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Androidi animisti

Gli androidi, la scuola, i tramonti
Recensione a: Kazuo Ishiguro, Klara e il Sole (Klara and the Sun, 2021)
Trad. di Susanna Basso
Einaudi, 2021
Pagine 273

in Aldous, 21 giugno 2021

«Lezioni su schermo»; ibridazione tra persone umane e intelligenze artificiali che si chiamano AA, Amici Artificiali; «editing genetico». Non sono gli elementi di una ulteriore fantascienza, di ancora un racconto dedicato al potere conquistato dalle macchine inventate dagli umani e che degli umani tentano di prendere il posto nel dominio sugli enti. Sono invece gli elementi di un testo all’apparenza tradizionale e in ogni caso costruito sulle strutture narrative, i dialoghi, le modalità temporali che hanno fatto del romanzo un genere letterario consolidato e a tutti noto.
I tre elementi -l’istruzione, l’ibridazione, il potenziamento genetico- a un certo punto della trama convergono nel modo più drammatico ed estremo, almeno come possibilità. Il realizzarsi o meno della quale dipende da qualcosa di impensabile in un contesto così tecnologicamente raffinato, da una sorta di «superstizione da AA» nutrita con ferma, fideistica, ingenua ma argomentata convinzione dall’androide Klara. Una fede nell’elemento più universale, materico, fondante la vita e ogni scambio di energia sul nostro pianeta: il Sole. 

[Sullo stesso blog/rivista il suo fondatore, Davide Miccione, ha pubblicato qualche giorno fa un articolo chiarissimo e disvelante sulle politiche scolastiche e formative del Governo Draghi, sul loro fondamento liberista, sulle loro conseguenze devastanti per ogni giustizia sociale, oltre che per l’esistenza di un pensiero critico: The Closing of italian Mind]

Un lindo terrore

Non lasciarmi
(Never Let Me Go)
di Mark Romanek
Con: Carey Mulligan (Katy), Keira Knightley (Ruth), Andrew Garfield (Tommy),  Isobel Meikle-Small (Kathy da bambina), Ella Purnell (Ruth da bambina), Charlie Rowe (Tommy da bambino), Charlotte Rampling (Miss Emily).
Usa – Gran Bretagna, 2010
Trailer del film

Hailsham appare come un tipico college britannico degli anni Settanta. Disciplina, amicizie, dispetti, attività sportive si intrecciano. Ma dietro questa apparenza sta una realtà atroce. Le vite dei ragazzi e delle ragazze che abitano questo luogo sono a termine, per una ragione che con gelida naturalezza si scoprirà a poco a poco. Nonostante tutto, l’amore sorge nelle esistenze di Katy, Tommy e Ruth. Ma è come se una biologica rassegnazione invadesse ogni istante. In nome del progresso terapeutico il piano inclinato della morte non può essere fermato.

Tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro, Never Let Me Go coniuga un distacco quasi entomologico e una struggente e coinvolta tristezza. Le immagini si soffermano molto spesso sui particolari che costituiscono il mondo -fili d’erba, pezzi sparsi di giocattoli, fogli di carta- in una nostalgia di normalità e nella metafora della frammentazione. Il lindo terrore che romanzo e film raccontano è più vicino di quanto lo spettatore possa immaginare. Si visiti questo sito e si legga una storia accaduta, fra le tante. Per sapere, per decidere, per non farsi macellare.

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