Skip to content


Cervellomente

Recensione a:
Piergiorgio 
Strata
La strana coppia
Il rapporto mente-cervello da Cartesio alle neuroscienze

Carocci, 2014
Pagine 161
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Anno 8 – Numero 2/2017
Pagine 207-208

Versione pdf

Il cervellomente è una struttura non digitale-computazionale ma analogico-semantica; non statica e data una volta per tutte ma dinamica e capace di continua rimodellazione sia tramite fattori interni sia per l’influsso dell’antroposfera e della infosfera nella quale ciascuno è immerso.
Le ipotesi oggi più probabili sullo statuto del cervellomente si pongono all’intersezione di neuroscienze e filosofia e comportano il necessario superamento sia del dualismo delle sostanze di marca cartesiana sia del monismo eliminativista (inteso a cancellare la mente) e consistono in ciò che si può definire o dualismo delle proprietà (Popper) o monismo emergentista (Sperry). La mente potrebbe dunque essere una proprietà del cervello, senza che la si possa identificare (o sostituire) con il cervello, come la gravità è una proprietà della materia, senza che la si possa identificare (o sostituire) con la materia.

Mente / Neuroscienze

Lunedì 29 maggio 2017 alle 9,00 presso il Liceo Galileo Galilei di Catania terrò una lezione per un corso di aggiornamento su «Filosofia della mente e neuroscienze», organizzato dalla Società Filosofica Italiana e rivolto a docenti di filosofia. Il mio intervento si intitola Che cos’è la filosofia della mente. Ecco l’abstract.

==========
Presentare la filosofia della mente significa coniugare teoresi e storia della filosofia. Πνεύμα, ψυχή, σῶμα, spiritus, anima, sono parole antiche che hanno assunto nel corso dei secoli significati diversi e sempre fondamentali. Le prospettive più feconde del presente si collocano al di là sia di antichi e recenti dualismi sia di riduzionismi impoverenti. È più corretto parlare di un corpomente che non è soltanto organismo (Körper) -insieme e somma di tessuti, muscoli, ossa, liquidi- ma è anche corpo vivente e vissuto (Leib), è dunque coscienza, memoria, intenzionalità, tempo. Nel mio intervento cercherò di delineare una sintetica storia della mente che apra alla comprensione della ricchezza e pluralità degli studi contemporanei sul mentale, inteso come dispositivo semantico mobile nello spazio e nel tempo.

Programmi dell'a.a. 2015-2016

Dall’anno accademico 2015-2016 insegnerò anche Estetica.
Pubblico qui i pdf dei programmi che svolgeremo.

Filosofia della mente (Corso Magistrale in Scienze filosofiche): Il libero arbitrio tra neuroscienze e filosofia (pdf)

Storia dell’estetica (Corso Magistrale in Scienze filosofiche): L’estetica dello spazio in Proust (pdf)

Sociologia della cultura (Corso Magistrale in Comunicazione della cultura e dello spettacolo): Industria culturale e società dello spettacolo (pdf)

 

La mente fenomenologica

Recensione a:
Shaun Gallagher – Dan Zahavi
La mente fenomenologica
Filosofia della mente e scienze cognitive

(Raffaello Cortina Editore, 2009)
in Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia
Anno 3 – Numero 2 (2012)
Pagine 263-265
[ Liberamente leggibile in formato pdf ]

È un libro importante, che aiuta a comprendere in che cosa consistano il pensare e il vivere degli umani.
L’ho adottato più volte nei corsi di Filosofia della mente.

Neuroni e identità

Il Sé sinaptico.
Come il nostro cervello ci fa diventare quelli che siamo
di Joseph LeDoux
(Synpatic Self. How our Brain Become Who We Are, Viking Penguin 2002)
Trad. di Monica Longoni e Alessia Ranieri
Prefazione di Edoardo Boncinelli
Raffaello Cortina Editore, 2010
Pagine 556

Uno degli elementi più discutibili della ricerca neurologica -e medica in generale- sta nell’utilizzo di quelli che anche LeDoux definisce “animali da esperimento”. Una formula chiaramente inaccettabile, che riduce la dignità dell’animale vivente a una cosa. Il retaggio cartesiano di molta neurologia è evidente anche in questa scelta lessicale e nell’estensione per analogia alla mente umana dei risultati di esperimenti attuati su altre specie. Di converso si continua ad applicare agli altri animali l’illogica pretesa di essere come l’Homo sapiens. Dato che tale pretesa è per definizione impossibile da soddisfare, se ne deduce che gli altri animali non abbiano coscienza, consapevolezza, mente. C’è da dire che per fortuna l’autore di questo libro tempera di tanto in tanto simili tesi antropocentriche, come quando scrive che «una volta che si accetta che il Sé di un essere umano abbia aspetti consci e inconsci, diviene facile osservare come gli altri animali possano essere pensati come aventi dei Sé, purché si sia cauti circa quali aspetti del Sé vengano attribuiti a ciascuna specie in questione» (p. 30).

Un altro limite del libro è la prospettiva nel complesso discreta e non olistica nella quale si pone. Vengono infatti narrate in dettaglio le vicende dei neuroni, dei dendriti, degli assoni, delle sinapsi. E si dà quasi per scontato che questo basti per comprendere il Sé. Ora, se è vero che tutti i pezzi e le parti di un motore devono essere attivi e funzionanti affinché si dia il movimento dell’automobile, il moto dell’auto nello spazio è altra cosa rispetto al funzionamento dei singoli pezzi meccanici. Il tutto, come l’empirista Aristotele sapeva, è superiore alla somma delle parti. Sembrerebbe quindi che anche LeDoux sia un riduzionista al pari di molti suoi colleghi. Ma più sopra ho sottolineato il “quasi”. Si tratta infatti di un riduzionismo temperato che ammette come le strutture e le dinamiche neuronali non si pongano in contrapposizione alla mente e al mondo ma con essi si integrino: «per quanto cominciamo a pensare a noi stessi in termini sinaptici, non dobbiamo sacrificare altre modalità di comprensione dell’esistenza» (18); «ritengo che le impostazioni non scientifiche (letteratura, poesia, psicoanalisi) e le scienze non riduzioniste (linguistica, sociologia, antropologia) possano coesistere con le neuroscienze, integrandole» (454).

leggi di più

La nottola di Minerva

La nottola di Minerva.
Storie e dialoghi fantastici sulla filosofia della mente

di Sandro Nannini
Mimesis, 2008
Pagine 228

Caffe-Nannini-picc

Questo libro è frutto di una duplice passione: per la fantascienza e per il corpomente. E poi di una convinzione: che in filosofia non siano possibili dimostrazioni logiche o prove empiriche e che quindi il miglior metodo filosofico rimanga il dialogo platonico. E infatti il testo consiste in cinque dialoghi, un prologo, un intermezzo e un epilogo. Dialoghi dedicati rispettivamente a scienza e filosofia, alla mente, al suo rapporto col mondo, al linguaggio, alla coscienza e alla verità, alla relazione corpo-mente. In essi una grande competenza viene sciolta ed espressa in pagine insieme lievi e rigorose.

leggi di più
Vai alla barra degli strumenti