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Morire nella felicità

Morire nella felicità

«Non si trattava di trovare un filtro magico che m’impedisse di morire bensì, soprattutto, di imparare a morire nella felicità» (Alejandro Jodorowsky, La danza della realtà, Feltrinelli 2009, p. 149).
Quel momento verrà e sarà la pace. Verrà quell’impercettibile ma definitivo fermarsi del respiro umano sul mondo nel quale il mondo termina. L’importante è che ci trovi vivi, nella pienezza dei nostri desideri e nella saggezza delle rinunce che l’esistere ci ha insegnato. Nel disincanto su ogni cosa e nella curiosità verso l’istante che si apre, fosse anche l’ultimo. Nella benedizione delle lacrime versate per amore e nella freddezza che ha temprato il cuore. Accogliere il morire con un sorriso di vittoria, se siamo stati capaci di trasformare il labirinto che è la vita nella ragnatela del senso con il quale abbiamo catturato, infine, la gioia.

5 commenti

  • Paolina Campo

    28 Giugno, 2011

    Scrivere e riuscire a colpire il lettore emozionandolo, è un dono meraviglioso.

    Nell’editoriale dell’ultimo numero di “Vita Pensata”, leggevo che “la storia è la durata diventata comunità di ricordi”. La morte entra in questa comunità di ricordi? Secondo me, sì.
    Grazie.

    • agbiuso

      28 Giugno, 2011

      Grazie a lei, cara Paolina, per aver suggerito un legame tra la durata della quale si parla in Vita pensata e questa breve riflessione sul morire. Ciò che lei dice è vero: i morti esistono sino a quando il loro ricordo intride i vivi; i vivi non debbono mai dimenticare di essere delle entità temporali e quindi finite. Questo vale per i singoli come per le comunità storiche.

  • aurora

    27 Giugno, 2011

    la curiosità ci salva dalla noia.La noia supera di molto la paura della morte

  • diego b

    26 Giugno, 2011

    Accogliere il morire con un sorriso di vittoria, se siamo stati capaci di trasformare il labirinto che è la vita nella ragnatela del senso con il quale abbiamo catturato, infine, la gioia.

    sto leggendo nomadismo e benedizione e quindi credo di comprendere abbastanza questa frase

    caro prof. biuso, ora non ne ho il tempo (il banale tempo dell’orologio, non quello oggetto delle sue belle pagine), ma ci tornerò sopra

  • Pietro Spalla

    26 Giugno, 2011

    Speriamo che la “curiosità verso l’istante che si apre” superi la paura dell’ingnoto verso cui ci inoltriamo e del nostro possibile annichilimento, che la gioia per i progetti realizzati e per il senso che siamo riusciti a dare alla nostra vita superi il rammarico di dovere interrompere altri progetti e lasciare le persone amate…

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