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Narcisismo

I cristiani furono una setta aggressiva che minò l’Impero ma ne ereditò gli aspetti peggiori, come il gigantismo, la volontà di conquista, la tracotanza. Di tale dismisura è forma suprema l’idea che un Dio si sia fatto uomo e sia addirittura morto per la “salvezza” di questa specie insignificante posta su un pianeta qualsiasi dell’universo immenso. Con tali idee tanto balzane quanto arroganti ci siamo illusi di possedere uno status privilegiato rispetto a ogni altro essente. L’uomo, al contrario, non è altro che «una piccola specie animale ipertesa che -fortunatamente- ha fatto il suo tempo»; in generale, la vita sulla terra oltre che una malattia è una escrescenza dell’essere, un temporaneo incidente nelle cose, una insignificante eccezione priva di conseguenze: «la terra stessa è, come ogni astro, uno iato fra due nulla» (Nietzsche, Frammenti postumi 1888-1889, 16[25]).

L’antichità pagana aveva invece ben presente l’insormontabilità del limite. E da tale consapevolezza nascono l’arte, la letteratura, la riflessione in Grecia e a Roma. Esemplare di questa differenza è la condanna che il cristianesimo pronuncia contro il suicidio mentre Plinio arriva persino a compiangere la divinità per il fatto che essa non può uccidersi. L’antropocentrismo cristiano -in qualunque forma venga declinato, che sia il lusso planetario urbi et orbi dei papisti romani o il perenne venerdì santo dei tristi riformati tedeschi- ha trasformato la casualità della specie in una necessità cosmica, ha preso così a cuore le vicende umane da costringere persino un Dio a morire per esse. Festeggiare la resurrezione del rabbi Jeshu-ha-Notzri è un atto di supremo e patetico narcisismo da parte dei mortali.

6 commenti

  • Biuso

    6 Aprile, 2010

    @Augusto. E’ molto bella la tua immagine del “Grembo materno” da cui tutti proveniamo. Sono contento che sull’essenziale ci incontriamo sempre.
    @Dario. Su Nietzsche abbiamo posizioni in parte diverse ma condivido interamente quanto hai scritto sui rapporti tra cristianesimo e (ir)razionalismo.
    @Mariella Catasta. Sì, ci sono tante vie alla ricerca del senso. Solo chi non sente neppure il bisogno di percorrerle è veramente uno zombie. E ce ne sono tanti.

  • Mariella Catasta

    6 Aprile, 2010

    Non era mia intenzione gridare !
    Ognuno ha il diritto di pensare . Ma oggi è proprio il pensare che diffusamente manca. La dimensione dell’interiorità è spesso annientata dal bieco materialismo e dallo sfacelo valoriale.
    Io considero la fede cristiana una forza interiore capace di resistere ad ogni forma di egoismo e antropocentrismo psicologico e culturale, “un’intelligenza del cuore” che riesce a vedere la realtà e i rapporti umani sotto una luce diversa .
    E’ anche vero che ognuno di noi ha il diritto di ricercare autonomamente la verità senza pregiudizi o posizioni da difendere ad ogni costo . Fin quando tutto ciò è permesso possiamo considerare salva la dignità dell’uomo.

  • Dario Generali

    5 Aprile, 2010

    Pur riconoscendo a Nietzsche una straordinaria capacità di introspezione psicologica e di analisi antropologica, mi sono sempre sentito molto lontano dal suo modello di comprensione del mondo per l’accento che spesso pone più su intuizioni soggettive che su pacate e rigorose analisi razionali della realtà.
    Detto questo mi pare tuttavia decisamente contrario a ogni riscontro storico vedere nel cristianesimo un baluardo contro l’irrazionalità, quando ne è esso stesso un convinto sostenitore, non fosse altro che per la sua nota definizione del Cristo e del suo messaggio. La stessa scelta della fede risulta un salto irrazionale e tutti i tentativi, scolastici e non, di una fondazione razionale della fede hanno sempre mostrato una chiara insussistenza filosofica.
    La storia della scienza,della filosofia e della cultura ci mostrano poi con evidenza quanto il cattolicesimo abbia ostacolato e ostacoli tuttora l’evolversi del pensiero quando questo entri in contrasto con le sue convinzioni e i suoi pregiudizi e, soprattutto, quando ne metta in discussione l’egemonia culturale.
    Personalmente credo che ognuno abbia il diritto di trovare i sostegni e le consolazioni che riesce per rendere meno drammatica l’esistenza e il cristianesimo è sicuramente, per chi riesce a crederci, un buon sostegno contro la durezza della vita. Ritengo però del tutto improrio che si attribuisca a un appiglio consolatorio, espressione della debolezza umana, le caratteristiche di pensiero razionale,quando ne rappresenta invece l’esatto contrario.

  • Augusto Cavadi

    5 Aprile, 2010

    E’ molto interessante questa lettura della pasqua “dall’altro lato”. Personalmente mi piace pensare che la convinzione ORIGINARIA della pasqua sia consistita – e possa consistere per chi voglia così intenderla – nella speranza che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”: che dunque la morte del giusto sia la penultima parola, prima che egli precipiti nello stesso Grembo materno da cui ha avuto origine.

  • Biuso

    5 Aprile, 2010

    Il narcisismo del quale parlo non costituisce un atteggiamento psicologico dei singoli ma una questione culturale che attiene all’antropocentrismo biblico. Anche sul presunto disinteresse “dei martiri e dei santi” (impossibile, non foss’altro perché ha sempre di vista “la salvezza dell’anima”) ci sarebbe -naturalmente- molto da dire ma qui ho discusso d’altro.
    (Commenti pure, esprimendo le sue idee e critiche ma la prego di tenere la voce normale. In Rete, infatti, scrivere tutto in maiuscolo equivale a gridare. La ringrazio).

  • Mariella Catasta

    5 Aprile, 2010

    Non vedo il cristianesimo come una forma di narcisismo.
    A me appare paradossale la definizione del filosofo F.Nietzsche
    Possiamo definire narcisisti i martiri cristiani ?
    e una Teresa di Calcutta capace di curare le piaghe dell’umanità intera o di tutti coloro che treascendono se stessi per operare in termini di aiuto verso chi soffre o è in difficoltà?
    IL PRINCIPIO DELLA CARITAS CRISTIANA NON PUò ESSERE GETTATO VIA CANCELLATO CON UN COLPO DI SPUGNA O LIQUIDARLO COME ESPRESSIONE DELLA VOLONTà DI CONQUISTA O DI TRACOTANZA . IL LOGOS , LO SPIRITO, IL PRINCIPIO D’INTELLIGENZA CHE SI CONTRAPPONE ALLA BRUTALITà ALLA CIECA IRRAZIONALITà , AL DI Là DELLE CONCRETIZZAZIONI STORICHE CHE HANNO DEFORMATO L’AUTENTICO MESSAGGIO CRISTIANO, CHE SI FONDA SULLA LEGGE DELL’AMORE,HA LA SUA PERENNE RIAFFERMAZIONE NELL’UOMO CHE AMA INCODIZIONATAMENTE E CHE GRAZIE A CRISTO RIESCE A VINCERE OGNI FORMA DI OSCURANTISMO E IRRAZIONALE VITALISMO.
    NIETSCHE è L’ULTIMO METAFISICO (M.HEIDEGGER). IO PENSO CHE OGNI POSIZIONE FILOSOFICA POSSA VALUTARSI DAGLI EFFETTI CHE ESSA NECESSARIAMENTE PROVOCA. E IL CRISTIANESIMO , QUELLO VERO E AUTENTICO OLTRE AD ESSERE UN PILASTRO DI CIVILTà è UNA SFIDA PERENNE AL NICHILISMO CHE CI PERVADE E CI RENDE INQUIETI, ALL’IRRAZIONALISMO CHE CI DISTRUGGE E AL RELATIVISMO CHE CI CONFONDE .
    LA LEGGE DELL’AMORE CRISTIANO CI OFFRE L’OPPORTUNITà DI RECUPERARE LA CENTRALITà DELLA PERSONA CHE SUL PIANO ETICO SOCIALE E POLITICO SIGNIFICA COSTRUIRE CON IMPEGNO E RESPONSABILITà LA CULTURA DELLA VITA VINCENDO L’EGOCENTRISMO COGNITIVO, L’AUTOREFERENZIALITà (QUEL PRINCIPIUM INIQUITATIS CHE SI FONDA SUL DESISIDERIO DEL POTERE ) E ANCHE QUELLA VOLONTà DI POTENZA CHE MAL CANALIZZATA E TRAVISATA PUò FACILMENTE DEGENERARE NELLE FORME PIù ORRIBILI DI CRUDELTà CHE LA STORIA CONOSCE.
    LE SFIDE ALLE FILOSOFIE DEL NON SENSO POSSONO ESSERE LANCIATE DAGLI UOMINI DI BUONA VOLONTà COSTRUTTORI DI PACE E DI SENSO E NON DA SIMULATORI EGOISTI E NARCISISTI.
    QUALE PROSPETTIVA CI OFFRE IL NUOVO PAGANESIMO?
    QUELLA DI RICONFINARE LA VITA NELL’ALVEO DEL DISVALORE E DELL’IMMANENTISMO ASFITTICO O DELL’IRRAZIONALE ASSUNTO IM MODO SURRETTIZIO A NUOVA IPOSTASI?
    SENZA DIO LA VITA è INCOMPRENSIBILE , CON DIO DIVENTA UN’ESPLOSIONE DI LUCE, AFFERMAZIONE DI AUTENTICA GIOIA E POSSIBILITà D’INFINITO.

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