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Festa e Mobilitazione

Festa e Mobilitazione

Recensione a:
Artista sovrano. L’arte contemporanea come festa e mobilitazione
di Giuseppe Frazzetto
Fausto Lupetti Editore 2017, pp. 208

in Shift. International Journal of Philosophical Studies
Numero 2/2017
Pagine 227-229

Sul manifesto del 3 gennaio 2018 era uscito un mio breve articolo –La festa insidiosa e la mobilitazione totale del sistema spettacolare –dedicato al libro più recente di Giuseppe Frazzetto.
La rivista Shift pubblica ora una recensione più ampia e argomentata che spero costituisca ulteriore invito a leggere un libro nel quale l’autore disvela con elegante esattezza i meccanismi e il senso dell’arte contemporanea.
«Postcontemporaneo -termine paradossale con cui si fa cenno alla svolta nella situazione ‘senza nome’ in cui viviamo. La Stimmung postcontemporanea si fonda sulla percezione straniante di ‘vivere dopo il futuro’» (p. 12).
«Catturati in questo groviglio, gli artisti scommettono sulla loro sovranità, e allo stesso tempo cercano chi la riconosca, chi accetti di farsi catturare dalla rivolta/festa che essi proclamano. L’arte contemporanea mette in discussione la socialità, la comunicazione, l’empatia ma non può che rimettersi all’empatia, alla comunicazione e alla socialità» (22).
«Il significato delle operazioni metalinguistiche verrà. In effetti non è disponibile. L’arte contemporanea nel suo versante terziario/metalinguistico è propriamente dionisiaca -tenta di concretizzare Dioniso, il sempre-veniente» (89).
Durante una nostra conversazione Frazzetto mi ha detto di aver «cercato di scrivere un libro senza censure, disincantato e appassionato». È esattamente quello che ha fatto.

 

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