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Una vita viva

di Battisti-Mogol
da Una giornata uggiosa (1980)

«Se è il caso lottare, più spesso lasciare.
Saper aspettare chi viene e chi va.
E non affondare se si può in nessuna passione
cercando di ripartire, qualcosa accadrà.
[…]
Non temere la notte, non temere la notte,
però amando più il giorno
e partir senza mai pensare a un sicuro ritorno.
[…]
E inventare la vita, una vita viva, una vita viva»

Un programma di vita stoico-spinoziano, questo di Battisti-Mogol, che condivido pienamente: «Nec ridere, neque lugere, neque detestari, sed intelligere» (Ethica, prefazione alla terza parte; Trattato politico, cap. I, § IV).
E in questa comprensione inventare la vita.

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Ricordo una sua frase, professore Biuso, una frase che mi è rimasta impressa e che sottolinea in maniera forte il significato di una vita viva. “La morte esiste, arriva. L’importante è che ci trovi vivi!”

caro prof. biuso, in effetti affermare che esiste una «vita viva» vuol dire che esiste anche una «vita non viva»

ma è chiaro che qui ci si riferisce ad un processo d’esperienza e non all’incedere «automatico» dei processi biochimici

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