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È proprio Meursault

Teatro Franco Parenti – Milano
Lo straniero
Reading tratto da L’étranger di Albert Camus
con Fabrizio Gifuni
riduzione letteraria di Luca Ragagnin
regia di Roberta Lena
produzione il Circolo dei Lettori
2-3 luglio 2014

Gifuni_CamusFabrizio Gifuni è proprio Meursault. È la sua calma, l’indifferenza, la lucidità. È il pari valore delle scelte. È l’inevitabilità degli avvenimenti. È lo svuotamento dell’immensa ipocrisia degli esseri umani, è la distruzione del loro egoismo. È la colpa d’essere nati. È la parola pacata, essenziale e terribile. È il sole a piombo, accecante e mortale. È l’anarchismo che rifiuta codici, tribunali e religioni. È il disincanto sulle istituzioni, sulle passioni e sui sentimenti. È la bellezza delle notti di sale, di terra e di stelle. È la poesia che zampilla invisibile da una scrittura apparentemente prosaica. È la ribellione, l’urlo, la morte. È l’odio.
Fabrizio Gifuni è proprio Meursault. La sua voce ferma, i gesti essenziali, il grido improvviso, la calma del mare si rapprendono in una magnifica esperienza di ascolto, di pensiero, di odio.

Gadda, l’incendiario

Teatro Franco Parenti – Milano
Il racconto dell’incendio di via Keplero
di Carlo Emilio Gadda
Con Anna Nogara
Percussioni Marco Scazzetta
Produzione Teatro Franco Parenti
Dall’1 al 10 febbraio 2013

«Se ne raccontavano di cotte e di crude sul fuoco del numero 14. Ma la verità è che neppur Sua Eccellenza Filippo Tommaso Marinetti avrebbe potuto simultanare quel che accadde, in tre minuti, dentro la ululante topaia, come subito invece gli riuscì fatto al fuoco: che ne disprigionò fuori a un tratto tutte le donne che ci abitavano seminude nel ferragosto e la lor prole globale…».
Al futurista Marinetti no ma a Gadda sì. A lui riesce di racchiudere in un incendio improvviso i caratteri, le psicologie, le storie, i progetti, le vanità, le disperazioni, la malinconia, il Wille zum Leben, la dolente e totale volontà di vivere che accomuna i mortali. Si precipitano tutti verso la salvezza, signore ingioiellate, prestanti garzoni di muratori, ladri trasformatisi in eroi, vecchi garibaldini immedagliati, ubriaconi solitari, bambini piangenti e pappagalli sconvolti.
Come uno dei personaggi «ingiovannava la tromba delle scale» per chiamare e salvare un suo amico, così Anna Nogara ha “ingaddato” lo spazio teatrale con una recitazione che dell’espressionista e strabiliante racconto ha restituito il pathos, l’ironia, il divertimento, l’antropologia, la bellezza.

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