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Le voci umane

Chiesa di San Bernardino alle Monache – Milano – 7 agosto 2017

Les voix humaines
Jordi Savall
Viola da gamba a 7 corde di Barak Norman, 1697

Programma
Musiche di Abel, Bach, Schenck, Sainte-Colombe, De Machy, Marais
Propongo l’ascolto del Preludio in re minore di Karl Friedrich Abel (1723-1787)
Tristezza, tenerezza, tensione, dolce furia, canto, nostalgia, suono, distacco, luce.

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Pur

Chiesa di San Pietro in Gessate – Milano – 3 agosto 2017
Devozione barocca
Monteverdi e i suoi eredi

Ensemble La Venexiana
Raffaele Pe – controtenore

Programma
Annibale Gregori
Ruggiero à un soprano
Claudio Monteverdi
Pianto della Madonna
Dario Castello
Sonata terza a due, secondo libro
Francesco Cavalli
O quam suavis
Giovanni Battista Riccio
Canzon La Grileta
Giovanni Legrenzi
Angelorum ad convivia
Giovanni Battista Bassani
Tantum ergo (inedito)
Giovanni Antonio Pandolfi Mealli
Sonata “La Castella”
Benedetto Ferrari
Queste pungenti spine

Le chiese di Milano ascoltano ancora una volta i suoni malinconici e forti del Barocco.
Quattro strumentisti dell’ensemble La Venexiana (Andrea Inghisciano al cornetto, Efix Puleo al violino, Gabriele Palomba alla tiorba e Davide Pozzi all’organo) accompagnano e sostengono la voce di Raffaele Pe, il cui effetto -come sempre accade con un controtenore- è afferrante per la mescolanza di potenza maschile e di altezza femminile.
Il più coinvolgente dei brani eseguiti è stato Tantum ergo di Giovanni Battista Bassani, un inedito che ovviamente non possiedo. Propongo quindi l’ascolto del compositore che sta al centro del lavoro di questo ensemble. L’aria Pur ti miro che conclude L’incoronazione di Poppea (1642) di Claudio Monteverdi raccoglie in sé la gioia impossibile di ogni amore, il suo miraggio e insieme la sua sostanza, il ‘tuttavia’ che oltrepassa ogni disincanto.

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Pur ti Miro
pur ti godo
pur ti Miro
pur ti godo
pur ti stringo
pur t’annodo
più non peno più non moro
o mia vita
o mio tesoro…

Io son tua, Speme mia,
Tuo son io Dillo dí
Si mio ben, sì mio cor, mia vita, sì
l’idol mio, Speme mia,
tu sei pur Sì mio ben
Sì mio ben, sì mio cor, mia vita, sì
l’idol mio, tu sei pur.

Pur ti Miro
pur ti godo
pur ti Miro
pur ti godo
pur ti stringo
pur t’annodo
più non peno più non moro
o mia vita
o mio tesoro…

«Freude, Freude, über Freude!»

Chiesa di San Simpliciano – Milano
Le Cantate di Bach

Programma:
Johann Sebastian Bach:
Cantata “Jauchzet, frohlocket, auf, preiset die Tage” BWV 248/I
Cantata “Darzu ist erschienen der Sohn Gottes” BWV 40
Cantata “Sie werden aus Saba alle kommen” BWV 65
Cantata “Herrscher des Himmels, erhöre das Lallen” BWV 248/III

Amsterdam Baroque Orchestra & Choir
Ton Koopman  – direttore
Martha Bosch  – soprano
Maarten 
Engeltjes  – alto
Tilman 
Lichdi  – tenore
Klaus 
Mertens  – basso

«Gioia, gioia che cresca su gioia!» Questo l’urlo sacro che si ascolta in uno dei corali della Cantata BWV 40. Bach è capace di esprimere sia il più profondo dolore dell’anima sia il gaudio più redento. La sua musica sembra percorrere i sentieri della passione umana e del http://SocialTrusts.com distacco, toccare ogni sfumatura e trasformarla in canto. Nella bellezza di San Simpliciano, Ton Koopman e i suoi Amsterdam Baroque Orchestra & Choir hanno restituito per intero la potenza di questa luce.
Propongo l’ascolto del Coro iniziale della Cantata BWV 248/I:
Jauchzet, frohlocket, auf, preiset die Tage  (Esultate, giubilate, benedite i giorni)

«Una natura radiosa»

RUBENS e la nascita del Barocco
Milano – Palazzo Reale
A cura di Anna Lo Bianco
Sino al 26 febbraio 2017

Gli occhi scrutano da dentro il biondo dei capelli e il bianco incarnato della pelle. La testa di tre quarti s’allarga nella scura geometria del copricapo. Così ci guarda Rubens dal magnifico Autoritratto del 1623. Di quest’uomo, Jacob Burckhardt disse che fu un artista dalla «gigantesca fantasia» e «fu anche una natura radiosa», che dall’adesione all’etica stoica seppe trarre la saggezza dell’inevitabile e il riverbero della gioia.
Il suo Seneca morente è fatto di un corpo possente che abbandona con serena amarezza la vita. Quel Seneca che ritorna come nume nel busto che veglia sui Quattro filosofi, dei quali fa parte Giusto Lipsio, il più significativo esponente del neostoicismo. Rubens pensa che la terra del sapiente non sia questa o quella comunità ma la saggezza stessa, condivisa con chiunque se ne disseti. La sua azione di diplomatico presso le corti di Spagna e d’Inghilterra fu intessuta del suo amore per l’Europa, ritratta ne Le conseguenze della guerra come una donna in lutto e con le braccia alzate mentre Afrodite cerca inutilmente di fermare Ares. Un grido, un lutto, una lucidità meno note di Guernica ma altrettanto profonde a esprimere la tragedia dell’Europa devastata dalla Guerra dei Trent’AnniRubens_Los_horrores_de_la_guerra
Quella che è stata definita come la più grande novità in pittura dai tempi di Caravaggio si esprime nei corpi gloriosi che la riempiono. Gloriosi non nel senso paolino ma in quello greco. Sono infatti corpi ispirati a sculture classiche come il Torso del Belvedere, l’Ercole farnese, l’Afrodite al bagno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Corpi intrisi di una carnalità piena, tesa, avvolgente e affascinante.
Rubens fa il contrario degli artisti e degli architetti che inglobarono i templi greci negli edifici cristiani (come si vede assai bene, ad esempio, nel Duomo di Siracusa). Rubens trasforma i santi cattolici in eroi e in divinità greche. Fa questo proprio perché è «una natura radiosa», la cui luce riempie ancora oggi lo spazio della pittura e si chiama Barocco.

Tripudio

Palazzo Biscari- Catania
Concerts avec plusieurs instruments
24 novembre 2016

Johann Sebastian Bach:
Concerto brandeburghese n. 6 (BWV 1051)
Concerto brandeburghese n. 3 (BWV 1048)
Concerto brandeburghese n. 5 (BWV 1050)
Orchestra del Festival internazionale del Val di Noto – Magie Barocche
VI edizione del Festival (2016)

I sei concerti composti da Bach nel 1721 per il Margravio del Brandeburgo costituiscono uno dei vertici dell’arte europea. È musica-tripudio, è un inno offerto alla gioia d’esserci, è soprattutto l’essenza  del Barocco: la perfezione formale unita alla gloria malinconica del mondo. Ascoltare questi brani nello spazio settecentesco di Palazzo Biscari significa avere anche negli occhi e non soltanto nell’udito la metafora barocca.
Rispetto all’esecuzione della quale parlai qui nel 2013 quella dell’Orchestra del Festival internazionale del Val di Noto mi è sembrata più monocorde e meno brillante nei toni, nei colori. E però ascoltare i Brandeburghesi è sempre pienezza. Non avendo a disposizione una registrazione dell’orchestra che ha eseguito questi tre concerti, propongo l’ascolto del primo movimento del Concerto n. 5 nell’esecuzione del Concert des Nations, diretto da Jordi Savall.

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«Nell’amorosa quiete delle tue braccia»

Ich habe genug
da Kantate BWV 82 (1727)
di Johann Sebastian Bach
Berliner Mottettenchor – Das Ristenpart Kammerorchester
Direttore Karl Ristenpart
Baritono Dietrich Fischer-Dieskau

«Ich habe genug, / Ich habe den Heiland, das Hoffen der Frommen, / Auf meine begierigen Arme / genommen; / Ich habe genug! / Ich hab ihn erblickt, / Mein Glaube hat Jesum ans Herze gedrückt; / Nun wünsch ich, noch heute mit Freuden / Von hinnen zu scheiden».
Il testo della Cantata numero 82 di Bach si riferisce alle parole con le quali Simeone prese tra le braccia il piccolo Gesù e disse Ich habe genug, ‘mi basta, ho vissuto per questo’. Si potrebbe spostare il senso di tale Pienezza, attribuendola alla passione amorosa. E tradurre così: «È quanto mi basta, / ho preso il mio Amore, la speranza / tra le mie braccia che l’attendevano / è quanto mi basta! / Ho potuto vederlo, / la mia attesa sicura ha impresso la sua immagine dentro di me; / ora desidero, -anche oggi stesso con gioia- / andarmene dal tempo che sono».
C’è qualcosa di così struggente nelle note di Bach da non poter rinchiudersi e limitarsi al compiacimento di chi attendeva il Messia e finalmente lo ha visto; c’è l’indefinibile sentimento di chi ha incontrato il Senso che attendeva, lo ha abbracciato. E poi può morire dicendo a se stesso: «Mi basta, ho vissuto per questo».
«Nell’amorosa quiete delle tue braccia» è una delle figure più dense dei Frammenti di Roland Barthes.

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Bach, l’alieno

 Widerstehe doch der Sünde
di Johan Sebastian Bach
(Cantata BWV 54 – 1714)
Andreas Scholl
Collegium Vocale Gent diretto da Philippe Herreweghe

Bach_ Cantatas for Alto SoloIl testo della prima aria della Cantata BWV 54 è pieno di riferimenti al peccato, al diavolo, alle punizioni divine:
«Widerstehe doch der Sünde,
Sonst ergreifet dich ihr Gift.
Lass dich nicht den Satan blenden;
Denn die Gottes Ehre schänden,
Trifft ein Fluch, der tödlich ist».
La devozione di Bach viene però sempre oltrepassata da una bellezza assoluta, da un’armonia che davvero non ha pari nella vicenda pur lunga e variegata della musica europea. Immergersi nella voce del contralto Andreas Scholl, dimenticare il truce contenuto della cantata, godere della pace profonda che questa musica sa dare. Come se provenisse da altri mondi.

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Pistole e parole

The Hateful  Eight
di Quentin Tarantino
USA, 2015
Con: Samuel L. Jackson (il maggiore Marquis Warren), Kurt Russell (John ‘il Boia’ Ruth), Walton Goggins (Chris Mannix), Jennifer Jason Leigh (Daisy Domergue)
Trailer del film

hateful_eightWyoming. Pochi anni dopo la fine della Guerra di Secessione. Una diligenza corre cercando di sfuggire a  una tempesta di neve. Trasporta dei cacciatori di taglie e la loro preda, una donna. La diligenza arriva all’Emporio di Minnie. La proprietaria non c’è. Ci sono invece dei soggetti ambigui e reticenti. Nessuno si fida di nessuno. E giustamente. Il disvelamento coincide con il morire.
Il cinema barocco e splatter di Tarantino si misura qui con una struttura teatrale nella quale tutto avviene – per tre ore- in un unico ambiente. Le parole e le pistole dominano la scena.
Parole che giungono al culmine nel racconto che il maggiore Warren -un nero- fa al generale sudista Smithers, al quale riferisce come gli ha ucciso il figlio dopo averlo fatto camminare nudo nella neve e avergli imposto una fellatio.
Pistole che spuntano dappertutto e che compiono, inesorabili, il loro lavoro.
Nonostante la conclusione, spero ironica oltre che sentimentale, segnata dal nome e dalla morale di Abramo Lincoln, The Hateful  Eight è tanto divertente quanto feroce. Divertente e feroce anche nel suo essere politicamente scorretto. Delle donne il minimo che si dice è che sono delle troie, dei neri si afferma che sono proprio negri e bugiardi e subumani, dei messicani si sostiene che sono peggio dei cani. E così via.
Soprattutto si comprende come l’utilizzo, e non soltanto il possesso, delle armi ‘per difesa personale’ stia nel codice genetico delle popolazioni che abitano il Nord America da New York alla California. Selvaggi.

Trombe barocche

22 ottobre 2015 –  Chiesa San Nicolò l’Arena – Catania
Angel trumpets
Ensemble Pian & Forte
Musiche di Vivaldi, Gonelli, Händel

Vivaldi_Concerti

L’antico e prezioso organo di Donato Del Piano occupa l’intera parete absidale dell’imponente chiesa benedettina di San Nicolò l’Arena, una delle sedi del V Festival internazionale Magie Barocche, diretto da Antonio Marcellino.
Persi in lontananza nella balaustra dello spazio che ospita lo strumento, un soprano e due trombettisti hanno eseguito brani assai noti di Vivaldi e di Händel, insieme a quelli del molto meno famoso Giuseppe Gonelli (1685-1745).
La suggestione della tromba barocca, dell’organo, della voce, è andata forse un poco perduta nello spazio davvero esteso della chiesa. Ma la potenza di una musica oggettiva, malinconica e trionfante -come quella barocca- è capace di trasmettere ovunque e sempre il proprio incanto.
Propongo l’ascolto dell’Allegro iniziale del Concerto in do maggiore per due trombe RV 537 di Vivaldi, nell’esecuzione dell’Academy of Ancient Music diretta da Christopher Hogwood.

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