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Per l’Europa

Per l’Europa

Europa vs Occidente
Aldous, 30 giugno 2023
Pagine 1-2

L’Europa, nostra madre, è ormai da tempo attaccata su tutti i fronti. Il suo padrone, infatti, mano a mano che va perdendo l’egemonia mondiale teme la concorrenza economica, militare, culturale di potenze come la Russia, l’India, la Cina. E opera per sfruttare in tutti i modi la colonia europea anche a costo di distruggerne le risorse e la cultura. Credo anzi che questo sia esattamente uno degli obiettivi della politica statunitense.
Quanto sta accadendo in Ucraina – una terra e un popolo mandati al macello nella guerra contro la Russia preparata, voluta, finanziata e sostenuta dagli USA e dall’Unione Europea loro serva – rappresenta un’inquietante prospettiva per l’intero Continente, la cui cultura ed economia vengono erose dall’interno dalla dinamica della globalizzazione, un’ideologia occidentalista e non europea che i media in mano ai capitalisti contemporanei e alle loro società multinazionali non si limitano a esaltare, a difendere, a diffondere ma della quale semplicemente sono intrisi in ogni notizia che danno, in ogni riga che pubblicano, in ogni pensiero che i loro giornalisti concepiscono e che si trasmette per forza di gravità ai loro pigri e abitudinari lettori.
In questo testo per Aldous ho cercato (assai brevemente) di indicare alcune radici storiche della globalizzazione e ho auspicato che il nuovo pluriversum, che va nascendo anche dalla tragedia della guerra combattuta dagli USA e dalla Nato in Ucraina contro la Russia, determini ciò che con Carl Schmitt possiamo definire un nuovo Nomos della Terra, capace di ridare spazio alla feconda molteplicità dell’Europa rispetto alla distruttiva uniformità dell’Occidente.

9 commenti

  • agbiuso

    Febbraio 24, 2024

    No, per la salvezza dell’Europa, per la dissoluzione di un Occidente autoritario, menzognero e miserabile, sarebbe bene che la vittoria della Russia contro la NATO sia totale, evidente a tutto il mondo, liberatrice.

  • agbiuso

    Febbraio 22, 2024

    Il circo occidentale: il giorno dei pagliacci
    il Simplicissimus, 22.2.2024

    Una settimana impietosa per l’Occidente che sotto la gragnuola di colpi che stanno colpendo il suo esercito per procura in Ucraina, sta letteralmente perdendo la testa e mostrando tutta l’idiozia in cui è sprofondato allestendo una sorta di circo Togni della geopolitica. Si accomodino siore e siore al grande spettacolo in cui vedremo la tigre di carta ruggire contro gli indifesi mettendo il veto a una risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza, ma poi squittire come un topo di fogna ( e chiedo scusa a questi animaletti per il paragone ) quando deve trattare con i forti,

    Taca banda … vi racconteremo come il dipartimento di Stato americano ha accusato la Russia di aver violato le sanzioni internazionali contro la Corea del Nord perché il presidente Vladimir Putin ha regalato un’auto di lusso al leader di Piongyang, Kim Jong-un. Intanto i pagliacci scendono nell’arena e si prendono a bastonate con le mazze di plastica e fanno esplodere mortaretti. Immagino che al Cremlino staranno tremando per questa accusa infamante, ma la verità è che chi se la fa sotto – non solo metaforicamente – è il vecchio Jo che interpreta la parte di presidente del circo. E si perché pensate un po’ che proprio in questi giorni Washington sta tentando di convincere la Russia ad abbandonare il programma per la progettazione di un satellite killer in grado di distruggere i satelliti spia americani e quello per l’ ammodernamento e la nuova costruzione dei bombardieri supersonici TU-160 che possono portare una incredibile panoplia di armi, compresi i missili da crociera Kh-BD che hanno un raggio di azione di 8000 chilometri e perciò senza uscire dal territorio russo possono colpire praticamente ovunque.

    Ora compaiono gli equilibristi che volano sui trapezi perché c’è chi pensa che questa inaspettata richiesta alla Russia di congelare i suoi progressi in fatto di armamenti, sia in realtà un pretesto per stabilire colloqui preliminari con il Cremlino per un cessate il fuoco in Ucraina dove le cose vanno sempre peggio. Finalmente anche le teste più dure stanno cominciando a comprendere che l’idea di uno stallo dopo il catastrofico fallimento della controffensiva di Kiev era una delle tante cazzate all’inglese o all’americana, decideranno gli anglisti. E si cerca un modo per arrivare a un tavolo della pace senza tuttavia fare la figura di chiederlo.

    Ma adesso tutti fuori sull’arena, cavallerizzi e acrobati mentre gli ottoni squillano e il povero leone spelacchiato ruggisce per avere la bistecca: la coralità occidentale per quel delinquente di Navalny, morto di pancreatite e di diabete, è uno spettacolo imperdibile che vale il biglietto. Fanno finta che fosse un contendente di Putin, ma nessuno lo conosceva, non aveva avuto alcun risultato alle elezioni, non aveva idee politiche e quelle che aveva erano orribili. Quando Nalvany si è preso del tempo per registrare le sue opinioni utilizzando una piattaforma video, il suo messaggio è stato scioccante e inquietante. Ha descritto i musulmani – tutti, non solo alcuni – come scarafaggi che dovevano essere sterminati. Che diavolo pensano i politici occidentali che elogiano Nalvany?” Fanno finta di essere contro il razzismo eppure eccoli qui a piangere per pura russofobia la morte di un nazionalista ultra-russo che aveva abbracciato con entusiasmo le più vili convinzioni razziste. Ma che ci volete fare è il meraviglioso mondo delle marionette che non hanno testa, ma solo lo stomaco per fare i ventriloqui di un progetto politicamente criminale. Quindi va bene proprio tutto.

    Bene adesso nell’arena si fa silenzio perché tornano i pagliacci per il loro numero finale. Si tratta di pagliacci tedeschi che urlano e strepitano di guerra alla Russia, persino dopo che le loro armi hanno fatto la figura di merda che sappiamo e la cui unica prospettiva è quella di diventare un hub per le forze americane. Ma la storia che raccontano è incredibile, divertente e assurda: mentre il Paese affonda un gruppo di paleobiologi tedeschi ha chiesto una revisione del sistema utilizzato per denominare i dinosauri, sostenendo che l’attuale nomenclatura contiene quasi 100 nomi “potenzialmente offensivi”, come riferito martedì la rivista Nature, citando l’articolo ancora inedito di questi minus habens. Essi hanno analizzato i nomi di ogni fossile di dinosauro dell’era mesozoica peer trovare nomi “emananti razzismo, sessismo, che prendono il nome da contesti (neo)coloniali o da figure controverse” Secondo Nature sono state trovate 89 specie “problematiche”. Una specie di dinosauro potrebbe essere problematica semplicemente perché il suo nome era basato sul nome coloniale dell’area in cui è stato scoperto il fossile, hanno spiegato i ricercatori, lamentando che “i nomi dei luoghi o dei ricercatori nella lingua indigena spesso non vengono utilizzati o sono tradotti male”.

    Ma pensate che cuoricini quelli che poi si esaltano per le stragi di cui la Germania è parte attiva. Proprio delle dreckige Scheiße e lascio a voi la traduzione per finire in bellezza.

  • agbiuso

    Febbraio 21, 2024

    Europa in preda alla sindrome di Ursula
    il Simplicissimus, 21.2.2024

    Probabilmente una delle decisioni più stupide del mondo è quella di annunciare la riconferma della corrotta e ottusa von der Leyen alla guida della commissione europea per altri 4 anni nonostante la vicenda dei vaccini, ma è al tempo stesso una delle decisioni più scontate che si potessero prendere perché questo orrendo personaggio rappresenta tutta la follia che la Ue ha espresso in questi anni e che ora non riesce a rinnegare, anche di fronte al totale disastro che ha provocato. Si tratta di una dinamica psicologica che di solito viene chiamata bias o escalation dell’impegno: essa consiste nel credere che i comportamenti futuri debbano allinearsi a quelli passati, anche se essi sono palesemente sbagliati e fallimentari. Quando si è investito molto in qualcosa si tende a non cambiare strada o strategia per non vanificare gli sforzi fatti e questo paradossalmente è ancora più vero quanto più gli errori sono grandi.

    Così la Ue che ha scelleratamente giocato sulla sconfitta della Russia, ha perso gran parte della posta e ora non può tornare indietro ed esprimere una élite politica in grado di dare vita a un nuovo corso, deve necessariamente tenersi quel palco di guerrafondai da cavalluccio a dondolo di cui tutto il mondo ride . Per questo l’imperativo categorico è continuare, in un inarrestabile crescendo di grottesco, a negare l’evidenza ossia che l’ Ucraina non può vincere la guerra contro la Russia anche perché ormai è un Paese diroccato e demograficamente esausto, il cui controllo sta sfuggendo persino ai padroni americani. L’esempio migliore è il governo Scholz che ha distrutto l’economia tedesca in cambio di nulla e che ora non può fare altro che andare avanti nelle pratiche suicide. L’unica variante nella narrazione è tentare di far credere che la Russia voglia attaccare direttamente l’Europa per tentare di rendere in qualche modo credibile la dissipazione di enormi somme a favore dei corrotti di Kiev (e probabilmente non solo di Kiev). E’ chiaramente un’idiozia sotto molti punti di vista: come si fa a dire che l’Ucraina può vincere la guerra e contemporaneamente pensare che la Russia voglia investire l’intera Europa? Ma a parte queste sciocchezze alla Russia ormai importa ben poco di un’ Europa svuotata e saccheggiata da Washington e che ancora adesso non riesce a vedere la luce, ovvero che mentre gli Stati Uniti negli ultimi 20 anni hanno speso i loro soldi per creare scompiglio nel Medio Oriente , Russia e Cina hanno sfruttato il tempo per prepararsi ad un conflitto più ampio che appare inevitabile. Gli europei avrebbero dovuto riconoscerlo invece di aiutare gli Usa a mantenere la propria immagine di potenza unipolare.

    Ma basta guardare i componenti della commissione Ue e quella specie di sinistra statuina di Capodimonte della von der Leyen che potrebbe essere protagonista di un racconto su corruzione e morte al the delle cinque, per capire il livello di questa governance fuori controllo. Qualcuno a questo punto si domanderà, ma perché ricandidare Ursula come metafora del disastro a poco tempo dalle elezioni europee, non è una mossa azzardata? No è l’unica cosa che potessero fare a questo punto per polarizzare il voto e chiamare alle urne cittadini ormai scoraggiati e scettici. E’ il richiamo della foresta per le persone che dopo aver investito tutto nell’idea di Europa, nonostante l’euro e le politiche antisociali messe in atto, andranno al voto in preda alla stessa sindrome dei loro padroni, ovvero quella di allinearsi al passato per quanto esso sia stato catastrofico. Il meccanismo europeo creato come pudica cortina democratica per rendere meno visibile l’autoritarismo oligarchico sovranazionale, ha molta più paura delle urne deserte che di quelle antagoniste: le prime infatti sono in grado si mettere a nudo il giochino con la scarsa partecipazione popolare, mentre le seconde possono sì evidenziare un problema di credibilità, ma di fatto non contano nulla: anche se il finto Parlamento continentale fosse in grande maggioranza all’opposizione questo conterebbe zero, visto che il Parlamento stesso sta lì solo per bellezza, può applaudire o fischiare, ma la recita si svolge altrove. Sta a una realtà democratica come il modellino di un’auto sta a un’automobile vera.

    Tuttavia sono disposto a una scommessa: la von der Leyen e tutta la sua corte di grassatori non durerà altri quattro anni, verrà travolta prima insieme a questo relitto di Europa.

  • agbiuso

    Febbraio 13, 2024

    Da L’Occidente contro l’Occidente
    di Franco Cardini – 4.2.2024

    “Il vero danno che minaccia la civiltà non viene dall’Oriente ma dall’estremo Occidente”. È, in sintesi, la tesi portata avanti non solo da me in La deriva dell’Occidente (Laterza 2023), ma anche e soprattutto da Emmanuel Todd in La défaite de l’Occident (Gallimard 2024), in modo ben più autorevole e radicale.
    Segnalo tuttavia che la frase di apertura di queste poche note è citata in un saggio al solito lucidissimo di Luciano Canfora, La schiavitù del capitale (il Mulino 2017): essa appartiene a Isaac Kadmi-Cohen (1892-1954), il quale sottolinea come già all’indomani della prima guerra mondiale si fosse avviato da parte soprattutto statunitense un progetto “tanto intelligente quanto ributtante… di rovinare l’Europa e colonizzarla”.
    […] Su tutto ciò esistono biblioteche intere: ultimamente, è uscita la traduzione italiana di un bel libro di Julia Lovell, La guerra dell’oppio e la nascita della Cina moderna (Einaudi 2022). Victor Hugo scrisse che l’aggressione europea al grande, civilissimo impero, era un puro atto di pirateria e di latrocinio. Per la Cina di oggi, quell’episodio segnò il fatale esito di una cospirazione occidentale tesa a distruggere la Cina con la droga e la “diplomazia delle cannoniere”. Quanto di tutto ciò s’insegna nelle scuole italiane, quando si parla del “pericolo cinese contro la democrazia occidentale”? Per troppo tempo l’Occidente che predica pace, libertà, progresso, fratellanza tra i popoli, ha seminato nel mondo questo vento; i nostri ragazzi, figli e nipoti e pronipoti di generazioni di colti e civili avvoltoi democratici, raccoglieranno adesso la tempesta che si va addensando. E i nostri governanti non hanno saputo evitare, anzi, hanno contribuito a determinare la situazione che con disincantata esattezza Marco Tarchi definisce “senza vie di uscita”. La neolingua orwelliana dei nostri politici liberisti, che ha preparato guerra chiamandola “pace”, che ha organizzato provocazioni definendole “sostegno alla democrazia” e aggressioni chiamandole “diritto alla difesa” oppure “difesa preventiva”, che ha ordito congiure golpiste definendole “tutela della libertà”, è responsabile di tutto ciò”.

  • agbiuso

    Febbraio 3, 2024

    La battaglia d’Europa
    Il Simplicissimus, 3.2.2024

    Ieri abbiamo potuto vedere contemporaneamente in azione due europe: quella popolare e vitale degli agricoltori che assediano Bruxelles e Berlino contro decisioni assurde, palesemente pretestuose come fossero un esempio di scuola di eterogenesi dei fini e quella degli oligarchi che esercitano il ricatto contro l’Ungheria perché faccia passare il piano di 5o miliardi di euro da regalare al regime di Kiev già agonizzante e il cui unico risultato concreto potrebbe essere quello di coinvolgere l’Europa in una guerra che l’annienterebbe. Sono due europee che non hanno più nulla a che fare l’una con l’altra, tra le quali non è più pensabile una mediazione e che in effetti manca di un terreno sul quale ricercarla: le elezioni europee che avrebbero potuto e anzi dovuto essere tale terreno sono in realtà una farsa e un inganno: le persone vengono invitate a votare un falso parlamento, una rappresentanza politica che non conta nulla, è solo un orpello, un separé rituale per nascondere il fatto che le élite continentali hanno tutto il potere e forgiano in continuazione nuovi burattini da gettare in pasto alle opinioni pubbliche con la potente scorta dei media.

    Sì, non c’è possibilità di mediazione, è un duello che non può che finire o con la sconfitta delle oligarchie europee e anche dei meccanismi del loro potere, Ue ed euro o con la sconfitta dei cittadini che diverranno la servitù di servizio di un sistema degenerato. Le cose stanno stanno diventando sempre più chiare: il Novecento sarò anche stato un secolo terribile, ma bisogna dire che non si poteva immaginare che un giorno il ceto politico sarebbe scaduto a livelli così infimi, né che i cittadini sarebbero stati dominati dalla paura e dal loro stesso smarrimento, dalla mancanza di prospettive, di idee e di elaborazione politica, risucchiate dal neoliberismo in cambio di perline. Chi può credere davvero che l’agricoltura e l’allevamento tradizionale possano distruggere l’ambiente e colpire la biodiversità, mentre le colture ogm estensive delle multinazionali agroalimentari e un po’ di grilli il cui costo è peraltro superiore a parità di peso a qualsiasi altro alimento, siano la soluzione? Solo gli imbecilli che il sistema fabbrica incessantemente distruggendo qualsiasi fonte di pensiero critico. Chiunque pensi di ritagliarsi un qualche spazio al di fuori di questa battaglia è un illuso, uno che verrà sorpreso di notte dalla storia mentre cerca di non vedere. E’ il momento di agire, di non stare solo a guardare, ma di appoggiare la lotta degli agricoltori.

  • agbiuso

    Novembre 26, 2023

    Con riferimento alle posizioni servili, genocide e autodistruttive assunte nella guerra della NATO contro la Russia e in quella di Israele contro i civili palestinesi, il Simplicissimus parla giustamente degli “ignobili resti di ciò che fu l’Europa”: Hamas sta vincendo la sua battaglia

  • agbiuso

    Novembre 11, 2023

    Andrea Zhok:

    Ci sono molti intellettuali “embedded” nelle truppe dei detentori di capitale che accusano tutti i dissenzienti di essere “anti-occidentali”.
    Se dubiti delle proprietà taumaturgiche di un prodotto terapeutico raffazzonato e somministrato forzosamente, allora sei un complottista antiscientifico e antioccidentale.
    Se dubiti che l’Ucraina sia il baluardo della democrazia e che la Russia sia guidata da un pazzo che vuole arrivare con i carrarmati a Lisbona, allora sei un putiniano antioccidentale.
    Se dubiti che Israele sia per definizione una povera vittima, ingiustamente tormentato da aguzzini palestinesi, gelosi e antisemiti, allora sei filo-terrorista e antioccidentale.
    Ora, il termine “occidentale” è assai ambiguo, visto che oggi sostanzialmente include tutto ciò che ricade sotto l’influenza degli USA e dei suoi bungalow in giro per il mondo. Ciò che mi preme chiarire qui è che se per anti-occidentale quegli intellettuali a gettone intendono anti-europeo, si sbagliano di molto.
    Tolti gli intellettuali a libro paga e quelli che pensano di sapere quel che succede nel mondo perché leggono Repubblica-Corriere, per i consapevolmente dissenzienti questa è una fase storica di grave sofferenza culturale.

    Lo è perché chi non è un parvenu della cultura sa qual è la straordinaria ricchezza, molteplicità e profondità della cultura europea, e ne è giustamente orgoglioso.
    Posto che naturalmente non c’è più spazio per l’arroganza di chi credeva un secolo fa che esistesse al mondo solo una cultura degna di questo nome, quella europea, e che tutto il resto fosse barbarie, rimane vero che la cultura che prende le mosse dalla Grecia del VI secolo a.C. e che si dirama per due millenni e mezzo nella rosa delle scienze, delle arti, dei saperi in Europa e oltre, è un patrimonio incredibile, che impone umiltà a qualunque intelletto.
    Chi ha anche solo avvertito i mondi spirituali che promanano da Platone, Aristotele, Tommaso, Dante, Cartesio, Spinoza, Leibniz, Monteverdi, Michelangelo, Cervantes, Purcell, Shakespeare, Bach, Mozart, Wagner, Mahler, Debussy, van Gogh, Dostoevsky, Thomas Mann, Niels Bohr, ecc. ecc. ecc., chi ha fatto anche solo in piccola parte questa esperienza, non può che soffrire terribilmente nel vedere tutto questo divorato, pervertito e distrutto dall’accidente storico dell’egemonia statunitense degli ultimi 70 anni.

    L’Europa ha molte colpe ma la principale è di essersi autodistrutta un secolo fa, lasciando via libera a quel parvenu arricchito del nipote americano, che l’ha condotta, passo dopo passo, a diventare una brutta copia di sé, sacrificabile come controfigura.
    E la nostra sofferenza, è quella di sapere di essere oggi dalla parte sbagliata della storia, sbagliata quanto un secolo fa, ma oggi anche perdente; e di sentire che il collasso incombente porterà con sé sotto le macerie anche quel patrimonio culturale unico.

  • agbiuso

    Ottobre 30, 2023

    Dal sito dell’Istituto Iliade
    (https://institut-iliade.com/)

    Sommes-nous entrés dans un monde post-occidental ?

    L’Occident en crise – qu’il nous faut plutôt nommer post-Occident depuis qu’il a fait sécession de l’Europe – pourrait être assimilé à un patient schizophrène. Prônant une « diversité » mensongère à l’intérieur, imposant au monde entier un modèle unique de « valeurs universelles ». Des deux côtés de l’Atlantique, ce grand malade est aujourd’hui en phase terminale.

    Schizophrénie, arrogance et impuissance

    Au sein du post-Occident, une démographie en berne et une mentalité vieillissante. Mais aussi une profonde crise intellectuelle et morale qui atteint son point d’acmé dans les délires du wokisme. Et à mesure que l’Europe s’affaiblit, la montée en puissance de cultures étrangères sur son propre sol.
    À l’extérieur, une politique agressive caractérisée par des guerres technologiques menées au nom de « droits de l’homme » à géométrie variable et de plus en plus contestés par les pays du Sud, qui renouent pour leur part avec les voies de l’identité et de la puissance.
    Ce post-Occident se veut aujourd’hui « multiracial » alors même que ses ennemis ne voient en lui que les restes d’un « monde blanc » à abattre. Rejetant Julien Freund et oubliant les ressorts profonds du politique, le post-Occident refuse de voir la réalité du monde qui vient. Il s’enferme dans la schizophrénie et une arrogance masquant mal son impuissance.
    Ce monde finissant est chaque jour plus névrosé, entraînant les peuples européens vers le suicide collectif. Et s’il fallait que cet « Occident » meure pour que l’Europe renaisse ?

  • agbiuso

    Settembre 18, 2023

    Merkel caduta da cavallo
    il Simplicissimus, 17.9.2023

    Mi era sfuggito che un povero cortigiano dei nostri tempi, dotato di infallibile malgusto, avesse realizzato nel 2021 una statua equestre della Merkel, posta sul terreno del Museo Tempel di Etsdorf. L’autore di questo capolavoro, è “designer della comunicazione” Wilhelm Koch il quale con questa patacca ha voluto rendere omaggio alla democrazia e all’idea europea. Certamente è uno che ha capito tutto a meno che il cavallo che sembra un’asino e la cavaliera con un didietro più “importante” di quello dell’animale che cavalca, non sia una feroce satira: dopotutto, come ha detto egli stesso i monumenti equestri sembrano particolarmente inadatti ai politici squallidi e burocratizzati che ci affliggono. Non sarà il fatto che le persone di potere e persino i condottieri non vanno più a cavallo? Seminiamo questo atroce dubbio.

    Ad ogni buon conto la notizia è che la statua equestre realizzata in cemento riciclato per onorare l’ecologismo fasullo della più importante fan di Greta, è crollata sotto il suo stesso peso, evento che sembra avere un aspetto simbolico mica da poco in un momento nel quale l’Europa stessa di cui la Merkel è stata interprete, guida e rappresentante, sta miseramente crollando. In realtà già in precedenza la testa del cavallo e il braccio della cavaliera erano crollati e per nascondere le riparazioni la statua è stata ridipinta di un bianco tremendo, aggiungendo anche questo tocco orrifico al tutto,

    Ma la frantumazione finale della statua che potete vedere qui sopra rappresentano in maniera perfetta lo stato dell’Unione Europea, della Germania e l’eredità della Merkel . Adesso non aspettiamo altro che un artista italiano realizzi una statua equestre di Draghi mentre dirige l’ultima carica di cavalleria della Goldman Sachs, Però maglio farla di cartapesta perché si adatta molto di più al personaggio, che non cade mai perché in fondo non alcun peso se non come commesso svenditore.

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