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Il professore e la morte

Il professore e la morte

The Professor
di Wayne Roberts
Con: Johnny Depp (Il Professore), Rosemarie DeWitt (La moglie), Danny Huston (L’amico), Zoey Deutch (la studentessa)
USA, 2018
Trailer del film

Apprendere che rimangono sei mesi di vita è certamente una delle notizie più destabilizzanti che si possano ricevere. Richard insegna letteratura inglese in un College e da quel momento decide di vivere nel desiderio e nella libertà. A seguirlo rimangono pochi studenti da lui stesso selezionati e un amico, l’unico al quale confida il proprio destino. La moglie è da lui definita «un degno avversario», la figlia è amatissima. Ma fungono da contorno. Al centro il confronto con se stesso, che emerge in tutta la drammaticità e melanconia quando, durante un brindisi, Richard afferma di non aver dato senso alla vita poiché «ho dimenticato di essere mortale».
Parole di saggezza, che riecheggiano -nei limiti di un film abbastanza banale– quelle di Martin Heidegger: «So wie das Dasein vielmehr ständig, solange es ist, schon sein Noch-nicht ist, so ist es auch schon immer sein Ende. Das mit dem Tod gemeinte Enden bedeutet kein Zu-Ende-sein des Daseins, sondern ein Sein zum Ende dieses Seienden. Der Tod ist eine Weise zu sein, die das Dasein übernimmt, sobald es ist», «L’Esserci, allo stesso modo che fin che è, è già costantemente il suo ‘non-ancora’, è anche già sempre la sua morte. Il finire proprio della morte non significa affatto un essere alla fine dell’Esserci, ma un essere-per-la fine da parte di questo ente. La morte è un modo di essere che l’esserci assume da quando è» (Sein und Zeit [1927], in «Gesamtausgabe», Vittorio Klostermann 1977, Band 2, § 48, p. 326; trad. di Pietro Chiodi, Longanesi 1976, p. 300).
L’idea di affrontare un tema simile è eccellente, Johnny Depp è un attore sempre piacevole, la sceneggiatura ha momenti brillanti ma anche altri nei quali cade in un facile sentimentalismo e nell’enfasi. E invece il nostro morire -un dato del tutto naturale come il vento alla finestra, un dato ovvio– andrebbe affrontato sempre con misura, per quanto possibile, è chiaro, alle nostre paure.

1 commento

  • Tina Messineo

    16 Settembre, 2019

    La morte che non tergiversa
    è saggezza di mente,
    riguardo alle cose degli dei
    e stare nei limiti dell’umano
    è vita senza dolore.

    (Euripide, Le Baccanti)

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