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Da un altro secolo

Era già deputato quando Chruščëv rendeva noti i crimini di Stalin; lo era da ben prima che nascessi io -che certo ragazzino non sono- e molti di coloro che mi leggono. È cresciuto ed è diventato potente in un altro secolo e in un altro mondo, che ha contribuito a plasmare, in particolare per gli amichevoli e financo servili rapporti del nostro Paese con l’Unione Sovietica e con gli Stati Uniti d’America. Non c’erano personal computer, non c’era la Rete, non c’era la società dello spettacolo, non c’era il mondo complesso e difficile nel quale siamo immersi.
Ma quest’uomo decide oggi quasi da solo i destini dell’Italia, imponendo al partito da cui proviene l’alleanza con Berlusconi e la sua cricca. Minacciando chissà quali sfracelli se il Partito Democratico non gli obbedisce e soprattutto se pensa a un’alternativa di governo con il Movimento 5 Stelle, vera ragione d’orrore per costui. E lo sciagurato partito risponde. Obbedisce rinnegando tutte e ciascuna delle promesse elettorali. Approva dunque l’insensato e incostituzionale spreco dei cacciabombardieri F-35 (strumenti di offesa e di guerra); vota contro la sfiducia ad Alfano, responsabile di un crimine umanitario e causa della vergogna internazionale dell’Italia; dirige ed è parte fondamentale di uno dei governi più squallidi, risibili e impotenti della storia repubblicana. Un Partito senza onore.
E tutto questo anche perché lo vuole un vecchio quasi novantenne. È in tali frangenti che si comprende meglio la superiore saggezza della natura, la quale ha imposto a ogni vivente un ciclo di vita ben preciso, che si conclude con la morte del singolo. Se personaggi come costui (o come Alessandro VI/Rodrigo Borgia, Vlad III l’impalatore, Hitler, Stalin, Francisco Franco, Reagan, Margaret Thatcher, Calderoli e tanti altri) fossero immortali, il nostro sarebbe davvero il peggiore dei mondi possibili. Non lo è, per fortuna.

 

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Non sono d’accordo sul giudizio sprezzante verso le dichiarazioni di Fassina. Per come io le ho interpretate, tendono a porre l’accento sull’evasione di soggetti sociali molto deboli (piccoli commercianti e ancor più piccoli artigiani) non con l’intento di giustificare l’evasione, ma sollecitando anche una lettura delle cause che tenga conto del contesto sociale. Per essere molto chiari, siccome io sono un artigiano, so che c’è chi evade il fisco, ma taluni soggetti sono persone che portano a casa cifre troppo modeste per vivere in modo dignitoso. Allora l’evasione di taluni è conseguenza di una parola semplice: miseria. Questo perchè mancando una rete di protezione sociale adeguata, taluni si debbono arrangiare. Chi ha un seppur magro ma sicuro stipendio e/o pensione il 27 di ogni mese, prima di giudicare, dovrebbe provare sulla sua pelle certe situazioni. Il M5S, a dire il vero, ha fra i suoi 20 punti un concetto sacrosanto: reddito di cittadinanza. Concetto pulito, netto, che taglia via assistenzialismi pelosi e anche ogni giustificazione all’evasione «povera». Caro Alberto, questa è la mia opinione, e mi onoro di questo spazio per esporla, naturalmente sapendo che un’opinione non è una verità assoluta.

Volendo, Alberto, essere più chiari ancora, non credi che, sereni ed epicurei, si possa annunciare adessso ufficialmente l’inizio dell’era del partito unico. Quanto al vecchino hai letto che cosa ho scritto in proposito in linea 27 ieri. Aspetto di vedere calare una falce, su chi sai, da vent’anni, spero che cali in due al prezzo di uno.
Pda

D’accordo, Albert!

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