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Palermo, Milano, Bronte. Il fantoccio.

Noi sappiamo. Il suo primo finanziatore ha studiato nello stesso luogo dove ho studiato io. Sappiamo che le enormi somme con le quali a Milano cominciò la trista avventura del fantoccio vennero dall’Isola. Non si è fatto da sé, costui, ma lo hanno fatto i soldi di Palermo. «E comunque quel che deve intimorire e intimorisce oggi il premier non è la personale credibilità presso le cancellerie dell’Occidente, ma fin dove si può spingere e si spingerà l’aggressione della famiglia mafiosa di Brancaccio, determinata a regolare i conti con l’uomo – l’imprenditore, il politico – da cui si è sentita “venduta” e tradita» (Fonte: Repubblica, 28.11.2009).
Non c’è alcuna grandezza, in tutto questo. Non c’è, soprattutto, politica. “Destra, sinistra, comunismo, libertà…” diventano qui parole vuote, segni violenti e violentati. C’è solo la realtà dei soldi, soldi, soldi. I siciliani sono i padroni dell’Italia. Lo sono dallo sbarco dell’esercito statunitense, che affidò le amministrazioni locali ai mafiosi siculo-americani, passando per Scelba e Portella della Ginestra, per Andreotti -sfinge e interfaccia dei palermitani-, per il messinese Sindona, e arrivando al presente. I siciliani, i mafiosi sono i padroni dell’Italia. Oggi più che mai. La palma è arrivata ai confini, e va oltre. C’è da esserne orgogliosi.

4 commenti

  • agbiuso

    Maggio 21, 2013

    Ormai neppure fingono più. Il partito di Berlusconi intende eliminare di fatto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
    Anche per salvare Dell’Utri, certo, ma non solo.
    Tutto coerente.
    E il Partito Democratico che cosa farà?

    Televideo, 21.5.2013
    ========
    PdL:dimezzare pene per concorso esterno
    21/05/2013 12:37

    12.37 Condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa. Si dovrà dimostrare che c’è un profitto. E’ quanto prevede il testo PdL appena assegnato in commissione Giustizia del Senato, relatore Giacomo Caliendo.

  • agbiuso

    Marzo 25, 2013

    Era ed è troppo evidente il “concorso esterno in associazione mafiosa” di Marcello Dell’Utri.
    Da siciliano a siciliano mi permetto dunque di dirgli: “Perché non ammette con orgoglio tutto questo? Perché non afferma che lo Stato è altrettanto criminale e che lei tra due bande ha scelto quella più vicina alla sua sensibilità e alla sua terra? Perché non mostra grandezza e vendetta insieme, raccontando ciò che sa -e sa tutto- sul fantoccio che lei stesso ha costruito, che ha ancora potere e che l’ha sacrificata ai suoi interessi elettorali, ignorando la gratitudine?”

  • agbiuso

    Agosto 7, 2012

    Ecco che cos’è il quotidiano che leggono (quando leggono) i catanesi.

  • agbiuso

    Dicembre 5, 2009

    Gaspare Spatuzza dichiara che “il capo del governo e il suo più stretto collaboratore, nell’avventura imprenditoriale e politica, sarebbero addirittura gli ispiratori anche dell’assassinio con il tritolo di Giovanni Falcone (23 maggio 1992) e Paolo Borsellino (19 luglio 1992)”. (Fonte: Repubblica, 5.12.2009).

    Grande sconcerto, nervi che saltano, indignate e rabbiose smentite dei servi, il quasi silenzio del Capo, l’incredibile imbarazzo e silenzio del PD di Bersani.

    Ma non c’era bisogno di Spatuzza o dei Graviano per capire che cosa fosse accaduto. Bastava -e basterebbe- essere dei buoni osservatori, degli storici rigorosi, dei filosofi che si chiedano “a chi sono servite le stragi, i massacri, la morte di Falcone e di Borsellino?”.
    Alcuni versi della Storia di un impiegato di De André affermano che in carcere il protagonista sta imparando un sacco di cose “tranne qual è il crimine giusto per non passare da criminali”. Il potere -in quasi ogni sua espressione- è l’altra faccia del crimine, o attraverso la grande finanza mondiale o mediante i padroni delle televisioni o tramite gli stretti legami con le mafie e coi narcotrafficanti mondiali.
    L’Italia è governata da tutto questo messo insieme. Un intero Paese di criminali -ai livelli più diversi- ai quali gli altri non riescono a opporsi. Peggiori di tutti sono “le persone comuni”, quelle che non ricevono vantaggi economici o personali diretti (o ne ricevono di minimi) e tuttavia votano sempre per i banditi e li sostengono con convinzione. Questi soggetti sono degli autentici cretini, parte decisiva della feccia che scorre in questa fogna chiamata Italia.

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