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La carne degli dèi

«Il mitico compianto per la morte di Adone, l’approssimarsi dei terrori notturni, l’informe sgomento del poi, l’immotivato sconforto degli adolescenti, il sussulto incontenibile delle isteriche, il vuoto dei monti sopraffatto dalla notte, la solitudine dei mari, la tristezza delle campagne, la somma di vita che se ne va senza più ritorno».
Così
 Antonio Baldini descrive la processione del Venerdì Santo a Caltanissetta nel 19301. In molti luoghi dell’Isola è in questo modo che viene ancora celebrata la morte del dio. L’immagine qui sopra raffigura uno dei momenti più significativi delle celebrazioni del Venerdì Santo a Bronte (Ct): l’incontro tra la Madre Addolorata e il figlio morto. Davvero, «un lamento che rompe acuto da un fondo immemoriale di dolore e di spasimo»2 .
È anche questo, soprattutto questo, che fa la grandezza del cattolicesimo. Esso vive delle sue radici pagane che si esprimono nelle statue, nella partecipazione del popolo alle vicende tragiche degli dèi, nella piena carnalità  del sangue e del dolore. Gli dèi sono vivi nella materia che li plasma. Le statue non sono simulacri degli dèi, le statue sono gli dèi in una delle loro teofanie. Così per Sant’Agata a Catania, così per le apparizioni della Madonna, così per il sangue che cola dalle statue del Cristo flagellato o morente, così per le lacrime che rigano il volto di sua madre.
Questa è la dimensione materica del Sacro, che Lutero volle distruggere. Il «monaco fatale» non ha nulla di pagano e anche per questo la sua interpretazione del cristianesimo è triste, unilaterale, disincarnata e povera. «Ein deutscher Mönch, Luther, kam nach Rom. Dieser Mönch, mit allen rachsüchtigen Instinkten eines verunglückten Priesters im Leibe, empörte sich in Rom gegen die Renaissance…»,  ‘Un monaco tedesco, Lutero, venne a Roma. Questo monaco, che covava dentro sé tutti i vendicativi istinti di un prete fallito, si ribellò a Roma contro il Rinascimento…’3.
Il protestantesimo nordeuropeo è in grave crisi. I suoi teologi elaborano colte e raffinate esegesi dei testi cristiani ma i suoi luoghi di culto vanno deserti. Non è difficile capirne le ragioni: per avere un senso reale e profondo, l’incontro con il Sacro deve essere realizzato in una dimensione fisica. Il luteranesimo e le altre chiese protestanti sono invece assai ‘spirituali’, anche nel senso indicato dalla sociologa Mary Douglas, la quale «attribuisce alla cultura protestante la netta mancanza di interesse per i simboli e l’identificazione tra rituali e tradizione religiosa. Così facendo la cultura protestante e il capitalismo da essa scaturito hanno aumentato il tasso di anomia sociale»4.
In una sua opera giovanile Heidegger ricorda che Lutero odiava (haßte) Aristotele5. Anche per questo il luteranesimo è così tetro, perché non è greco, perché gli manca la carne degli dèi.

Note
1. In Le vie del mondo. Viaggi d’autore, anno IV, numero 22, novembre 1999, Touring Club Editore, numero dedicato alla Sicilia, p. 98.
2. Ibidem.
3 F.W. Nietzsche, Der Antichrist. Fluch auf das Christenthum, [L’Anticristo. Maledizione del cristianesimo], § 61.
4 G. Vincenzo, Starbucks a Milano e l’effetto Don Chisciotte. I rituali sociali contemporanei, Meltemi, Milano 2019, p. 20.
5 M. Heidegger, Ontologie. Hermeneutik der Faktizität, [Ontologia. Ermeneutica della fatticità (1923)], Gesamtausgabe, Band 63, Vittorio Klostermann, Frankfurt am Main, 1988, p. 5.

«Tarcisio Bertone papa…»

Dal Messaggero del 4.12.2014
Il cardinal Bertone compie 80 anni, party esclusivo tra tartufi e cristalli 
di Franca Giansoldati

Un party regale, molto chic, per una quarantina di invitati. Porcellane, fiandra, argenti, cristalli. Il menù studiato nel dettaglio a base di tartufo d’Alba, roba per raffinati intenditori, innaffiato da vini piemontesi di gran pregio. Il tutto molto poco francescano, molto poco in linea con l’indirizzo di sobrietà richiesto da Papa Bergoglio alla curia, ma il cardinale Tarcisio Bertone anche stavolta voleva fare le cose in grande per festeggiare il suo 80esimo compleanno in compagnia di una ristretta cerchia di fedelissimi amici, cardinali e monsignori, suoi ex collaboratori. Una tartufata per raccogliere attorno a sé le persone con le quali ha lavorato a lungo nella stanza dei bottoni. […]
La nuova residenza è stata al centro di feroci polemiche non solo per il costo astronomico della ristrutturazione (a carico di Bertone) ma per l’ampia metratura. Un super attico di quasi 500 metri quadrati, frutto dell’accorpamento di due appartamenti cardinalizi situati in uno dei palazzi ottocenteschi vicini all’ingresso del Perugino. […] Bertone bersagliato di critiche aveva tentato di difendersi scrivendo anche una lettera al settimanale diocesano di Ivrea per denunciare la «gogna mediatica» cui era sottoposto per via del suo tenore di vita.
«È stato detto che il Papa si sarebbe infuriato con me per tanta opulenza. Addirittura è stato messo a confronto lo spazio del mio appartamento con la presunta ristrettezza della residenza del Papa». Poi precisava che l’appartamento «spazioso» era stato «doverosamente ristrutturato» a sue spese. Con il compimento degli ottant’anni Bertone lascia tutti gli incarichi nelle congregazioni vaticane. […] Il cardinale Bertone ha precisato che il pranzo di compleanno gli è stato offerto da alcuni suoi ex parrocchiani iscritti alla Associazione Alpini piemontesi.

Tarcisio Bertone era il mio candidato per il Conclave che ha eletto invece Bergoglio. Immaginare questo soggetto a capo della Chiesa papista mi riempiva di gioia, un po’ come Nietzsche rimpiangeva che -a causa di alcune banali circostanze- il cardinale Cesare Borgia, candidato secondo Jacob Burckhardt con molte probabilità di successo, non fosse diventato anche lui Pontefice nel 1503:
Cesareborgia«Vedo uno spettacolo così colmo di significato e insieme così meravigliosamente paradossale (so sinnreich, so wunderbar paradox zugleich), che tutte le divinità dell’Olimpo avrebbero avuto motivo  per una risata immortale –Cesare Borgia papa…- Mi si intende?…Bene, sarebbe stata questa la vittoria alla quale solo io oggi anelo -: in tal modo il cristianesimo sarebbe stato liquidato (abgeschafft)! Che accade invece? Un monaco tedesco, Lutero, venne a Roma. Questo monaco, con nel corpo (im Liebe) tutti gli istinti di vendetta d’un prete malriuscito, a Roma si indignò contro il Rinascimento […] E Lutero restaurò nuovamente la Chiesa: la attaccò…»
(L’anticristo, in «Opere’ VI/3», § 61, pp. 258-259).
Certo, rispetto al suo collega del Cinquecento, Bertone rimane un dilettante; questo offrono i tempi. Ma sarebbe stato comunque un Pontefice più sincero e meno sdolcinato, più rappresentativo della effettiva natura del cattolicesimo romano. E infatti anche da cardinale in pensione fa di tutto per dimostrarlo.

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