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Macchine

L’umano e le macchine. Una alterità che ci appartiene
in «Libertaria 2018 – Voci e dinamiche dell’altro»
Mimesis, 2018
Pagine 140-157

Una prospettiva libertaria è sempre radicata nella consapevolezza del limite umano. Nessuna macchina può far crescere davvero la nostra libertà poiché essere liberi è una condizione politica e non tecnologica. Nessun software può aumentare la nostra autonomia poiché essere autonomi è una condizione prima di tutto esistenziale e solo successivamente pragmatica. Macchine e programmi rappresentano un’alterità e una differenza che ci appartiene e che in quanto tale non va respinta -si tratterebbe di una ennesima e sterile forma di luddismo- ma non va neppure accolta come strumento di liberazione individuale e collettiva. Va invece pensata nella sua complessità, nelle sue potenzialità e nei suoi pericoli, entrambi molto grandi. Proprio perché non hanno padroni nelle aziende, nelle università, nei centri di ricerca, gli anarchici sono forse gli unici a poter fare propria questa alterità senza farsene dominare.
In questo saggio ho tentato di riprendere e sintetizzare analisi e prospettive svolte nei due libri che ho dedicato alla questione delle menti naturali/artificiali, aggiornando i riferimenti  e traendone delle ipotesi politiche.

 

La vita vera

Adieu au langage
di Jean-Luc Godard
Svizzera, 2014
Con: Héloise Godet (Josette), Richard Chevallier (Marcus), Kamel Abdeli (Gédéon), Zoé Bruneau (Ivitch)
Trailer del film

Si è liberi quando si può esprimere senza esitare ciò che si pensa. Quando timori, pudori, calcoli non servono più e si diventa -se si ha qualcosa da dire- un puro distillato della vita, si diventa forma.
Questo è Godard, oggi. Immagini tagliate, talvolta senza piedi, senza testa. Corpi che si slanciano, si denudano, si allontanano, si affrancano, si raccolgono. Un cane che accompagna il divenire come la sua anima più vera. E nel suo sguardo diventa puro cinema. Una nave che attracca tante volte allo stesso molo. Un uomo che fa la cacca mentre parla con la sua ribelle compagna. Neve e primavera. Note ottocentesche e canti del Sessantotto. I colori cangianti come se in pochi secondi trascorressero stagioni. La politica che invade ogni anfratto della vicenda, che la surclassa e insieme la disvela. L’animalità che ritorna, travolgente, a vincere l’umano. L’essenziale, il gioco. Al di là del linguaggio c’è la filosofia, c’è la vita vera.

Sed intelligere

Ho inserito su Dropbox il file audio (ascoltabile e scaricabile sui propri dispositivi; la durata è di 32 minuti) della lezione dal titolo Filosofia è libertà svolta il 14 novembre 2017 nell’ambito della Giornata Mondiale della Filosofia, indetta dall’UNESCO e organizzata a Catania da Nuova Acropoli.
Libertà è una delle parole più dense, complesse e polisemantiche. «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Vangelo di Giovanni, 8,32) ma il Grande Inquisitore di Dostoevskij rimprovera al Cristo il fatto che «anche qui Tu hai giudicato troppo altamente degli uomini, giacché, in fin dei conti, costoro son degli schiavi, seppure con la costituzione del ribelle» (I Fratelli Karamazov, parte II, libro V, cap. V, trad. di A. Villa, Einaudi 1981, p. 341).
Gli umani abitano infatti dentro precisi confini, entro limiti senza i quali non potrebbero neppure esistere:
-i limiti della pelle, del corpo, dello sguardo
-il condizionamento del carattere che la natura ci ha dato
-l’ambiente nel quale siamo nati e ci siamo formati
-i genitori che ci hanno messo al mondo
-i maestri che abbiamo avuto
-i ricordi di cui siamo fatti, che ci consolano e ci perseguitano ma senza  i quali in ogni caso non avremmo identità
-le nostre aspirazioni, i sogni possibili e quelli impossibili
-le contraddizioni quotidiane e quelle di fondo
-le passioni che ci nutrono
-la certezza di dover morire.
Siamo delimitati dunque e soprattutto dai confini del tempo che noi stessi siamo.
E tuttavia da Anassimandro a Heidegger, passando per Spinoza e Schopenhauer, abbiamo saggiato una possibilità di libertà che coincide con la passione per la conoscenza, l’indagare, l’interrogare.
La libertà come rivalutazione dell’apparenza e redenzione del quotidiano; la libertà come riscatto dei torbidi della vita, dell’esserci, della morte, del nulla. «Humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari sed intelligere». Così Spinoza nel Tractatus politicus (I, 4). Nella prefazione alla terza parte dell’Ethica la formula è più complessa: «Nam ad illos revertere volo, qui hominum Affectus, & actiones detestari, vel ridere malunt, quam intelligere». Per entrambi i testi l’abito della filosofia consiste nell’evitare di deridere, compiangere o detestare i comportamenti umani e cercare invece di comprenderli, «sed intelligere». Questa comprensione è la filosofia, lo spazio della nostra libertà.

Libertà

Martedì 14 novembre 2017 parteciperò a un Convegno organizzato da Nuova Acropoli nell’ambito della Giornata Mondiale della Filosofia, indetta dall’UNESCO.
L’evento si svolgerà alle 18,00 nel Coro di Notte del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania. Vi prenderanno parte Augusto Cavadi e Manuela Di Paola. Io terrò una relazione dal titolo Filosofia è Libertà.

Abstract
La passione per il sapere, l’indagare, l’interrogare, diventa nel lavoro filosofico il riscatto dell’apparenza, dei torbidi della vita, del dolore d’esserci, della morte e del nulla. Diventa  l’uscita da ogni nichilismo mediante la conoscenza della pienezza che è il mondo, il suo apparire nei limiti che lo tengono e costringono ma che proprio per questo gli danno senso. Le passioni costituiscono la potenza più grande e quindi l’uomo saggio trasforma la conoscenza nella passione suprema, l’unica in grado di sottomettere le altre.

Iniziative in programma a Catania per la Giornata Mondiale della Filosofia 2017  (pdf)

Machiavelli

Lunedì 15 maggio 2017 nel Coro di Notte del mio Dipartimento si svolgerà una Giornata di studi dal titolo Machiavelli. Il potere della libertà / La libertà del potere.
Vi terrò una relazione su Libertà e animalità, della quale pubblico qui l’Abstract.

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Una delle condizioni per comprendere l’umano è il riconoscimento del suo specifico βίος come parte della più vasta ζωή. Il fondamento biologico del potere e della ribellione contribuisce a fare della vita collettiva una dinamica costante nelle sue strutture e sempre mobile nelle sue espressioni.
La distinzione spinoziana tra potentia e potestas deriva sia dalla consapevolezza di tale animalità sia dalla lezione dell’acutissimus -per Spinoza- Machiavelli. Termini come volpe, lione, lupi, fortuna, virtù; l’antropologia de L’asino -per la quale «dal pianto il viver suo comincia quello, con tuon di voce dolorosa e roca; tal ch’egli è miserabile a vedello»- condensano l’antiumanismo di Machiavelli e ne rendono fecondo il pensare per chi sappia e voglia operare politicamente nel disincanto, nell’attenzione più alla «verità effettuale della cosa, che alla immaginazione di essa» (Il Principe, cap. XV).
Le relazioni fra antropologia ed etologia diventano così un’ulteriore testimonianza della presenza di Machiavelli tra i cardini del lavoro culturale e politico.
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Machiavelli_locandina_15.5.2017_corretto

Bakunin

Le contraddizioni di un rivoluzionario
A Rivista anarchica
Numero 414 – Marzo 2017
Pagine 111-114

«Il culmine della passione libertaria di Bakunin viene raggiunto nella coraggiosa difesa di una totale libertà di opinione, di parola, di credenze. Una libertà coerentemente estesa ai nemici della libertà e che dunque diventa “libertà illimitata di svolgere ogni tipo di propaganda con le parole, con la stampa, nelle riunioni pubbliche o private, senz’altro freno che il naturale e salutare potere dell’opinione pubblica; libertà assoluta di associazione, non escluse quelle che avranno come scopo la distruzione della libertà individuale e pubblica” (p. 98).
Bisognerebbe ricordare queste magnifiche parole a tutti coloro che invocano e ottengono leggi che prevedono il carcere -o peggio- per delle opinioni religiose (gli islamisti), storiografiche (gli zelanti avversari giudiziari del negazionismo), satiriche (quanti condannano “gli eccessi” di Charlie Hebdo

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