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Vita pensata 13 – Luglio 2011

Vita pensata 13 – Luglio 2011

È uscito il numero 13 di Vita Pensata, Rivista mensile di filosofia

Indice del numero di luglio 2011 (in formato pdf)

 

[Miei contributi]

Editoriale: Architettonicamente (con Giusy Randazzo), p. 4

Ricoeur. La narrazione del tempo, pp. 33-39

The Tree of Life, pp. 44-46

Don Giovanni, pp. 47-48

Loris Cecchini. La materia architettonica, (Con Giusy Randazzo), pp. 52-53

Prima lezione di filosofia, pp. 54-56

6 commenti

  • luciano

    Settembre 12, 2011

    salve prof biuso sono uno studente della facoltà di lettere e filosofia nel corso di laurea in filosofia.Mi sono registrato da poco sul forum e ho avuto modo di leggere il numero 13 di Vita pensata, Rivista mensile di filosofia.Questo articolo suggerisce moltissimi spunti di riflessione partendo a mio parere dallo spazio urbano contenitore e contenuto, rappresentazione e sostanza.Condivido pienamente il concetto di città inteso come corpo,proprio perchè soggetto a mutamento e cambiamneto e quindi all invecchiare, rigenerarsi, morire.Ciò avviene con il nostro corpo inteso sia come un inseme di organi,tessuti,ossa ma anche come come corpo vissuto e quindi insieme delle nostre emozioni,sensazioni il quale è immerso nel tempo, come avviene nelle cttà.Quindi è la corporeità immersa nella temporalità,in cui alla fine, non esistono luoghi ma soltanto interpretazioni come viene spiegato in questo articolo.

  • agbiuso

    Luglio 30, 2011

    Ci dev’essere qualcosa di particolare nel film di Malick se le persone a cui non piace reagiscono in modo così negativo.
    In Vita pensata il collega Raciti ha formulato un giudizio assai duro. Sul numero di agosto di Mente & cervello la psicologa Simona Argentieri ha scritto una stroncatura feroce, lei che di solito è molto gentile anche quando parla di film che non ha apprezzato. Forse però in questa recensione c’è anche una possibile spiegazione di tanto astio. Argentieri sostiene infatti che “i vari brani vengono assemblati non per ricostruire un filo logico della narrazione ma con l’intento opposto di scucire ogni possibile nesso spaziale o temporale; suppongo al fine di sottolineare continuamente l’insignificanza dei piccoli umani e delle loro vicende di nascita e morte a fronte del fatale andare dell’universo” (p. 11).
    Sì, io credo che pure questo sia l’intento di The Tree of Life, mostrare la nostra nullità di fronte alla materia cosmica. E’ una delle ragioni per le quali l’ho apprezzato.

  • diegob

    Luglio 21, 2011

    ho letto l’interessante recensione su «prima lezione di filosofia» ed anche l’importante contributo del prof. citran sullo statuto e la didattica della filosofia;

    in tutti e due i testi il tema di fondo è quello «classico» dello statuto della filosofia; ho trovato molto interessante la conclusione (o meglio non-conclusione) che la filosofia non è definibile in modo certo per la sua natura anche di esperienza umana, dove il sapere inevitabilmente si contamina con l’essere

    io penso che la filosofia non si può insegnare come una cosiddetta «scienza dura», nel senso che si può insegnare senz’altro la storia della filosofia, si può riepilogare più o meno con efficacia il pensiero dei filosofi, ma non si può insegnare ad esser filosofi

    e qui c’è una questione, che spesso riemerge per esempio dalle parole degli allievi dell’amico prof. biuso: in qualche modo un professore/filosofo è da un lato un professore che studia, rielabora, ma dall’altro è un uomo capace di trasmettere un entusiasmo, un piacere del pensare non limitato all’aspetto prettamente scolastico, ma trabocca sui territori propri del «come ci si sente» al mondo

    dunque secondo me la filosofia è un «pensare attrezzato»

    così come un buon camminatore ha gambe agili e fiato, cioè una dote naturale, ma certamente salirà alla montagna solo con buone scarpe, vestiti adatti e, per non perdersi, una buona mappa dei sentieri

    la filosofia che si insegna è una mappa, però la strada la devi percorrere da te

  • agbiuso

    Luglio 17, 2011

    Grazie, caro Diego. Non conosco la soluzione-bonifico perché mi sono abbonato con carta di credito ma abbia fiducia, appunto. Le coordinate arriveranno. E magari quando succederà ci informi con una mail indirizzata alla redazione. Così avremo la conferma che anche il sistema di pagamento da lei scelto funziona.

  • diego b

    Luglio 17, 2011

    in effetti ho compilato il form per sottoscrivere un abbonamento con bonifico anticipato, ed è emersa la risposta che sarebbero arrivate per mail le coordinate (iban) per procedere, ma ancora non è avvenuto

    può essere che si debbano prima raccogliere le sottoscrizioni, comunque son fiducioso ed il mio «dovere» di lettore l’ho assolto

  • diegob

    Luglio 14, 2011

    Si pensi a una piazza: è un esterno o un interno?

    questa domanda è uno dei molti passaggi interessanti del testo per una filosofia dell’interno architettonico di giusy randazzo

    in fondo tutta la nostra esperienza di vita la potremmo anche analizzare sulla scorta della coppia interno/esterno, fuori/dentro (credo sia capitato a tutti usare espressioni come dentro o fuori della cerchia, dell’ambiente, oppure di proporre, in certe serate un pò sonnacchiose, di andare un pò fuori)

    sicuramente l’architettura è un’arte fortemente orientata a determinare, decidere, dei fuori e dei dentro, e siccome fuori e dentro i manufatti dell’architettura non ci sono delle cose, ma noi, gli umani, ecco che l’architettura è per sua natura capace di incidere, di inventare o distruggere stili e modi di vita

    ma la cosa è ancor più interessante perchè un’architettura non sarebbe nulla, sarebbe senza senso priva dello sguardo che la vede, che la legge, che la ama o la odia, che vuole starci dentro o vuol fuggire

    una cosa è certa, un quartiere di città è in genere molto brutto se costruito a caso, come certe periferie negli anni 70, e in genere abbastanza bello se invece vi si intravvede un progetto, una volontà di amare i propri ospiti

    può essere che qualcosa dell’aspetto più tecnicamente filosofico non l’ho colto a dovere, ma comunque è stata per ora una gran bella lettura

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