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Essere politeisti

Essere politeisti

L’immensa violenza scatenata da alcune sette islamiche che utilizzano anche e soprattutto le armi date loro dagli Stati Uniti d’America in funzione antisiriana; il razzismo teocratico di Israele; la millenaria pretesa di verità assoluta della dottrina cristiana e il tentativo di imporla con guerre, inquisizioni, crociate, torture, stermini, sono tutte manifestazioni e conseguenze del principio biblico di esclusione:

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sopra la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso. […] Guàrdati bene dal fare alleanza con gli abitanti della terra nella quale stai per entrare, perché ciò non diventi una trappola in mezzo a te. Anzi distruggerete i loro altari, farete a pezzi  le loro stele e taglierete i loro pali sacri. Tu non devi prostrarti ad altro dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso.
(Esodo, 20, 1-6 e 34, 11-14, traduzione Cei)

Bettini_politeismo

Da qui parte un vivace Elogio del politeismo proposto da Maurizio Bettini e del quale discuto in un articolo pubblicato oggi su Sicilia Journal: Contro ogni fondamentalismo, essere politeisti.

4 commenti

  • Passioni arcaiche - agb

    17 Luglio, 2016

    […] splendida traduzione di Maurizio Bettini restituisce la potenza del filosofo-poeta Seneca, capace di cogliere con oggettività l’impero […]

  • agbiuso

    26 Gennaio, 2015

    Alexis Tsipras, interrompendo una lunga tradizione, ha giurato come primo ministro greco non sulla Bibbia ma sulla Costituzione. Dalla Grecia viene ancora una volta un esempio di intelligente libertà.

  • agbiuso

    19 Dicembre, 2014

    Ti ringrazio per queste conferme, caro Diego.
    Sì, il mondo pagano vive di una unità profonda tra l’umano, la terra e il divino.
    Aspetti diversi della realtà intera, identica nell’insieme e diversa in ciascuno dei suoi elementi. Un equilibrio profondo che i monoteismi hanno distrutto. Ma che permane come struttura della materia, indistruttibile e anche in questo senso sacra.

  • diego

    19 Dicembre, 2014

    proprio ieri sera, caro Alberto, ho riletto un interessante passaggio dell’ultimo capitolo di «Antropologia e Filosofia» (non posso riportarlo appunto perché è sul comodino a fianco del mio letto e non qui nel mio ufficio), laddove spieghi come il Cristianesimo abbia contribuito ad escludere la sacralità dalla natura, dagli eventi della vita concerta, portando a compimento l’idea di un sacro «fuori» dal mondo, per molti versi «contro» la vita fisica, mentre nel mondo greco il sacro era negli eventi naturali, nelle forze vitali

    nel vecchio testamento, in qualche modo, il processo è ancora in corso, il Dio non è ancora il Dio della bontà, ma porta con sè ancora il male, il dolore, è un Dio che non ha intenzioni «buoniste»

    Vito Mancuso affronta più volte quel passaggio e ritiene perfino che la traduzione CEI sia edulcorata rispetto all’originale ebraico, impregnato di un male incoercibile e ritiene anche che le giustificazioni del cattolicesimo, la classica spiegazione d’una scrittura «per quei tempi», siano fallaci e insufficienti

    purtroppo il lavoro mi reclama, avrei davvero voglia di scrivere ancora, per ora, come sempre, ti ringrazio per la sollecitazione intellettuale preziosa che scaturisce dalle tue pagine

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