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Sarah Dierna su Tempo e materia

Sarah Dierna
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
in Il Pequod / n. 4 – Novembre 2021 / pagine 96-101

«Tempo e materia. Tempo è materia. È questo il nucleo intorno al quale si condensa e a partire dal quale si dipana la metafisica di Biuso. Una metafisica che parte dall’evidenza che “il mondo è” e che “l’umano è in esso” soltanto come sua parte. […]
Lontano anche da ogni prospettiva soggettivistica, la materia della quale si parla è una materia che “c’è indipendentemente da qualunque sguardo” come i Greci, anch’essi sullo sfondo della metafisica dell’autore, avevano già avvertito, esenti da quella hybris che ha invece caratterizzato la modernità, la quale ha ridotto la realtà ad un “canto solitario e monocorde dell’umano”. […]
Tutto questo non vale solo per l’umano. Un simile ‘inconveniente’, quello di essere nati, coinvolge infatti l’animalità tutta, dunque anche quella non umana poiché, benché il primo (l’umano) abbia rivendicato un salto ontologico rispetto al secondo (l’animale non umano), “la finitudine, il tempo, la morte” sono comuni a tutti i viventi dotati di sensibilità, dunque anche a quelli non umani. Una metafisica, pertanto, non solo del tempo, non solo materialistica, non solo metaetica, una metafisica anche antropodecentrata».

Diálogo Filosófico su Tempo e materia

Segnalazione di Tempo e materia. Una metafisica
in Diálogo Filosófico
Anno 37, numero 1 (109), gennaio-aprile 2021
Pagine 145-146

Non si tratta di una recensione ma di una semplice segnalazione bibliografica che riprende la quarta di copertina del libro. Ma lo fa con la vivacità e la solennità della bella lingua castigliana 🙂

«Metafísica es una palabra que el pensamiento filosófico y científico de los últimos dos siglos ha revestido de una crítica múltiple y radical. Sin embargo, el significado y la necesidad de la metafísica aparecen intactos. ¿Por qué existe algo? ¿Por qué tiene el mundo las características que tiene? ¿De dónde surgen la permanencia, la interacción continua y el cambio de sus partes y componentes? El autor cree que solamente una metafísica del tiempo, radicada en el método fenomenológico o en el rigor de las ciencias naturales pude dar cuenta del hecho de que la incesante diferencia de los eventos se sigue de la estructura misma del ser y del tiempo. La complejidad de la cuestión temporal se desencuaderna en varios ámbitos que este libro indaga: somática del tiempo, física del tiempo, teología del tiempo, metafísica del tiempo, materiatiempo. Ello confirma que la metafísica se dice de muchos modos, y que el ser no es estaticidad, inmovilidad y cimiento, sino que se da como acontecimiento, tiemo y evento. El ser es deviniente y nunca quiescente, es la incesante transformación de la materiatiempo, de la cual cada uno de los entes no es más que una de sus infinitas vibraciones. El libro trata de mostrar la razón, los modos y la estructura de esta identidad entre tiempo y materia».

 

Andrea Pace Giannotta su Tempo e materia

Andrea Pace Giannotta
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
in Iride. Filosofia e discussione pubblica
anno XXXIII, n. 91 / Settembre-Dicembre 2020 / pagine 715-717

Una metafisica fenomenologica si intitola l’analisi che Andrea Pace Giannotta ha condotto del libro. Formula nella quale mi riconosco per intero e che l’autore ha argomentato anche in questo modo:

Biuso affronta questa questione sviluppando una metafisica materialistica e processuale, su base fenomenologica, incentrata sulla identità tra tempo e materia. Tale concezione non va confusa, innanzitutto, con il fisicalismo, che è forse la prospettiva oggi dominante e che identifica la realtà materiale con l’oggetto d’indagine della scienza fisica. Piuttosto, la concezione della materia che viene qui proposta si colloca all’interno di un «naturalismo fenomenologico» (p. 48), ossia una concezione della natura materiale basata sull’applicazione del metodo fenomenologico d’indagine dell’esperienza e della realtà.
In tal modo, Biuso prende posizione riguardo la questione, dibattuta, del rapporto tra fenomenologia e metafisica, proponendo una «metafisica fenomenologica» (p. 117). Nel far ciò, l’autore si ricollega a quei passi in cui Husserl ha affermato di concepire la critica della conoscenza fenomenologica come finalizzata all’elaborazione, infine, di una «metafisica scientifica» (p. 123).
La radice fenomenologica della proposta di Biuso si evidenzia, in particolare, nell’elaborazione di una via mediana tra idealismo e realismo – posizioni entrambe problematiche – ammettendo al tempo stesso l’esistenza di una realtà indipendente dalla mente la quale però si «mostra» o, con un’espressione cara all’autore, viene alla «luce», solo attraverso un conferimento di senso da parte della soggettività cosciente.
Il risultato della ricerca di Biuso è quindi l’approdo a una filosofia processuale della natura, considerata come l’intero di cui l’umano è una parte che si autocomprende e in cui la realtà giunge all’autocomprensione. La mente è infatti per Biuso «materia consapevole della propria natura diveniente» (p. 61) e la coscienza è «autocoscienza del corpo temporale e del suo essere, persistere, fluire» (p. 29). 

Stefano Piazzese su Tempo e materia

Stefano Piazzese
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
in Bollettino della Società Filosofica Italiana
n. 232 / Gennaio-Aprile 2021 / pp. 106-108

Per Stefano Piazzese Tempo e materia «costituisce anche una proposta ermeneutica» ed è in questa chiave che legge il libro. «La dimensione ermeneutica dell’esistenza reca con sé, come suo manifestarsi, la vertigine dell’estasi temporale (p. 38), un sentire che si colloca temporalmente nella tensione tra il già e il non ancora. […] L’aspetto più originale dell’ermeneutica della finitudine proposta in questo libro consiste nel considerare la tragicità dell’esserci indissolubilmente legata al dato biologico/etoantropologico. L’ermeneutica incontra il dato biologico, lo tiene in considerazione nel suo tentativo di dire qualcosa di nuovo sul mondo e sulla vita, e lo realizza teoreticamente in una somatica del tempo dove natura e cultura non sono due diverse dimensioni antropologiche, ma un’unica realtà: naturacultura».

Patrick Cerutti su Tempo e materia

Patrick Cerutti
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
in Revue philosophique de la France et de l’étranger
2021/1 (Tome 146), Janvier-Mars 2021, pp. 135-136

La Revue philosophique de la France et de l’étranger è una delle più importanti e antiche riviste filosofiche del mondo (fu infatti fondata nel 1876). La recensione che vi è apparsa del mio libro riesce in poco spazio a dar conto del volume in modo ricco e corretto, con precisi riferimenti alle pagine del testo. L’autore rivolge al libro molti elogi e una sola riserva, che accolgo come stimolo per i miei ulteriori studi. Lo faccio tanto più volentieri in quanto il conclusivo accenno critico al «neoeleatismo contemporaneo» accoglie proprio la definizione da me proposta a proposito di alcune tesi della fisica e della cosmologia odierne, come quelle di Barbour e Greene.

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Il faut dire, avec Alberto Biuso dans cet essai très stimulant, que la différence du passé, du présent et du futur n’est pas une illusion, sauf à confondre ontologie et épistémologie, être et connaître. […]
Il faut dire fortement que le « déjà » et le « pas encore » sont des structures cosmologiques et pas simplement des Stimmungen humaines (p. 76). La première force et la première originalité de ce livre sont de chercher dans la thermodynamique ce qui donne leur réalité objective au temps et au présent. […]
Une autre originalité de ce livre est alors de prendre au sens strict cet énoncé : l’homme est le temps incarné, pour en faire dériver une somatique du temps et situer très précisément dans l’animalité ce qui nous met en rapport à la temporalité et nous arrache à la solitude ontologique dans laquelle on nous enferme depuis l’humanisme. […]
Une métaphysique du temps est aussi une métaphysique qui n’attribue plus à l’homme d’autarcie ontologique ou de privilège axiologique […].
La fin de l’ouvrage reste malheureusement assez programmatique et répétitive et se limite à des remarques plus convenues sur le kairos, entendu comme moment où une chose se réalise pleinement et point maximal d’équilibre entre l’être et le devenir. La tragédie est très justement définie comme la conscience de l’irréversibilité et de l’historicité au sein d’une physis faite de cycles temporels sans fin (p. 117). Mais une confrontation plus franche avec le néoéléatisme contemporain de Brian Greene et Julian Barbour aurait sans doute donné plus d’ampleur encore au propos.

Diego Bruschi su Animalia

Diego Bruschi
Un libro dedicato agli (altri) animali
in appunti, semplicemente appunti, 26.12.2020

Diego Bruschi scrive, tra l’altro, che «ogni pensiero intorno all’animalità è contiguo, incardinato, correlato al pensiero intorno all’umano. Il problema scaturisce dall’umano, dalla difficoltà di accettarne la reale condizione, la finitudine che lo contraddistingue e che in tutti i modi si cela con infinite, disperate, mai risolutive, utopie. […]
Il testo contiene molti riferimenti, tanto alla storia culturale (come sempre un amore mai deposto da Biuso verso i Greci e la loro accettazione della finitezza umana), quanto alle acquisizioni della scienza. […]
Gli umani sé dicenti sapiens non sono ben definibili in assoluto, non sono l’ultimo elitario gradino di una scala (che non c’è), sono solo una delle innumerevoli fasi del processo magmatico e unitario della vita».
La riflessione che Bruschi ha dedicato ad Animalia è profonda nella sua sintesi e rigorosa nell’indicare con chiarezza il senso del libro.

Andrea A. Sturiale su Tempo e materia

Andrea Antonio Sturiale
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
in Scienza & Filosofia, numero 24, dicembre 2020
Pagine 374-378

La densa e limpida recensione di Andrea Sturiale ha un incipit parmenideo che ho molto apprezzato: «La metafisica del tempo presentata da Alberto Giovanni Biuso in Tempo e materia si connota come una metafisica monistica e materialistica. Vi è una sola sostanza autosufficiente, dinamica, immanente, sacra, eterna, priva di causa e fondamento: la materiatempo che sempre c’è stata e sempre ci sarà».
L’autore spiega bene che cosa in questo libro si indichi con metafisica, la quale «intesa come lo sforzo di comprendere il mondo e quindi il tempo, è connaturata nell’esserci. L’umano è per natura metafisico. […] Una metafisica è, in generale, la precondizione di qualsiasi giudizio sul mondo, sia esso teoretico, estetico o pratico. A tal proposito, Biuso afferma che: ‘ogni pensiero che si esprime sul mondo, ogni parola che dice il reale, ogni sentire estetico, concetto logico, legge fisica, hanno infatti come fondamento una metafisica. Essa può rimanere implicita, può essere ignorata e può persino venire esplicitamente negata, e tuttavia essa sta all’origine di ogni costruzione concettuale – di qualunque genere essa sia –, ne scandisce l’andamento, ne determina gli esiti. Fisici, chimici, astronomi, biologi non possono conseguire risultati che non implichino sin da subito delle opzioni metafisiche, esplicite o no che siano’».
Sturiale si sofferma poi sul significato di verità; sul principio di ragion sufficiente; sul nesso tra ontologia, determinismo e irreversibilità e osserva che «la metafisica del tempo si presenta come il tentativo di conciliarsi teoreticamente e praticamente con la materiatempo e con l’ordine necessario del mondo».

[Photo by Guillermo Ferla on Unsplash. L’immagine raffigura la Galassia di Andromeda (M31-NGC 224), la più vicina al nostro pianeta]

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