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«Nell’amorosa quiete delle tue braccia»

«Nell’amorosa quiete delle tue braccia»

Ich habe genug
da Kantate BWV 82 (1727)
di Johann Sebastian Bach
Berliner Mottettenchor – Das Ristenpart Kammerorchester
Direttore Karl Ristenpart
Baritono Dietrich Fischer-Dieskau

«Ich habe genug, / Ich habe den Heiland, das Hoffen der Frommen, / Auf meine begierigen Arme / genommen; / Ich habe genug! / Ich hab ihn erblickt, / Mein Glaube hat Jesum ans Herze gedrückt; / Nun wünsch ich, noch heute mit Freuden / Von hinnen zu scheiden».
Il testo della Cantata numero 82 di Bach si riferisce alle parole con le quali Simeone prese tra le braccia il piccolo Gesù e disse Ich habe genug, ‘mi basta, ho vissuto per questo’. Si potrebbe spostare il senso di tale Pienezza, attribuendola alla passione amorosa. E tradurre così: «È quanto mi basta, / ho preso il mio Amore, la speranza / tra le mie braccia che l’attendevano / è quanto mi basta! / Ho potuto vederlo, / la mia attesa sicura ha impresso la sua immagine dentro di me; / ora desidero, -anche oggi stesso con gioia- / andarmene dal tempo che sono».
C’è qualcosa di così struggente nelle note di Bach da non poter rinchiudersi e limitarsi al compiacimento di chi attendeva il Messia e finalmente lo ha visto; c’è l’indefinibile sentimento di chi ha incontrato il Senso che attendeva, lo ha abbracciato. E poi può morire dicendo a se stesso: «Mi basta, ho vissuto per questo».
«Nell’amorosa quiete delle tue braccia» è una delle figure più dense dei Frammenti di Roland Barthes.

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3 commenti

  • agbiuso

    Marzo 22, 2020

    Una versione araba di questo canto magnifico e struggente.
    L’esecuzione è dell’orchestra Sarband, la voce di Fadia el-Hage.
    In quest’altro video si vede la cantante accompagnata dal Nederlands Blazers Ensemble.

  • Pasquale

    Ottobre 1, 2016

    Abbracciato al corpo amato come un crocifisso alla sua croce ho imparatao della vita più cosa che in tutti i libri Marguerite Yourcenar – Memorie di Adriano

    • agbiuso

      Ottobre 2, 2016

      Bellissime parole, e vere, quelle di Yourcenar. Esprimono in sintesi quanto ho cercato di dire ricordando Barthes, la cui figura si conclude così:
      «3. Momento dell’affermazione, per un po’, anche se limitatamente, disordinatamente, qualcosa è andato per il verso giusto: sono stato appagato (tutti i desideri aboliti attraverso la pienezza del loro soddisfacimento): l’appagamento esiste, e io lotterò senza tregua per ottenerlo di nuovo: attraverso tutti i meandri della storia amorosa, mi ostinerò a voler ritrovare, rinnovare, la contraddizione -la contrazione- dei due abbracci».
      Grazie, Pasquale.

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