’ottobre del 2019 si svolse a Ragusa Ibla un Convegno i cui giorni furono splendidi per lo scambio scientifico e la condivisione tra amici in un luogo tra i più belli del Mediterraneo.
Come si vede dall’indice del corposo volume che ne raccoglie gli Atti, la relazione tra linguaggi e potere è stata in quest’occasione affrontata da prospettive diverse, feconde, disvelatrici.
Ribadisco la mia gratitudine agli amici e colleghi Rappazzo e Traina per avermi dato l’occasione di discutere in modo critico del Politically Correct, delle sue radici, dei suoi danni, dell’impoverimento linguistico e dunque sociale che produce.
Qualche mese fa avevo messo a disposizione il file audio del mio intervento, al quale aggiungo ora il testo pubblicato, che si divide nei seguenti paragrafi:
-Intellettuali, un tramonto?
-Umanitarismi vs marxismi
-Una globalizzazione politicamente corretta
-Politicamente spettacolare
-Un caso linguistico-culturale italiano
-Conclusione: λόγος – Linguaggio

 

18 commenti

  • agbiuso

    Ottobre 29, 2021

    Un intervento di Antonello Piroso sugli effetti paradossali del politicamente corretto e soprattutto della metamorfosi di ciò che chiama se stessa ancora sinistra.

    ==============

    Cari amici, vicini e lontani, della sinistra (chiunque voi siate: nel senso che non mi è chiaro quante e quali sinistre ci siano oggi in Italia, ma transeat), capisco vi sentiate “sinistrati”, dopo l’intervenuta “tagliola” sul ddl Zan, ma vorrei provare a sottoporvi alcuni spunti di riflessione.
    1. Vi siete impossessati dello slogan “legge e ordine”, tipicamente di destra. Norme, sempre più norme, che dovrebbero garantire una più efficace repressione dei comportamenti criminali o criminogeni. Per capirci, con un esempio necessariamente grossier, prendiamo l’omicidio, art. 575 del codice penale: “Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito…”. Lo disciplinano anche altri articoli che aumentano la pena, se sussistono la premeditazione o le cosiddette aggravanti (assassinio per motivi “futili e abietti”, la compresenza di “sevizie” o “crudeltà” ecc).
    2. Ad un tratto, però, si è ritenuto che tutto questo non bastasse più, e si è iniziato ad inasprire ulteriormente le sanzioni in caso di determinate vittime. Come? O con l’introduzione di articoli bis, ter e quater, o con leggi ad hoc. Muore, o è vittima di brutalità o discriminazioni, un nero, un ebreo, un sionista, un arabo, un musulmano, e, perchè no, un “terrone”? Ecco la norma nuova di zecca sul delitto compiuto per motivi di odio etnico-razziali, nazionali, religiosi.
    3. Stesso format con l’omicidio stradale (da colposo in volontario, con molti dubbi su estensione e campo di applicazione), nonchè con la legge sul cosiddetto femminicidio, un pigro mantra come se fosse in atto uno sterminio del genere femminile da parte di maschi desiderosi di annientarlo, e non casi -sempre troppi, terribili e dolorosi- di donne uccise da uomini che non meritano neppure di essere definiti tali.
    4. Quindi ci si è preoccupati dei comportamenti esecrandi, vili e sadici verso omosessuali e lesbiche, cui poi si sono aggiunti i trans, e poi i queer, gli asessuali, con la proliferazione dell’acronimo da Lgbt a Lgbtqia+ etc, da sanzionare anch’essi con prescrizioni apposite.
    5. La domanda sorge spontanea: quante e quali altre tipizzazioni delle vittime di violenza e omicidio vanno previste? Quali categorie andranno vieppiù protette? Se i minori sono tutelati, come la mettiamo per esempio con gli anziani? Immaginando il geriatricidio? E perchè fermarsi agli umani? Che fare con soppressione e maltrattamenti dei nostri amici animali? Ci sono già gli articoli 544 bis e ter, però attenzione: non distinguono tra animali domestici e quelli allo stato brado, mettendo sullo stesso piano cani e gatti di casa, con orsi, lupi e cinghiali…
    6. Manette agli evasori, spazzacorrotti, codice degli appalti, codicilli, editti, pandette e grida manzoniane. Massì, facciamo vedere che abbondiamo. Un aumento dei precetti penali, però, non comporta una diminuzione dei reati. Fosse così, avrebbero ragione i sostenitori della pena di morte. Che non è mai stato un deterrente, mentre semmai lo è la sua abolizione. Potete verificare voi stessi sul sito NessunotocchiCaino.it: “Un rapporto ha esaminato i tassi di omicidio in 11 paesi che hanno abolito la pena capitale, constatando che dieci di essi hanno registrato un calo di tale reato nel decennio successivo all’abrogazione”.
    7. Vogliamo stigmatizzare lo spettacolo “indecoroso e degradante”, “gli applausi e quell’orrido tifo da stadio” intervenuti alla proclamazione del risultato sul ddl Zan? Facciamolo pure, ma evitando di fare i sepolcri imbiancati: sottintendere, o sostenere, che questo dimostrerebbe la consustanziale omofobia della destra (vi do una notizia: esistono gay pure lì) significa cercare di lanciare la palla in tribuna per occultare la sconfitta politica incassata, a colpi di franchi tiratori (a sinistra). Chi a destra si è lasciato andare a sgradevolezze, lo avrebbe fatto su qualsiasi altra mozione sostenuta dalla sinistra e bocciata dopo mesi e mesi di martellante campagna propagandistica a favore. L’incivile scompostezza dei politici, nelle aule parlamentari o fuori, è trasversale, e non è una novità. I resoconti parlamentari sono pieni di sguaiatezze, “risse”, “urla”, “applausi”, “cori” registrati nell’emiciclo e dintorni, fin dal 1949 per l’adesione dell’Italia alla Nato: si vide un cassetto volare da una parte all’altra dell’aula. Senza dimenticare le scuse tardive, vedi Luigi Di Maio, il balcone, l’esultanza, l’abolizione della povertà: “Sbagliai il gesto e le parole”.
    8. Ultimo, ma non in ordine d’importanza. Il segretario del Pd Enrico Letta, nel commentare la debacle, è ricorso ai toni apocalittici: “Hanno voluto fermare il futuro”. Nientemeno. C’è da chiedersi: qual è invece il futuro di lavoro, previdenza, sanità, insomma, qual è il posto riservato a sinistra per i diritti sociali? Non è una provocazione, e non intendo certo declassare quelli civili, contrapponendoli ai primi. Ma è questione urticante. Lo certifica questo testo del dicembre 2017: “La motivazione fondamentale, e ufficiale, della rottura tra il movimento di Giuliano Pisapia e il Pd è stata la mancata tempestiva calendarizzazione in Parlamento dello ius soli, un argomento importante, una battaglia di civiltà, ma, rispetto alle questioni aperte, alquanto circoscritto”. Circoscritto. Continuiamo: “Anche in questo caso si conferma una singolare inversione di priorità nelle politiche della sinistra: i diritti civili ormai prevalgono su quelli sociali, che hanno sempre meno spazio nei programmi”. Però. Andiamo avanti: “Questo mutamento è evidente da quando a sinistra si è affermata la linea più liberale che socialista della “terza via”: i diritti (individuali) civili sono diventati centrali nella strategia di sinistra e di fatto la loro rivendicazione è diventata un alibi, una sorta di copertura, rispetto al fatto che le problematiche sociali venissero, se non abbandonate, lasciate sulla sfondo”. I diritti civili come alibi. Conclusione: “Così facendo si ponevano le premesse per una rinnovata contrapposizione con la destra conservatrice su basi diverse rispetto al passato e per l’acquisizione del consenso dei ceti medi cosiddetti “riflessivi”. Ma al tempo stesso si minava alle radici il rapporto tradizionale tra sinistra e ceti popolari”.
    9. Su che giornale o sito di destra è comparsa tale critica analisi? Nessuno.
    10. Le ritrovate sul web all’indirizzo nens.it, Nuova economia nuova società, il centro studi fondato da Vincenzo Visco e da Pier Luigi Bersani. Non riesco a immaginare qualcuno più a sinistra di lui (senza offesa).

  • agbiuso

    Ottobre 2, 2021

    Sulla triste scelta linguistica della Scuola Normale Superiore di Pisa.

    • agbiuso

      Ottobre 2, 2021

      Il “benvenuto” rivolto ad “allievə e ex allievə” scritto in questa strana grafia -probabilmente tratta da qualche erudito studio su antiche civiltà italiche- è stato rimosso da @scuolanormale.
      Speriamo che si torni all’italiano contemporaneo.

  • agbiuso

    Agosto 17, 2021

    L’ossessione del Me Too non lascerà tranquillo nessun maschio molto noto (e poi tutti gli altri).
    Anche in questo caso opera il piano inclinato del politicamente corretto.
    Un’accusa relativa a presunti eventi di 56 anni fa denunciati OGGI quale credibilità può avere?
    Ma per il Politically Correct tutto serve alla causa, anche a costo di distruggere la vita delle persone.

  • agbiuso

    Luglio 15, 2021

    Lo spirito statunitense (detto anche “americanate“) soffoca ogni buon senso.
    La rivolta contro il sessismo dei cavi audio. Jack “maschio” e “femmina” politicamente scorretti
    HuffPost, 10.7.2021

    Questo il politicamente corretto commento di un amico:
    «Chissà quant* jack hanno una percezione del proprio genere diversa dal sesso biologico “assegnato” per convenzione sociale e intendono vivere quella percezione senza essere obbligat* a un percorso di transizione presso il ferramenta. In attesa della legge Zan e del self-id generalizzato, l’utile decisione segnalata dall’articolo rimuove una fonte di sofferenza per tant* jack»

  • agbiuso

    Luglio 15, 2021

    Ma, in italiano, “benvenuti a bordo” è un chiaro segno di maschilismo, rispetto a “benvenute a bordo”.
    Propongo di pronunciare così il saluto: “Benvenut asterisco a bordo’.
    (Il nostro tempo è sempre più segnato da fanatiche follie).

    Lufthansa non saluterà più i passeggeri con “signori e signore”. “Non è inclusivo, importante tenere in considerazione tutti”
    il Fatto Quotidiano, 14.7.2021

  • agbiuso

    Giugno 8, 2021

    Donna, di madre indiana, di padre giamaicano, democratica, contraria all’immigrazione di massa.
    Per il politicamente corretto è imbarazzante.

  • agbiuso

    Giugno 6, 2021

    Sembra che in GB si voglia vietare l’utilizzo della parola “madre”. Una soluzione alternativa e coerente con il Politically Correct sarebbe -quando a partorire sarà un maschio- utilizzare “madro” oppure “mammo”.

  • agbiuso

    Maggio 22, 2021

    Può accadere persino di concordare con Enrico Mentana:

  • agbiuso

    Maggio 5, 2021

    Per quanto disprezzi il politicamente corretto in quanto subdolo e radicale nemico di ogni intelligenza e libertà, per quanto mi aspetti sempre il peggio da tale ideologia oscurantista, questi liberali statunitensi, questa destra così profonda, riescono sempre a sorprendermi.

  • agbiuso

    Aprile 26, 2021

    Paradossi, insensatezze, gravi conseguenze del politicamente corretto applicato alla questione del genere/sesso:

    L’intervista a Marina Terragni: «Zan ha il terrore di noi femministe. Fermiamo la sua legge liberticida»
    La Verità, 25.4.2021

  • agbiuso

    Marzo 16, 2021

    Le Università statunitensi vanno diventando «théâtres d’une restriction sans précédent de la liberté d’expression, au nom de la défense des minorités et d’un nouveau “droit à ne pas être offensés”».

    Ne parla Alessia Lefébure su éléments, 16.3.2021
    La liberté académique des enseignants est-elle en danger sur les campus américains ?

  • agbiuso

    Febbraio 28, 2021

    Ci si chiede a volte come sia stato possibile per secoli in Europa un Indice dei libri proibiti.
    Ci si chiede a volte se sarà davvero possibile la distopia raccontata in Fahrenheit 451 , il rogo politico e sistematico dei libri.
    Ci si chiede come sia stato possibile nella civile Germania l’avvento del Nazionalsocialismo.
    Ecco come è stato possibile: in nome dei valori, in nome del Bene e del Male.

    =============
    Amazon quietly ends sales of books it labels ‘hate speech’
    Retail giant made policy change sometime prior to purging from its store “When Harry Became Sally,” a book criticizing transgender ideology.

  • agbiuso

    Gennaio 27, 2021

    L’account twitter del sito francese Boulevard Voltaire è stato chiuso perché «enfreint les règles de Twitter […] relatives à la violence explicite et au contenu pour adultes dans les images de profil». La ragione? L’immagine del profilo, che raffigura un dipinto assai famoso di Eugène Delacroix La liberté guidant le peuple,
    I segni di un odio sempre più profondo verso la libertà si stanno moltiplicando in modo inquietante. Emendare un simile dipinto è infatti significativo non soltanto dell’ignoranza dei censori ma anche dell’impulso totalitario del Bene, nemico da sempre di ogni cultura. Si chiama Inquisizione.

  • agbiuso

    Gennaio 26, 2021

    Da Trump all’Europa, dal politicamente corretto all’epidemia, «les mots n’ont plus de sens aujourd’hui, parce que ceux qui les emploient sont incultes».

    « Internet n’est pas un espace de liberté, mais un espace de flicage, d’ordures verbales et de tout à l’égo »
    Alain de Benoist, éléments, 26.1.2021

  • agbiuso

    Gennaio 4, 2021

    Un deputato del Congresso degli Stati Uniti d’America conclude la sua preghiera aggiungendo alla parola amen la parola awomen, in modo da evitare discriminazioni di genere :-))))
    Un caso in cui il politicamente corretto mostra di sgorgare dritto dritto dalla più crassa ignoranza.

    Amen and awomen (YouTube)

  • agbiuso

    Novembre 23, 2020

    In difesa di Letizia Battaglia, contro l’ennesima manifestazione della barbarie politicamente corretta, del cinismo politico, del bigottismo.
    Rolling Stone, 22.11.2020

  • agbiuso

    Novembre 10, 2020

    TRA CISGENDER E FAMIGLIE ARCOBALENO ARRIVA IL DIZIONARIO DELLA NEOLINGUA
    di Francesco Borgonovo (La Verità, 10.11.2020)

    È stata l’indimenticabile antropologa Ida Magli, una delle più autorevoli e coraggiose intellettuali italiane di ogni tempo, a spiegare che il politicamente corretto è «l’obbligo di acquisire, attraverso le norme linguistiche, un sistema di giudizio non corrispondente alla realtà – alla realtà così come viene automaticamente percepita».
    Secondo la studiosa, il politicamente corretto costituisce «la forma più radicale di “lavaggio del cervello” che i governanti abbiano mai imposto ai propri sudditi», proprio perché esso agisce a partire dal linguaggio. «La corrispondenza pensiero-linguaggio», continua la Magli, «è infatti praticamente automatica. Inserire una distorsione concettuale in questa corrispondenza significa impadronirsi dello strumento naturale di vita cui è affidata la specie umana: l’adeguamento del sistema logico-cerebrale alla percezione della realtà nella formulazione linguistica dei concetti, impedendone così qualsiasi cambiamento e trasformazione».
    In buona sostanza, modificando il linguaggio si modificano i pensieri delle persone, e in questo modo si cambia radicalmente la loro percezione del mondo esterno, sostituendo alla realtà una costruzione artificiale e artificiosa.
    Se pensate che queste siano soltanto le elucubrazioni da intellettuali con la vocazione al complottismo, forse dovreste dare un’occhiata alla nuova edizione del celebre dizionario italiano Devoto-Oli, pubblicato per la prima volta nel 1967.
    Ieri Repubblica ha dedicato una paginata gonfia d’entusiasmo agli aggiornamenti messi a punto dai gallonati curatori, tra i quali il linguista Luca Serianni e Biancamaria Gismondi, caporedattrice della redazione lessicografica.
    È stata proprio quest’ultima a rilasciare alcune dichiarazioni abbastanza inquietanti: «Il nostro impegno», ha detto, «è di rappresentare la lingua nel modo più completo e politicamente corretto».
    Un atteggiamento condiviso da Serianni: «In questi anni», ha spiegato l’accademico, «abbiamo prestato attenzione a una serie di cambiamenti sociali e culturali: dalle questioni di genere alle discriminazioni razziali, dalle tematiche ambientali all’impatto della tecnologia sulle nostre vite».
    È dunque in ossequio al «politicamente corretto» che, tra i 600 neologismi inseriti nella nuova edizione, compare anche la parola «cisgender», che indica una «persona la cui identità di genere coincide con il sesso attribuito alla nascita».
    Ecco un esempio concreto di costruzione artificiale che sostituisce la realtà. Il termine «cisgender», particolarmente sgraziato, si riferisce a un uomo che si senta uomo o una donna che si senta donna. Cosa che dovrebbe rappresentare la norma. E invece tale norma viene derubricata a «un caso fra tanti», viene riscritta in base a un’ideologia (quella Lgbt, per la precisione).
    Quel che era appunto «normale» e facilmente comprensibile attraverso l’osservazione, perde il suo carattere di immediatezza. Diventa «mediato», cioè viene «corretto» da una visione politica, riadattato in base ai dettami del pensiero dominante.
    Creando una nuova parola, si crea un nuovo modo di pensare e di interpretare il mondo: la realtà viene fatta passare attraverso il filtro politico. Ovviamente, nel Devoto-Oli di fumisterie arcobaleno ce n’è per tutti i gusti: genderqueer, genderless, gender neutral… Un bel campionario di burocrazia applicata alla sessualità.
    Tra le altre novità di cui i curatori del dizionario sono particolarmente orgogliosi ci sono poi i cambiamenti a cui è stata sottoposta la definizione di «famiglia». Ecco che cosa si legge sul vocabolario: «Nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio o da rapporti di parentela o di affinità». Qui, invece, l’esistenza della norma viene riconosciuta, salvo poi essere artificialmente ampliata in ossequio alla retorica Lgbt. Curiosamente, tra l’altro, questa «nuova» definizione di famiglia confligge in maniera piuttosto netta con quella fornita dalla Costituzione, la quale «riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio».
    I curatori di Devoto-Oli, per non farsi mancare niente, hanno voluto inserire nel dizionario le locuzioni «famiglia arcobaleno» (la famiglia «formata da due genitori dello stesso sesso») e «famiglia di fatto» (quella «formata da due persone non sposate e da eventuali figli»). Inoltre, spiega la caporedattrice Gismondi, «abbiamo eliminato il concetto di famiglia uguale “prendere moglie”, retaggio di un tempo in cui l’uomo era il capofamiglia». Nella prossima edizione del vocabolario, conclude la curatrice, assisteremo a una coraggiosa operazione antisessista. Verrà infatti inserito «il femminile di carpentiere», giusto per fare un inchino al femminismo lessicografico.
    Ironia a parte, funziona esattamente come diceva Ida Magli: si cambia il linguaggio per cambiare la realtà. E all’improvviso un autorevole vocabolario italiano diventa il dizionario della neolingua.

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