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Transumanesimo

Transumanesimo

Prefazione a:
Verificare di essere umani. Per una teoresi del Transumanesimo
di Selenia Anastasi
Lekton Edizioni, Acireale 2019
Pagine 210

Del Transumanesimo Selenia Anastasi coglie la complessità teoretica che analisi soltanto giornalistiche o sociologiche non sono in grado di comprendere. Anche per questo il suo libro è nello stesso tempo una limpida introduzione all’argomento e una analisi del tema da una prospettiva capace di evitare le più diffuse formule per individuare invece la ricchezza, i rischi, le possibilità che abitano nel plesso umano-postumano-transumano.
È quanto ho cercato di indicare nella Prefazione al volume, che sarà presentato venerdì 20.9.2019 alle 19,00 nel cortile della CGIL di Catania in via Crociferi 40, nell’ambito di EtnaBook – Festival Internazionale del libro.

3 commenti

  • KavehAf

    26 Settembre, 2019

    È un tema, quello del transumanesimo, che i salotti accademici nostrani relegano all’acriticità, ma sarebbe sorprendente se fosse il contrario dato che certe riflessioni trovano nascita prima e terreno fertile poi proprio in taluni ambienti. Fuori dai confini del bel Paese il dialogo è vivo, soprattutto in Francia. Qua da noi le argomentazioni rimangono spesso banali, se non fosse per alcune eccezioni. Spero dunque che questo nuovo saggio, che pur non so come si schieri, contribuisca nel portare una ventata d’aria fresca sul dibattito. Ammetto di essere profondamente annoiato dalle tesi sul cyborg di Donna Haraway e da quelle del postumano di Rosi Braidotti, mi confondono ancora certe loro riletture della scuola strutturalista e post-strutturalista francese (che pur mi vede prevenuto dal momento in cui buona parte di essa mi è antipatica, soprattutto nelle figure di Derrida e Althusser) in particolar modo rispetto a certe tesi di Foucault, Guattari, Deleuze, così come, in conclusione, non credo proprio che il pensiero transumanista, a differenza di ciò che affermano le autrici citate, possa allinearsi a prospettive ecologiste o, addirittura, antispeciste; non per risultare scettico ma, per esempio, non comprendo se nella rilettura della Haraway sull’oncotopo ci sia malafede o ingenuità, vedi l’affermazione secondo cui l’animale che subisce la sperimentazione avrebbe nel laboratorio un suo proprio spazio di libertà, in una sorta di cooperazione che renderebbe possibili i vari risultati di talune ricerche. A dir poco angosciante. Avrei altro da aggiungere ma ora come ora non voglio fare il luddista dietro le inferriate della piattaforma digitale: ne impoverirei l’enunciato. Come mi insegna Curcio preferisco i rapporti corpo-a-corpo piuttosto che quelli alias-ad-alias.

    Ora, mi ero promesso di leggere la raccolta di saggi Critica al Transumanesimo edita dall’attenta Nautilus di Torino, ma credo proprio che anche questo nuovo testo – il quale ha attirato la mia più viva curiosità – entrerà tra le mie letture, seppur non ho la minima idea di quali prospettive e spunti aspettarmi da questa giovane autrice. Come avrò la gioia di poter sfogliare il suo lavoro potrò farmi un’idea più delineata e precisa.

    • Selenia

      26 Settembre, 2019

      Ti ringrazio molto per queste tue considerazioni e per l’interesse che mostri verso la mia piccola opera. La mia speranza è proprio quella di riuscire a raccontare una versione dei fatti scevra, per quanto possibile, da ideologie, fedi religiose e simpatie personali. L’indagine che qui ho tentato di portare avanti non ha pretese di originalità o unicità, ma solo quella di fare un punto su un fenomeno sociale contemporaneo tra i più intenteressanti e di farlo in maniera scientifica. Il motore di partenza di questa ricerca è stato, in effetti, il vuoto nostrano che anche tu hai evidenziato: manca in Italia un dibattito che prenda sul serio questi movimenti e che tenti un’analisi critica e profonda delle rivoluzioni culturali che stiamo vivendo. Ho cercato di riempire questo vuoto, attingendo alle voci dei filosofi e delle filosofe che ho ritenuto significative nel dibattito di ormai lungo corso. Perciò non potevo escludere Haraway e Braidotti, né Marchesini, Campa, Longo e le altre voci che leggerai tra queste pagine, sarebbe stato come negare il loro il contributo indiscusso, pur con i limiti che tu hai citato e che anche trovo condivisibili.
      Attendo dunque di sapere se sono riuscita in questa impresa. Sono sempre aperta ad accogliere dubbi, stimoli e suggerimenti 🙂 Nell’attesa, faccio tesoro del tuo consiglio di lettura, chissà che non possa essere di ispirazione per un eventuale approfondimento.

      • KavehAf

        29 Settembre, 2019

        Avendo fugacemente citato Curcio ritorno qui per segnalarle il suo ultimo saggio fresco di uscita e che, sull’argomemto anche da lei affrontato, sembrerebbe dare una serie di spunti critici più che interessanti.Reduce della lettura, negli ultimi anni, dei suoi precedenti lavori (L’impero virtuale, La società artificiale, L’algoritmo sovrano) mi sento in dovere di suggerire l’appena pubblicato Il futuro colonizzato pur non avendolo ancora letto.

        Ecco il link: https://www.libreriasensibiliallefoglie.com/dettagli.asp?sid=81388054920190927154754&idp=338&categoria=

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