Blog Su Dall’eternità a qui di Sean Carrol

Su Dall’eternità a qui di Sean Carrol

Nella freccia del tempo un fallace ologramma
il manifesto
15 giugno 2012
pag. 11

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caro alberto, grazie di aver messo a disposizione il pdf

ho letto due o tre volte l’articolo e, più leggevo, più mi venivano in mente alcune considerazioni di bellone nel testo molte nature, la cui recensione del sottoscritto è stata (immeritatamente) accolta su vita pensata

in sostanza bellone ricorda come ciò che noi uomini sappiamo o meglio, ipotizziamo, non è altro che l’elaborazione e il filtro di quel flusso continuo e di per sè senza significato, che passa attraverso i nostri strumenti sensoriali

un esempio facile è quello della luce: percepiamo (e con grandi variabili individuali) una gamma assai ristretta della onde elettromagnetiche e su di esse costruiamo quel fenomeno, del tutto interno, che è la visione

allora, venendo alla tua densa e pregnante recensione (anche se è il manifesto non so se tutti i lettori sono in grado di afferrarne i concetti) a me viena da pensare a quanto esiste fuori da ciò che è concepibile dalla mente umana, fuori perfino da quell’ipotesi così potente che chiamiamo tempo

è logico che qui fisica e filosofia si intrecciano e forse, come due bagnanti che si son spinti troppo lontano dalla spiaggia, rischiano di annegare

la fisica senz’altro, la filosofia, che sa nuotare meglio, riesce sempre a tornare a riva

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