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Parassiti

Parassiti

Border – Creature di confine
(Gräns)
di Ali Abbasi
Svezia-Danimarca, 2018
Con: Eva Melander (Tina), Eero Milonoff (Vore)
Trailer del film

Nella mitologia scandinava il trold (o troll) è una creatura dalla forma (dis)umana che vive nei boschi, che entra in relazione con gli altri animali, che sente l’armonia delle acque, che teme i fulmini e può diventare anche assai violento. Tina è un trold che non sa di esserlo, lavora come poliziotta presso la dogana dove mette al servizio della comunità il suo formidabile talento nell’annusare non soltanto droghe e alcolici ma anche e specialmente «vergogna, senso di colpa, rabbia». La sua vera natura le viene svelata dall’incontro con Vore, un viaggiatore di cui lei sente la diversità e la pericolosità ma dal quale è anche attirata in modo del tutto inconsueto. L’incontro e la relazione con Vore fanno emergere la potenza ancestrale della terra, il bruire della vita primitiva, la crudeltà degli umani «che non rispettano neppure i loro bambini, parassiti che si divertono a far soffrire altre creature, che distruggono tutto ciò che toccano».
Alla deformità somatica di Tina e di Vore si contrappone infatti la deformità sostanziale di una comune famiglia svedese che prende i bambini in affido per affittarli poi a dei pedofili. Il fiuto di Tina scoprirà anche costoro, insieme ad altri orrori.
I cani, le volpi, le alci, i lombrichi costituiscono rispetto a questi umani il ritmo primordiale della vita che è sempre insensata ma che in essi si declina nella misura dei cicli primordiali del cielo e della terra. L’umano fa invece gorgogliare da sé la dismisura. Questo verme nudo si crede il sovrano del cosmo, si crede fatto a somiglianza di qualche dio ed è invece ragione di dolore e di terrore per le altre specie, è ragione di declino dell’aria e del respiro, è disprezzo verso la differenza ed è abisso che sprofonda nella morte che costantemente infligge, nella morte che è.
La deformità dei trold e di ogni altra fantasia generata dalla mente umana è lo specchio inquietante di ciò che sentiamo d’essere, che siamo e che saremo, sino a quando «the  Second  Law  of  Thermodynamics will get us in the end in the fantastically unlikely event that nothing else does first», la seconda legge della termodinamica avrà infine ragione di noi, anche nel caso fantasticamente improbabile che null’altro provveda prima (James Lenman, «On Becoming Extinct», in Pacific  Philosophical  Quarterly, n. 83, 2002, p. 254).
La potenza del tempo farà giustizia, come sapeva Anassimandro.

8 commenti

  • agbiuso

    14 Aprile, 2019

    Tutti i partiti rappresentati nel Consiglio Regionale della Liguria avevano lodato il cosiddetto Fridays for Future. A pochi giorni da quella manifestazione il governatore Toti e la sua giunta dichiarano di voler cancellare parchi e aree protette. Questo in Liguria, una regione dall’equilibrio idrogeologico assai precario e causa di alluvioni distruttive. Aspettiamo le loro mortali conseguenze, sorridendo.

    Liguria, la Regione cancella 540 ettari di parco e 42 aree protette: ‘Così si ripopola entroterra’. M5s: ‘Favore agli speculatori’
    il Fatto Quotidiano, 14.4.2019

  • agbiuso

    10 Aprile, 2019

    Il soggetto umano che ha ucciso in questo modo il cane, se mi venisse affidato morirebbe in modo atroce, dopo aver subito da parte mia torture di ogni tipo. E l’anima del cagnolino accompagnerebbe le mie mani. Questo farei.

    E’ morto il cagnolino abbandonato senza cibo in un garage di Librino

  • agbiuso

    7 Aprile, 2019

    Una notizia interessante per chi da una prospettiva materialistica ritiene che nulla ci sia di sacro nel nascere e nel morire umani, che si tratti di comuni eventi biochimici.

    • Tina Messineo

      11 Aprile, 2019

      Ricordi Alberto quando i miei vicini squinternati ( per intenderci, quelli della Cappella di don Bastiano) mi rubarono il gatto Birba?
      Lo cercai per 39 giorni in tutto il paese e poi, dopo 39 giorni di agonia mia e del gatto, lo liberarono!
      Mori mezz’ora dopo che io lo presi nel loro giardino. Era “vuoto” disse il veterinario , non aveva mangiato per 39 giorni! Stava con me da 12 anni. Ora è seppellito nel cimitero della mia campagna assieme ad Adria , il cane ucciso dal bastardo .
      20 anni fa per Birba la mia vendetta non ha sortito effetti ma un anno fa per Adria ho meditato vendetta che prima o poi riuscirò ad attuare.
      Quanto è lontano quell’incontro tra antroposfera e zoosfera! Quanto è lontano!
      P. S.
      Prima di seppellire i miei animali sono solita leggere le bellissime pagine del L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera sulla morte del cane Karenin.
      Si, la loro anima accompagnerebbe le “nostre mani”.

      • agbiuso

        11 Aprile, 2019

        Sì, Tina , ricordo. Se alcuni di coloro respirano ancora , cerca di colpirli nel modo più duro, fai sentire il dolore dello stare al mondo, godi della loro angoscia e del pianto. Vendica i tuoi compagni animali.

  • Pietro Ingallina

    5 Aprile, 2019

    Da guardare anche Lasciami entrare (Tomas Alfredson, Svezia 2008), anche questo basato su un racconto di Lindqvist.
    Grazie come sempre per queste splendide segnalazioni Prof.!

    • agbiuso

      5 Aprile, 2019

      Grazie a lei, caro Pietro, per la sua lettura e per il riferimento opportuno ed esatto all’altro racconto di Lindqvist, anch’esso storia di una differenza che disvela.

  • Pasquale

    5 Aprile, 2019

    Che succulento filmo Alberto, devo trovarlo. A presto Psq.

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