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«Il tempo è reale»

Recensione a:
Arnaldo Benini

Neurobiologia del tempo
Raffaello Cortina, 2017
Pagine 120
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Anno 9 – Numero 2/2018
Pagine 192-193

Lo studio sempre più accurato dei meccanismi cerebrali contribuisce a «dimostrare e confermare oltre ogni dubbio che il tempo è reale» (Benini, p. 17) e lo è dentro i gangli stessi della vita, all’interno delle strutture biologiche della materia, che è scandita da ritmi temporali i quali in alcune strutture animali diventano coscienti di se stessi.
La liquidazione del tempo proposta da alcuni fisici –compreso Einstein– è da respingere anche alla luce delle scoperte neurobiologiche sul meccanismo intrinsecamente temporale del cervello umano e dell’intera sua corporeità.

[L’immagine è di Albarrán-Cabrera e si intitola This is you here 139]

L’Altro

Recensione a:
Storia naturale dell’amore
di Domenica Bruni
(Carocci 2010, pp. 143)
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Vol. IX, numero 1, primavera 2018
Pagine 107-108

Innamoramento e amore sono due strutture naturali e culturali, innate e apprese, universali e differenziate. Ovunque e sempre l’amore è anche un conflitto tra i sessi. Ovunque e sempre, «l’amore sembra avere qualcosa in comune con il mistero più profondo, ossia con la fine dell’esistenza» (p. 93). Non soltanto, infatti, l’abbandono è un’anticipazione e una metafora della morte ma la struttura stessa del sentimento amoroso ha a che fare con il nulla, con l’«inesistenza dell’oggetto d’amore, il quale altro non è che una proiezione dei nostri desideri» (p. 93). L’universalità dell’amore è dunque la stessa universalità del morire. Le caratteristiche somatiche e mentali riassunte con chiarezza da Domenica Bruni descrivono efficacemente la relazione tra la passione amorosa, la fine per l’individuo di un’epoca e la rinascita in un mondo nuovo.
Per l’Altro si è disposti a cambiare abitudini e persino valori. Tutto questo crea una dipendenza emotiva foriera di ansia, di speranza e di disperazione. Tali caratteristiche non nascondono tuttavia, anzi confermano, che l’Altro è un oggetto ermeneutico verso cui si esercita una costante e minuziosa «ricerca di indizi», ricerca nella quale si esprime una «ipersensibilità verso i segnali che invia la persona amata per avere una conferma della reciprocità del sentimento» (p. 97).

 

Metaphysics

Recensione a:
David Malet Armstrong

Che cos’è la metafisica. Un profilo sistematico
(Sketch for a Systematic Metaphysics, Oxford University Press 2010)
Carocci, 2016
A cura di Franca D’Agostini
Pagine 139
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Anno 8 – Numero 3/2017
Pagine 325-327

«Metaphysics is now respectable again» scrive Armstrong nella versione originale del libro che qui recensisco in italiano. Questa affermazione sintetizza quanto va accadendo ormai da molti anni. Il pregiudizio che la metafisica possa essere ricondotta alle sole strutture linguistiche è tramontato, così come vanno perdendo di plausibilità le varie forme di riduzionismo e di eliminativismo.
La metafisica è infatti uno dei modi più ricchi e più fecondi di comprendere la complessità degli enti, degli eventi, dei processi. L’essere non si limita agli enti particolari, ai singoli grumi di materia spaziotemporalmente costituita ma si estende anche alle proprietà generali di tali enti, alle relazioni degli enti tra di loro e con gli eventi, all’insieme dei processi che si generano da tali interazioni.

Cervellomente

Recensione a:
Piergiorgio 
Strata
La strana coppia
Il rapporto mente-cervello da Cartesio alle neuroscienze

Carocci, 2014
Pagine 161
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Anno 8 – Numero 2/2017
Pagine 207-208

Versione pdf

Il cervellomente è una struttura non digitale-computazionale ma analogico-semantica; non statica e data una volta per tutte ma dinamica e capace di continua rimodellazione sia tramite fattori interni sia per l’influsso dell’antroposfera e della infosfera nella quale ciascuno è immerso.
Le ipotesi oggi più probabili sullo statuto del cervellomente si pongono all’intersezione di neuroscienze e filosofia e comportano il necessario superamento sia del dualismo delle sostanze di marca cartesiana sia del monismo eliminativista (inteso a cancellare la mente) e consistono in ciò che si può definire o dualismo delle proprietà (Popper) o monismo emergentista (Sperry). La mente potrebbe dunque essere una proprietà del cervello, senza che la si possa identificare (o sostituire) con il cervello, come la gravità è una proprietà della materia, senza che la si possa identificare (o sostituire) con la materia.

Internet / Postumano

From Internet to Posthuman
(liberamente leggibile in pdf)
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Anno 6 – Numero 2/2015
pp. 305-310

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Abstract

La natura sociale e interattiva dell’essere umano ha generato strutture politiche, etiche, tecnologiche assai diverse tra di loro. Internet è una di esse. La comprensione della funzione, delle potenzialità e dei rischi del World Wide Web ha bisogno certamente di paradigmi sociologici, psicologici e cognitivi ma ha bisogno anche e soprattutto di uno sguardo teoretico radicale su quanto di umano e postumano abiti e si muova nella Rete e nei suoi dispositivi.

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