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Grazie caro Alberto. Ti faccio lavorare in piene ferie!!! Conservo gelosamente il tuo post e mi metto all’opera con entusiasmo.

In effetti, caro Alberto, l’articolo del Pellizzetti è molto interessante, chiarisce il tema, peraltro non nuovo, delle similitudini fra il B. e il Giovine sindaco fiorentino. Questa semilitudine di stile e di intenti mette però in risalto le differenze fra il pdl e il cosiddetto pdmenoelle. Il Giovine sindaco non puo’ affermare stentoreo, dopo una condanna per colossale evasione fiscale, che lui è il capo e lo rimarrà per sempre. Il partito cui il Giovine sindaco appartiene ha, con limiti, difetti, incertezze, talvolta grossolane cantonate, comunque tentato la strada delle primarie. Difatti il Giovine sindaco la volta scorsa non è diventato nè segretario nè candidato premier (odio questa parola, ma almeno è corta). Dentro di pdmenoelle c’è il dibattito politico, infuria perfino, mentre dentro la falange della destra, per quanto gli odii siano profondi, tutti sanno che c’è un padrone. Chi comanda nel PD non si capisce neanche bene, chi comanda nel PDL si capisce benissimo. Non è una differenza da poco (anche se immagino la facile replica che i risultati poi sono similari), perchè è una differenza sostanziale e il sulfureo genovese ovviamente, nell’efficacia del suo messaggio, non la evidenzia. Altra questione è quella sui programmo socio economici, dove la critica è fondata.

Mi sia dato atto che osservo sempre con attenzione e rispetto l’iniziativa di Grillo e del suo movimento. E anche del fatto che per nulla mi inquieta ogni aspra critica all’operato dei dirigenti del PD. Penso e scrivo libero. Come uomo, come padre, come artigiano, come modesto appassionato di letture filosofiche, e poco come iscritto al PD.
Credo sia utilissimo confrontare ragionamenti in modo aperto, senza un finale prestabilito. Io credo che la radice di ogni problema reale, concreto, che tocca la vita concreta di donne e uomini concreti, sia proprio un problema di ignoranza, di cultura superficiale, di volgarità d’approccio.
Certo il cupo personaggio dai tacchi rialzati continua ad occupare i nostri incubi, e così sarà ancora per parecchio tempo, e non sarà la signora con la falce a risolvere il problema, perchè un mito morto non puo’ morire.
Alberto carissimo, mi piace la tua limpidezza e sincerità, continuerò a leggerti sempre e, magari sotto la tua guida, a tentare anche l’impervia montagna di Heidegger.
Al grande Pasquale, grazie di tutto, soprattutto dello stile incredibile.

Cari amici, specie diegod56, sinceramente,non viene a nessuno voglia di chiudere questa ignobile partita con un sano e icastico, Che palle. Sbrigativo, certo, poco attento, sicuro, non analitico, oh siì, ma che dobbiamo morire di Letta e di che cosa è meglio quando è peggio, no. VIen via, amici, muoia Sansone e tutti i flistei gridava Totò in Totò e Cleopatra. Piove, il governo è peggio che ladro e se mi concedete l’ardire, adesso basta, che si inculino. Chi può se ne vada e chi non può se ne vada anche se non può. O vogliamo morire di pdcl. Io no.

Ammetto, caro Alberto, che il PD guidato da Renzi avrebbe un successo determinato proprio dal fatto che l’elettore di destra lo percepirebbe perfettamente «votabile».

Paradossalmente, una vittoria del cavalier pompetta e dei suoi, sarebbe quasi meglio, come fattore di chiarezza.

Sulle questioni dell’economia molto ci sarebbe da ragionare, ma lo faremo in altra occasione, debbo prima documentarmi un po’ meglio, ora sono troppo «balneare».

Buon proseguimento di vacanze, a tutti!

cucù!

forse sono l’unico iscritto al PD che attraversa queste pagine scrivendovi, per cui, tenterò di ragionare su questa critica, fondata, diffusa, così ampia perfino fra gli elettori da sembrar paradossale lo stato delle cose

la precisazione «a mio avviso» la metto qui e non la ripeto, per contenere l’ampiezza delle frasi

bisogna distinguere il problema del sostegno al cosiddetto governo di larghe intese dal problema delle vicende giudiziare dell’uomo con le chiome trapiantate

dalle mie conversazioni con iscritti abbastanza di rango, sulla questione del governo, l’opinione di molti è che il governo di larghe intese è una spiacevole necessità, determinatasi dal brutto risultato elettorale, indispensabile per evitare uno spread a 600 e il conseguente default (blocco di pensioni, tagli diretti degli organici del pubblico impiego, perdita dei risparmi personali di chi non è bravo nel trasferire all’estero le palanche)

su questo punto le mie opinioni personali divergono, anche se non sono un economista, e penso che l’errore sia stato già il sostegno al governo Monti (l’Europa ha aspettato che votassero perfino in Grecia, perchè mai non non potessimo votare, allora, non mi è chiaro)

comunque la questione del governo è distinta da quella della vicenda giudiziaria dell’uomo (lo so che questo è un termine eccessivo) dai capelli trapiantati, e su questo mi pare che tutti, nel cosiddetto PDmenoelle, concordano che la sentenza va applicata, senza alcuna regola ad hoc, e con essa la decadenza dagli incarichi parlamentari

mi pare sia stato chiarissimo l’antico studente della Normale, quello con i baffetti puro stile Bialetti: l’homo arcorensis puo’ benissimo esser leader politico senza stare in parlamento, così come accade al sanguigno comico genovese

venendo al Giorgio, costui è sempre stato la destra estrema del partito, e sostanzialmente non è nelle posizioni espresse, in termini politici ed economici, dal partito al quale è pure iscritto

questo in breve quel che c’è in campo, l’altra grande forza politica, oltre al probabile vincitore forzitalico e il probabile sconfitto PD al prossimo giro, è il Movimento di Grillo, ancora fortissimo ma, almeno finché prevale l’ideologo più radicale dalle ricciute chiome, ma non abbastanza da prendere il potere da solo

credo che qui, oltre alle giuste critiche al PD, sia bene anche dibattere sulle iniziative e le strategie del M5S, giacchè criticare gli altri partiti è giusto e sacrosanto, ma non basta a organizzare un’azione efficace

il lavoro del parlamentari del Movimento è andato migliorando mese dopo mese, ma non basterà per raccogliere in solitudine la maggioranza dei suffragi

ecco qua, caro Alberto, ho tentato di interloquire oltre gli slogan, oltre anche i giudizi morali che pure hanno la loro importanza

Parassiti, ognuno sa che cosa è utile.

Caro Alberto,

congratulazioni per la sintesi dell’analisi e del giudizio.
Sono di efficacia straordinaria e completamente condivisibili.
Chissà quando il nostro paese riuscirà a liberarsi da simili parassiti, che da secoli lo stanno devastando.
Un caro saluto.
Dario

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