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Libri al Monastero

Libri al Monastero

Venerdì 28.9.2018 si svolgerà la Notte europea dei ricercatori, vale a dire di tutte le persone che nel nostro Continente -dentro le Università soprattutto, ma non solo- si dedicano alla ricerca negli ambiti più diversi del sapere. L’Ateneo di Catania sarà coinvolto con numerosissime iniziative.
Alcune di esse si terranno nel mio Dipartimento e a una parteciperò anch’io insieme a un gruppo di colleghi. Dalle 21.30 alle 23.30 nella Sala di lettura della nostra bella Biblioteca presenteremo dei libri. Un libro a testa, scelto da ciascuno di noi. Chi verrà a trovarci potrà sfogliare questi volumi e chiederci di parlarne (una decina di minuti per ognuno, non di più). Io ho pensato di far conoscere meglio uno dei  più radicali e splendidi romanzi italiani del Novecento: Dissipatio H.G. di Guido Morselli. E anche i libri scelti dai miei colleghi saranno delle intriganti sorprese.

5 commenti

  • Concetta

    Set 29, 2018

    ….un intervento differito
    Carissimi professori,
    l’incontro di ieri sera, in occasione della “giornata europea dei ricercatori”, sul quale stamattina mi trovo ancora a riflettere, ha generato in me il desiderio di leggere i libri proposti, ma ancor più, mi ha fatto percepire la lettura in sé, come uno spazio di libertà nel quale la mente può affrancarsi dai lacci della realtà, costruita spesso ad arte, da altri, per tutti noi.
    Ecco alcune osservazioni che avrei voluto fare in diretta ieri sera….
    Alla prof.ssa Sipala, che ci ha presentato il libro di Proust, avrei detto, se la mia timidezza me lo avesse consentito, che, se per un fatto meccanico (mi riferisco all’esempio della macchina che corre veloce sull’asfalto) il fermarsi o il rallentare “ mette in luce”, allo stesso modo, la malattia del corpo,per Proust, si rivela salute per la mente; allora mi è venuto in mente un libro che ho amato tantissimo, “la montagna incantata” al quale mi sono avvicinata con un tale timore reverenziale che ho pensato di avere esagerato per le mie capacità e invece ora, (dopo ieri sera s’intende!) mi ritrovo a sentirmi di nuovo pronta ad avvicinarmi “con leggerezza” ad un monumento della letteratura!
    Il racconto del libro “Il maestro e Margherita” proposto dalla docente di letteratura russa come un libro intricato e articolato, ma proprio per questo grandioso, mi ha invece dato lo spunto per riflettere sulla “complessità” che pur generando imperfezione ( il libro, diceva la professoressa, ha delle incongruenze) è la chiave per avvicinarsi alla comprensione. Si semplifica per i bambini e oggi purtroppo anche per gli adulti!
    Il professore studioso del medioevo, con il libro ”Storia del re trasparente” ci ha portato dal medioevo, suo ambito di ricerca, alle questioni d’identità e di genere immaginate già ai tempi dei cavalieri medioevali. La corazza della protagonista come tutte le corazze sono necessarie per nascondersi ma spesso anche per ritrovarsi. Così mi è sovvenuto un altro libro che ho letto molti anni fa, “La creatura di sabbia”, che avrei voluto proporre, quando ci è stato chiesto di invertire le parti, consigliando noi qualche libro ai relatori.
    Alla Professoressa che studia, come archeologa, il periodo preistorico, che ci ha consigliato, se ho ben capito, la lettura di un libro scritto da un antropologo, avrei detto che condivido la necessità della connessione tra le varie discipline. Anche in qual caso mi è venuta in mente una mia recente lettura di uno storico antropologo che per spiegare la rivoluzione cognitiva dell’homo sapiens si è servito di un ritrovamento archeologico, della statuetta di Stadel, risalente proprio ad un periodo preistorico, con ciò rinforzando la necessità di costituire “rete” tra i vari ambiti di ricerca.
    Infine, il libro presentato dal Prof. Biuso, “Dissipatio h g” il cui autore non avevo mai sentito prima di allora, mi ha fatto pensare che il protagonista “Ultimo”, sia in fondo, contenendolo, anche “Primo”, ed in questa prospettiva ne ho percepito la sacralità; Un libro che leggerò sicuramente, che riporta, come ben spiegato, l’uomo al suo posto dentro questa terra, granello di infinito, che tutti dovremmo abitare in pace ed in armonia, senza frontiere possibilmente. Pensavo, dato che la mente può immaginare, che se ci immaginassimo tutti per una volta “Ultimo” avremmo forse imparato il valore della condivisione senza riserve.
    Ecco, per concludere, sono una semplice lettrice, lavoro come impiegata di una Compagnia di assicurazione, e non essendoci riuscita ieri sera in maniera corale, ho voluto stamattina,con queste piccole frettolose e sgrammaticate riflessioni, ringraziarvi per la vostra attività di ricerca e nel ribadire che, ascoltandovi, mi sentivo al posto giusto nel momento giusto , vi invio un cordiale saluto.
    Concetta Lamendola

    • agbiuso

      Set 30, 2018

      Gentile Signora Lamendola, la ringrazio -credo anche a nome di tutti i colleghi- per questo suo intervento così completo, sincero e così gentile nei nostri confronti.
      Se la nostra serata è stata per lei l’occasione di «percepire la lettura in sé, come uno spazio di libertà» ciò vuol dire che il nostro obiettivo è stato raggiunto. Chi, come lei, ha letto La montagna incantata può leggere davvero tutto.
      Speriamo di averla ancora con noi al Monastero e intanto buona lettura 🙂

  • Pasquale

    Set 27, 2018

    Eh sì. Psq.

  • Pasquale

    Set 26, 2018

    Lusso puro che, come diceva qualcuno, è l’unica cosa di cui non si può fare a meno. Psq.

    • agbiuso

      Set 26, 2018

      Esatto, Pasquale, un puro lusso, davvero. Perché noi siamo i più ricchi, in assoluto.
      Non i potenti sui loro inquieti troni, non i banchieri con le loro crematistiche ossessioni, non i mafiosi pieni di denaro e nascosti nei sotterranei, nelle aziende o nei giornali.
      No, i più ricchi siamo noi, gli intellettuali, coloro che possono ripetere, con l’imitatore da Kempis, “in omnibus requiem quaesivi, et nusquam inveni nisi in angolo cum libro”.

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